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SIRIA: ROJAVA SOTTO ATTACCO. JACOPO BINDI: “È UNO SCONTRO POLITICO TRA OPZIONI DIVERSE PER IL MEDIO ORIENTE”
La rivoluzione confederale del Rojava è sotto attacco totale. "L'esistenza dell'Amministrazione autonoma democratica, un'opzione politica fondata sull'autogoverno, su idee di libertà e socialiste, che cerca di proporsi come alternativa per tutti i popoli della regione, è un problema molto grosso per gli interessi delle potenze capitaliste, rappresentati invece dal governo di transizione siriano di Al-Sharaa", ha commentato Jacopo Bindi, dell'Accademia della modernità democratica, ai microfoni di Radio Onda d'Urto.
USA: L’ICE SPARA ANCORA A MINNEAPOLIS, NUOVA NOTTE DI PROTESTE E SCONTRI
Nuova violenza a Minneapolis da parte degli agenti dell'ICE che sparano ad un uomo ferendolo ad una gamba, scatenando nuove proteste. Intanto Trump ha annunciato che dal 1° febbraio sospenderà tutti i finanziamenti federali a stati e città santuari, accusandoli di proteggere criminali e favorire frodi. La misura riguarda undici stati e decine di città, tra cui New York, Chicago e Seattle, prevalentemente controllati dai Democratici. Radio Onda d'Urto si è collegata con lo stato di Washington per fare il punto sulle minacce di taglio di fondi alle città santuario e sull'attuale frattura tra l'amministrazione Trump e le istituzioni locali, con Elisabetta Valenti, del Seattle Central College.
IRAN: “IL REGIME HA PERSO LEGITTIMITÀ” MA C’È ANCORA CHI LO SOSTIENE. L’ANALISI DELLA PROFESSORESSA FARIAN SABAHI
I manifestanti, inizialmente scesi in piazza per la crisi economica, chiedono cambiamenti politici profondi. Migliaia di morti, ma le cifre esatte sono difficilmente verificabili. Il regime è in crisi di legittimità ma gode ancora del consenso di una fetta minoritaria della popolazione. L'analisi di Farian Sabahi, professoressa associata in storia contemporanea all’Università di Varese ai microfoni di Radio Onda d'Urto.
Gli #USA intensificano i #bombardamenti in #Siria con il supporto dell’#Aeronautica italiana “Alle ore 12.30 locali di sabato 10 gennaio 2026, le unità aeree del Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (CENTCOM), insieme alle forze dei paesi partner, hanno condotto attacchi in larga scala contro multipli obiettivi ISIS attraverso la Siria”.https://www.stampalibera.it/2026/01/11/gli-usa-intensificano-i-bombardamenti-in-siria-con-il-supporto-dellaeronautica-italiana/
USA: L’ICE UCCIDE RENEE NICOLE GOOD A MINNEAPOLIS. “SAY HER NAME”, DIVERSE PROTESTE NEL PAESE
Renee Nicole Good, 37 anni, è stata uccisa ieri, 7 gennaio 2026, durante un’operazione di rastrellamento condotta da agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia anti-immigrazione, a Minneapolis, a pochi isolati dal luogo in cui il 25 maggio 2020 venne ucciso George Floyd. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che alcuni rivoltosi avrebbero iniziato a ostacolare gli agenti dell’ICE e che una donna avrebbe utilizzato il proprio veicolo come arma, tentando di investirli. Questa versione è stata sostenuta anche da Trump, mentre il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha smentito duramente tali ricostruzioni, affermando che fossero false, posizione poi rafforzata dal video diffuso. Durante una conferenza stampa, lo stesso sindaco si è rivolto agli agenti dell’ICE invitandoli ad andarsene, dicendo testualmente: “Get the f** out of here.” Poche ore dopo la morte di Renee Nicole Good a Minneapolis, e in altre metropoli americane, migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro la violenza indiscriminata dell’ICE. A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. A Detroit si sono radunati davanti all’edificio dell’Ice in Michigan Avenue, nel centro della città. La protesta è stata organizzata dal Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit che denuncia “l’abuso di potere“. Proteste anche a San Francisco, Seattle e Boston. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Martino Mazzonis, giornalista e americanista. Ascolta o scarica.
NIGERIA: NATALE TRA LE BOMBE USA CONTRO LA MINACCIA JIHADISTA “DISTANTE MILLE CHILOMETRI”
Bombe made in USA sulla Nigeria nel giorno di Natale, in un’operazione concertata con il governo di Abuja. Trump ordina un attacco per – dice – “proteggere i cristiani dai terroristi islamici”. La Nigeria, il maggiore stato africano per riserve petrolifere, ricorda la campagna bellica che Trump sta portando avanti contro i “trafficanti” venezuelani: il Venezuela, infatti, detiene il primato mondiale per le riserve petrolifere accertate. Secondo il presidente Donald Trump, i campi dell’ISIS attaccati nella notte del 25 dicembre, sono stati “decimati”. La CNN racconta lo choc nel villaggio nigeriano colpito dai missili, dove i residenti negano attività dell’ISIS nell’area. Il quadro su quanto accaduto in Nigeria con il giornalista Andrea Spinelli Barrile. Ascolta o scarica
RUSSIA – UCRAINA: ZELENSKY RIVELA IL NUOVO PIANO USA, UNA NUOVA BOMBA UCRAINA ESPLODE A MOSCA FACENDO 3 VITTIME
Il presidente dell’Ucraina Zelensky ha rivelato, senza pubblicarlo, il nuovo piano in venti punti da parte Usa per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Zelensky non si pretende che l’Ucraina rinunci al progetto di entrare nella Nato, spetterà alla Nato deciderlo. I punti su cui non c’è accordo sono quelli relativi ai territori e alla gestione della centrale nucleare di Zaporižžja, che per gli USA dovrebbe avere una gestione congiunta tra Usa, Ucraina e Russia. Proprio su Zaporižžja si sono concentrati gli attacchi russi di stanotte. Due i feriti. Dall’altra parte, le autorità russe riferiscono di droni ucraini abbattuti su tutto il territorio della Federazione, compresa l’area della capitale Mosca, dove intanto stanotte è esplosa un’altra bomba nella stessa strada in cui il generale dell’esercito russo Fanil Sarvarov è stato fatto saltare in aria qualche giorno fa. Tre persone, di cui due agenti della polizia stradale, secondo l’agenzia AP sono rimasti uccisi. Attacchi che fanno capire quanto sia in difficoltà il servizio di sicurezza russo FSB. La bomba è stata confermata come opera dell’Ucraina da una fonte anonima all’interno dell’intelligence ucraina all’agenzia AP. Ai nostri microfoni, Andrea Muratori, analista economico e studioso di geopolitica ha scritto su InsideOver un articolo su questo tema. Ascolta o scarica
Oggi mercoledì 17 dicembre a #Vicenza, alle ore 20.30 - Incontro semirario su "Vicenza città militarizzata. Il ruolo delle #basi #USA in un mondo di #guerra". Interviene Antonio Mazzeo. Introduce Giovanni Marangoni (Osservatorio Vicenza Città Unesco da smilitarizzare).