Il mezzo è il fine: proposta di adesione alla Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza
Mercoledì scorso si è svolto a Milano l’incontro per la Quarta Marcia Mondiale
per la pace e la nonviolenza. Mi ha invitato Guido, della Casa per la pace di
Milano. Non ci vedevamo da quando entrambi siamo risultati maturi all’esame di
Stato. Frequentavamo, infatti, lo stesso liceo a Milano e già allora eravamo
insieme nel collettivo della scuola.
Non ci vediamo da 35 anni, ma ci siamo capiti al volo. Solo le relazioni ci
faranno uscire dall’abisso e questo ritrovarsi fa parte della riemersione
dall’oscurità delle guerre che dobbiamo iniziare o, meglio, continuare.
Anche il luogo dell’incontro è significativo. Si tratta del Cohousing Base Gaia
di Milano, l’unica esperienza di questo tipo della città lombarda. Una
cooperativa edilizia che, acquistando un terreno in zona MM Cimiano e
costruendoci sopra un edificio, è riuscita a calmierare i costi esorbitanti del
mercato immobiliare meneghino. Non solo: essendo un cohousing, ha un’alta
percentuale di spazi comuni insieme agli alloggi dei coabitanti. E proprio in
uno di questi spazi si è svolta la riunione milanese per la Quarta Marcia
Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.
Non è un caso: è proprio la bellezza che si crea quando mezzi e fini coincidono.
Le altre edizioni della Marcia sono state realizzate da un gruppo di persone che
ha attraversato molti paesi del globo, incontrando altre persone semplici e
anche qualche “grande” della Terra, come Ban Ki-Moon, l’ex segretario delle
Nazioni Unite. Questa quarta edizione si svolgerà invece con centinaia, speriamo
migliaia, di manifestazioni che avranno luogo in ogni città e in ogni paese, tra
il 16 settembre e il 4 ottobre 2026.
“Chi non sa cosa fare e soffre per la situazione che vive potrà mettersi al
collo un cartello e manifestare”, ha spiegato Rafael de la Rubia l’altra sera.
Rafael era l’oratore dell’incontro. Attivista spagnolo, figura centrale
dell’umanesimo universalista, è il fondatore e il principale promotore della
Marcia Mondiale. “Non sai cosa fare? Ti senti bloccato? Bisogna manifestarlo!
Partendo dalla propria manifestazione individuale ci si unisce e si trovano
azioni da fare insieme”, ha proseguito a spiegare Rafael “Dobbiamo ricordarci
che siamo esseri umani, esseri sociali. Chi vuole può essere coinvolto”.
Il discorso è stato ampio e ha toccato molti punti che abbiamo incontrato anche
noi nelle Local March for Gaza, come la manipolazione del concetto di Pace,
termine che può dire tutto e niente. Per questo la Marcia non è solo per la pace
ma anche per la nonviolenza: un binomio che chiarisce meglio mezzi e fini di
questa iniziativa e che si è manifestato nell’incontro di Milano, avvenuto in un
luogo che realizza l’obiettivo della cooperazione tra gli individui nella
coabitazione.
C’è stata anche la possibilità, da parte mia, di raccontare la nostra esperienza
delle Local March for Gaza, del nostro unirci per reagire all’accettazione
dell’inaccettabile: la progressiva e colpevole propaganda che fa del genocidio
una possibilità tollerabile.
Credo che la nostra esperienza sia molto vicina alla proposta di Rafael de la
Rubia e dell’organizzazione internazionale “Mondo senza Guerre e senza
Violenza”, l’associazione che ha dato vita al progetto della marcia. Penso sia
una proposta importante e vi propongo di aderire come singoli e come Local March
for Gaza, ogni singola Local sul proprio territorio.
Potete farlo QUI
E’ un’azione, per continuare a camminare insieme
scritto per le Local March for Gaza
Ettore Macchieraldo