
Cuba e il bluewashing USA, Rodríguez Parrilla: “Tolgano il bloqueo se vogliono aiutarci”
Pressenza - Monday, May 18, 2026Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro degli Affari Esteri cubano, ha sottolineato sul suo profilo Facebook che, per la prima volta, il governo degli Stati Uniti ha formalizzato pubblicamente un’offerta di aiuti a Cuba, tramite una dichiarazione del Dipartimento di Stato, del valore di 100 milioni di dollari. L’ennesima operazione di bluewashing (1) da parte degli USA, non tanto avendo come scopo ultimo l’umanitarismo, ma piuttosto avendo come fine ultimo il tentativo di comprarsi in qualche modo la benevolenza del governo rivoluzionario cubano. Gli USA hanno usato questa strategia molte volte, ed ora – dopo anni di finanziamenti alla destra cubana in loco e all’opposizione controrivoluzionaria anti-cubana di Miami – tenta di fornire finanziamenti diretti a Cuba per “prendersela”, come ha dichiarato recentemente Trump, ma il governo rivoluzionario cubano conosce molto bene le conseguenze di una simile azione.
Il Ministro degli Esteri ha osservato: “Non è ancora chiaro se gli aiuti saranno in denaro o in natura, e se saranno destinati ai bisogni più urgenti della popolazione in questo momento, come carburante, cibo e medicinali”.
Rodríguez Parrilla ha sottolineato che, nonostante l’incongruenza dell’apparente generosità di coloro che sottopongono il popolo cubano a una punizione collettiva attraverso una guerra economica, “il governo cubano non ha l’abitudine di rifiutare gli aiuti esteri offerti in buona fede e con autentici scopi di cooperazione, siano essi bilaterali o multilaterali”.
Ha aggiunto che non ci sono problemi nemmeno con la collaborazione con la Chiesa cattolica, con la quale Cuba vanta una lunga e positiva storia nonostante molte vicende abbiano spesso impedito il dialogo. “Siamo disposti ad ascoltare i dettagli dell’offerta e le modalità di attuazione” – ha dichiarato il Ministro degli Esteri nella logica tipica della politica estera cubana trasmessa da Fidel Castro, secondo cui: “I principi non sono negoziabili. Con l’imperialismo e tutte le sue sfaccettature non c’è possibilità di negoziazione, solo dialogo.”
Anche per questo motivo – in seguito alla richiesta presentata dal governo statunitense di ricevere all’Avana una delegazione guidata dal direttore della CIA, John Ratcliffe – la Direzione della Rivoluzione ha approvato la visita e l’incontro con il suo omologo del Ministero degli Interni. L’incontro si è svolto giovedì 14 maggio, in un contesto caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali, al fine di contribuire al dialogo politico tra le due nazioni, nell’ambito degli sforzi volti ad affrontare la situazione attuale.
Nella dichiarazione del Governo Rivoluzionario cubano si legge: “Le prove fornite dalla parte cubana e gli scambi avuti con la delegazione statunitense hanno dimostrato in modo inequivocabile che Cuba non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né esistono ragioni legittime per includerla nella lista dei paesi che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo.
Durante l’incontro è stato possibile verificare la coerenza e la congruenza della posizione storica del nostro Paese con le azioni del governo cubano e delle sue autorità competenti, nel contrastare e condannare inequivocabilmente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
Ancora una volta è apparso evidente che l’isola non ospita, non sostiene, non finanzia e non permette l’esistenza di organizzazioni terroristiche o estremiste; non vi sono basi militari o di intelligence straniere sul suo territorio e non ha mai appoggiato alcuna attività ostile contro gli Stati Uniti, né permetterà che Cuba intraprenda azioni contro altre nazioni.
L’interesse di entrambe le parti nello sviluppo della cooperazione bilaterale tra le forze dell’ordine e gli enti di contrasto è risultato evidente, sulla base della sicurezza di entrambe le nazioni, della sicurezza regionale e internazionale.”
Il capo della diplomazia cubana ha espresso la speranza che gli aiuti siano esenti da manovre politiche e da tentativi di approfittare delle carenze e delle sofferenze di un popolo sotto assedio. Rodríguez Parrilla ha sottolineato che “il miglior aiuto che il governo degli Stati Uniti potrebbe offrire al nobile popolo cubano ora e in qualsiasi momento è quello di allentare le misure di blocco energetico, economico, commerciale e finanziario, che si sono intensificate come mai prima d’ora negli ultimi mesi, colpendo gravemente tutti i settori dell’economia e della società cubana”.
Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha scelto la via dei fatti e delle parole nette per rispondere alle ultime mosse ostili di Washington. In un’intervista concessa alla ABC News direttamente dalla capitale cubana L’Avana, Rodríguez ha lanciato un allarme che suona come un ultimo avvertimento: la strategia aggressiva di Donald Trump non è solo una questione di sanzioni economiche, ma una minaccia concreta che potrebbe portare a un “bagno di sangue”.
Il diplomatico cubano ha denunciato una criminale “aggressione multidimensionale” che va ben oltre il famigerato blocco economico. Al centro delle accuse c’è il vero e proprio assedio petrolifero imposto dalla nuova ordinanza esecutiva firmata da Trump il primo maggio. Un atto che, nelle parole di Rodríguez, non solo danneggia il popolo cubano, ma viola apertamente la sovranità di altri Stati, minacciando sanzioni contro qualsiasi compagnia o nave che osi rifornire l’isola di petrolio. Una mossa che sa di strangolamento, pensata per piegare un paese dopo averlo ridotto allo stremo.
Di fronte al paventare di una invasione militare USA di Trump contro Cuba, Rodríguez Parrilla ha infatti dichiarato: “Il blocco uccide già bambini. Un’invasione? Sarebbe un massacro di cubani e di giovani soldati statunitensi”.
(1) Il bluewashing è una pratica di marketing ingannevole in cui un’azienda, o un’organizzazione, o uno Stato si dipinge come socialmente responsabile ed etica per scopi umanitari di facciata, senza però apportare miglioramenti concreti alle proprie politiche di gestione del personale, diritti umani o impatto sociale.
Per info:
https://www.granma.cu/mundo/2026-05-14/comenta-canciller-cubano-ofrecimiento-de-ayuda-de-eeuu
https://www.granma.cu/cuba/2026-05-14/informacion-del-gobierno-revolucionario