25 giugno 1996, Daisaku Ikeda incontra Fidel Castro a La Havana“I ponti verso una pace indistruttibile per l’umanità possono essere costruiti
solo coltivando le persone e creando forti legami tra di loro, i loro cuori e le
loro menti. E questo processo è, per sua stessa natura, uno sforzo graduale che
parte dal basso.”
Daisaku Ikeda
In tutto il mondo, numerose personalità di spicco condividono la lotta di Cuba
per un mondo migliore. Oggi desideriamo porre l’accento sullo storico incontro
che ci fu il 25 giugno 1996 tra Fidel Castro (1953-2016), ex presidente cubano,
e Daisaku Ikeda, Terzo Presidente della Soka Gakkai, nonché storico leader
mondiale dell’organizzazione con sede in Giappone. Nel 1996, il Dott. Ikeda
visitò l’isola e ebbe un profondo dialogo con Fidel Castro Ruz, un’esperienza
che ha segnato profondamente questo grande sostenitore della pace universale.
Fu un incontro storico e memorabile, oltre che estremamente proficuo per l’Isola
caraibica: l’incontro tra un rivoluzionario ed intellettuale socialista marxista
cubano e un maestro e filosofo buddhista esponente di una scuola laica
giapponese.
Nel 1996 le relazioni fra Cuba e gli Stati Uniti avevano quasi toccato il fondo,
specialmente dopo il fatidico abbattimento in febbraio di due velivoli
privati[1] da parte dei jet da combattimento cubani e l’inasprimento
dell’embargo economico americano nei confronti di Cuba.
Poco prima di quell’incontro, Ikeda si era recato negli Stati Uniti e, da parte
americana, c’era una notevole opposizione ai suoi piani di visitare Cuba, ma
Ikeda era determinato a partire, vedendo in questo anche un’opportunità per
contribuire a un cambiamento nella tesa situazione. L’unica persona che si
interessò alle intenzioni di Ikeda, e le sostenne, fu paradossalmente l’ex
Segretario di Stato americano Henry Kissinger, che Ikeda incontrò durante il suo
soggiorno negli Stati Uniti.
Si notò che il presidente Castro, insolitamente, per l’incontro con Ikeda,
indossava un abito elegante anziché la sua solita uniforme militare. I due
ebbero una lunga conversazione, che toccò un’ampia gamma di argomenti, tra cui
la promozione di individui capaci e le teorie politiche.
Ikeda scrive di questo incontro con Castro:
“L’allora presidente cubano, Fidel Castro, mi incontrò al Palazzo della
Rivoluzione (il 25 giugno). Figura imponente, alta 190 centimetri (oltre sei
piedi), indossava un abito e una cravatta in stile occidentale invece della sua
solita uniforme militare. Commentai il suo abbigliamento civile, dicendo che gli
si addiceva molto. Il presidente Castro spiegò con un sorriso di aver indossato
un abito appositamente per accogliere un sostenitore della pace. Il nostro
incontro ebbe luogo la sera del secondo giorno della mia visita. Accarezzandogli
la cravatta, commentai scherzosamente che il Ministro della Cultura accanto a
lui avrebbe potuto avere un gusto migliore in fatto di cravatte, provocando
fragorose risate da parte di tutti i presenti.
‘Sì’, disse il presidente Castro ridendo: ‘Non so molto di cravatte.’
‘Va bene’, risposi. ‘È più importante conoscere le persone.’
Il presidente Castro ed io parlammo per diverse ore. Ci scambiammo opinioni su
una vasta gamma di argomenti, dalla politica e dalla leadership, all’importanza
di successori. Ascoltò sinceramente le mie parole sincere e disse di apprezzare
la mia amicizia. Fu un’interazione davvero ricca di profonda umanità.”
La capacità di Ikeda di fungere da intermediario in tali situazioni era il
risultato della fiducia che aveva faticosamente costruito con coloro con cui
interagiva. I suoi sforzi per promuovere la pace, la cultura e l’istruzione
erano spesso alla base di questi rapporti di fiducia.
L’incontro tra Castro e Ikeda fu il risultato di molti anni di scambio culturale
tra Cuba e il Giappone, avviato nel 1987 proprio dalla Soka Gakkai, quando
l’Associazione Concertistica Min-On, fondata da Ikeda, invitò musicisti cubani a
esibirsi in Giappone. Il successo di questi eventi aprì la strada a ulteriori
produzioni musicali e di danza cubane in Giappone. In seguito, l’allora
ambasciatore cubano in Giappone, Eduardo Delgado Bermudez, fu invitato a tenere
una conferenza presso l’Università Soka di Tokyo e, nel 1995, una delegazione di
giovani membri della Soka Gakkai visitò Cuba. L’anno successivo fu firmato un
accordo di scambio tra l’Università Soka e l’Università di La Havana.
Gli scambi tra il Museo Nazionale Cubano e il Museo d’Arte Fuji di Tokyo,
fondato da Ikeda nel 1983 per promuovere lo scambio culturale, costituirono un
ulteriore aspetto di questo scambio culturale, sottoforma di mostre di tesori
d’arte giapponesi a Cuba e di tesori d’arte cubani in Giappone.
Non è un caso infatti che la visita di Ikeda a Cuba si concretizzò grazie
all’invito dell’allora Ministro della Cultura Armando Hart, in segno di
apprezzamento per il suo impegno, negli anni ’80 e ’90, nello sviluppo di scambi
culturali ed educativi tra Cuba e Giappone.
In un discorso all’Università dell’Avana, Ikeda offrì la sua visione della
natura e del valore di questo scambio: “I ponti verso una pace indistruttibile
per l’umanità possono essere costruiti solo coltivando le persone e creando
forti legami tra di loro, i loro cuori e le loro menti. E questo processo è, per
sua stessa natura, uno sforzo graduale, che parte dal basso”. Per Ikeda, un
altro vantaggio dello scambio culturale dal basso è che “contrasta i pregiudizi
culturali e nazionali, creando la consapevolezza che nessuna cultura è superiore
o inferiore a un’altra”.
Ikeda si recò sull’isola caraibica con l’obiettivo esplicito di promuovere la
pace e, per questo, venne accolto calorosamente. Durante la sua visita, gli
furono conferiti l’Ordine Felix Varela di I grado della Repubblica di Cuba e una
laurea honoris causa dall’Università di La Havana, incontrando a Cuba diverse
personalità del mondo culturale e accademico del Paese.
Fu così che iniziò una lunga collaborazione tra Ikeda e il vincitore del Premio
Nazionale di Letteratura, il poeta cubano Cintio Vitier, scrivendo un libro in
cui entrambi approfondirono lo studio della filosofia di Josè Martì, le sue
visioni sulla necessità di difendere la Patria, l’amore e l’amicizia tra i
popoli del mondo. Ben presto il volume, dal titolo José Martí, Cuban Apostle: A
Dialogue, trovò innumerevoli lettori in Giappone, desiderosi di saperne di più
su un’isola caraibica che, nonostante il blocco, stava costruendo il proprio
percorso nella storia. Quest’opera rimane ancora oggi nel cuore dei lettori
cubani più intimi e dei membri dell’amatissima comunità della Soka Gakkai della
Repubblica di Cuba.
“Essendo stato accolto calorosamente dalla sua gente, ammirando il suo
splendido mare e cielo, i suoi fiori e alberi, i suoi affascinanti tramonti e le
sue notti stellate, ho potuto constatare che in tutta la nazione lo spirito di
Martí pulsava con vigore”.
(Daisaku Ikeda, 6 settembre 2008)
L’incontro del 25 giugno 1996 tra Ikeda e Castro rappresentò anche un punto di
svolta nei rapporti stessi tra governo cubano e la Soka Gakkai. Nel 1992, Cuba
aveva abolito formalmente il principio dell’ateismo di Stato che caratterizzava
il testo della Costituzione Cubana del 1976, aprendo la strada alla possibilità
per i credenti di aderire al Partito Comunista e introducendo le prime tutele
contro la discriminazione religiosa.
Nel 1996, a Cuba, solo sette famiglie possedevano il Gohonzon (oggetto di
devozione), ma non tutte praticavano il buddhismo. Nel 1998 è stata creata una
prima organizzazione, che si è poi evoluta nella Soka Gakkai Cuba, la quale oggi
si trova ad affrontare la sfida di diffondere gli insegnamenti di Nichiren
Daishonin, monaco giapponese del XIII secolo che ha lasciato la sua eredità
nelle sue lettere dall’esilio, conosciute come Gosho.
Riconosciuta legalmente sull’isola nel 2007, – dopo più di dieci anni dallo
storico incontro – la Sgi-Cuba è stata la prima organizzazione buddhista a
ricevere il riconoscimento ufficiale da parte del governo cubano. La cerimonia
ebbe luogo nella capitale cubana, il 6 gennaio 2007, di fronte a oltre duecento
esponenti del mondo della cultura e della politica.
Isidro Gomez, rappresentante dell’ufficio governativo per gli affari religiosi,
affermò che i membri cubani della Sgi hanno dimostrato con le loro azioni come
il fine dell’organizzazione sia quello di contribuire positivamente allo
sviluppo della società e mantenere così viva la fiamma degli ideali umanistici.
Il dottor Armando Hart Dàvalos – ex ministro della cultura e oggi presidente
dell’associazione culturale José Martí – ricordò come il movimento creato dalla
Soka Gakkai Internazionale avesse creato una rete globale di amicizia intorno al
mondo e continui a portare avanti la sua lotta a difesa dei diritti umani.
Come organizzazione religiosa accreditata la Sgi-Cuba, da quel momento, ha avuto
la possibilità di mantenere centri culturali, così come di espandere liberamente
le sue attività su tutto il territorio nazionale.
Oggi la Soka Gakkai International, organizzazione che si ispira al Buddhismo di
Nichiren Daishonin, è presente a Cuba con più di mezzo milione di praticanti
buddhisti in 13 delle 15 province cubane, diffondendo i suoi principi cardine:
il messaggio di kosen rufu tra pace nel mondo e felicità umana. L’Avana ha la
più alta concentrazione di praticanti del Buddhismo Nichiren aderenti alla Soka
Gakkai nel Paese caraibico, seguita dalla provincia di Holguín al secondo posto
e da Camagüey al terzo.
“La pace mondiale e il progresso sociale sono priorità per i buddhisti di quel
paese caraibico” – ha dichiarato Joannet Delgado, direttrice generale della Soka
Gakkai Cuba all’Avana, in un’intervista esclusiva a Prensa Latina nel maggio
2013.
Secondo gli stessi membri della Soka Gakkai, il governo cubano promuove un
ambiente favorevole alla libertà religiosa[2] e mantiene buoni rapporti “molto
cordiali e basati su una grande fiducia” con le diverse fedi e istituzioni, non
incontrando ostacoli nello svolgimento della propria opera di creazione di
valore. La prova di questi legami tra lo Stato e le istituzioni religiose
risiede nello svolgimento sistematico di incontri con i leader e i funzionari
del Partito Comunista di Cuba, nonché con il Ministero della Giustizia, in cui
si affrontano interessi, obiettivi e bisogni.
“Ogni volta che richiediamo assistenza per risolvere problemi o soddisfare
esigenze, riceviamo una risposta tempestiva” – riferiva Delgado.
Si mantengono i contatti con buddhisti di altri Paesi, che spesso si stupiscono
della facilità con cui si riescono a svolgere le proprie attività. Affermava
Delgado: “La libertà religiosa che vedono qui contrasta nettamente con la
propaganda anti-cubana che ricevono all’estero, ed è per questo che questi
approcci alla realtà cubana sono così positivi.”
Il 27 novembre 2016, in seguito alla scomparsa dell’ex presidente cubano Fidel
Castro avvenuta il 25 novembre 2016, il presidente della SGI Daisaku Ikeda ha
espresso le sue condoglianze alla famiglia del leader cubano a nome dei membri
della SGI a Cuba e nel mondo. Ricordando il loro incontro all’Avana nel 1996,
Ikeda ha elogiato la dedizione del presidente Castro al popolo cubano e ha
affermato che il leader cubano sarà ricordato nella storia contemporanea come
una figura eroica che ha vissuto con indomita determinazione di fronte a
innumerevoli prove e tribolazioni[3].
A La Havana, i buddhisti di Cuba recitarono daimoku in onore e ricordo a Fidel,
uniti nella diffusione della pace contro la logica perversa delle guerre.
A gennaio 2023, pochi mesi prima della sua morte, Daisaku Ikeda e la Soka Gakkai
International vennero ringraziati dall’Università di Matanzas per tutta
l’amicizia dimostrata a Cuba in questi anni di dura resistenza e di lotta contro
il bloqueo. Il Presidente Ikeda, durante la sindemia da Covid-19, infuse la
certezza che, con i propri vaccini, Cuba avrebbe superato la crisi sanitaria, e
la verità è stata ancora una volta dalla parte di Cuba e dei suoi scienziati
sanitari dediti al lavoro e alla salute pubblica. Per questo amore e per il
sostegno sistematico alla nostra lotta, Ikeda venne insignito della Medaglia del
25° Anniversario della fondazione dell’Oficina del Programa Martíano (OPM) [4] ;
mentre la Soka Gakkai International, da lui guidata, ricevette la targa
commemorativa del 25° Anniversario della fondazione dell’Ufficio del Programma
Martí, durante un momento molto emozionante della V Conferenza Internazionale
per l’Equilibrio del Mondo.
Il 28 novembre 2023, a La Havana, si tenne una cerimonia commemorativa in
seguito alla morte di Daisaku Ikeda (1928–2023), presso l’Oficina del Programa
Martíano, in cui venne ricordato come “amico di Cuba” ed educatore.
“So bene che la città di Matanzas, dove ha sede la vostra illustre Università,
non è solo un luogo degno di essere ricordato nella storia di Cuba, ma anche la
culla del “grande desiderio” di José Martí di donare la libertà alla sua amata
patria, dopo la triste esperienza vissuta nella prima infanzia. Pertanto, colgo
l’occasione per esprimere il mio augurio che l’Università di Matanzas “Camilo
Cienfuegos” continui il suo costante progresso con lo stesso passo fermo che ha
dimostrato fin dalla sua apertura nel 1972, e che diventi un nobile palazzo del
sapere.”
(Daisaku Ikeda, 21 marzo 2001)
[1] L’abbattimento dei due velivoli nel 1996 riguarda un tragico evento del 24
febbraio 1996. Quel giorno, due aerei civili guidati dal gruppo anticastrista di
Miami “Brothers to the Rescue” (Hermanos al Rescate) furono abbattuti nello
Stretto della Florida da caccia MiG cubani. Il bilancio fu di quattro attivisti
morti. In un suo articolo pubblicato sul quotidiano l’Unità il 28 febbraio 1996,
Gianni Minà spiegò come i velivoli degli esuli avrebbero ripetutamente violato
lo spazio aereo dell’Avana per provocazioni politiche. Minà descrisse l’accaduto
e la successiva reazione dell’amministrazione statunitense come una manovra
condizionata dal ricatto elettorale dei gruppi anticastristi della Florida su
Bill Clinton, cercando di smorzare la portata di una crisi che secondo lui
rischiava di strumentalizzare l’incidente. La vicenda è tornata d’attualità
quando – il 20 maggio 2026 – il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha
formalizzato accuse contro l’ex presidente cubano Raúl Castro per la morte dei
quattro attivisti (tre dei quali erano cittadini statunitensi).
[2] A Cuba, la libertà religiosa è riconosciuta dalla Costituzione Cubana
promulgata nell’aprile 2019. Il testo definisce il Paese come uno “Stato laico”
e stabilisce formalmente la separazione tra le istituzioni religiose e lo
Stato. La Costituzione del 2019 garantisce la libertà religiosa attraverso
specifici articoli:
* Articolo 8: Riconosce, rispetta e garantisce la libertà religiosa,
assicurando che diverse credenze e fedi godano di uguale considerazione e che
le istituzioni religiose siano separate dallo Stato.
* Articolo 42: Stabilisce il principio di uguaglianza, proibendo qualsiasi tipo
di discriminazione fondata sulle credenze religiose.
[3] Adattato da un articolo apparso sul numero del 27 novembre 2016 del Seikyo
Shimbun, Soka Gakkai, Giappone
[4] un’istituzione nazionale dedicata alla promozione dello studio di José Martí
(1853–1895), poeta, saggista e simbolo della liberazione cubana.
Fonti:
https://www.daisakuikeda.org/sub/events/archives/2016/nov/27-fidel-castro-condolence-message.htmln
https://www.daisakuikeda.org/main/peacebuild/peace/peace-07.html#sdendnote1sym
https://www.giornalismoestoria.it/wp-content/uploads/2015/02/2008116122010achiaraciaramella.pdf
https://www.ikedacenter.org/resources/seven-essential-attributes-daisaku-ikedas-peacebuilding-ethos
https://www.theblackcoffee.eu/daisaku-ikeda/
https://www.sgi-italia.org/wp-content/uploads/2021/01/IBISG_PropostaDiPace_DaisakuIkeda_2005.pdf
https://www.unionesarda.it/3-minuti-con/daisaku-ikeda-la-lezione-di-un-costruttore-di-pace-qt8898s0
https://www.totetu.org/assets/media/paper/j019_022.pdf
https://www.zoomedia.it/personaggi/daisaku_ikeda/index.html
https://www.worldtribune.org/2019/expanding-spiritual-bridge-new-century/
https://www.umcc.cu/2023/01/30/daisaku-ikeda-amigo-de-cuba-y-de-la-universidad-de-matanzas/
https://events.daisakuikeda.org/2023/1128-cuba-memorial/
https://www.cubainformazione.it/2007/dirittiumani/religione/buddismo.htm
https://www.youtube.com/watch?v=pOpVD1RSrvE
https://www.radiosantacruz.icrt.cu/la-impronta-de-fidel-castro-en-la-cultura-cubana-es-reflejada-en-museo-nacional-de-artes-decorativas/
https://dialogosdosul.operamundi.uol.com.br/soka-gakkai-e-a-liberdade-de-culto-em-cuba/
https://www.adelante.cu/index.php/es/noticias/de-camagueey/7021-paz-para-la-herida-de-hiroshima
https://misiones.cubaminrex.cu/es/articulo/embajada-de-cuba-en-japon-patrocina-concurso-de-oratoria-en-espanol-de-la-universidad-de
https://www.juventudrebelde.cu/cuba/2016-08-05/budistas-cubanos-por-la-paz-junto-a-fidel
Lorenzo Poli