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Cuba: sanzioni e guerra mediatica
Il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio ha annunciato una nuova serie di sanzioni contro Cuba, un’abitudine che è diventata quasi settimanale, mentre la guerra mediatica all’isola non si ferma. Questa volta le sanzioni hanno colpito i settori finanziari, minerari, metallurgichi ed energetici cubani. Nel suo proposito dichiarato di soffocare l’economia e punire collettivamente il popolo cubano, il segretario di stato statunitense, ha emesso sanzioni contro: – BANCO EXTERIOR DE CUBA, una banca statale di Cuba specializzata in business banking, finanziamento del commercio estero e transazioni internazionali. – EMPRESA DE SERVICIOS COMANDANTE RENÉ RAMOS LATOUR (NICAROTEC), un’entità di proprietà statale cubana, un’azienda che svolge servizi industriali e tecnici che fornisce supporto geologico e minerario al settore del nichel. – EMPRESA IMPORTADORA Y ABESTECEDORA DEL NÍQUEL (CEXNI), una società di commercio estero e logistica che importa e fornisce materie prime specializzate, macchinari e attrezzature per l’industria cubana del nichel e del cobalto. – EMPRESA IMPORTADORA DE APPROVECIMIENTO PARA EL PETRÓLEO (ABAPET), una filiale di CUPET che partecipa principalmente alle attività di supporto alle gare d’appalto per CUPET, e ha importato specificamente attrezzature tecnologiche, pezzi di ricambio, strumenti specializzati e prodotti industriali necessari per sostenere il settore energetico di Cuba. – COMERCIAL CUPET S.A. un’entità cubana di proprietà statale che rappresenta CUPET in trattative e joint venture con entità straniere. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14404, ha incluso nella sua lista di sanzionati Fidel Ernesto Castro Calis, ufficialmente legato da Washington ad Alejandro Castro Espín, figlio di Raúl Castro e figura degli organi di sicurezza del governo cubano. Parallelamente alle sanzioni continua la guerra mediatica contro Cuba portata avanti dai mezzi di informazione finanziati dal governo degli Stati Uniti attraverso diverse agenzie governative, una guerra a 360 gradi contro l’isola caraibica che si avvale di ogni mezzo possibile e immaginabile. “Profonda recessione”, “inflazione galoppante”, “trasporto pubblico paralizzato”, “collasso sanitario”, “notte intere senza elettricità”, giorni, anche “mesi senza acqua”, “condizioni di vita deplorevoli”, “aumento dello stress, fame, anemia”, “depressione” e “ansia”, scrive El Nuevo Herald di Miami, uno dei media più attivi nel gettare fango su Cuba, fa notare il sito spagnolo Cubainformaciòn. ovviamente tutte le responsabilità vengon gettate sul governo dell’isola, reo di non essere capace di risolvere la difficile situazione in cui si trova Cuba. Mai viene menzionato il blocco economico, commerciale e finanziario applicato da quelli che finanziano la testata, come mai vengono menzionate le centinaia di sanzioni emesse dal governo a stelle e strisce. Tutto è colpa di Miguel Diaz Canel e del suo esecutivo. Vengono volontariamente ignorati gli appelli di diversi gruppi di relatori e dello stesso Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, nei quali si esortano gli Stati Uniti a revocare le sanzioni all’isola, che causano morti per mancanza di forniture mediche e hanno un impatto sul cibo e sull’accesso all’acqua. Dal 2019, la guerra economica di Washington è riuscita a decimare il turismo, i servizi medici internazionali e le rimesse, tre pilastri essenziali dell’economia di Cuba, ha causato la fuga di massa delle società di investimento straniere, da otto mesi, impedisce l’arrivo di carburante per le centrali elettriche o il trasporto, e ha causato la detenzione nei porti caraibici di migliaia di container, con tutti i tipi di forniture già pagate, attraverso le minacce alle compagnie di navigazione. Ma tutti i problemi che affronta quotidianamente la popolazione, secondo questi “indipendenti” media, sono del governo cubano. Non dimentichiamoci poi la costante narrazione portata avanti da questi mezzi di informazione che imputa al modello socialista della rivoluzione la causa di tutti i problemi dell’Isola. Viene costantemente scritto che il governo cubano, con esasperante caparbietà, non vuole ammettere che la rivoluzione socialista ha fallito e che occorre trasformare Cuba in un paese moderno allineato alle politiche economiche liberali attuando riforme che orientino l’economia in questa direzione. Chiaramente anche in questo caso le sanzioni non hanno alcuna responsabilità, tutto è colpa del modello socialista dell’economia e del governo che non vuole abbandonarlo. Così è il giornalismo al servizio del genocidio. Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
September 4, 2026
Pressenza
Iran, la resistenza che fa tremare l’impero e dà ossigeno a Cuba
Le notizie che arrivano in questi giorni dall’Iran mostrano un quadro che dovrebbe essere letto con grande attenzione. Il presidente Masoud Pezeshkian ha osservato che “il mondo è stupito dalla resistenza dell’Iran”, perché il Paese, secondo molte previsioni, avrebbe dovuto crollare sotto il peso dell’offensiva e delle pressioni americane. Invece […] L'articolo Iran, la resistenza che fa tremare l’impero e dà ossigeno a Cuba su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
CUBA, MESSICO E BOLIVIA: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE CON ANDREA CEGNA DELLA NEWSLETTER “IL FINESTRINO”
Cuba, Messico e Bolivia. Su Radio Onda d’Urto tocchiamo, nei primi giorni del settembre 2026, questi 3 Paesi del LatinoAmerica con Andrea Cegna, nostro storico collaboratore e curatore della newsletter “Il Finestrino”, che entra in questi giorni nel proprio terzo anno di vita, cercando di raccontare al pubblico italofono quanto accade nelle Americhe. CUBA – L’infame bloqueo Usa in corso da quasi 70 anni – reso ancora più violento e criminale nel gennaio 2026, con il diktat di Trump contro l’arrivo sull’isola di carburante e beni essenziali – rende sempre più drammatica la vita quotidiana a Cuba, che tuttavia al momento resiste, ancora una volta, di fronte all’ingombrante e aggressivo vicino. Per capire cosa stia accadendo davvero a L’Avana e dintorni, lo stesso Cegna ha lanciato un crowdfunding su Produzioni dal Basso (qui per contribuire). Obiettivo: “provare a raccontare Cuba in un momento determinante della sua storia. Da una parte l’attacco senza precedenti, da un punto di vista economico/politico, che gli Usa hanno sferrato all’isola. Dall’altra il ricordo di Fidel”, morto 10 anni fa, il 25 novembre 2016. Cegna, con altri due reporter indipendenti, Giovanni e Marco, sarà sull’isola per realizzare dal basso un documentario, una mostra e un libro. MESSICO – “Per l’umanità e contro il capitalismo”.  Così, da diversi anni, l’Ezln zapatista definisce se stesso e la propria lotta, partita dal Sud – Est del Messico ma rivolta al mondo intero, dove sempre più “il sistema capitalista è morte, non soltanto per l’umanità, ma per l’intero pianeta…la lotta contro il capitalismo è la lotta per la vita e viceversa», ha detto più volte da Marcos, per poi aggiungere: “Le guerre attuali servono a conquistare territori e per questo non importa quanta gente venga assassinata né quanti edifici, ospedali, scuole con dentro bambine-i e interi quartieri vengano distrutti. Di questo si tratta nella guerra capitalista: distruggere per poi ricostruire; spopolare per poi riorganizzare il territorio conquistato”. Partendo da qui, tra pochi mesi zapatiste-i ricorderanno la data simbolo del 1 gennaio 1994 per la prima volta non in Chiapas, ma nella capitale Città del Messico. Lo faranno incontrando il movimento delle madres buscadoras, “dispiegate in tutto il Paese, per provare – aggiunge sempre Cegna in un altro Finestrino – a costruire un futuro diverso per il Messico e forse per l’America Latina tutta”. Il tutto mentre su uno dei casi più noti di desaparecidos – i 43 studenti normalisti di Ayotzinapa, fatti sparire nel settembre 2014 – nelle ultime ore sono comparsi altri 20 sacchi con resti umani, che verranno ora analizzati. BOLIVIA – Infine la Bolivia, dove tengono banco i risultati definitivi del Censo de Población y Vivienda 2024: sulle 36 lingue originarie del Paese andino, riconosciute dalla Costituzione del 2009 approvata ai tempi della presidenza di Evo Morales e ancora oggi in vigore, almeno una trentina rischino di sparire. “Quechua e aymara continuano a essere le grandi lingue originarie della Bolivia, il guaraní – scrive Cegna su “Il Finestrino” – conserva una presenza significativa, ma scendendo verso le lingue dei popoli numericamente più piccoli la distanza diventa enorme. Tsimane’, weenhayek, mojeño trinitario, yuqui, yaminawa, leco, tapiete, pacahuara, baure, machineri, canichana, moré, cayubaba, guarasu’we: dietro alcuni di questi nomi le persone che dichiarano la lingua come propria si contano ormai solamente nelle centinaia, nelle decine o addirittura nelle singole unità”. L’intervista di Radio Onda d’Urto ad Andrea Cegna, realizzata nella mattinata di mercoledì 2 settembre 2026 su Cuba, Messico e Bolivia. Ascolta o scarica.  
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Le Opere Scelte di Fidel Castro: un patrimonio per l’umanità
Per il Primo Convegno Internazionale “Fidel: eredità e futuro” che si è tenuto a l’Avana, dal 10 al 13 agosto, nel centenario della nascita di Fidel sono state pubblicati in 23 volumi le “opere scelte” (Obras Escogidas) di Fidel Castro Ruiz a cura del centro Fidel Castro Ritz ed edite […] L'articolo Le Opere Scelte di Fidel Castro: un patrimonio per l’umanità su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Cuba, la guerra che non fa rumore: blackout, sanzioni e resistenza quotidiana
a C’è una guerra che si riconosce dai bombardamenti, dalle colonne di profughi, dalle città distrutte. E poi ce n’è un’altra, più silenziosa, che può entrare nelle case attraverso un frigorifero spento, una pompa dell’acqua che non funziona, un autobus che non arriva, un ospedale costretto a razionare il carburante […] L'articolo Cuba, la guerra che non fa rumore: blackout, sanzioni e resistenza quotidiana su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
La situazione in Venezuela. Intervista con Stella Calloni
Stella Calloni (Entre Ríos, Argentina, 1935) è una rinomata giornalista, scrittrice, poetessa e ricercatrice specializzata in politica internazionale. Riconosciuta come una delle voci più importanti del giornalismo investigativo in America Latina, è stata corrispondente di guerra in America Centrale e nei Caraibi ed è autrice di preziosi studi sui processi […] L'articolo La situazione in Venezuela. Intervista con Stella Calloni su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
Cuba/Venezuela, due strade opposte davanti all’imperialismo
Ci sono momenti nella storia nei quali le parole sovranità, indipendenza e dignità cessano di essere concetti astratti e diventano una scelta concreta. Quello che sta accadendo oggi nei Caraibi e in America Latina ci pone davanti a due immagini profondamente diverse: da una parte Cuba, sottoposta a una pressione […] L'articolo Cuba/Venezuela, due strade opposte davanti all’imperialismo su Contropiano.
August 31, 2026
Contropiano
Medici cubani espulsi dalla Giamaica: 400 dottori a casa per pressioni USA
La Giamaica del governo “laburista” di Andrew Holness, ha interrotto da marzo il programma sanitario che condivideva con Cuba, negando il rinnovo del permesso di soggiorno a circa 400 tra medici e infermieri cubani che operavano all’interno di ospedali e consultori pubblici. Un percorso che durava da oltre 50 anni, […] L'articolo Medici cubani espulsi dalla Giamaica: 400 dottori a casa per pressioni USA su Contropiano.
August 31, 2026
Contropiano