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Desenzano (Brescia): Alpini, volantinaggio campi scuola estivi davanti al Liceo Bagatta
Un volantinaggio che invitava a partecipare ad uno dei campi scuola estivi organizzati dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) su tutto il territorio italiano. È quanto è successo il lunedì del referendum, lo scorso 23 marzo, davanti al Liceo Bagatta, nel centro storico di Desenzano del Garda. La foto dei volantini è girata su uno dei gruppi Whatsapp bresciani di docenti solidali con la Palestina e poi, da lì, la segnalazione è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Questi campi scuola, guardando i volantini, preoccupano. Il format nazionale è di due settimane, per giovani dai 16 ai 25 anni, con “vestiti forniti dall’ANA” (uniformi?), alzabandiera e ammainabandiera, incontro con militari in caserma, attività fisica… Insomma una spece di “mini-mini-naja”, come indica anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa in questo video. Quante le forme che si inventa ogni anno il Ministero della Difesa per avvicinare i giovani alla carriera militare. Eppure, questo è inesatto. Non è solo Crosetto e la sua banda a essere chiamato in causa qua. Perché il sito dell’ANA aggiunge quella che per l’Osservatorio ormai è quasi un invito a intervenire: «Grazie all’accordo sottoscritto tra ANA e Ministero dell’Istruzione e del Merito, i frequentatori potranno beneficiare di crediti formativi per il percorso effettuato nei nostri Campi […]» Questa è ancora un’altra faccia di quella dottrina militare della Difesa Totale che sta informando le strategie bipartisan di ritorno della leva in tutta Europa. Non solo militari e Ministero della Difesa quindi. E qui, il nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito ancora una volta si mostra non solo connivente ma nettamente complice del tentativo di militarizzare scuole e società. Questi “Alpini“, da non confondere con i soldati delle truppe di montagna dell’Esercito, sono coloro che han fatto servizio di leva in tale corpo e che, una volta tornati a casa, hanno deciso di iscriversi all’Associazione Nazionale Alpini. L’ANA, specifichiamo, è una associazione d’arma, e cioè, una «associazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano e che svolge attività a favore di militari o ex-militari, senza finalità di lucro». Eppure, la questione è delicata da queste parti. Perché all’interno di questa realtà “alpina” si trovano anche persone che vedono in quest’organizzazione il modo per attuare il loro desiderio di contribuire alla collettività, perché gli Alpini hanno aiutato il territorio in momenti di crisi ambientali e perché le comunità ne riconoscono l’impegno. È anche rilevante menzionare l’imperativo dei reduci di guerra ad impegnarsi per prevenirne il ritorno degli orrori, non estraneo nemmeno all’ANA del secondo dopoguerra. Così che alcuni Alpini, magari per ora pochi ma da riconoscere, potrebbero non appoggiare questa azione di volantinaggio “moderna”. Azione tra l’altro arrivata, e probabilmente anche finanziata, dall’alto. Non l’alto delle cime di monti che ora sono quieti e quieti vorrebbero restare, ma quelli di vertici nazionali, di politici che parlano dal pulpito. Vertici che oggi vanno colpevolemente dimenticando quel sentimento di ripudio della guerra che animò l’alpino Gian Maria Bonaldi quando scrisse le parole che seguono, lasciate proprio a monito sul Monte Stino, a pochi (eppure troppi!) chilometri a nord del Liceo Bagatta di Desenzano, fra le cicatrici di trincee che ancora segnano il terreno. > > I morti è meglio che non vedano > > quel che sono capaci di fare i vivi > > e la strada storta che sta prendendo il mondo > > > > È meglio che non si accorgano nemmeno > > che noi siamo diventati così poveri e tanto miseri > > che non siamo capaci di volerci bene > > > > No è meglio che i morti > > stiano nella neve e nel ghiaccio > > e che non sappiano di noi, altrimenti > > potrebbero pensare di essere morti invano > > > > ed allora si sentirebbero ancora più soli… I campi scuola che verranno organizzati “dall’alto” per l’estate 2026 sono 11. Ma ne esistono altri costituiti più spontaneamente da comunità locali, in cui gli Alpini del posto contribuiscono. Questo articolo è un invito a tutte e tutti coloro che sono attive e attivi nella propria comunità, e per il bene dei proprio territori, a interrogarsi sul rischio fattuale che le loro buone opere e intenzioni vengano strumentalizzate, a fini bellici, in questo momento storico. I campi che stanno organizzando e a cui manderebbero anche i propri figli e le proprie figlie, sarano un passo verso il loro arruolamento? Noi crediamo che la risposta non sia scontata. Ma perché ciò accada, occorre innanzitutto porsi la domanda, perché la guerra non è inevitabile e il destino delle giovani generazioni non è ancora stato scritto. Nemmeno da una dottrina militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università p.s. E se il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde e risponderà alla chiamata alle armi, l’Osservatorio no. “Non c’è”, diranno, “È via, fuori, sulle montagne… A leggere “una” poesia con una delle sue classi”. CampiScuolaCartolinaDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bologna. Vittoria al Minghetti: noi non ci arruoliamo!
Fermato il corso straordinario con l’Accademia militare di Modena – Fuori esercito e propaganda di guerra dalle scuole! Attraverso uno sciopero della prima ora al Liceo Minghetti abbiamo portato il nostro dissenso alla vicepresidenza contro l’inaccettabile proposta di “formazione” con l’Accademia Militare di Modena, riuscendo a bloccare il corso: nessuna […] L'articolo Bologna. Vittoria al Minghetti: noi non ci arruoliamo! su Contropiano.
March 30, 2026
Contropiano
Orientamento al Liceo “Aldi” di Grosseto: corsi “Dignità” e “Fermezza” dell’Accademia militare
Segnaliamo l’ennesimo intreccio tra mondo militare e mondo della scuola sotto l’etichetta della presentazione alle studentesse e agli studenti di indicazioni per l’orientamento al termine della scuola superiore. Stavolta si tratta di un’iniziativa del Polo Liceale “Aldi” di Grosseto, che nei prossimi giorni farà incontrare le e gli studenti delle classi quarte e quinte con un ex studente dell’Istituto, ora allievo dei corsi “Dignità” e “Fermezza” (!) dell’Accademia militare di Modena, affinché le e gli studenti possano essere invogliati a seguirne le orme. Questi incontri di orientamento – occorre tenere presente – cercano di trasformare i luoghi della formazione in luoghi di addestramento, in contrasto col dettato costituzionale che esalta invece il ruolo sociale che deve avere essenzialmente la scuola. Nella circolare che informa dell’attività, si dice che essa rappresenta «un’importante opportunità per approfondire le prospettive di carriera in ambito militare». Come ripetutamente denunciato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il ripetersi di queste collaborazioni tra mondo della scuola e Forze Armate, sia nel campo di singole discipline, sia attraverso esperienze di Formazione scuola-lavoro, sia attraverso visite a strutture militari (aeroporti, basi navali, ecc.), è diventato particolarmente ricorrente in tutt’Italia in questi ultimissimi anni e rivela l’intenzionalità di un avvicinamento, una familiarizzazione con il mondo militare, per l’appunto quando le forze armate italiane (come quelle dei vari Stati europei) sono alla ricerca di nuove giovani reclute ed incombe la possibilità di una reintroduzione della leva militare. Stiamo dunque assistendo, anche attraverso operazioni come quella della scuola grossetana, a quella che è stata definita una “socializzazione” della cultura militarista, un suo avvicinamento alla quotidianità esistenziale delle nuove generazioni. Nel caso specifico, la presentazione dello studente-militare sottintende la sua lettura come esposizione di un modello, di un esempio di successo che, in virtù della propria esperienza professionale, può costituire un punto di riferimento per tante ragazze e tanti ragazzi. Questo peraltro in una fase in cui l’incertezza di molte e molti di loro di fronte al proprio futuro e lo smarrimento di fronte alla responsabilità di una scelta determinante può spingerle e spingerli a vedere nell’esercito un approdo rassicurante. Ma la scelta di una carriera militare non è una scelta qualsiasi, perché, oltre alle responsabilità che condivide con qualsiasi altra professione, aggiunge la possibilità (oggi molto più concreta che in altri periodi) di trovarsi impegnati in azioni di guerra, in operazioni di belligeranza dove le conseguenze si hanno sulla propria vita e su quella degli altri. E, inoltre, se l’orientamento non è solo informazione elencativa, ma è formazione di una coscienza di sé capace di trovare motivazioni autentiche per un proprio progetto di futuro, non sarebbe più opportuno proporre prospettive che più abbiano a che fare con la cultura della vita, con la promozione della solidarietà, dell’impegno per il bene comune e per la pace? L’Istituto “Aldi”, nella sua lunga vita, avrà avuto certamente studenti che si sono distinte e distinti in molti ambiti professionali di questo tipo e che certamente per gli alunni più giovani potrebbero costituire una testimonianza altrettanto illuminante ed offrire loro informazioni, indicazioni, spunti di riflessione… Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Orientamento con Aeronautica Militare Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi” a Roma
Al Liceo Scientifico “Francesco d’Assisi” a Roma, il 17 marzo, si è tenuto un incontro di orientamento con l’Aeronautica Militare, per il quale erano previsti solo 26 posti, riservati agli studenti e alle studentesse interessati che ne avessero fatto richiesta. Da quanto ci è noto, durante l’incontro gli ufficiali hanno dato informazioni dettagliate sui percorsi formativi e di carriera nei settori della sicurezza, della difesa, del soccorso e del supporto tecnico-scientifico. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continuiamo a raccogliere segnalazioni e elencarle qui sul nostro sito perché sia ben visibile la densità di questa infausta conquista degli spazi civili da parte del comparto militare, in modo particolare e più grave all’interno delle scuole. Una militarizzazione pianificata e insistente, concreta e culturale che mira ad ottenere il consenso di tutta la popolazione, delle vecchie e delle nuove generazioni. Da una parte il mito del sacrificio per la Patria ancora molto radicato, dall’altra la proiezione in un futuro ipertecnologico e desiderabile, aderendo il più possibile all’ideologia nazionalista.  L’Osservatorio guarda con preoccupazione alle iniziative di orientamento militare nelle scuole, non solo per la china pericolosa intrapresa dall’Europa negli scenari internazionali, ma anche perché lo strutturale smantellamento delle garanzie minime nella formazione e nel lavoro negli ultimi decenni, ha il potere oscuro di rendere l’arruolamento volontario una buona occasione, per la popolazione tra i 16 e i 28 anni che vive in contesti precari.  Cogliamo l’occasione per invitarvi al nostro Convegno nazionale il 17 aprile a Torino, dal titolo “Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi“. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente. Per maggiori dettagli visitate questa pagina (qui). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Giorno del Ricordo” al Liceo Nicolini Palli di Livorno: la visione critica studentesca di fronte ad un racconto parziale
Lo scorso 6 febbraio al Liceo delle Scienze Umane “Nicolini Palli” di Livorno si è svolto l’ennesimo incontro per commemorare il “Giorno del Ricordo”, giorno voluto nel 2004 dall’allora governo Berlusconi-Fini, ma approvato anche dal centrosinistra, ansioso di liberarsi da qualsiasi ombra di comunismo. All’incontro era presente l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata per questa occasione dall’ammiraglio Roberto Cervino e dalla dottoressa Marzia Colani, rispettivamente presidente e consigliera dell’ANVGD della provincia di Livorno. I relatori hanno recitato il solito copione: hanno raccontato di come poveri italiani siano stati infoibati o cacciati dall’Istria e dalla Dalmazia da feroci comunisti titini. Ovviamente non sono mai stati citati i fascisti, la loro violenza contro la popolazione locale e i relativi campi di concentramento. Questa volta però ad accoglierli c’erano alcuni ragazzi e ragazze che hanno trovato il coraggio di fare domande sull’imparzialità dei loro interventi, mettendo in evidenza la retorica nazionalista mascherata da semplice “testimonianza” (per la lettera con cui uno studente segnala l’accaduto clicca qui). Di fronte a queste critiche, al silenzio iniziale è seguito l’immancabile elogio dell’esercito alleato che, incarnazione del Bene, ha prima liberato l’Italia e poi l’ha difesa dal Male assoluto, ossia tutto quello che si trovava al di là della “cortina di ferro”. Non è mancata neanche qualche espressione razzista, come quando è stato sottolineato che gli esuli dalmato-istriani erano esattamente come noi con carnagione chiara e senza “occhi a mandorla”. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già rilanciato una riflessione sul “Giorno del Ricordo” e sull’esodo giuliano-dalmata durante la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento che si è tenuta tra il 9 e il 13 febbraio. Tra il materiale didattico consigliato vi era anche un’intervista a Eric Gobetti (per il video clicca qui), storico contemporaneo che da tempo si occupa di studiare il fenomeno delle foibe con tutta la retorica che ne è seguita nei decenni successivi. Dai suoi studi emerge chiaramente che le foibe si devono inserire all’interno della “resa dei conti” che alla fine della Seconda guerra mondiale ha attraversato tutta l’Europa. In Jugoslavia a pagare il conto furono collaborazionisti e fascisti, di cui gli italiani rappresentarono solo una piccola parte. Inoltre, a differenza dei tedeschi, gli esuli italiani non furono mai espulsi per legge. La fuga di massa fu principalmente innescata dalla paura di vivere in un paese comunista, per di più all’epoca estremamente povero, e dal sogno americano che prometteva benessere e ricchezza a tutta l’Europa Occidentale. La complessità di questo fenomeno è stata invece ridotta ad una lotta manichea del bene contro il male, soprattutto da parte di un ammiraglio che ha infarcito il suo racconto di nazionalismo e cultura militarista. Proprio per tale ragione l’Osservatorio continua a ribadire che nelle scuole deve entrare solo la società civile, l’unica che con la sua ricchezza di punti di vista ha la potenzialità di restituire in maniera oggettiva fatti storici che sono stati strumentalizzati per decenni da una faziosa propaganda politica. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cagliari, liceo artistico “Foiso Fois” e nautico “Buccari” all’orientamento per le carriere militari
Anche quest’anno scolastico le scuole superiori in Sardegna avranno il loro punto di riferimento nel Comando militare dell’Esercito – Sardegna per «informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera» nell’arma dell’Esercito. Così dice la circolare pubblicata nel sito dell’URS Sardegna e diramata ai vari Istituti scolastici, comunicando altresì che il «Comando promuove le visite da parte delle studentesse e degli studenti presso gli Enti/Reparti dell’Esercito stanziati nell’Isola». Quindi si prevedono non solo incontri nell’ambiente scolastico, ma anche visite a siti militari. Il liceo artistico di Cagliari “Foiso Fois” è una delle scuole che da ottobre hanno diramato l’avviso a studenti studentesse, famiglie, docenti, aggiungendo tra i siti visitabili anche i musei militari e dando così quel tocco di cultura che può servire a rendere l’incontro con gli ambienti militari più proponibile, anche se non esattamente giustificabile. L’istituto tecnico nautico “Buccari” di Cagliari (ora denominato “trasporti e logistica” e da vari anni accorpato al tecnico Marconi) ha già svolto a novembre 2025 un incontro in sala conferenze con la Marina militare, dedicato alle classi quinte, e presenzierà il 13 aprile, con le classi quarte, alla “Giornata del mare 2026”, presso la sede operativa della Guardia di Finanza al porto canale di Cagliari. Le iniziative hanno la finalità di “orientamento”.  Anche in questo caso l’iniziativa della scuola sta sulle orme della circolare indirizzata dal MIM all’Ufficio scolastico regionale nel mese di ottobre e avente come oggetto “Marina Militare italiana – Attività d’informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera”. Sempre in quest’ottica il 7 gennaio c’è stato per le classi quarte e quinte, nella sala conferenze della scuola, l’incontro con un ex studente diplomato al Buccari, che adesso è allievo della Scuola Sottoufficiali della Marina Militare di Taranto. La circolare prevede che l’allievo parli del proprio percorso postdiploma evidenziando “gli strumenti” che permettono ai ragazzi di “definire il proprio ruolo nella società, sulla base delle proprie aspirazioni e competenze”, evidentemente all’interno di contesti militari, infatti il giovane “illustrerà le carriere che è possibile intraprendere frequentando la Scuola Sottoufficiali”.  Anche questa iniziativa è collocata nei moduli di “orientamento”, che al Buccari hanno una particolare insistenza con la Marina militare. In questo insieme di incontri con figure della Marina militare e della vita marittima decisamente orientate ad arruolare “militarmente” lo studente o studentessa del Buccari, si nota un altro incontro, svolto per le classi quinte il 9 dic. presso il teatro Massimo, con un diverso genere di figura, cioè Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che ha presentato il suo libro intitolato “Me la sono andata a cercare – diari di una reporter di guerra”. Qui lo sguardo dei/delle discenti potrà leggere la realtà da un punto di vista differente, non solo quella della bella carriera prospettata dalle attività di “orientamento” con i militari, ma quella della guerra vera e propria col suo orrore e distruttività. Da iniziative come queste si desume che la sensibilità su queste tematiche tra chi ha il ruolo di docente non si sia fatta cancellare. Gli studenti e le studentesse che svolgono l’orientamento dovrebbero aver presente che la vita militare può comportare un coinvolgimento diretto nelle operazioni di guerra, e, come vediamo dall’attualità dei nostri giorni, le guerre dilagano, con i lutti e le tremende ingiustizie che si trascinano dietro. Non a caso i corpi d’arma militare del nostro Stato (e dei vari Stati europei) sono alla ricerca di nuove e giovani reclute, e incombe la forte possibilità che sia reintrodotta la leva obbligatoria. CHE RUOLO VORREBBE AVERE LO STUDENTE, LA STUDENTESSA, NEI TERRIBILI CONTESTI DELLA GUERRA ? QUELLO DEL SOLDATO CHE DEVE OBBEDIRE AGLI ORDINI ? QUELLO DI UN/UNA  CIVILE CHE VORREBBE EVITARE LE GUERRE E IL RIARMO ACCELERATO ? LA SECONDA OPZIONE SI PUÒ PRATICARE GIÀ DA SUBITO, CERCHIAMO DI CAPIRE COME. Informativa “Marina Militare italiana – Attività d’informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera”. Marina milit. comando maritimo auton. OVEST.29-09-2025Download Informativa di «orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera» nell’arma dell’Esercito. Comando mil.esercito Sardegna 06-10-2025Download Circolare Istituto “Buccari” sull’incontro con la Marina Militare. Circ.-n.-114-Incontro-con-la-Marina-Militare-Download Circolare Istituto “Buccari” sull’incontro con la Marina Militare di Taranto. Circ.-n.-225-Incontro-con-Allievi-della-Scuola-Sottoufficiali-della-Marina-Militare-di-Taranto-Download Circolare Istituto “Buccari” sulla Giornata dal mare con la Guardia di Finanza. Circ.-n.-339-Giornata-del-mare.-Incontro-con-la-Guardia-di-Finanza-–-Sede-BuccariDownload Circolare Liceo artistico Cagliari sull’orientamento con l’Esercito Italiano. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Guardia di Finanza al Liceo “Siotto-Pintor” di Cagliari in assetto antispaccio. Quale ricaduta educativa?
La mattina di venerdì 27 ottobre la popolazione studentesca del liceo “Siotto” di Cagliari, ha trovato all’ingresso della scuola, orario di inizio lezioni, il reparto antiterrorismo della Guardia di Finanza, i “baschi verdi“, in assetto antispaccio: volevano pescare eventuali pusher presenti nel contesto scolastico e hanno sguinzagliato il cane antidroga al momento dell’entrata di ragazzi e ragazze. Uno studente è stato attenzionato in modo piuttosto insistente dal cane e ha chiamato altri compagni perché vedessero ciò che stava succedendo, insieme ha dichiarato di non avere niente. Come risposta delle forze dell’ordine si è preso un “non fare il fenomeno altrimenti ti sistemiamo noi”, ed è stato perquisito davanti a tutti senza che gli si trovasse nulla. Un suo compagno che osservava ad una certa distanza la scena della perquisizione per accertarsi che non facessero nulla a quel ragazzo, si sente dire perentoriamente di andarsene e che non poteva stare a guardare. Perché un compagno non poteva stare a guardare? E perché perquisire un ragazzo davanti a tutti e tutte? E perché apostrofarlo con una frase intimidatoria? Certo una circostanza ben diversa dall’incontro con i cani antidroga dei bambini del 6 circolo di Quartu presso il centro elicotteristi di Elmas dei carabinieri, o all’open day della polizia locale di Sassari. Vorremmo sapere la posizione del dirigente scolastico in questa vicenda, se sia stato informato preventivamente o no, ma questo non modifica la gravità del fatto. Sembra il DS non sia stato presente durante le ricerche e la perquisizione della GdF, eppure la sua presenza avrebbe aiutato la popolazione scolastica a sentirsi più tutelata in quel frangente. Come anche avrebbe giovato la presenza delle forze dell’ordine quando, alla fine dello scorso maggio, un gruppo di Blocco studentesco si è piazzato in prossimità dell’ingresso del Siotto in orario di inizio lezioni speakerando al megafono i loro contenuti fascisti e volantinando. Ma davanti al sospetto del consumo di stupefacenti, non sarebbe meglio che, piuttosto che chiamare la Guardia di finanza, la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini consapevoli e informati anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Visita scolastica del Liceo “Galilei” di Civitavecchia alla Caserma dell’Esercito. Quale scopo didattico?
Con il solito orgoglio che caratterizza le Forze armate ogni qual volta riescono a mettere mani sulle scuole, la pagina ARES – OSSERVATORIO DIFESA riporta la notizia della conclusione del ciclo di visite di alcune classi del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Civitavecchia, presso il polo culturale sito nella Caserma MOVM “Capitano Luigi Giorgi”, sede del Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE). Il COMVIE ha recentemente (giugno 2025) ereditato le competenze del Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito e come chiarisce il Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla è il «principale riferimento per l’applicazione della simulazione asservita all’addestramento per la preparazione dei Comandi e delle unità», sia per le operazioni nazionali che internazionali. Il COMVIE valuta «il raggiungimento del necessario livello di prontezza» sia in termini di deterrenza, sia in termini di prontezza «(essere pronti) alle chiamate, sempre più frequenti, del Paese e dei suoi cittadini» (il corsivo dal discorso del gen. Olla). Prontezza è purtroppo, una parola entrata nel vocabolario comune grazie ai piani di Riarmo Europeo dello scorso anno Readiness-2030, e il COMVIE è l’organismo istituito a valutare l’adeguatezza del nostro esercito a questo obiettivo. Le classi dell’istituto Galileo Galilei, accolte dal generale, sono entrate a visitare proprio questo luogo istituito «all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative “fondamentali”», che utilizza «sistemi di simulazione tecnologicamente avanzati», con replica di «ambienti operativi realistici nell’ambito dei quali valutare le performance» dei mezzi, degli uomini, dei procedimenti tecnico-tattici «al moderno campo di battaglia». Con la solita tattica mistificatrice che caratterizza il processo di militarizzazione delle scuole, alle studentesse e agli studenti viene mostrato il finto “volto buono” (Polo culturale lo chiamano!) delle strutture militari con il fine di dare continuità ai percorsi scolastici e queste assurde visite di (non)istruzione. Ed ecco le scolaresche visitare la Biblioteca e il Museo Storico, scoprire il patrimonio librario di oltre sessantaduemila volumi, le collezioni di riviste militari (italiane e straniere), le quasi diecimila carte geografiche e topografiche, i testi seicenteschi e settecenteschi donati da Casa Savoia (come non riabilitare la monarchia invischiata con il fascismo?), l’archivio della “Scuola Superiore di Guerra”che nata nel 1867,  chiusa nel 2003 si è trasformata in COSIVA (Centro Simulazione e Valutazione dell’Esercito) e oggi in COMVIE (cambiano i nomi, ma la  sostanza è sempre la stessa!). Il giorno dell’inaugurazione del COMVIE, il gen. Olla ha ricordato «il legame indissolubile che esiste da anni tra quella che un tempo era chiamata “Scuola di Guerra” e la città di Civitavecchia», ricordando, con il solito uso strumentale (e retorico!) della storia e dei personaggi storici, «il premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi che, proprio sulla nave “Elettra”, ormeggiata nel porto storico della città, portava avanti i suoi esperimenti». In tempi di riarmo, di corsa agli armamenti, di diffusione della cultura della difesa, di leva “volontaria, di tentativi del ministro della difesa Guido Crosetto (e degli omonimi europei) di fondere militare e civile, queste incursioni nel mondo militare (impossibile chiamarle visite di istruzione o gite scolastiche) mostrano il loro vero volto: quello della normalizzazione della guerra che attraverso la campagna di costruzione di un’immagine “positiva ” delle forze armate conduce all’avvicinamento delle nostre e dei nostri giovani al mondo militare. Da docenti, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non possiamo fare a meno di porci le solite domande: Quale futuro stanno sognando queste e questi docenti del Galilei per le proprie studentesse e i propri studenti? Un futuro di indissolubile legame con le forze armate? Quale presente stanno mostrando loro se, già da oggi, il legame lo istituiscono con la scuola? Ci auguriamo che, se non proprio dalla dirigenza della scuola, quantomeno i colleghi e le colleghe ci arrivino delle risposte in termini pedagogici sulla necessità e la profondità didattica di queste iniziative che vanno nella direzione della militarizzazione della scuola in accordo a programmi e progetti che prendono corpo al di fuori delle istituzioni della formazione. In assenza di risposte, continueremo a ritenere valido il “paradigma della militarizzazione”, che vede la normalizzazione delle guerra connessa alla necessità di reclutare quante più possibili unità (esseri umani) per operazioni belliche. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PISA: LA SCUOLA NON VUOLE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE CHE DENUNCIA, “LIMITATI GLI SPAZI DEMOCRATICI”
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia in un comunicato e ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’impossibilità di partecipare ad un incontro con studenti e studentesse del liceo scientifico Dini di Pisa. Diverse persone dell’Osservatorio erano state invitate a scuola dal Comitato Studentesco del Dini, per parlare di riarmo e processi di militarizzazione. Il Consiglio d’Istituto tuttavia ha ritenuto legittimo selezionare chi potesse accedere ai locali scolastici e chi no. “Una grave forma di discriminazione, in aperta violazione dell’Articolo 3 della Costituzione, che impone la pari dignità senza distinzione di opinioni politiche e condizioni personali” scrive l’Osservatorio, che ha quindi deciso di boicottare l’incontro. Ci racconta quanto accaduto Federico, delegato CUB e dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ascolta o scarica Riportiamo il Comunicato dei Sanitari per Gaza inviatoci in redazione: Sanitari per Gaza, nel ringraziare per l’invito a portare una testimonianza sul diritto alla cura e su quanto accade in Palestina, non può che esprimere solidarietà verso l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole dell’Università, in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea delle studentesse degli studenti del liceo scientifico Dini. Il consiglio d’istituto ha selezionato arbitrariamente chi tra gli attivisti dell’osservatorio potesse prendere parte all’incontro proposto, operando una discriminazione e una violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Alla luce di queste considerazioni, nonostante la consapevolezza e l’ importanza di parlare di diritto alla cura e di non spegnere le luci sulla Palestina, siamo costretti a non accettare l’invito, viste le condizioni imposte, e ci dichiariamo solidali con l’Osservatorio, perché accettare un compromesso oggi, significa normalizzare questi comportamenti. Restiamo a completa disposizione delle studentesse, degli studenti e del corpo docenti per un futuro incontro, perché la scuola pubblica continui ad essere luogo di crescita e di confronto, in cui poter sviluppare una coscienza critica alla base di un agire consapevole.
February 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Al Liceo “Scacchi” di Bari commemorazione delle foibe con alzabandiera ed Esercito Italiano
Sarà in virtù della vicinanza, come sosteniamo da tempo all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; sarà per i quattro minuti a piedi che separano la Caserma “Picca” dal Liceo “Scacchi”, uno dei più prestigiosi e rinomati della città di Bari, ma la commemorazione del 10 febbraio, Giorno del ricordo per le vittime delle foibe, quest’anno ha preso decisamente la direzione della retorica militarizzata di Stato con annesse manifestazioni militaresche sotto forma di alzabandiera. Come si può leggere e “ammirare” sulla pagina Facebook (clicca qui) e sul sito del Liceo Scientifico “Arcangelo Scacchi” di Bari (clicca qui), ieri 10 febbraio 2026, in occasione della Giornata del ricordo per le vittime delle foibe, istituita dal Governo Berlusconi con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, i ragazzi e le ragazze del Liceo barese hanno assistito ad una inedita, non per noi, celebrazione delle vittime dell’esodo giuliano-dalmata in compagnia dell’Esercito Italiano nella cornice della Caserma “Picca”, distante solo un isolato dalla scuola. La mattinata è cominciata con un insolito, per studenti e studentesse il cui interesse principale nelle scuole dovrebbe essere studiare e socializzare, «alzabandiera a mezz’asta» in caserma. La cerimonia militaresca e solenne che non avrebbe nulla a che fare né con la routine degli alunni e delle alunne né con la vicenda storica delle foibe, da inquadrare all’interno di una spirale di odio politico che vede perseguitare i fascisti, e non solo, da parte dei partigiani comunisti, italiani e jugoslavi, dopo che per anni i fascisti italiani avevano perseguitato, cacciato e ucciso, nelle stesse foibe, gli/le abitanti italiani di lingua e cultura slava all’interno del nostro territorio nazionale. Stando alle parole riportate dai colleghi e delle colleghe del Liceo “Scacchi”, veniamo a sapere che: «La storia è uscita dai manuali per farsi riflessione viva. Dopo il saluto del Generale Notarfrancesco e l’inquadramento del Colonnello Mauro Lastella, la lectio magistralis del Prof. Nicola Neri ha acceso nei ragazzi una scintilla preziosa: la curiosità critica per la battaglia geopolitica e umana della questione giuliano-dalmata e le dinamiche del regime di Tito». Immaginiamo, quindi, che il prof. Nicola Neri, docente di storia della Guerra, delle istituzioni militari, dei trattati e politica internazionale presso il Dipartimento di Scienze politiche e di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, si sia anche soffermato sulle dinamiche del regime fascista di Mussolini, che aveva ostinatamente e criminalmente proceduto in quei territori all’italianizzazione delle minoranze slave. E, tuttavia, pur non avendo assistito alla narrazione che il prof. Neri ha fatto ai ragazzi e ella ragazze del Liceo “Scacchi” di Bari, qualche dubbio ci viene sull’interpretazione del docente, giacché solo due anni fa il professore era stato il protagonista, insieme a esponenti di Forza Italia, di un convegno a Trinitapoli (BAT) e «Durante il convegno, è stato evidenziato che il genocidio delle foibe, in cui furono massacrati fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, donne, anziani e bambini, ha lasciato una ferita profonda nella storia italiana e croata, con un numero di vittime che si stima non inferiore a ventimila». Con rigore storiografico e scientifico, ci affidiamo alle fonti di storici che si sono occupati della vicenda per sostenere in primo luogo che non si trattò di un genocidio, come la retorica politica ha cercato di mistificare un evento di natura politica, e che le vittime accertate furono tra le 3.000 e le 5.000, un numero deprecabile, ma decisamente da ridimensionare rispetto alle ventimila. Tuttavia, per approfondimenti rimandiamo alla nostra intervista a Eric Gobetti, uno dei massimi esperti della questione, autore di un volume E allora le foibe?, pubblicato per Laterza (clicca qui per l’intervista). Ad ogni modo, al di là della sostanza, cioè l’incontro sulle foibe in un quadro ammantato da una presumibile ambiguità storiografica, ciò che denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ormai da tempo, è la necessità della militarizzazione degli eventi, soprattutto quelli culturali e storici rivolti agli studenti e alle studentesse, condotti per la circostanza all’interno delle caserme dalla Forze Armate. Riteniamo che debba restare la scuola il luogo del confronto, del dialogo, in cui la presentazione degli argomenti storici e culturali debba essere inserita all’interno di un quadro didattico e pedagogico, su cui i docenti sono formati, che ne esalti la problematicità e la critica. La presentazione di contenuti educativi e didattici da parte di soggetti in divise militare, in contesti, assetti e posture militaresche introduce una sostanziale sproporzione pedagogica, un’asimmetrica di fondo che pregiudica il rapporto educativo, che diventa così rapporto di obbedienza. Ciò che da tempo cerchiamo di mettere in evidenza è che la militarizzazione dell’istruzione sta sdoganando lentamente il ritorno in grande stile di una pedagogia nera, uno stile addestrativo riconducibile ai manuali educativi tedeschi del XVIII e XIX secolo e storicamente riconducibili alla predisposizione di un contesto culturale favorevole all’ascesa dei regimi totalitari. La pedagogia nera, praticata in questo caso da persone in divisa o da docenti assuefatti alle pratiche standardizzate di valutazione, abitua gli studenti e le studentesse a non mettere mai in discussione l’autorità, obbedendo e conformandosi incondizionatamente ai valori degli adulti.  Anziché generare spirito critico, la militarizzazione dell’istruzione, mediante la pedagogia nera, genera cittadini e cittadine sottomessi/, corpi docili e plasmabili abituati all’assimilazione di un universo simbolico predeterminato all’interno di un sistema di ordini e gerarchia e che, in questo contesto storico, caratterizzato dal coinvolgimento in più scenari bellici e con il ritorno della leva obbligatoria alle porte, cerca di legittimare la normalizzazione della guerra. Ci auguriamo che la nostra denuncia possa essere utile ai colleghi e alle colleghe del Liceo Scacchi per riflettere insieme sulla costruzione dell’universo simbolico che intendiamo offrire ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Qui alcuni scatti dell’iniziativa sul sito della scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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