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Furundulla 322 – Basta parlare di Israele…
…infatti, stiamo parlando di noi di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) ——————————- more ———————– Le muraglie di Israele L’asticella   Niente di incredibile   Cuba, qué linda es Cuba L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa La Furundulla precedente: 321
Cuba non si piega all’impero di Trump
Tra portaerei nei Caraibi, nuove sanzioni e accuse contro Raúl Castro, Washington rilancia la guerra politica contro l’isola. Ma Cuba continua a rivendicare sovranità, cooperazione internazionale e diritto all’autodeterminazione. Gli …
Gli Stati Uniti sanzionano funzionari cubani
La lista delle persone e delle entità cubane sanzionate dagli Stati Uniti si allunga. Il Dipartimento del Tesoro statunitense, a seguito dell’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump lo scorso 1° maggio, ha annunciato lunedì misure contro alti funzionari, capi e istituzioni militari cubane. La decisione va inquadrata nella politica di massima pressione dell’amministrazione degli Stati Uniti nei confronti dell’isola. Le misure implicano il blocco di beni sotto la giurisdizione degli Stati Uniti e vietano le transazioni finanziarie con cittadini o entità statunitensi. Secondo l’elenco dell’Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC) sono stati inclusi nella lista il presidente dell’Assemblea nazionale del Poder Popular, i ministri dell’energia, della giustizia e delle comunicazioni. Nella  lista compaiono anche i capi dell’esercito orientale e centrale, il capo del controspionaggio militare e la Direzione Generale dell’Intelligence, insieme al Ministero dell’Interno e alla Polizia Nazionale Rivoluzionaria. La misura arriva in mezzo a un aumento delle tensioni tra Washington e L’Avana. Cuba viene accusata di minacciare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e della regione e per questo l’amministrazione di Donald Trump ha inasprito il sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario oltre a minacciare l’isola con un attacco militare. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 19, 2026
Pressenza
Cuba, una minaccia per gli Stati Uniti?
Cuba è stata definita dall’amministrazione di Donald Trump una minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione, ma, come sempre, quando da Washington vengono espressi tali giudizi non si forniscono i motivi. Quali potrebbero essere le paure della Casa Bianca? Negli ultimi mesi Cuba è tornata nel mirino della Casa Bianca, che ha emesso nuove sanzioni per cercare di far capitolare il legittimo governo di L’Avana. Dall’amministrazione statunitense si sta cercando, oltre che con le sanzioni, anche con la presentazione di rapporti al Congresso, di convincere che l’isola rappresenta davvero una minaccia per il Paese a stelle e strisce. La visita del direttore della CIA John Ratcliffe a Cuba, oltre a scatenare mille ipotesi sui motivi del suo viaggio, ha rafforzato l’idea che l’isola rappresenti davvero una minaccia. I mezzi di informazione hanno cercato di interpretare il senso della sua trasferta. La notizia è stata confermata dal governo di Miguel Diaz Canel che, ovviamente, non ha riferito i dettagli dei colloqui. Ma tornando alla questione principale, ovvero quale sarebbe la minaccia che Cuba rappresenterebbe per gli Stati Uniti,  l’ex direttore della CIA Robert Gates nel suo programma Face The Nation per  CBS News, mette in evidenza quale potrebbero essere le paure dell’amministrazione Trump. Robert Gates non è una persona qualunque, ha guidato la CIA e poi è stato Segretario alla Difesa con due presidenti diversi, di partiti diversi. L’ex capo della CIA sostiene che l’amministrazione statunitense teme una grande migrazione di cubani verso gli Stati Uniti a causa della situazione difficile. Inoltre sostiene che Cuba non è una minaccia per il suo Paese. Se dalla Casa Bianca temono che i cubani emigrino in massa verso gli Stati Uniti potrebbero fare la cosa più semplice: rimuovere le sanzioni che sono la causa dell’emigrazione e lasciare quindi libera l’isola di svilupparsi secondo le sue esigenze e progetti. Mi sembra una situazione in cui il cane si morde la coda. Da un lato le sanzioni servono alla Casa Bianca per fare pressioni sul governo mettendo la popolazione al centro delle loro politiche, rendendo la vita dei cubani sempre più difficile con la speranza di una ribellione interna. Dall’altra le sanzioni sempre più pressanti spingono i cubani a emigrare verso altre nazioni, Stati Uniti compresi. La strategia di massima pressione che gli Stati Uniti stanno portando avanti nei confronti di Cuba potrebbe davvero portare a un’emigrazione di massa, simile a quella dei primi anni Ottanta del secolo scorso. Non è certo poi che un cambio di governo sull’isola impedirebbe questo scenario. Penso piuttosto che se crollasse il sistema attuale si aprirebbe un’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti, scenario che Donald Trump teme. La sua politica è sempre stata quella di un’emigrazione zero. Sarebbe difficile per lui spiegare ai suoi elettori un’invasione di migranti cubani dopo un’azione che avesse portato a un cambio di governo sull’isola. In questo quadro gli Stati Uniti, per giustificare le continue sanzioni contro Cuba, redigono rapporti nei quali l’isola continua ad essere vista come una minaccia per la loro sicurezza. Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha denunciato che il governo degli Stati Uniti costruisce “giorno dopo giorno, senza alcuna scusa legittima, rapporti fraudolenti” per giustificare sia la “guerra economica spietata” che un’eventuale aggressione militare contro l’isola. In un messaggio su X, Rodríguez Parrilla ha affermato che “media specifici fanno il gioco” per Washington, promuovendo calunnie e facendo trapelare allusioni di aggressione e dichiarazioni ostili e interventiste da fonti del governo degli Stati Uniti. Il ministro ha ribadito, come ha sottolineato anche il Presidente Miguel Díaz-Canel, che Cuba non è una minaccia per gli Stati Uniti o per qualsiasi altro Paese e non vuole la guerra, ma difende la pace e allo stesso tempo si prepara ad affrontare qualsiasi aggressione esterna nell’esercizio del diritto alla legittima difesa riconosciuto nella Carta delle Nazioni Unite. Il presidente ha avvertito che qualsiasi azione di guerra provocherebbe “un bagno di sangue con conseguenze incalcolabili” e avrebbe un impatto distruttivo sulla pace e sulla stabilità regionale. www.occhisulmondo.info     Andrea Puccio
May 18, 2026
Pressenza
Cuba e il bluewashing USA, Rodríguez Parrilla: “Tolgano il bloqueo se vogliono aiutarci”
Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro degli Affari Esteri cubano, ha sottolineato sul suo profilo Facebook che, per la prima volta, il governo degli Stati Uniti ha formalizzato pubblicamente un’offerta di aiuti a Cuba, tramite una dichiarazione del Dipartimento di Stato, del valore di 100 milioni di dollari. L’ennesima operazione di bluewashing (1) da parte degli USA, non tanto avendo come scopo ultimo l’umanitarismo, ma piuttosto avendo come fine ultimo il tentativo di comprarsi in qualche modo la benevolenza del governo rivoluzionario cubano. Gli USA hanno usato questa strategia molte volte, ed ora – dopo anni di finanziamenti alla destra cubana in loco e all’opposizione controrivoluzionaria anti-cubana di Miami – tenta di fornire finanziamenti diretti a Cuba per “prendersela”, come ha dichiarato recentemente Trump, ma il governo rivoluzionario cubano conosce molto bene le conseguenze di una simile azione. Il Ministro degli Esteri ha osservato: “Non è ancora chiaro se gli aiuti saranno in denaro o in natura, e se saranno destinati ai bisogni più urgenti della popolazione in questo momento, come carburante, cibo e medicinali”.   Rodríguez Parrilla ha sottolineato che, nonostante l’incongruenza dell’apparente generosità di coloro che sottopongono il popolo cubano a una punizione collettiva attraverso una guerra economica, “il governo cubano non ha l’abitudine di rifiutare gli aiuti esteri offerti in buona fede e con autentici scopi di cooperazione, siano essi bilaterali o multilaterali”.   Ha aggiunto che non ci sono problemi nemmeno con la collaborazione con la Chiesa cattolica, con la quale Cuba vanta una lunga e positiva storia nonostante molte vicende abbiano spesso impedito il dialogo. “Siamo disposti ad ascoltare i dettagli dell’offerta e le modalità di attuazione” – ha dichiarato il Ministro degli Esteri nella logica tipica della politica estera cubana trasmessa da Fidel Castro, secondo cui: “I principi non sono negoziabili. Con l’imperialismo e tutte le sue sfaccettature non c’è possibilità di negoziazione, solo dialogo.” Anche per questo motivo – in seguito alla richiesta presentata dal governo statunitense di ricevere all’Avana una delegazione guidata dal direttore della CIA, John Ratcliffe – la Direzione della Rivoluzione ha approvato la visita e l’incontro con il suo omologo del Ministero degli Interni. L’incontro si è svolto giovedì 14 maggio, in un contesto caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali, al fine di contribuire al dialogo politico tra le due nazioni, nell’ambito degli sforzi volti ad affrontare la situazione attuale. Nella dichiarazione del Governo Rivoluzionario cubano si legge: “Le prove fornite dalla parte cubana e gli scambi avuti con la delegazione statunitense hanno dimostrato in modo inequivocabile che Cuba non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né esistono ragioni legittime per includerla nella lista dei paesi che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo. Durante l’incontro è stato possibile verificare la coerenza e la congruenza della posizione storica del nostro Paese con le azioni del governo cubano e delle sue autorità competenti, nel contrastare e condannare inequivocabilmente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Ancora una volta è apparso evidente che l’isola non ospita, non sostiene, non finanzia e non permette l’esistenza di organizzazioni terroristiche o estremiste; non vi sono basi militari o di intelligence straniere sul suo territorio e non ha mai appoggiato alcuna attività ostile contro gli Stati Uniti, né permetterà che Cuba intraprenda azioni contro altre nazioni. L’interesse di entrambe le parti nello sviluppo della cooperazione bilaterale tra le forze dell’ordine e gli enti di contrasto è risultato evidente, sulla base della sicurezza di entrambe le nazioni, della sicurezza regionale e internazionale.” Il capo della diplomazia cubana ha espresso la speranza che gli aiuti siano esenti da manovre politiche e da tentativi di approfittare delle carenze e delle sofferenze di un popolo sotto assedio. Rodríguez Parrilla ha sottolineato che “il miglior aiuto che il governo degli Stati Uniti potrebbe offrire al nobile popolo cubano ora e in qualsiasi momento è quello di allentare le misure di blocco energetico, economico, commerciale e finanziario, che si sono intensificate come mai prima d’ora negli ultimi mesi, colpendo gravemente tutti i settori dell’economia e della società cubana”. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha scelto la via dei fatti e delle parole nette per rispondere alle ultime mosse ostili di Washington. In un’intervista concessa alla ABC News direttamente dalla capitale cubana L’Avana, Rodríguez ha lanciato un allarme che suona come un ultimo avvertimento: la strategia aggressiva di Donald Trump non è solo una questione di sanzioni economiche, ma una minaccia concreta che potrebbe portare a un “bagno di sangue”. Il diplomatico cubano ha denunciato una criminale “aggressione multidimensionale” che va ben oltre il famigerato blocco economico. Al centro delle accuse c’è il vero e proprio assedio petrolifero imposto dalla nuova ordinanza esecutiva firmata da Trump il primo maggio. Un atto che, nelle parole di Rodríguez, non solo danneggia il popolo cubano, ma viola apertamente la sovranità di altri Stati, minacciando sanzioni contro qualsiasi compagnia o nave che osi rifornire l’isola di petrolio. Una mossa che sa di strangolamento, pensata per piegare un paese dopo averlo ridotto allo stremo. Di fronte al paventare di una invasione militare USA di Trump contro Cuba, Rodríguez Parrilla ha infatti dichiarato: “Il blocco uccide già bambini. Un’invasione? Sarebbe un massacro di cubani e di giovani soldati statunitensi”.   (1) Il bluewashing è una pratica di marketing ingannevole in cui un’azienda, o un’organizzazione, o uno Stato si dipinge come socialmente responsabile ed etica per scopi umanitari di facciata, senza però apportare miglioramenti concreti alle proprie politiche di gestione del personale, diritti umani o impatto sociale.   Per info: https://www.granma.cu/mundo/2026-05-14/comenta-canciller-cubano-ofrecimiento-de-ayuda-de-eeuu https://www.granma.cu/cuba/2026-05-14/informacion-del-gobierno-revolucionario > Canciller de Cuba afirma EEUU formalizó oferta de ayuda a la isla Lorenzo Poli
May 18, 2026
Pressenza
Cuba pubblica la “Guida per la Protezione delle Famiglie contro l’Aggressione Militare”
Il 15 maggio Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente del Consiglio di Difesa Nazionale, ha presieduto oggi la 40ª edizione dell’Esercitazione Popolare di Azioni in Situazioni di Disastro “Meteoro 2026”, che costituisce un pilastro essenziale per la preparazione degli organi di gestione e comando, nonché della popolazione. In quell’occasione, il presidente ha fatto riferimento alla complessa situazione che Cuba sta vivendo a causa della politica genocida e criminale del governo degli Stati Uniti. “Bisogna specificare, attuare e concretizzare ogni aspetto, zona di difesa per zona di difesa”, ha affermato Díaz-Canel citando inoltre, come parte della politica di strangolamento del governo statunitense, i due ordini esecutivi approvati: uno che dichiara il blocco energetico contro Cuba e un altro che estende le sanzioni a tutti coloro che desiderano collaborare con l’isola. Il tutto aggravato dalle pericolose e assurde dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump sulla volontà di “conquistare” l’isola caraibica attraverso una “aggressione militare”. Lo stesso giorno, lo Stato Maggiore della Protezione Civile Nazionale di Cuba ha pubblicato la Guida per la Protezione delle Famiglie contro l’Aggressione Militare, sul suo profilo ufficiale del social network Facebook, nell’ambito dell’esercitazione Meteoro 2026 e in occasione del 40esimo anniversario di tale esercitazione nazionale. Il testo, redatto ad aprile 2026 con il sottotitolo “Proteggere, resistere, sopravvivere e superare”, si propone di guidare la popolazione sulle misure di sicurezza di base in caso di una situazione eccezionale di aggressione militare, con particolare attenzione alla protezione dei settori vulnerabili come bambini, donne incinte, anziani e persone con disabilità. La guida sottolinea che un’ampia fetta della popolazione non parteciperà alle azioni di combattimento a causa dell’età o delle condizioni fisiche, rendendo quindi essenziale la conoscenza delle misure di protezione di base.  L’introduzione del documento rievoca le minacce storiche subite da Cuba sin dal trionfo della Rivoluzione, tra cui operazioni segrete, finanziamento del terrorismo paramilitare, sbarco di mercenari, tentativi di assassinio contro Raul e Fidel Castro e strangolamento economico.  Il documento sottolinea che, di fronte alla possibilità di un’aggressione militare, la missione principale della Protezione Civile è quella di proteggere la vita delle persone in tempo di guerra e di calamità. Con lo stesso rigore profuso nella preparazione alle calamità naturali, i cittadini sono esortati a prepararsi per salvaguardare le proprie vite in caso di aggressione militare da parte degli USA. Tra gli aspetti principali, si raccomanda a ciascuna famiglia: * di elaborare una serie di misure per proteggere i propri membri, i beni e l’economia domestica, di tenersi informata tramite i consigli di difesa zonale e di rispettare le direttive degli organi territoriali; * di conoscere il luogo di protezione assegnato contro gli impatti aerei e di preparare una borsa o uno zaino con il necessario. Il contenuto di quella borsa comprende documenti di identità, una radio ad energia alternativa, un sistema di illuminazione, cibo pronto per tre giorni, acqua potabile, articoli per l’igiene personale, medicinali per malattie croniche e, nel caso di bambini piccoli, giocattoli adatti per intrattenerli; * di conoscere i segnali premonitori di impatti aerei, rifugiarsi in scantinati, gallerie o fossati sicuri, evitare di sostare in spazi aperti, non toccare oggetti sospetti e non cercare rifugio in edifici danneggiati, sotto ponti o stazioni di servizio; * di non utilizzare gli ascensori durante gli allarmi e di mantenere disciplina e solidarietà nelle operazioni di protezione. Il documento elenca anche il contenuto di un kit di pronto soccorso, che dovrebbe includere acqua potabile, antidolorifici, antistaminici, guanti monouso, disinfettanti, garze, bende, cerotti, forbici, pinzette, un termometro, unguenti per ustioni, mascherine e bende. Per quanto riguarda le procedure di primo soccorso, si raccomanda di mantenere l’autocontrollo per prestare aiuto, intervenire su emorragie, fratture e ustioni ed evitare assembramenti intorno ai feriti.  In caso di: * fratture, l’arto interessato non deve essere mosso né devono essere applicate pomate; se l’osso è esposto, non bisogna posizionare sostanze sopra di esso; * sanguinamento, si consiglia di applicare pressione con un panno pulito e di applicare un laccio emostatico a braccia o gambe, prestando attenzione al tempo di applicazione; * ferite aperte, è consigliabile lavarle abbondantemente con acqua pulita, non applicare soluzioni antisettiche, evitare di rimuovere oggetti conficcati e medicarle con materiali il più puliti possibile. La Protezione Civile ha sottolineato che queste misure mirano a minimizzare i rischi e a garantire la sopravvivenza della popolazione in situazioni eccezionali.   Fonti: GUÍA FAMILIAR PARA LA PROTECCIÓN ANTE UNA AGRESIÓN MILITAR “Proteger, resistir, sobrevivir y vencer” https://www.acn.cu/cuba/divulga-defensa-civil-guia-familiar-ante-agresion-militar https://www.acn.cu/cuba/encabezo-diaz-canel-ejercicio-meteoro-2026 “Difunde Cuba guía para proteger al pueblo frente ala agresión militar” – 17 maggio 2026, La Jornada   Lorenzo Poli
May 18, 2026
Pressenza
La situazione energetica a Cuba
Vicente de la O Levy, Ministro dell’Energia e delle Miniere di Cuba in una conferenza stampa ha esaminato la difficile situazione energetica degli ultimi mesi. Una delle maggiori lamentele che i cubani quotidianamente sollevano nei confronti del governo è la percezione che i blackout energetici non siano distribuiti equamente tra la popolazione. Si sostiene che alcuni circuiti non sono mai soggetti a interruzione, mentre altri sono sottoposti a sospensioni dell’erogazione elettrica per tempi molto lunghi. Il ministro ha spiegato che “Il sistema elettro-energetico non è progettato per i blackout.” Nessuno dei grandi investimenti storici, nessuna delle interconnessioni, nessuna delle sottostazioni è stata concepita pensando che i circuiti dovessero subire interruzioni in maniera rotativa e per mesi di seguito. Ha spiegato che “si parte dalla domanda esistente, dalla capacità di generazione disponibile e da una previsione di copertura. Questo calcolo, che viene aggiornato quotidianamente, mostra quanti megawatt di deficit ci saranno a mezzogiorno e nella notte. E questo deficit è distribuito tra le province”. Ogni provincia ha differenti esigenze elettriche e questo è il primo problema. Inoltre nella rete elettrica alcuni circuiti possono essere disattivati e altri no. In questi ultimi si trovano strutture che devono ricevere energia costantemente, come gli ospedali, centri di produzione e altro. “Nel Paese vengono protetti ogni giorno più di 600 circuiti che consumano più di 800 MW. Questi circuiti includono tutti gli ospedali dell’isola, le strutture economiche prioritarie e i cosiddetti circuiti DAF”, ha sottolineato Vicente de la O Levy. Conosciuti soprattutto dagli abitanti della capitale, sono circuiti che non possono essere spenti perché, di fronte a fluttuazioni nel sistema, sono quelli che si aprono e si chiudono automaticamente per regolare la frequenza ed evitare un collasso generalizzato. Durante la notte viene pianificata la quantità di energia necessaria per quel giorno e vengono decise, di conseguenza,  le interruzioni di energia e in quali circuiti. Può succedere però che durante il giorno una centrale subisca un guasto o un malfunzionamento e così tutti i calcoli fatti fino a quel momento diventano carta straccia. Purtroppo le centrali sono vecchie e il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti impedisce l’acquisto di pezzi di ricambio e il loro ammodernamento. “I sistemi elettrici funzionano con riserva”, ha continuato il ministro. “Questi circuiti possono escludere un’unità per manutenzione. In un Paese normale, quando un impianto entra in manutenzione, altre unità di backup coprono la sua assenza senza che la gente se ne accorga, ma Cuba non ha quella riserva, andata persa nel corso degli anni a causa della situazione economica e finanziaria prodotta per il 99,9% dal blocco americano.” La conclusione è semplice: ogni volta che un’unità deve essere fermata per manutenzione o per un guasto, non c’è nessun’altra che la sostituisca. Il deficit generato da questo arresto si traduce direttamente in più ore di blackout per la popolazione. Per la produzione di energia elettrica occorrono milioni di tonnellate di combustibile, sia diesel che greggio e il Paese non dispone di queste quantità a causa delle ripetute sanzioni statunitensi, come le ultime imposte da Donald Trump. La produzione interna di Cuba, pur in aumento, non è comunque sufficiente per garantire l’indipendenza energetica dell’isola. E’ chiaro che molti, se non tutti, i problemi del sistema energetico cubano vadano ricercati nelle centinaia di misure e sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto a Cuba nel corso degli anni. La mancanza di petrolio, necessario per la produzione elettrica, non dipende, come sovente viene propagandato, dall’inefficienza del governo cubano, ma dalle conseguenze del blocco statunitense, con il fine ultimo di spingere i cubano a ribellarsi contro il governo. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 14, 2026
Pressenza
Nuove sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba
Sono passati appena sei giorni da quando il governo degli Stati Uniti ha emesso l’ennesimo ordine esecutivo contro Cuba che il segretario di stato Marco Rubio, acerrimo nemico del popolo cubano, riferisce che la sua amministrazione ha emanato nuove sanzioni contro la isla rebelde. Questa volta nel mirino dell’amministrazione del pacifista della domenica Donald Trump sono entrate il gruppo di amministrazione aziendale SA. Meglio conosciuto pubblicamente come GAESA, questo ente imprenditoriale pubblico cubano, dove confluiscono aziende civili e militari, è stato bersaglio per diversi anni di attacchi da parte di successive amministrazioni nordamericane e dei loro portavoce. Non poteva poi mancare il generale di brigata Ania Guillermina Lastres, presidente di GAESA  dal 2022 e deputata dell’Assemblea Nazionale cubana, nonché membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba. E’ stata inoltre sanzionata la società Moa Nickel SA. Questa impresa mista è nata nel 1994 dall’alleanza tra le società General Nickel Company di proprietà cubana e la canadese Sherrit International. Secondo Rubio questa azienda ha sfruttato le risorse naturali di Cuba a beneficio del regime, a spese del popolo cubano usando i beni che sono stati originariamente espropriati dal governo di Cuba a persone e corporazioni statunitensi. Per giustificare queste ulteriori sanzioni, Rubio ha dichiarato che le nuove misure contro Cuba sono “decisive per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” e necessarie per  “privare il regime comunista e l’esercito cubano dell’accesso ai beni” che Washington indica come illeciti. Le ultime misure sanzionatorie del governo degli Stati Uniti hanno lo scopo di stringere ulteriormente il cappio attorno all’economia dell’isola e non possono che deteriorare i rapporti tra i due Paesi, mettendo in discussione la volontà degli Stati Uniti di risolvere in modo pacifico le differenze. Con l’ordine esecutivo del 1° maggio, Trump ha dato a Rubio la possibilità di applicare sanzioni anche secondarie contro le aziende che non hanno alcun legame commerciale con gli Stati Uniti. Basta commerciare con Cuba per finire in una di queste liste di sanzioni. Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha commentato duramente le nuove sanzioni, affermando che si stanno usando menzogne e calunnie contro il suo Paese. “Le azioni che Rubio progetta e promuove a nome del governo degli Stati Uniti e propone al suo presidente, sulla base della sua agenda personale, sono chiaramente dirette a causare il maggior danno possibile alla popolazione e alle famiglie cubane,” ha scritto sui social network. Il rappresentante della diplomazia cubana ha inoltre definito “ciniche” e “ipocrite” le dichiarazioni di Rubio, “quando sostiene di voler aiutare il popolo cubano […]. Come pretesto fa appello a calunnie, bugie evidenti e l’illusione di riuscire a ingannare chi lo ascolta”. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva si è proposto di mediare tra i due governi per raggiungere una soluzione pacifica alle numerose divergenze e in particolare per porre fine al blocco che gli Stati Uniti applicano da decenni all’isola. “Se la traduzione era corretta, Trump mi ha detto che non ha intenzione di invadere Cuba”, ha dichiarato Lula in una conferenza stampa presso l’ambasciata del Brasile a Washington D.C., durante il suo viaggio per incontrare il presidente americano. “E’ il blocco più lungo nella storia dell’umanità”, ha detto Lula, che si è offerto come mediatore per trovare una via d’uscita pacifica. “Se ha bisogno di aiuto per discutere la situazione di Cuba, sono a completa disposizione”, ha offerto. Nonostante le speranze di Lula, però, le nuove e le vecchie misure emanate dall’amministrazione degli Stati Uniti, ostaggio della voglia di Marco Rubio e dei suoi sostenitori di vedere Cuba crollare, sembrano andare nella direzione opposta. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 8, 2026
Pressenza
Il Senato degli Stati Uniti respinge le restrizioni all’azione militare di Trump a Cuba
Il democratico Tim Kaine, uno dei principali promotori della risoluzione, aveva sostenuto che i tentativi degli Stati Uniti di bloccare le spedizioni di carburante verso il Paese latinoamericano costituivano un’azione militare. Martedì 28 aprile il Senato statunitense, a maggioranza repubblicana, ha bloccato una risoluzione sostenuta dai democratici  che avrebbe impedito al presidente Donald Trump di intraprendere azioni militari contro Cuba senza l’approvazione del Congresso. I legislatori hanno espresso 51 voti a favore e 47 contrari, seguendo quasi esclusivamente le linee di partito, su una procedura che ha bloccato una risoluzione sui poteri di guerra, poiché i repubblicani hanno sostenuto che non vi sono ostilità attive da parte di Washington contro l’isola caraibica, riferisce Reuters. Nel frattempo, il senatore democratico Tim Kaine, uno dei principali promotori della risoluzione, ha sostenuto che gli sforzi degli Stati Uniti per bloccare le forniture di carburante alla nazione latinoamericana costituiscono un’azione militare. ” Se qualcuno facesse agli Stati Uniti quello che noi stiamo facendo a Cuba, lo considereremmo certamente un atto di guerra “, ha affermato in un discorso prima del voto. Misure fallimentari sui poteri di guerra Durante la presidenza Trump, le forze statunitensi hanno lanciato attacchi contro quelle che definivano “navi del narcotraffico” nei Caraibi e nel Pacifico, hanno condotto un’aggressione militare contro il Venezuela culminata nel rapimento del suo leader, Nicolás Maduro, e, insieme a Israele, hanno combattuto un conflitto contro l’Iran il 28 febbraio. Tutto ciò è avvenuto senza l’autorizzazione del Congresso. In tale contesto, il voto su Cuba è stato l’ultimo di una serie di provvedimenti sui poteri di guerra che hanno subito una bocciatura al Senato negli ultimi mesi, tra cui cinque voti falliti sulla Repubblica islamica e molteplici tentativi infruttuosi di frenare l’inquilino della Casa Bianca sulla questione del Venezuela. I legislatori si apprestano a riprendere il dibattito sull’Iran. Sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato dovrebbero votare nuovamente su provvedimenti volti a fermare l’aggressione contro la nazione persiana,  secondo quanto riportato da Politico. Sebbene la Costituzione degli Stati Uniti stabilisca che sia il Congresso, e non il presidente, a poter dichiarare guerra, tale restrizione non si applica alle operazioni a breve termine o a quelle volte a contrastare una minaccia immediata. In questo contesto, la Casa Bianca sostiene che le azioni di Trump rientrano nei suoi diritti e doveri di comandante in capo per proteggere gli Stati Uniti. La minaccia degli Stati Uniti a Cuba Il 29 gennaio, Trump  ha firmato  un ordine esecutivo che dichiara lo  stato di “emergenza nazionale”  in risposta alla presunta “minaccia insolita e straordinaria”  che, secondo Washington, Cuba rappresenta per la sicurezza degli Stati Uniti e della regione. Il testo accusa il governo cubano di essersi alleato con “numerosi paesi ostili”, di dare rifugio a “gruppi terroristici transnazionali” e di consentire il dispiegamento sull’isola di “sofisticate capacità militari e di intelligence” provenienti da Russia e Cina. In base a queste motivazioni, sono stati annunciati dazi doganali contro i paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, insieme a minacce di ritorsioni contro coloro che agiscono contro l’ordine esecutivo della Casa Bianca. La decisione giunge in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e  L’Avana , che  ha sempre respinto queste accuse  e ha avvertito che difenderà la propria integrità territoriale. Il presidente cubano  ha replicato  che “questa nuova misura  dimostra la natura fascista, criminale e genocida  di una cricca che ha dirottato gli interessi del popolo americano per puro tornaconto personale”. Il 7 marzo, Trump  ha annunciato  che “un grande cambiamento sta per arrivare a Cuba”, che – ha aggiunto – sta giungendo “alla fine della strada”. Gli Stati Uniti mantengono un embargo economico e commerciale contro Cuba  da oltre sessant’anni . L’embargo, che ha un impatto grave sull’economia del Paese, è stato ora rafforzato con numerose misure coercitive e unilaterali adottate dalla Casa Bianca.   Fonte: https://actualidad.rt.com/actualidad/601929-senado-eeuu- rechaza-restriccion-accion-militar-trump Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
May 5, 2026
Pressenza