Cuba e il bluewashing USA, Rodríguez Parrilla: “Tolgano il bloqueo se vogliono aiutarci”
Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro degli Affari Esteri cubano, ha sottolineato
sul suo profilo Facebook che, per la prima volta, il governo degli Stati Uniti
ha formalizzato pubblicamente un’offerta di aiuti a Cuba, tramite una
dichiarazione del Dipartimento di Stato, del valore di 100 milioni di dollari.
L’ennesima operazione di bluewashing (1) da parte degli USA, non tanto avendo
come scopo ultimo l’umanitarismo, ma piuttosto avendo come fine ultimo il
tentativo di comprarsi in qualche modo la benevolenza del governo rivoluzionario
cubano. Gli USA hanno usato questa strategia molte volte, ed ora – dopo anni di
finanziamenti alla destra cubana in loco e all’opposizione controrivoluzionaria
anti-cubana di Miami – tenta di fornire finanziamenti diretti a Cuba per
“prendersela”, come ha dichiarato recentemente Trump, ma il governo
rivoluzionario cubano conosce molto bene le conseguenze di una simile azione.
Il Ministro degli Esteri ha osservato: “Non è ancora chiaro se gli aiuti saranno
in denaro o in natura, e se saranno destinati ai bisogni più urgenti della
popolazione in questo momento, come carburante, cibo e medicinali”.
Rodríguez Parrilla ha sottolineato che, nonostante l’incongruenza dell’apparente
generosità di coloro che sottopongono il popolo cubano a una punizione
collettiva attraverso una guerra economica, “il governo cubano non ha
l’abitudine di rifiutare gli aiuti esteri offerti in buona fede e con autentici
scopi di cooperazione, siano essi bilaterali o multilaterali”.
Ha aggiunto che non ci sono problemi nemmeno con la collaborazione con la Chiesa
cattolica, con la quale Cuba vanta una lunga e positiva storia nonostante molte
vicende abbiano spesso impedito il dialogo. “Siamo disposti ad ascoltare i
dettagli dell’offerta e le modalità di attuazione” – ha dichiarato il Ministro
degli Esteri nella logica tipica della politica estera cubana trasmessa da Fidel
Castro, secondo cui: “I principi non sono negoziabili. Con l’imperialismo e
tutte le sue sfaccettature non c’è possibilità di negoziazione, solo dialogo.”
Anche per questo motivo – in seguito alla richiesta presentata dal governo
statunitense di ricevere all’Avana una delegazione guidata dal direttore della
CIA, John Ratcliffe – la Direzione della Rivoluzione ha approvato la visita e
l’incontro con il suo omologo del Ministero degli Interni. L’incontro si è
svolto giovedì 14 maggio, in un contesto caratterizzato dalla complessità delle
relazioni bilaterali, al fine di contribuire al dialogo politico tra le due
nazioni, nell’ambito degli sforzi volti ad affrontare la situazione attuale.
Nella dichiarazione del Governo Rivoluzionario cubano si legge: “Le prove
fornite dalla parte cubana e gli scambi avuti con la delegazione statunitense
hanno dimostrato in modo inequivocabile che Cuba non costituisce una minaccia
per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né esistono ragioni legittime per
includerla nella lista dei paesi che presumibilmente sponsorizzano il
terrorismo.
Durante l’incontro è stato possibile verificare la coerenza e la congruenza
della posizione storica del nostro Paese con le azioni del governo cubano e
delle sue autorità competenti, nel contrastare e condannare inequivocabilmente
il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
Ancora una volta è apparso evidente che l’isola non ospita, non sostiene, non
finanzia e non permette l’esistenza di organizzazioni terroristiche o
estremiste; non vi sono basi militari o di intelligence straniere sul suo
territorio e non ha mai appoggiato alcuna attività ostile contro gli Stati
Uniti, né permetterà che Cuba intraprenda azioni contro altre nazioni.
L’interesse di entrambe le parti nello sviluppo della cooperazione bilaterale
tra le forze dell’ordine e gli enti di contrasto è risultato evidente, sulla
base della sicurezza di entrambe le nazioni, della sicurezza regionale e
internazionale.”
Il capo della diplomazia cubana ha espresso la speranza che gli aiuti siano
esenti da manovre politiche e da tentativi di approfittare delle carenze e delle
sofferenze di un popolo sotto assedio. Rodríguez Parrilla ha sottolineato che
“il miglior aiuto che il governo degli Stati Uniti potrebbe offrire al nobile
popolo cubano ora e in qualsiasi momento è quello di allentare le misure di
blocco energetico, economico, commerciale e finanziario, che si sono
intensificate come mai prima d’ora negli ultimi mesi, colpendo gravemente tutti
i settori dell’economia e della società cubana”.
Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha scelto la via dei
fatti e delle parole nette per rispondere alle ultime mosse ostili di
Washington. In un’intervista concessa alla ABC News direttamente dalla capitale
cubana L’Avana, Rodríguez ha lanciato un allarme che suona come un ultimo
avvertimento: la strategia aggressiva di Donald Trump non è solo una questione
di sanzioni economiche, ma una minaccia concreta che potrebbe portare a un
“bagno di sangue”.
Il diplomatico cubano ha denunciato una criminale “aggressione
multidimensionale” che va ben oltre il famigerato blocco economico. Al centro
delle accuse c’è il vero e proprio assedio petrolifero imposto dalla nuova
ordinanza esecutiva firmata da Trump il primo maggio. Un atto che, nelle parole
di Rodríguez, non solo danneggia il popolo cubano, ma viola apertamente la
sovranità di altri Stati, minacciando sanzioni contro qualsiasi compagnia o nave
che osi rifornire l’isola di petrolio. Una mossa che sa di strangolamento,
pensata per piegare un paese dopo averlo ridotto allo stremo.
Di fronte al paventare di una invasione militare USA di Trump contro Cuba,
Rodríguez Parrilla ha infatti dichiarato: “Il blocco uccide già bambini.
Un’invasione? Sarebbe un massacro di cubani e di giovani soldati statunitensi”.
(1) Il bluewashing è una pratica di marketing ingannevole in cui un’azienda, o
un’organizzazione, o uno Stato si dipinge come socialmente responsabile ed etica
per scopi umanitari di facciata, senza però apportare miglioramenti concreti
alle proprie politiche di gestione del personale, diritti umani o impatto
sociale.
Per info:
https://www.granma.cu/mundo/2026-05-14/comenta-canciller-cubano-ofrecimiento-de-ayuda-de-eeuu
https://www.granma.cu/cuba/2026-05-14/informacion-del-gobierno-revolucionario
> Canciller de Cuba afirma EEUU formalizó oferta de ayuda a la isla
Lorenzo Poli