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La Casa de las Américas all’Avana, un centro di politica e cultura di portata universale
Nell’agenda di incontri legata alla missione all’Avana nell’ambito del Convoy “Nuestra America” per Cuba, non poteva mancare quello con uno dei luoghi culturali più importanti non solo di Cuba. Tra le primissime istituzioni culturali fondate dalla Revolución, istituto culturale tra i più importanti dell’intero continente americano, la Casa de las Américas, all’Avana, fu istituita appena quattro mesi dopo il trionfo della Rivoluzione, il 28 aprile 1959, con la finalità di sviluppare ed espandere le relazioni socioculturali con i popoli dell’America Latina e del mondo intero. Essa è, infatti, un’istituzione culturale con ispirazione, come vedremo, universale. La sua storia è segnata da alcune tra le più grandi personalità della storia americana del XX secolo. Fu inaugurata il 4 luglio 1959, con una cerimonia presieduta dal leggendario Ministro dell’Istruzione, Armando Hart Dávalos, nell’edificio dell’ex Casa de la Cultura. Quando, dopo la Revolución, tutti i governi dell’America Latina, ad eccezione del Messico, su pressione statunitense interruppero le relazioni con Cuba, l’istituzione contribuì in modo determinante a mantenere in vita i legami culturali tra Cuba e il resto del continente. Essa non solo diffuse l’opera della Rivoluzione ma in particolare facilitò la conoscenza e la visita a Cuba di molti intellettuali che vennero in contatto con la nuova realtà del paese. Si trattò di un cimento marxista, fidelista e martiano. Come scrisse Armando Hart Dávalos in uno splendido saggio su “José Martí: un punto di riferimento attuale per il movimento internazionale dei lavoratori”, «la sua idea di politica era strettamente legata al sentimento umano. Era politico perché profondamente umanista, ed era umanista perché profondamente politico. Tale idea costituisce una delle eredità più belle che ci ha trasmesso. Per capire le concezioni di Martí, bisogna contare su un radicale pensiero democratico, il suo latino-americanismo e il suo senso universale». «È evidente che Martí non è rimasto indifferente al grande dibattito di idee intorno agli ideali dei lavoratori e del socialismo. Riferendosi specificamente all’ideale socialista, aveva mostrato grande ammirazione e rispetto «per quelli che cercano, per ogni dove, un segnale più giusto nell’ordine della giustizia nel mondo», specialmente «per quelli che si sollevano in nome degli interessi dei poveri». Secondo l’eroe nazionale di Cuba, infatti, Marx meritava onore perché si era messo al fianco dei deboli. Per lui non è stato solo «colui che ha smosso in maniera gigantesca la collera dei lavoratori europei», bensì un «osservatore profondo delle ragioni della miseria umana». […] Egli riuscì a porre il problema dei lavoratori e della disuguaglianza sociale con termini radicali e coerenti. È chiaro che la ricerca della soluzione di tale problema è un punto centrale del suo insieme di ideali». La stessa figura di Armando Hart (1930-2017) è una delle figure imprescindibili della storia cubana: intellettuale e politico, tra i principali organizzatori della rivoluzione nelle città, è stato poi Ministro dell’Istruzione (1959-1965) e Ministro della Cultura (1976-1997). Come ricorda il Granma, fu «interprete creativo delle idee di Fidel, svolse un ruolo decisivo nella trasformazione delle caserme in scuole, nella riforma delle università, … nello sviluppo della Campagna di Alfabetizzazione nel 1961». Haydée Santamaría, eroina della lotta rivoluzionaria, ha diretto la Casa de las Américas dalla sua fondazione nel 1959 fino alla sua morte nel 1980, imprimendo al suo sviluppo un tratto fondamentale e determinante. Autentica leggenda della Rivoluzione, Haydée Santamaría (1922-1980), è stata una rivoluzionaria e intellettuale, eroina di Cuba. Il 26 luglio 1953 partecipò all’assalto alla caserma Moncada, per il quale fu imprigionata insieme a Melba Hernández. Dopo il suo rilascio, entrò a far parte della Direzione Nazionale del Movimento 26 Luglio. Sostenne il distaccamento guerrigliero guidato da Fidel Castro sulle montagne della Sierra Maestra, e le fu affidato da Fidel il compito di reperire fondi e unire i rivoluzionari all’estero. Tornò a Cuba dopo il trionfo della Rivoluzione e lavorò al Ministero dell’Istruzione; poi, come direttrice della Casa de las Américas, influenzò in modo determinante lo sviluppo culturale del paese. La Casa de las Américas deve il suo status proprio alla sua visione lucida e profonda, insieme internazionalista e latino-americanista. La Casa de las Américas ospita oggi cinque dipartimenti: Teatro, Musica, Arti Visive, Biblioteca e il Centro di Ricerca Letteraria. Fondato nel 1967, il Centro di Ricerca Letteraria ha due linee di lavoro fondamentali: l’organizzazione del Premio Letterario “Casa de las Américas” e lo studio e divulgazione della letteratura del continente. Il centro organizza conferenze, corsi e colloqui internazionali, nonché la “Settimana dell’Autore”, dedicata, ogni anno, a un importante scrittore latinoamericano. Pubblica inoltre antologie, saggi e testi critici; fornisce consulenza alla Rivista “Casa de las Américas” e alle edizioni “Casa” fondate nel 1960, subito dopo il trionfo della Rivoluzione; inoltre, in collaborazione con l’Unione degli Scrittori e degli Artisti di Cuba (Uneac), pubblica la rivista di teoria culturale “Criterios”. Gestisce l’Archivio della Parola, che conserva le registrazioni di oltre mille voci di personalità di spicco della letteratura, delle arti e della politica. Già da questi brevi cenni si comprende l’importanza della cultura e dell’editoria a Cuba: a Cuba non esiste un’editoria privata, ma sono innumerevoli le case editrici espressione delle mille articolazioni sociali, culturali e accademiche del paese. La Biblioteca José Antonio Echeverría della Casa de las Américas fu fondata nel settembre del 1959 con la conferenza “La politica culturale della rivoluzione cubana”, tenuta dal Ministro degli Esteri Raúl Roa García. Tra le sue collezioni si annoverano oltre 126 mila volumi, 136 mila fascicoli di periodici, in particolare della seconda metà del XX secolo, e oltre 3000 fascicoli su personalità e argomenti relativi all’America Latina. Raúl Roa García è stato il leggendario Cancelliere della Dignità. È ricordato per il suo impegno nella lotta per l’indipendenza dei popoli di Asia, Africa e America Latina. Fu alla presidenza della I Conferenza Tricontinentale, tenutasi all’Avana nel gennaio 1966, a proposito della quale, dichiarò: «La Conferenza Tricontinentale ha cristallizzato la solidarietà del movimento di liberazione nazionale in Africa, Asia e America Latina, ha definito una linea comune nella lotta frontale contro l’imperialismo, il colonialismo e il neocolonialismo e ha forgiato con vigore l’unità strategica e tattica nella lotta, attingendo alla ricca esperienza dei popoli partecipanti». La sua battaglia diplomatica più eclatante fu senza dubbio il dibattito alle Nazioni Unite durante la fallita invasione di Playa Giron, in cui denunciò con vibrante fermezza l’aggressione criminale. «Accuso solennemente il Governo degli Stati Uniti dinanzi alle Nazioni Unite e alla coscienza del mondo di aver scatenato una guerra di invasione contro Cuba per impadronirsi delle sue risorse, terre, fabbriche e infrastrutture e riportarla al suo vergognoso status di satellite dell’imperialismo nordamericano». E dichiarò: «Un grido unanime scuote oggi tutta Cuba, risuona in tutta la nostra America e riecheggia in Asia, Africa ed Europa. La mia piccola ed eroica patria sta rivivendo la classica lotta tra Davide e Golia. Soldato di questa nobile causa in prima linea nelle relazioni internazionali, permettetemi di diffondere questo grido nell’austero Areopago delle Nazioni Unite: Patria o morte! Vinceremo!». Nel tempo dell’assedio statunitense contro Cuba, parole di formidabile attualità. Gianmarco Pisa
March 23, 2026
Pressenza
Mancano acqua ed elettricità, ma Cuba resiste
Sono qui da oramai venti giorni ed ho potuto toccare con mano il progressivo deterioramento delle condizioni di vita di questo straordinario popolo; posso provare a documentarlo, a descriverlo, ma occorre viverlo per comprenderlo. Gli Stati Uniti hanno deciso che Cuba debba soccombere anche a costo di ridurne la popolazione allo stremo, qualunque mezzo per loro è utile allo scopo, e non si sono mai fatti scrupolo alcuno nell’utilizzarli; il blocco totale del rifornimento di combustibili è solo l’ultima ma probabilmente la più pericolosa delle armi di coercizione utilizzate. No, l’immagine qui sopra non è una svista editoriale, né tantomeno l’errore di un fotografo: questa è Cuba oggi. Questo è il modo crudele  nel quale sono costretti a vivere, anche se sarebbe più corretto dire sopravvivere, i cubani: al buio. Quando manca l’energia elettrica non è solo l’illuminazione a spegnersi, ma anche la società nel suo complesso e in questi ultimi giorni ne ho provato gli effetti più pesanti in prima persona. Sabato 21 marzo ho trascorso la giornata all’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli) alla presenza del presidente di Cuba Diaz Canel Bermudez e di rappresentanti del governo. Qui si tiene l’incontro ufficiale con la delegazione del convoglio “Nuestra America” giunto in volo dall’Italia, composta da una foltissima rappresentanza di attivisti di vari Paesi europei con un enorme carico di aiuti umanitari, farmaci ed attrezzature sanitarie. L’evento è stato un’esperienza indimenticabile, di quelle che ti riempiono il cuore e ti ricordano i motivi per i quali noi che tanto amiamo Cuba facciamo quello che facciamo. Dopo questo bagno di amore incondizionato per questa isola e per la sua rivoluzione faccio ritorno a casa del mio amico cubano Héctor che mi ospita; sono le 18 e di energia elettrica non se ne parla, oggi è arrivata solo per un paio di ore. Iniziamo la serata con la cena alla luce della lampada da campo che gli ho portato io, una di quelle ricaricabili di lunga durata che ovviamente illumina solo la cucina; per recarci in bagno o in qualsiasi altro luogo dobbiamo utilizzare la luce del cellulare. Le ore passano e inganniamo l’attesa della luce che dovrebbe arrivare in tarda serata chiacchierando; adoro ascoltare Héctor perché narra la storia di Cuba e della rivoluzione come nessun’altro fuori da questa isola potrebbe fare. La notte oramai è alle porte e decidiamo di andare a riposare; nell’enfasi dei racconti eravamo quasi riusciti a dimenticarci del black-out, ma anche le seppur minime umane necessità di ciascuno di noi ci riportano alla cruda realtà. La quasi totalità degli edifici cubani possiede una cisterna sul tetto che funge da riserva (questo succede tutt’oggi anche in varie regioni d’Italia), perché l’acquedotto, alimentato dalla rete elettrica, non riesce ad erogare la quantità di acqua necessaria con regolarità, quindi le abitazioni la prelevano dall’acquedotto nei momenti di disponibilità e tramite pompe elettriche riempiono le cisterne sui tetti; la capacità di queste cisterne, solitamente intorno ai mille litri, è la quantità di acqua di cui potrà usufruire ogni famiglia fino alla successiva erogazione. Tutto bene quindi? Ovviamente no, perché il fabbisogno quotidiano per tutte le necessità (alimentazione, cucina, pulizia, lavaggio biancheria, ecc.) di una famiglia di 3 o 4 persone è superiore a questa quantità, pertanto risulta inevitabile razionare, e quindi occorre lavarsi i denti solo con un paio di sorsi, usare lo sciacquone con molta parsimonia, farsi la doccia a rate e usare altri accorgimenti per il contenimento del consumo. La notte trascorre tranquilla, il clima in questo periodo è mite e fortunatamente le notti afose non sono ancora arrivate; fino a pochi giorni fa al mattino era possibile svegliarsi con la piacevole vista del led rosso della televisione illuminato, una piccola cosa ma dal grande significato; oggi questo non è accaduto, il che significa che fino al ritorno della luce l’unica acqua disponibile sarà quella rimasta nella cisterna. Il tempo scorre lento durante il giorno e l’assenza di energia elettrica è sopportabile perché si impara a rinunciare a TV, computer, cellulare ed altro, l’assenza di acqua invece non lo è. Nel primo pomeriggio dopo l’ultimo sciacquone la cassetta del water cessa di riempirsi, la cisterna ci ha generosamente offerto tutto ciò che poteva; ora inizia l’apnea idrica, che non è per nulla semplice da gestire. Alle 19 l’assenza di energia elettrica che perdura da oltre 30 ore ci costringe a cucinare con l’acqua in bottiglia, non ci si lava i denti, si cerca di non usare i sanitari, si attende. Alle 21 un’esplosione di urla di felicità in strada fa da cornice al lampadario della nostra sala, lasciato appositamente acceso, che si illumina, Héctor corre a riaccendere la pompa per riempire la cisterna, mentre io collego ogni tipo di alimentatore per ricaricare cellulari, lampade, batterie di scorta e qualsiasi altra cosa che possa immagazzinare energia elettrica; la speranza è che la prossima interruzione non sia così prolungata, mentre si riprende a sopravvivere nell’economia di emergenza di una guerra non dichiarata ma ferocemente attuata dall’impero del male. Lunedì 23 marzo non sarà solo un altro giorno, sarà il giorno dell’arrivo nella baia dell’Avana della flottiglia Nuestra America, sarà l’ennesima dimostrazione che Cuba non è sola, che il movimento di sostegno a questa piccola ma indomabile isola è vastissimo. Da quando si è resa indipendente Cuba insegna a tutto il mondo cosa sia la solidarietà ed è giunto il momento di spezzare le catene con le quali da oltre 65 anni gli Stati Uniti tentano di schiavizzarla nuovamente. Redazione Italia
March 23, 2026
Pressenza
[2026-03-25] presentazione libro "CASE MORTE" con Geraldina Colotti @ CSOA Forte Prenestino
PRESENTAZIONE LIBRO "CASE MORTE" CON GERALDINA COLOTTI CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (mercoledì, 25 marzo 19:30) CSOA Forte Prenestino MERCOLEDì 25 MARZO 2026 Forte Infoshop & Sala da The inTHErferenze dalle ore 19:30 "CASE MORTE" di Miguel Otero Silva (Argolibri 2025) presentazione del romanzo insieme a Geraldina Colotti (che ne ha curato la traduzione) con un approfondimento sulla situazione in Venezuela e a Cuba ... Mentre gli USA riaprono i giochi con Caracas e il Nobel incorona la dissidenza compatibile, giunge ad aprire una nuova collana un classico della letteratura venezuelana: Case morte di Miguel Otero Silva, il romanzo che raccontò la povertà petrolifera e la dignità venezuelana prima che il mondo imparasse a voltarsi dall’altra parte. https://www.argonline.it/prodotto/case-morte-miguel-otero-silva/ … «Una casa senza porte né tetto è più commovente di un cadavere»: con queste parole, uno studente universitario, deportato come prigioniero politico, riflette ad alta voce su quello che osserva dal finestrino di un autobus che lo conduce ai lavori forzati. Il paesaggio che scorre davanti ai suoi occhi è quello degli Llanos del Venezuela, l’immensa pianura erbosa che un secolo prima aveva affascinato Alexander von Humboldt, portandolo a codificare per la prima volta il sublime orizzontale del paesaggio americano. Ma quel che colpisce lo studente non è la natura della savana, bensì lo stato di abbandono dei villaggi e delle città disseminati in quello spazio. L’autobus è appena arrivato a Ortiz, antica capitale dello stato di Guárico, la cui popolazione è stata decimata dalle malattie e dall’incuria. […] Risulta molto difficile non pensare, leggendo le descrizioni che Otero Silva fa di Ortiz, alle città immaginarie per cui la letteratura ispanoamericana è divenuta celebre: la Macondo di García Márquez e la Santa María di Onetti, figlie spurie della Yoknapatawpha di William Faulkner. Eppure la Ortiz di Otero Silva non è immaginaria, neanche nel nome, esiste davvero e continua ad esistere, nonostante tutto. Dall’Introduzione di Amanda Salvioni Miguel Otero Silva (1908-1985) è stato uno scrittore, poeta, giornalista e attivista politico venezuelano. Figura centrale della letteratura latinoamericana del XX secolo, ha concepito la sua opera come un potente strumento di critica sociale e politica, caratterizzata da un realismo lirico e straniato. Fu uno degli esponenti di spicco della Generazione del ’28, gruppo di studenti universitari che contrastarono apertamente la dittatura di Juan Vicente Gómez, appartenenza che gli costò l’arresto e l’esilio. Tornato in patria soltanto dopo il 1940, divenne un intellettuale di spicco nella società venezuelana, fondò il quotidiano El Nacional e svolse un ruolo fondamentale nel rovesciamento del dittatore Marco Pérez Jimenez. Ammirato da Gabriel Garcia Marquez, legato da amicizia e stima a Pablo Neruda che ne riconobbe la grande forza narrativa Otero Silva è stato e continua ad essere un autore di riferimento per i grandi narratori dell’America Latina. Tra i suoi romanzi più importanti, che hanno immortalato momenti cruciali della storia venezuelana, figurano: Fiebre (1939), Casas muertas (1955), Oficina N° 1 (1961) e Lope de Aguirre, principe de la libertad (1979). https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/3603-case-morte
March 22, 2026
Gancio de Roma
A Cuba in corso le Giornate Internazionali di “Nuestra América Convoy”
Il congresso in corso a Cuba, nell’ambito delle Giornate Internazionali di “Nuestra América Convoy a Cuba”, si configura come un momento di straordinaria rilevanza non solo tecnica ma anche culturale e politica. Si tratta di un’iniziativa che coinvolge economisti, studiosi, attivisti e rappresentanti istituzionali, rafforzando una rete internazionale di solidarietà […] L'articolo A Cuba in corso le Giornate Internazionali di “Nuestra América Convoy” su Contropiano.
March 22, 2026
Contropiano
Il Convoglio “Nuestra America” arriva a Cuba
Oltre 600 partecipanti, da 33 Paesi del mondo, da tutti i continenti. Sono queste, in estrema sintesi, le cifre del grande evento internazionale del Convoglio “Nuestra America” per Cuba, quella che, concepita in origine come una Flottiglia di solidarietà, si è trasformata, cammin facendo, in qualcosa di ben più ampio e impegnativo: una piattaforma politica e una gigantesca mobilitazione internazionale che ha coinvolto, appunto, non solo centinaia di persone e di organizzazioni politiche, sociali, sindacali, culturali, sportive, ma ha anche costruito una vasta e fitta rete. Questa ha letteralmente attraversato il mondo intero, con tutti i mezzi – veicoli, barche, aerei – giungendo infine sull’isola per un atto di concreta solidarietà, fattiva militanza, e incredibilmente ampia e diffusa partecipazione. Il progetto, coordinato dall’Internazionale Progressista, ha dunque mantenuto la promessa che aveva fatto, quella di forzare il bloqueo e di rompere l’assedio che gli Stati Uniti in maniera unilaterale e criminale hanno imposto a Cuba e farlo non con un evento di aiuto umanitario, ma con un gigantesco atto politico, in cui la solidarietà concreta viene interamente concepita e declinata all’interno della solidarietà politica, come solidarietà, insieme, internazionale e internazionalista. Le motivazioni dell’evento potrebbero anch’esse condensarsi in poche, eloquenti, cifre: 65 anni di inumano bloqueo, il totale blocco economico, commerciale e finanziario, imposto dagli Stati Uniti sulla falsariga del noto Memorandum Mallory del 1960 («bisogna usare rapidamente tutti i mezzi possibili per debilitare la vita economica di Cuba…, per ottenere i maggiori sviluppi nella privazione a Cuba di denaro e forniture, per ridurle le risorse finanziarie e i salari reali, per provocare fame, disperazione e il rovesciamento del governo»). Un bloqueo del tutto inumano e criminale, ripetutamente (ormai 32 volte) condannato dalle Nazioni Unite, dalla quasi totalità dei Paesi del mondo, e che molti, a Cuba e non solo, per i suoi effetti e le sue conseguenze, considerano “il genocidio più vasto (duraturo) della storia”. Poi oltre 240 misure coercitive unilaterali che fanno parte di una strategia di vera e propria guerra economica contro Cuba e ultimo in ordine di tempo il blocco energetico e petrolifero, anche questo imposto a Cuba dagli Stati Uniti e che ha già avuto conseguenze dolorose, con ripetute interruzioni della elettricità, ripetuti e duraturi black-out, il prezzo dei carburanti quadruplicato, la rarefazione del traffico stradale e un piano straordinario di individuazione delle priorità per consentire di mandare avanti la vita, in tutti i campi e in tutti i settori. Uno straordinario sforzo di organizzazione e di resistenza di cui è immediato, qui a Cuba, rendersi conto. Il 21 marzo, l’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli) ospita il grande evento politico di convergenza del Convoglio. Da un lato, la raccolta dei beni fatti pervenire a Cuba dalla solidarietà che si è attivata, nel corso delle ultime settimane, in tutto il mondo; dall’altro, l’evento politico-culturale, che si apre proprio all’insegna del motto: «Cuba non è e non sarà sola». Il primo intervento è di David Adler, coordinatore dell’Internazionale Progressista, che ricorda il significato delle cifre: 600 persone presenti, ma milioni di persone coinvolte in atti di solidarietà in tutto il mondo. Tre sono i significati del Convoy: un significato umanista – riconosciamo il nostro dovere di partecipare e di attivare solidarietà, un significato militante – difendiamo un progetto reale, la Rivoluzione e le sue conquiste e rinnoviamo la nostra vicinanza e la nostra amicizia con Cuba e un significato etico – la consapevolezza dell’obbligo di lottare contro la politica genocida degli Stati Uniti e i loro alleati. Quella che viene definita come Dottrina “Donroe” è in realtà una strategia imperialista, che intende cancellare un secolo di politica anticoloniale e questo è il motivo di fondo per cui Cuba non è e non sarà mai sola. Cuba ha insegnato al mondo cosa significa solidarietà internazionale, motivo per il quale occorrerebbe piuttosto chiedersi quanto sia Cuba ad avere bisogno di noi e quanto viceversa siamo noi, in realtà, ad avere bisogno di Cuba, della sua solidarietà internazionale, dei suoi medici e dei suoi insegnanti. L’Italia, il nostro Paese, ne sa qualcosa: 38 medici in Piemonte durante la prima ondata della pandemia di Covid-19, 52 medici in Lombardia per fronteggiare l’emergenza sanitaria e ancora 500 medici in Calabria, ancora negli anni successivi alla pandemia, per impedire un vero e proprio collasso del sistema sanitario calabrese. In definitiva, quello che si è costruito e si va costruendo è un esempio concreto di lotta per la pace, per la giustizia e per il mondo intero. Il direttore dell’ICAP, Fernando Gonzalez Llort, parte dalla memoria recente degli eventi storici che hanno concorso a mutare il panorama delle relazioni internazionali: a partire dal 3 gennaio, con l’aggressione al Venezuela bolivariano e il sequestro del suo presidente legittimo, in carica, Nicolas Maduro, e della consorte, la deputata Cilia Flores, aggressione nella quale caddero 32 eroi cubani, è stato assestato un colpo all’ordine internazionale. L’imperialismo intende imporre al mondo la barbarie al posto della ragione contro tutti i principi del diritto, della giustizia e della coesistenza pacifica. La sua strategia è quella di ufficializzare la menzogna per costruire l’aggressione contro i diritti e le libertà dei popoli. In questa strategia si configura il disegno di una vera e propria guerra multidimensionale. Intanto, la guerra economica e la guerra energetica per colpire un popolo, asfissiarlo, assediarlo, un popolo che ha scelto di essere libero e sovrano. E poi, la guerra mediatica e la guerra psicologica intesa a seminare dubbi e dividere il popolo. Per questo, torna più attuale che mai la lezione di Fidel Castro: la resistenza è la costante offensiva della ragione, della coscienza e della morale, all’insegna di “unità, verità, coscienza e azione”. Non è un caso che la risposta solidale dei popoli sia stata immediata a tutti i livelli, economico, morale, politico, e attraverso una moltitudine di attività svolte e che continueranno a svolgersi: iniziative, campagne, articoli, documentazione, social media e reti sociali. Cuba non cederà nessuna delle sue conquiste nella difesa della sua indipendenza, della sua sovranità e della sua autodeterminazione, proprio perché – come diceva José Martí – «patria è umanità». E la resistenza, tra mille complessità e difficoltà, è in corso, con soluzioni creative e la solidarietà del mondo intero. Riferimenti: Il sito del Convoglio “Nuestra America” per Cuba: https://nuestraamericaconvoy.org Il portale dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli: www.siempreconcuba.org La situazione a Cuba: www.pressenza.com/it/2026/02/cuba-di-fronte-a-nuove-aggressioni-e-sfide-gigantesche Gianmarco Pisa
March 21, 2026
Pressenza
Nuestra América Convoy, incontri di solidarietà a Cuba
Gli attivisti europei giunti a Cuba come parte della campagna Let Cuba Breathe hanno visitato l’Instituto Finlay de Vacunas per conoscere i progetti di ricerca e produzione di vaccini che hanno dato a Cuba un ruolo di rilievo nell’ambito scientifico internazionale. “Grazie per la speranza e la certezza che ci state dando: Cuba non è sola!” ha dichiarato il direttore aggiunto dell’istituto, sottolineando il valore simbolico della solidarietà internazionale. Solidarietà e aiuto concreto sono giunti anche dagli Stati Uniti, con una delegazione composta da medici, avvocati, sindacalisti, professori e attivisti organizzata dal gruppo pacifista CodePink in collaborazione con l’Internazionale Progressista e Cuban Americans for Cuba. La delegazione ha portato a Cuba farmaci e forniture mediche per gli ospedali e le strutture sanitarie. Nell’Incontro di solidarietà che si è tenuto al Palazzo delle Convenzioni all’Avana con la presenza del presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Medea Benjamín, cofondatrice di CodePink, ha dichiarato: “Provo orrore vedendo quello che il nostro governo sta facendo contro il popolo di Cuba. Per questo è importante essere qui come cittadini degli Stati Uniti e affermare che Trump non si prenderà Cuba per farne quello che vuole.” Foto: Enrique González (Enro)/ Cubadebate. Medea Benjamin aveva già condannato senza mezzi termini l’embargo americano. “Ci rifiutiamo di stare in silenzio mentre il nostro governo porta avanti una spregevole campagna di guerra economica, privando un Paese di carburante, medicine e beni essenziali per la vita.” Fonti: https://www.codepink.org/ http://www.cubadebate.cu/ Pressenza IPA
March 21, 2026
Pressenza
Mosca viola l’embargo americano e manda due petroliere a Cuba
Due navi russe si stanno avvicinando a Cuba cariche di petrolio e gasolio, un aiuto di Mosca per cercare di mitigare gli effetti del blocco sull’acquisto di idrocarburi imposto all’isola da Donald Trump. La petroliera russe Anatoly Kolodkin, che trasporta circa 730.000 barili di petrolio degli Urali e la nave Sea Horse, che trasporta circa 200.000 barili di gasolio si stanno avvicinando a Cuba con i loro carichi, ma i russi si sono dimenticati di chiedere il permesso al padrone a stelle e strisce. Infatti il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che Cuba è nella lista dei Paesi a cui è vietato effettuare transazioni di acquisto, fornitura o scarico di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi, secondo l’accordo di licenza dell’Office of Foreign Asset Control (OFAC), pubblicato giovedì, riferisce CNBC. Il divieto è stato imposto nel momento in cui le due petroliere si stavano dirigendo verso l’isola caraibica. La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno temporaneamente autorizzato l’acquisto di petrolio russo che si trovava in alto mare, come parte degli sforzi per stabilizzare i mercati energetici mondiali nel bel mezzo della guerra contro l’Iran. Tuttavia, Cuba è stata esclusa da questa esenzione. La decisione di cancellare le sanzioni al petrolio russo libererebbe almeno 140 milioni di barili di greggio che si trova già imbarcato nelle petroliere in giro per il mondo, ma secondo il reuccio della Casa Bianca questo petrolio non può andare verso Cuba, In precedenza, Mosca aveva criticato duramente il blocco dell’invio di carburanti a Cuba imposto dall’amministrazione di Donald Trump e aveva promesso di fornire al Paese il sostegno necessario, compreso l’aiuto finanziario. Il 29 gennaio scorso Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo nel quale definiva Cuba una minaccia inusuale e straordinaria per gli interessi degli Stati Uniti e della regione. A seguito di questo ordine l’amministrazione statunitense ha imposto un blocco all’invio di qualsiasi tipo di combustibile all’isola, pena l’introduzione di dazi aggiuntivi del 25 % a tutti i Paesi che commercino con l’isola idrocarburi. Insomma, per Donald Trump e i suoi soci tutti potranno comprare petrolio russo tranne Cuba. Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info   Redazione Italia
March 21, 2026
Pressenza
Puntata del 17/03/2026@0
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 17/03/2026@1
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
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Puntata del 17/03/2026@2
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
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