Desenzano (Brescia): Alpini, volantinaggio campi scuola estivi davanti al Liceo Bagatta

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Monday, April 13, 2026

Un volantinaggio che invitava a partecipare ad uno dei campi scuola estivi organizzati dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) su tutto il territorio italiano. È quanto è successo il lunedì del referendum, lo scorso 23 marzo, davanti al Liceo Bagatta, nel centro storico di Desenzano del Garda.

La foto dei volantini è girata su uno dei gruppi Whatsapp bresciani di docenti solidali con la Palestina e poi, da lì, la segnalazione è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.

Questi campi scuola, guardando i volantini, preoccupano. Il format nazionale è di due settimane, per giovani dai 16 ai 25 anni, con “vestiti forniti dall’ANA” (uniformi?), alzabandiera e ammainabandiera, incontro con militari in caserma, attività fisica… Insomma una spece di “mini-mini-naja”, come indica anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa in questo video. Quante le forme che si inventa ogni anno il Ministero della Difesa per avvicinare i giovani alla carriera militare. Eppure, questo è inesatto. Non è solo Crosetto e la sua banda a essere chiamato in causa qua. Perché il sito dell’ANA aggiunge quella che per l’Osservatorio ormai è quasi un invito a intervenire: «Grazie all’accordo sottoscritto tra ANA e Ministero dell’Istruzione e del Merito, i frequentatori potranno beneficiare di crediti formativi per il percorso effettuato nei nostri Campi […]»

Questa è ancora un’altra faccia di quella dottrina militare della Difesa Totale che sta informando le strategie bipartisan di ritorno della leva in tutta Europa. Non solo militari e Ministero della Difesa quindi. E qui, il nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito ancora una volta si mostra non solo connivente ma nettamente complice del tentativo di militarizzare scuole e società.

Questi “Alpini“, da non confondere con i soldati delle truppe di montagna dell’Esercito, sono coloro che han fatto servizio di leva in tale corpo e che, una volta tornati a casa, hanno deciso di iscriversi all’Associazione Nazionale Alpini. L’ANA, specifichiamo, è una associazione d’arma, e cioè, una «associazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano e che svolge attività a favore di militari o ex-militari, senza finalità di lucro».

Eppure, la questione è delicata da queste parti. Perché all’interno di questa realtà “alpina” si trovano anche persone che vedono in quest’organizzazione il modo per attuare il loro desiderio di contribuire alla collettività, perché gli Alpini hanno aiutato il territorio in momenti di crisi ambientali e perché le comunità ne riconoscono l’impegno.

È anche rilevante menzionare l’imperativo dei reduci di guerra ad impegnarsi per prevenirne il ritorno degli orrori, non estraneo nemmeno all’ANA del secondo dopoguerra. Così che alcuni Alpini, magari per ora pochi ma da riconoscere, potrebbero non appoggiare questa azione di volantinaggio “moderna”. Azione tra l’altro arrivata, e probabilmente anche finanziata, dall’alto. Non l’alto delle cime di monti che ora sono quieti e quieti vorrebbero restare, ma quelli di vertici nazionali, di politici che parlano dal pulpito.

Vertici che oggi vanno colpevolemente dimenticando quel sentimento di ripudio della guerra che animò l’alpino Gian Maria Bonaldi quando scrisse le parole che seguono, lasciate proprio a monito sul Monte Stino, a pochi (eppure troppi!) chilometri a nord del Liceo Bagatta di Desenzano, fra le cicatrici di trincee che ancora segnano il terreno.

I morti è meglio che non vedano
quel che sono capaci di fare i vivi
e la strada storta che sta prendendo il mondo

È meglio che non si accorgano nemmeno
che noi siamo diventati così poveri e tanto miseri
che non siamo capaci di volerci bene

No è meglio che i morti
stiano nella neve e nel ghiaccio
e che non sappiano di noi, altrimenti
potrebbero pensare di essere morti invano

ed allora si sentirebbero ancora più soli…

I campi scuola che verranno organizzati “dall’alto” per l’estate 2026 sono 11. Ma ne esistono altri costituiti più spontaneamente da comunità locali, in cui gli Alpini del posto contribuiscono. Questo articolo è un invito a tutte e tutti coloro che sono attive e attivi nella propria comunità, e per il bene dei proprio territori, a interrogarsi sul rischio fattuale che le loro buone opere e intenzioni vengano strumentalizzate, a fini bellici, in questo momento storico.

I campi che stanno organizzando e a cui manderebbero anche i propri figli e le proprie figlie, sarano un passo verso il loro arruolamento? Noi crediamo che la risposta non sia scontata. Ma perché ciò accada, occorre innanzitutto porsi la domanda, perché la guerra non è inevitabile e il destino delle giovani generazioni non è ancora stato scritto. Nemmeno da una dottrina militare.

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università

p.s. E se il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde e risponderà alla chiamata alle armi, l’Osservatorio no. “Non c’è”, diranno, “È via, fuori, sulle montagne… A leggere “una” poesia con una delle sue classi”.

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