Ad Alessandria il primo IRCCS pubblico del Piemonte
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di
Alessandria è stata riconosciuta un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere
Scientifico (IRCCS) con il decreto firmato dal Ministro della Salute Orazio
Schillaci, d’intesa con il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
“Per AFeVA è una grande soddisfazione unirsi alle parole del Ministro della
Salute, del Presidente e dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, del
Commissario Straordinario per il riconoscimento dell’Istituto e di tutti coloro
che hanno ricoperto incarichi istituzionali attinenti, quando, a seguito della
firma del decreto, plaudono al riconoscimento dell’IRCCS pubblico di
Alessandria”, comunica l’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto (AFeVA)
di Casale Monferrato ricordando:
> Torna in mente che già dal 2008-2009, AFeVA e il Comitato Vertenza Amianto
> delle associazioni casalesi avevano iniziato a delineare indirizzi progettuali
> per una struttura interaziendale tra l’ASL di Casale e l’AO di Alessandria, al
> fine di unire cura e ricerca sul mesotelioma.Erano gli anni dell’offerta
> unilaterale di Schmidheiny, contenente gli accantonamenti a seguito degli
> indennizzi ai cittadini casalesi, da dedicare alla ricerca sul
> mesotelioma. AFeVA pose dei “vincoli”, approvati in una grande assemblea
> cittadina, affinché fosse coinvolta la Sanità Pubblica regionale e locale per
> assicurare una ricaduta positiva sui pazienti casalesi e non solo.
>
> Sono occorsi parecchi anni, ma nel 2012-2013 si decise, con la Regione, di
> procedere alla costituzione dell’Unità Funzionale Interaziendale Mesotelioma
> AO AL – ASL AL (UFIM), utilizzando gli accantonamenti dell’offerta
> unilaterale.
>
> Nel 2017 fu istituita, subentrando all’UFIM, la Struttura Semplice
> Dipartimentale di Mesotelioma dell’AO AL in integrazione funzionale con l’ASL
> AL, come concordato con la Regione in seno al Comitato Strategico Regionale
> Amianto.
>
> In questi anni, le difficoltà e i ritardi non sono mancati. Tuttavia oggi, la
> struttura, diretta dalla Dott.ssa Federica Grosso è un centro d’eccellenza
> riconosciuto per la cura e la ricerca sul mesotelioma.
“Si tratta di un risultato storico per il Piemonte”, è riferito nel comunicato
pubblicato sul sito dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio
e Cesare Arrigo di Alessandria, che spiega:
> Per la prima volta la regione si dota di un IRCCS pubblico ed entra nella rete
> nazionale degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico con una
> struttura che rappresenterà un punto di riferimento per la ricerca,
> l’innovazione e l’assistenza sanitaria ad alta specializzazione.
>
> Il riconoscimento arriva al termine di un percorso avviato ufficialmente fin
> dal 2019 con i primi atti di programmazione regionale e costruito grazie al
> lavoro congiunto di Ministero della Salute, Regione Piemonte, Azienda
> Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, Dipartimento Attività Integrate
> Ricerca e Innovazione (DAIRI), Università del Piemonte Orientale, Asl AL,
> professionisti sanitari, amministratori locali e rappresentanti del
> territorio.
>
> Il percorso verso il riconoscimento ha raccolto infatti negli anni il sostegno
> delle istituzioni locali e regionali, della Provincia di Alessandria, dei
> Comuni del territorio, delle associazioni e del Consiglio regionale del
> Piemonte, superando appartenenze e schieramenti politici e unendo il
> territorio attorno a un obiettivo condiviso di crescita scientifica e
> sanitaria.
>
> Le radici dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale affondano nella storia della
> provincia di Alessandria e, in particolare, di Casale Monferrato, territorio
> simbolo della lotta contro l’amianto e delle patologie asbesto-correlate. Da
> quella tragedia è nato negli anni un patrimonio di conoscenze scientifiche,
> competenze cliniche e capacità di ricerca che oggi riceve il massimo
> riconoscimento nazionale.
>
> L’IRCCS pubblico Alessandria-Casale si fonda inoltre sull’esperienza del
> DAIRI, il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, cui la
> Regione Piemonte ha attribuito il ruolo di supporto regionale per
> l’organizzazione della ricerca sanitaria e biomedica nelle Aziende sanitarie
> piemontesi. Un modello che ha consentito di costruire negli anni una rete di
> collaborazioni che coinvolge l’intero sistema sanitario regionale e che ora
> potrà essere ulteriormente rafforzata grazie al riconoscimento ministeriale.
>
> In particolare, il riconoscimento è stato ottenuto nell’area tematica
> Cardiologia-Pneumologia, come previsto dal decreto firmato dal Ministro della
> Salute Orazio Schillaci, all’interno della quale trovano spazio proprio le
> attività sviluppate sul fronte delle patologie ambientali e del mesotelioma,
> ambito nel quale il territorio alessandrino e Casale Monferrato rappresentano
> una delle realtà più avanzate a livello nazionale e internazionale.
>
> Tra queste, la Banca Biologica del Mesotelioma Maligno, una delle più
> importanti collezioni europee del settore, e il Centro regionale per la
> ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, vero ecosistema
> integrato di assistenza e ricerca clinico-epidemiologica, incardinati
> all’interno del DAIRI.
>
> Con questo riconoscimento il Piemonte entra inoltre nel ristretto gruppo delle
> Regioni che ospitano un IRCCS pubblico universitario.
“AFeVA è orgogliosa di questo risultato frutto di una lunga e partecipata lotta
che cominciando dalla Vertenza Amianto è proseguita negli anni con l’impegno
totale dei membri dell’Associazione, con la vigile attenzione di protagoniste
della comunità scientifica casalese, con il riferimento riconoscente a
personalità storiche indimenticabili – conclude AFeVA – È una conquista di
tutti, che ci rafforza nel proseguire la lotta per ottenere risposte di
Giustizia, Ricerca, Bonifica, alla tragedia criminale dell’amianto”.
Un traguardo che verrà raggiunto se, alla conclusione dell’iter giudiziario del
processo Eternit bis, verrà confermata la sentenza di condanna di Schmidheiny,
un verdetto di cui la difesa del magnate svizzero ha recentemente chiesto
l’invalidazione presentando il ricorso in Cassazione.
Redazione Piemonte Orientale