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IRAN, LIBANO E PALESTINA: NON SI FERMA L’AGGRESSIONE ISRAELIANA. TRUMP ANNUNCIA UNO STOP ALLE BOMBE SUI SITI ENERGETICI IRANIANI
A quasi un mese dall’inizio dell‘aggressione militare israelo-statunitense all’Iran continuano le minacce reciproche con il rischio di un’ulteriore escalation della guerra, dopo l’ultimatum di Trump all’Iran: apra Hormuz o “colpiremo le centrali nucleari”, minaccia il presidente Usa. Se lo faranno, l’Iran afferma che chiuderà completamente lo stretto di Hormuz e lancerà attacchi di rappresaglia alle infrastrutture regionali per l’energia e l’acqua in tutta la regione. In questo contesto, nella mattinata di lunedì 23 marzo, Trump ha nuovamente fatto marcia indietro sulle dichiarazioni, parlando di colloqui “molto buoni” e posticipando di 5 giorni gli attacchi alle reti elettriche che aveva minacciato solo poche ore prima. Intanto, sul campo, l’asse israelo-statunitense continua a colpire. Ancora attacchi estesi a tutto l’Iran, con potenti esplosioni udite nella capitale, Teheran. Un raid aereo statunitense ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo almeno sei persone e ferendone altre 43. Morti e feriti anche a Urmia, Karaj e Bandar Abbas, città iraniana sullo Stretto di Hormuz dove è stata colpita una torre di trasmissione. Sale ad almeno 1500 il numero delle vittime in Iran, da quando è iniziato il 28 febbraio l’attacco israelo-statunitense. Di contro, l’Arabia Saudita afferma di aver intercettato un missile balistico diretto verso Riad, mentre gli Emirati Arabi Uniti annunciano che un cittadino è stato ferito dalla caduta di detriti ad Abu Dhabi. Raid iraniani anche contro la Quinta Flotta statunitense in Bahrein, tutti intercettati. Ai micrifoni di Radio Onda d’Urto, gli aggiornamenti con Antonello Sacchetti, curatore del portale Diruz – l’Iran in Italiano. Ascolta o scarica. Le forze israeliane continuano a colpire anche in Libano, facendo saltare in aria il ponte Qasimiyah nel sud, infrastruttura necessaria per collegare le due sponde del fiume Litani e le città meridionali con il resto del Paese, in un attacco che il presidente Joseph Aoun afferma essere un “preludio all’invasione di terra”. Il Ministero della Salute libanese ha annunciato ieri che il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana in corso dal 2 marzo è salito a 1.029 morti e 2.786 feriti. Dal Paese dei Cedri il collegamento con David Ruggini, capomissione dell’ONG Un Ponte Per. Ascolta o scarica. L’aggressione israeliana non si ferma nemmeno in Palestina, dove continua il genocidio. Domenica 22 marzo almeno tre palestinesi sono stati uccisi e altri dieci feriti quando nel raid israeliano a un veicolo all’incrocio di Abu Sarar, nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Nella stessa giornata, un palestinese è stato ucciso e altri feriti in un attacco simile a Gaza City. Non va meglio nella Cisgiordania Occupata, dove le aggressioni dell’esercito di occupazione israeliano si sommano a quelle dei coloni: 11 i palestinesi uccisi dal 28 febbraio, quando è iniziata la guerra di Israele e Usa contro l’Iran. Almeno 9 i feriti a seguito dell’attacco dei coloni alla città di Deir al-Hatab, a est di Nablus, avvenuto domenica 22. I coloni hanno attaccato le abitazioni della città e appiccato il fuoco a diverse case e veicoli. I vigili del fuoco hanno impiegato due ore per spegnere gli incendi. Gli aggiornamenti con Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto.  Ascolta o scarica.  
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
FRANCIA: ALLE ELEZIONI COMUNALI PARIGI E MARSIGLIA AI SOCIALISTI, LIONE ALLA ALLEANZA VERDI-FRANCE INSOUMISE
In Francia i ballottaggi delle comunali hanno visto Parigi e Marsiglia restano alla sinistra dei socialisti, i fascisti de LRN vincono invece a Nizza con UDR, mentre a Lione  verdi e LFI nonostante settimane di strumentalizzazione mediatica contro le realtà antifasciste e di sinistra a seguito la morte di un 23enne neofascista. Clamorosa sconfitta a Pau, nei Pirenei francesi, dell’ex primo ministro e sindaco uscente della città Bayrou, battuto per soli 344 voti dal socialista Marbot. Nella capitale, feudo del centro-sinistra da 25 anni, il candidato della sinistra unita Grégoire vince l’elezione a sindaco 50,52% dei voti, 9 punti sopra la sua rivale di destra Dati, mentre Chikirou di La France Insoumise si è classificata terza col 7,96% dei voti. Una analisi del voto francese con Marco Assennato, ricercatore universitario e del collettivo Euronomade. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
HO UCCISO L’ANGELO DEL FOCOLARE: TRA FEMONAZIONALISMO E FALSI FEMMINISMI. COME LE NUOVE DESTRE STRUMENTALIZZANO LE QUESTIONI DI GENERE
Ho ucciso l’angelo del focolare è l’approfondimento quindicinale dedicato alle questioni di genere. Va in onda sulle frequenze di Radio Onda d’Urto ogni due settimane – il venerdì pomeriggio alle ore 18,45 – dentro la Cassetta degli Attrezzi. _______________________ Continuano gli appuntamenti con la trasmissione dedicata al genere di questa stagione radiofonica 2025/2026. In questa ottava puntata – in onda venerdì 20 marzo – abbiamo approfondito come le nuove destre globali strumentalizzano le questioni di genere per i propri obiettivi politici. Un viaggio, dall’Europa agli Stati Uniti, tra femonazionalismo, falsi femminismi, stantie definizioni di femminilità e vero e proprio antifemminismo, per capire gli immaginari e la simbologia che sottende un certo tipo di propaganda e smascherarne gli obiettivi e i meccanismi più subdoli. Con noi, Viola Carofalo, del progetto Meti e Marina Nasi, giornalista freelance e collaboratrice della rivista “La valigia blu” Ascolta o scarica   Le puntate della stagione 2025 / 2026: * 6 marzo 2026 – “L’amore non ci basta”. I motivi della denatalità in Italia, con Francesca Coin, sociologa e autrice tra gli altri del libro “Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita” (Einaudi, 2023) e Silvana Agatone, presidente dell’Associazione LAIGA – Libera Associazione Italiana Ginecologi non obiettori per l’Applicazione della 194 Ascolta o scarica * 23 gennaio 2026 – Sessismo da tastiera. Quando l’odio di genere corre online, con Vera Gheno, saggista, sociolinguista e ricercatrice presso l’Università di Firenze, e Paola Rizzi, giornalista e vicepresidente dell’associazione Giulia Giornaliste che, nel 2021, ha scritto con Silvia Garambois il volume “#Staizitta giornalista! Dall’hate speech allo zoombombing, quando le parole imbavagliano”. Ascolta o scarica * 12 dicembre 2025 – Femminismo e Marxismo. Intervista a Leopoldina Fortunati, teorica femminista, già militante di Lotta Femminista e del movimento per il Salario al Lavoro Domestico. Tra le prime studiose a occuparsi del rapporto tra donne, lavoro e tecnologie, ha insegnato Sociologia della Comunicazione e della Cultura all’Università di Udine, ed è autrice de L’arcano della riproduzione. Casalinghe, prostitute, operai e capitale Ascolta o scarica * 28 novembre 2025 – Violenza transfobica e vita transgenere. Voci di lotta e di resistenza, con Roberta Parigiani, avvocata, attivista e attuale presidente del MIT – Movimento di Identità Trans di Bologna ed Elisa Ruscio, attivista parte di Milano Pride e di Acet – Associazione per la cultura e l’etica transgenere Ascolta o scarica * 14 novembre 2025 – Educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Ascolta o scarica * 31 ottobre 2025 – Il femminicidio di Cinzia Pinna e la narrazione mediatica della violenza, con Serena Bersani, presidente di Giulia Giornaliste – Associazione Giornaliste Unite, Libere e Autonome e Paola di Non Una di Meno Nord Sardegna Ascolta o scarica * 17 ottobre 2025 – La lotta delle donne arabe tra femminismo, Islam e Palestina. Intervista a Mjriam Abu Samra. L’intervista a Mjriam Abu Samra, attivista e ricercatrice italo-palestinese alla Ca’ Foscari di Venezia, con la quale abbiamo approfondito alcune discussioni aperte riguardo il concetto di liberazione, e di resistenza, per le donne arabe e palestinesi. Ascolta o scarica   STAGIONE 2024 / 2025: * 24 giugno 2025 – Detenutə tra stigma e oblio. Il carcere femminile al tempo del dl sicurezza Ascolta o scarica * 23 maggio 2025 – Tecnologie del controllo. Una prospettiva di genere e di lotta Ascolta o scarica * 9 maggio 2025 – Le mondine Ascolta o scarica * 28 marzo 2025 – Processo per stupro. Il caso di Gisèle Pelicot  Ascolta o scarica * 14 marzo 2025 – La storia della Pastora Ascolta o scarica * 28 febbraio 2025 – L’educazione sessuale nelle scuole nell’era Meloni Ascolta o scarica * 31 gennaio 2025 – La storia della Partigiana Laura Seghettini Ascolta o scarica * 17 gennaio 2025 – Presentazione libro lgbq Ascolta o scarica * 22 novembre 2024 – Molestie nelle Scuole di Giornalismo Ascolta o scarica * 25 ottobre 2024 –  La solitudine delle donne in carcere Ascolta o scarica   STAGIONE 2023 / 2024 * 21 giugno 2024 – Lo stupro come arma di guerra Ascolta o scarica * 7 giugno 2024 – Attivismo: femminismo sui social vs. realtà Ascolta o scarica * 24 maggio 2024 – La violenza sulle donne disabili Ascolta o scarica * 26 aprile 2024 – Orfani Femminicidi Ascolta o scarica * 12 aprile 2024 – Le pubblicità degli anni Settanta e il ruolo delle donne Ascolta o scarica * 29 marzo 2024 – Stereotipi femminili e materie Stem Ascolta o scarica * 15 marzo 2024 – Genere Razza Classe Ascolta o scarica * 2 febbraio 2024 – Donne Felici Senza Figli Ascolta o scarica * 19 gennaio 2024 – Violenza e Metaverso Ascolta o scarica * 5 gennaio 2024 – Salario e Lavoro Domestico Ascolta o scarica * 22 dicembre 2023 – Storia e Leggende di Santa Lucia Ascolta o scarica * 25 novembre 2023 – Il 25 novembre  Ascolta o scarica * 10 novembre 2023 – Streghe di Brescia: Benvegnuda Pincinella Ascolta o scarica * 27 ottobre 2023 – Donne e caporalato Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
REFERENDUM: SEGGI APERTI FINO ALLE 15, AFFLUENZA RECORD TRAINATA DAI GRANDI CENTRI URBANI. I COMITATI PER IL “NO” DENUNCIANO IRREGOLARITA’ AI SEGGI
Affluenza altissima alle urne per il referendum sulla giustizia: alle 23 di domanica 22 marzo, ha votato il 46,07% degli aventi diritto, cifra record da 20 anni per i referendum votati su due giorni. Seggi aperti anche oggi, dalle 7 alle 15. A trainare la partecipazione al voto il centro-nord, con in testa Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia; ultime per affluenza Sardegna, Calabria e Sicilia. In particolare sono le grandi città a trainare la partecipazione al voto. Le province dove si è votato di più si confermano Bologna (57,2%), Modena (54,4%) e Reggio Emilia (54%). E poi Ancona al 50,06, Pordenone 50,48, Roma 49,5, Genova 49,5; Le Province di Milano 53,22 e Monza Brianza 53,29; in Piemone le Province di Torino, Cuneo e Novara sul 49%; in Toscana percentuali altissime con Firenze al 56,41% seguita da Prato (53,95), Siena (53,08), Pisa (52,89) e Arezzo (51,87), Trento sfiora il 52, Perugia il 50,42, in Veneto a primeggiare Padova con il 52,65. Numeri che segnalano una partecipazione record nei grandi centri urbani. Su questo Gianni Balduzzi, redattore di Termometro Politico. Ascolta o scarica Il Comitato per il No denuncia “gravi irregolarità” nei seggi, dove si è cercato di impedire ai rappresentati nel No di registrarsi ai seggi per votare. Denunciata anche la massiccia presenza dei rappresentati di lista di Fdi e Lega con al collo un cartellino che invitava a votare sì. Onorio Rosati, consigliere Regionale di AVS. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
ROMA: PERQUISIZIONI A TAPPETO DOPO L’ESPLOSIONE CHE HA PROVOCATO LA MORTE DI 2 ANARCHICI
Perquisizioni a tappeto della Digos di Roma nei confronti di appartenenti alla galassia anarchica, dopo la morte nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Quello che si sa, al netto delle veline mainstream, è che ci sarebbe stata una deflagrazione, per cause da chiarire, che ha fatto crollare parte del caseggiato. Le due persone rimaste sotto le macerie sono esponenti anarchici. Si cita al riguardo, nei media generalisti, una dichiarazione di Sara Ardizzone, nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per “non luogo a procedere” nei confronti di 12 imputati – tra cui la Ardizzone – in merito alla pubblicazione di una rivista anarchica, Vetriolo. Un comunicato siglato da “Centro di documentazione anarchico l’Arrotino, Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina” parla così di Sandrone e Sara. “Li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo. Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria. Di fronte a un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema”. Così il comunicato di “Individualità anarchiche e antiautoritarie di Valtellina”. Ascoltalo su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica  Un altro comunicato è stato diffuso da Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara), Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno), Danilo Cremonese e Valentina Speziale, Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini), Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari), Biblioteca Anarchica Sabot (Roma), Natascia Savio, Luigi di Faenza. Tra le altre cose si legge :”i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte. Il 4 maggio scade il regime di 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari in isolamento. A quella data il Ministero della Giustizia potra’ decidere per altri due anni in regime duro. Per chiedere la fine del 41 bis la galassia anarchica si sta mobilitando. Alcune iniziative si sono gia’ tenute tra Toscana e Emilia Romagna. A Roma il prossimo 10 aprile è prevista un’assemblea, il 18 una manifestazione.
March 22, 2026
Radio Onda d`Urto
FEMMINICIDI: CENTINAIA DI PERSONE AL PRESIDIO IN RICORDO DI VALENTINA SARTO UCCISA DAL MARITO
Saranno celebrati martedì mattina, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina a Bergamo i funerali di Valentina Sarto. Nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo, Valentina Sarto, 41 anni, è stata uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini nella loro abitazione dove la coppia viveva da circa due anni. I due si erano sposati nel maggio 2025. Dopo l’autopsia, la Procura ha infatti dato il nulla osta per i funerali. La donna è stata colpita da 8 coltellate. Ieri, sabato 21 marzo, centinaia di persone hanno partecipato al presidio organizzato da NUDM e Rete bergamasca contro la violenza di genere in Largo Rezzara contro la violenza – sistemica e non episodica – di genere. Ci siamo collegati con Sara Agostinelli giornalista freelance e nostra collaboratrice Ascolta o scarica 
March 22, 2026
Radio Onda d`Urto
22 MARZO GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA, LEGAMBIENTE LOMBARDIA INSISTE SUI DEPURATORI PER ARGINARE LA CRISI IDRICA
Servono miliardi di investimenti in tutta Italia, 300 milioni nella sola provincia di Brescia, per migliorare le criticità che riguardano il trattamento delle acque reflue. Lo afferma Legambiente in vista della Giornata Mondiale dell’acqua che si celebra il 22 marzo. Tra emergenza climatica, stress idrico e habitat acquatici compromessi, Legambiente mette l’accento sull’importanza dei depuratori per migliorare le criticità che riguardano il trattamento delle acque reflue. La giornata Mondiale dell’Acqua 2026 è stata istituita dalle Nazioni Unite per ricordare a tutti l’importanza vitale di questa risorsa e la necessità di una sua gestione equa e sostenibile. In merito alla situazione in Lombardia, Legambiente scrive che “solo il 38% dei fiumi e il 51% dei laghi della regione raggiunge lo stato ecologico buono richiesto dalla Direttiva Acque Unione Europea”. Il punto per quanto riguarda l’Italia, la Lombardia e la provincia di Brescia, con Lorenzo Baio, vicepresidente di Legambiente per la Lombardia. Ascolta o scarica -------------------------------------------------------------------------------- COMUNICATO LEGAMBIENTE LOMBARDIA La depurazione è il sistema immunitario dell’acqua: invisibile, complesso, spesso dato per scontato, ma indispensabile per la salute delle comunità e degli ecosistemi. Come ci racconta, a livello generale, *l’Atlante dell’acqua 2026 di Legambiente, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (domenica 22 marzo 2026)*, entro il 2030 lo stress idrico e la scarsità d’acqua interesseranno probabilmente metà dei bacini fluviali europei, rendendo indispensabile avere cura dell’acqua che abbiamo e di quella che restituiamo all’ambiente ogni giorno. *Senza depuratori efficienti, ogni goccia utilizzata nelle città, nelle industrie e nelle campagne tornerebbe all’ambiente carica di sostanze organiche, eccesso di nutrienti, microinquinanti e agenti patogeni*. Ma la crisi climatica, la crescita urbana e l’emergere di nuove sostanze contaminanti stanno mettendo sotto pressione un sistema che, in molti paesi — Italia compresa — mostra limiti strutturali e ritardi storici. *Il tema della depurazione* Negli ultimi vent’anni l’Unione Europea ha richiamato più volte l’Italia per il mancato rispetto della *Direttiva Acque Reflue Urbane (91/271/CEE)*. Oggi il Paese conta ancora all’attivo tre procedure di infrazione per la depurazione inadeguata e oltre ottocento agglomerati privi di sistemi fognari e depuratori conformi, pari al 28% di quelli a cui si applica la Direttiva del 1991 (oltre i 2.000 /abitanti equivalenti/). Anche Regione Lombardia è stata coinvolta, a partire dal 2009, in tre procedure di infrazione per la violazione della Direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane. *Al 2025 sono ancora attive due procedure*: la prima, avviata nel 2014 (PI 2014/2059), che include formalmente *58 agglomerati*. Lo Stato italiano ha già sostenuto il raggiungimento della conformità per *38 agglomerati* ed il permanere in *situazione di non conformità per 20 agglomerati*, *tutti nell’ATO di Brescia* (Ambito Territoriale Ottimale, l’ente pubblico che organizza e controlla il Servizio Idrico Integrato: acqua potabile, fognatura e depurazione) e per i quali, nell’aggiornamento 2025, è previsto un costo totale stimato delle opere di circa € 215 Mln. La seconda procedura di infrazione è la 2017/2181 che coinvolge formalmente *47 agglomerati*. Anche per questa procedura lo Stato italiano ha potuto sostenere, nell’aggiornamento 2026, il raggiungimento della conformità per 29 agglomerati ed il permanere in situazione di non conformità per 18 agglomerati, *in gran parte a Brescia*, con una necessità di interventi per un costo stimato di circa € 96 Mln. Le conseguenze di assenza o scarsa depurazione hanno un impatto pesante sull’ambiente: scarichi non trattati o trattati male alimentano *fenomeni di eutrofizzazione, aumentano contaminazioni microbiologiche che incidono sulla salute pubblica e sulla balneazione e compromettono la qualità ecologica dei corpi idrici*. Gli scarichi di acque reflue urbane concorrono in modo significativo alla scarsa qualità dell’acqua. Secondo l’ultima classificazione di stato disponibile basata sui dati di monitoraggio del periodo 2014-2019 di Arpa Lombardia *solo il 38% dei fiumi, e il 51% dei laghi raggiunge lo Stato Ecologico “buono”* richiesto dalla Direttiva Acque. Anche città grandi e aree densamente popolate mostrano difficoltà: reti obsolete, tracimazioni, impianti privi di trattamenti avanzati, sottodimensionati rispetto ai carichi reali o alle fluttuazioni estive. Secondo i dati di *Arpa Lombardia*, nel 2024 gli *impianti controllati nella nostra regione* con potenzialità autorizzata ≥2.000 AE (minore o uguale ai duemila Abitanti Equivalenti, soglia prevista dal D.Lgs. 152/2006, che definisce come gli agglomerati urbani debbano essere dotati di appropriati sistemi di trattamento delle acque reflue e sottoposti a controlli periodici), sono stati *quattrocentodieci*. *Di questi impianti, 10 (ovvero il 2,4% del totale) sono stati dichiarati “Non Conformi”* perché non hanno rispettato i limiti previsti o perché è stata riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. *Complessivamente, il periodo 2015-24 si distingue positivamente dal biennio 2013-14, dove le percentuali di impianti “Non conformi” costituivano rispettivamente il 21% e 18% degli impianti controllati*. Per quanto riguarda invece i parametri di tabella 2 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (*Fosforo totale e Azoto totale – P tot e N tot*), nel 2024 dei 410 impianti controllati, 227 sono quelli risultati soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali; *7 di questi impianti (ovvero il 3% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi *per la media annuale di P totale e/o N totale prescritta in autorizzazione o si è riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. Nell’anno 2024 sono stati giudicati non valutabili 15 impianti, a causa di interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti di depurazione.
March 22, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: CONFERENZA STAMPA DOPO LA VISITA AL CARCERE DELLA SENATRICE DI AVS ILARIA CUCCHI
Sono 397 i detenuti rinchiusi nel carcere Fischiane (Canton Mombello) a Brescia a fronte di una capienza di 182. Questo il dato piu’ drammatico che emerge dopo l’ispezione parlamentare compiuta questa mattina dalla senatrice di AVS Ilaria Cucchi. Al termine si è tenuta una conferenza stampa. Come sentiremo dall’audio registrato dalla nostra redazione, Ilaria Cucchi, Donatella Albini, Beppe Almansi e Luca Trentini di AVS Sinistra Italiana, denunciano una situazione drammatica.Ascolta o scarica  Intervista a Ilaria Cucchi su carcere minorili e Dl Caivano Ascolta o scarica  Intervista a Donatella Albini su tossicodipendnti in carcere e situazione salute fisica e mentale  Ascolta o scarica 
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto
ADDIO UMBERTO BOSSI: “CON LUI INIZIÓ L’IMBARBARIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA”, IL RITRATTO DI ALESSANDRO BRAGA
Giovedì 19 marzo a Varese è morto Umberto Bossi, 84 anni, uno dei protagonisti della politica italiana degli anni 90 e 2000. I funerali del fondatore della Lega, si celebreranno domani, domenica 22 marzo,  alle ore 12, nel monastero di San Giacomo nella cittadina delle valli bergamasche di Pontida, tanto cara al Carroccio per il raduno storico sul “pratone”, a partire del 1990. Alle esequie del “Senatùr” parteciperanno, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Senatore dal 1987 Bossi fondò la Lega Lombarda, poi divenuta Lega Nord. Ha saputo unire i movimenti federalisti e autonomisti nati sui territori e nei piccoli centri del nord a partire dagli anni 80. Abbiamo dipinto il ritratto di Umberto Bossi nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista esperto di Lega, che ha definito Bossi “un innovatore. Ha modificato il linguaggio della politica… in senso deleterio. Il primo a portare nelle aule parlamentari la chiacchiera da bar”. Bossi fu anche precursore del populismo all’italiana. Prima di Antonio Di Pietro e Beppe Grillo, è stato responsabile “insieme a Silvio Berlusconi tra la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda Repubblica di un imbarbarimento della politica italiana, per quanto riguarda i modi ma poi non possiamo dimenticare i temi”. “L’Umberto”, come lo chiamavano i suoi adepti, sdoganò anche il razzismo, prima contro i popoli del sud Italia (“i terroni”) poi contro i migranti (“con tutti questi negretti che arrivano sui barconi, dovremmo ripopolare di squali il Mediterraneo”). Bossi infatti fu autore della legge restrittiva sulle migrazioni, che introdusse il reato di “clandestinità”. La legge firmata insieme a Gianfranco Fini, è tutt’oggi in vigore. Razzismo e xenofobia (anche gli omosessuali vennero presi di mira dall’ex leader del Carroccio) furono negli anni assorbiti da quasi tutto l’arco parlamentare e dall’opinione pubblica. Il ritratto di Umberto Bossi e l’analisi sul futuro della Lega, nell’intervista con Alessandro Braga, giornalista di Radio Popolare, autore del libro “Verdenero. Presente e futuro della Lega”, pubblicato da Prospero Editore nell’aprile 2025. Ascolta o scarica
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto
NEWROZ: INTERVISTA ALL’ATTIVISTA CURDA ZILAN DIYAR DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLE DONNE DEL KURDISTAN
Zilan Diyar, giornalista e attivista curda del Movimento di liberazione delle donne del Kurdistan e di Women Weaving the Future per il confederalismo mondiale delle donne, è stata intervistata dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in occasione del Newroz. Nell’intervento Diyar porta una una prospettiva anticoloniale e di genere sui recenti fatti in Rojava e in Rojhilat (Kurdistan iraniano) e su come il confederalismo democratico sia già un esempio concreto e alternativo su cui fondare una forma di diritto internazionale non totalmente delegata alla forma dello Stato-nazione. L’intervento si inserisce fra gli spunti didattici sulla crisi del diritto internazionale che l’Osservatorio ha condiviso per rivendicare la libertà d’insegnamento. Qui la traduzione dell’intervista, attraverso le voci di Giulia e Clorinda, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ascolta o scarica  Proprio oggi arrivano notizie terribili dalla Siria: le forze governative siriane hanno istituito posti di blocco mobili sulla strada che collega Afrin ad Aleppo, chiedendo ai residenti se sono curdi. In caso di risposta affermativa vengono picchiati. Ad Afrin, Tal Rifaat e Al Bab è in corso una caccia all’uomo contro i curdi che festeggiano il Newroz e sventolano la bandiera del Kurdistan. Le bandiere vengono confiscate e bruciate.
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: 11 APRILE 2026, GRANDE MANIFESTAZIONE A MILANO PER UNA SANITÀ PUBBLICA PER TUTTI E PER TUTTE
La trasmissione di sabato 21 marzo ospita Federica Trapletti, segretaria Spi-Cgil Lombardia e Massimo Cortesi, presidente Arci Lombardia e responsabile salute nazionale Arci.  Questa puntata è intitolata “11 aprile 2026. Grande manifestazione a Milano per una sanità che sia pubblica, per tutti e per tutte”. Conducono la puntata Donatella Albini e Antonino Cimino. “Curami. Prima di tutto la salute” è una trasmissione in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30, di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30. La puntata di sabato 21 marzo. Ascolta o scarica
March 21, 2026
Radio Onda d`Urto
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: SI RIMETTE IN MARE LA SOLIDARIETA’ VERSO GAZA. A ROMA ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI EQUIPAGGI DI TERRA E ORGANIZZAZIONI PALESTINESI
Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia e poi a Gaza, le barche della flotilla porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia. La Global Sumud Flotilla salperà da innumerevoli porti italiani nel corso del prossimo mese, con una portata mai vista prima: almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 Paesi. L’obiettivo non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano. Pre partenze gia’ previste nei prossimi giorni da Livorno il 22 marzo, Ancona il 22 marzo, Civitavecchia il 29 marzo, Napoli il 29 marzo e Bari tra il 4-7 aprile. Appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi aggiornamenti. Oggi intanto a Roma GSF e GMTG Italia sono in assemblea nazionale a Roma per capire come accompagnare le partenze con una mobilitazione da terra come avvenuta l’autunno scorso. Tra le proposte rilanciate dalle organizzazioni palestinesi e dai sindacati di base un nuovo sciopero generale il 15 maggio e una manifestazione nazionale a Milano per la commemorazione della Nakba il 16 maggio. Appuntamento alle 15.00 di sabato 21 marzo al CSOA EX SNIA di via Prenestina 173 a Roma. Ne parliamo con Margherita Dametti GMTG Italia – GSF Ascolta o scarica 
March 21, 2026
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