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Nasce “Difesa Channel”: un nuovo canale dedicato alla “Cultura della Difesa” e alla propaganda bellica
Difesa Channel sta per nascere, ne danno notizia alcuni siti e giornali (ad esempio Il Fatto Quotidiano), un canale analogo a Netflix interamente dedicato alle forze armate e artefice di questo progetto sarà la società in house legata al Ministero della Difesa ossia Difesa Servizi. Il bando, in scadenza il prossimo 4 giugno, è scaricabile dal sito della società in questione al seguente link: https://www.difesaservizi.it/avviso-esplorativo-zona-militare-club-piattaforma-tv-ott E da questa pagina traiamo alcune informazioni sul progetto: «Difesa Servizi S.p.A., Società in house del Ministero della Difesa, intende procedere ad un’indagine esplorativa per l’acquisizione di “domande di partecipazione” (FASE I) inerenti alla partecipazione  ad una successiva procedura competitiva (FASE II) finalizzata all’affidamento, mediante contratto attivo, della concessione in licenza, in regime di esclusiva, del Brand “Zona Militare Club” per la classe merceologica 38, nonché in regime non di esclusiva per la classe merceologica 35, ai fini della  realizzazione, messa in esercizio, gestione, sviluppo editoriale, tecnologico e commerciale di una  Piattaforma televisiva OTT dedicata al mondo della Difesa, identificata con il segno “ZMC+”. Difesa Servizi ha appena fis­sato al 4 giu­gno il ter­mine per raccogliere le manifestazioni di interesse all’affidamento della licenza d’uso e di sfruttamento commerciale del brand “Zona Militare Club” per i servizi legati alle telecomunicazioni e per pubblicità e marketing “ai fini della realizzazione, messa in esercizio, gestione, svi­luppo edi­to­riale, tecnologico e commerciale di una Piat­ta­forma televisiva dedicata al mondo della Difesa». Siamo davanti a un progetto ideologico e commerciale che scaturisce dalla necessità di promuovere non solo la cosiddetta cultura della Difesa, ma anche di vendere nel mondo il brand della difesa, infatti la società in house viene incaricata di gestire questo progetto vigilando sullo stesso come una normale stazione appaltante. Un’operazione di business e di mera propaganda per dotare il Ministero della difesa di uno strumento propagandistico bello e buono e con soldi pubblici. Siamo davanti ad un progetto ambizioso, cioè quello di dotarsi di un vero e proprio canale monotematico di promozione della cultura della difesa, una piattaforma alla quale accedere con estrema facilità per favorire la diffusione dei messaggi con una serie di contenuti che spazieranno da documentari a interviste, da film a iniziative di semplice propaganda, innumerevoli servizi, digitali e non, funzionali magari al ripristino della leva, alla diffusione di culture favorevoli ad accrescere le spese militari, un canale che si avvarrà di  abbonamenti, pubblicità, sponsorizzazioni «nel rispetto dei valori, dell’immagine e delle esigenze istituzionali della Difesa». Una propaganda bellica di cui non c’era assolutamente bisogno in un momento storico che vede aperti più fronti di guerra dal Mediterraneo all’Europa dell’est. E, soprattutto, una propaganda indirizzata alla normalizzazione della guerra, alla diffusione della cultura della difesa che viene effettuata con i soldi pubblici sottratti alla sanità e alla istruzione. Ricordiamoci di questo scempio quando una scuola chiuderà per mancata ristrutturazione, quando non basteranno sei mesi per una visita specialistica, quando saranno cancellati voli per il caro carburanti. BASTA CON LA PROPAGANDA DI GUERRA! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
UNICA e la filiera del genocidio: fondi europei e dati sardi per “Israele”
Il dossier recentemente compilato da numerose attiviste sarde mostra che l’Università degli studi di Cagliari è coinvolta in ben quattro progetti di ricerca europei in collaborazione con atenei israeliani: PlatinuMS con l’università di “Tel Aviv”, Better4u con il Weizmann Institute of Science, NPP-SOL e Impactive con il Technion. Le facoltà e i dipartimenti di Unica coinvolti sono tante: Facoltà di Ingegneria Biomedica, Dipartimento Scienze Biomediche e Chirurgiche, Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Facoltà di Ingegneria chimica e dei materiali, Dipartimento di Fisica e Meccanica. Tutte le collaborazioni sono finanziate dal progetto Horizon dell’Unione Europea, il quale facilita attivamente la collaborazione con istituzioni israeliane, comprese quelle complici dell’apartheid e del genocidio. Nonostante le dichiarazioni da parte del rettore Francesco Mola e del senato accademico, UniCa e i suoi docenti compaiono ancora nei siti ufficiali dei progetti, al punto che la ricerca NPP-SOL figura perfino sul sito dell’Arborea. Nel frattempo, l’entità sionista continua a perpetrare le sue politiche genocide in Palestina e le estende al Libano. PlatinuMS, il progetto con maggior coinvolgimento di UniCa, è una collaborazione con l’Università di ‘Tel Aviv’, costruita su un villaggio palestinese raso al suolo durante la Nakba. La tecnologia AI utilizzata è dell’israeliana Evolution Inc., che annovera le Forze di Occupazione Israeliane tra i suoi clienti. Possiamo davvero escludere che i dati dei pazienti sardi finiscano in mani sporche di sangue? Il Technion, altro partner di UniCa, è l’università più collusa con il complesso militare-industriale sionista: ha prodotto l’Iron Dome (sistema missilistico usato contro i palestinesi dal 2014), il bulldozer D9 (usato per demolire le case dei palestinesi) e l’arma acustica Scream (usato per disperdere le manifestazioni pacifiche dei palestinesi). L’Università di Cagliari sostiene all’articolo 4 del proprio codice etico di ripudiare la guerra. Eppure, a quasi tre anni dal 7 ottobre 2023, questi quattro accordi sono ancora in vigore nonostante i crimini contro l’umanità che vengono perpetrati dall’entità sionista ogni giorno. Come studenti, docenti, ricercatori e lavoratori, esigiamo: l’interruzione immediata di ogni collaborazione con lo Stato israeliano; un Decreto Rettorale che renda effettiva la rescissione a effetto immediato; la modifica del regolamento per impedire la partecipazione a bandi congiunti Italia-Israele; corridoi accademici e umanitari per studenti e ricercatori palestinesi; una presa di posizione netta dell’Ateneo contro il genocidio. Cosa puoi fare? LEGGI E CONDIVIDI IL DOSSIER. https://drive.google.com/file/d/1Euq72Xojk-SBUOTAwm-pMJZChqNFl0ZJ Partecipa alla mobilitazione. PALESTINA LIBERA FUORI IL SIONISMO DALL’UNIVERSITÀ filiera genocidio -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Maurizio Bonati al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Il terzo intervento ha visto protagonista Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano. Attraverso ampi passi del suo lavoro scientifico, pubblicato nel volume Il cronico trauma della guerra, Bonati ha evidenziato con drammatica abbondanza di dati quantitativi le conseguenze di lungo periodo dei conflitti armati, soffermandosi sugli effetti di malnutrizione e carestia sui civili, in particolare sui bambini e le bambine, e mettendo in evidenza il tema della cronicizzazione dei danni dovuti a questi fenomeni. L’intervento ha permesso di aprire un’importante riflessione sulla fame come arma di guerra, fenomeno che risulta di tragica attualità nella striscia di Gaza. (In fondo trovate le slide dell’intervento). Il-trauma-della-guerra_Torino-2026Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Comunicato Stampa del “Comitato contro il riarmo” del Salento
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL COSTITUENDO “COMITATO CONTRO IL RIARMO” DEL SALENTO, IN CUI VI È ANCHE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, CHE DENUNCIA UN TENTATIVO DI OSCURARE IL PRESIDIO DI MARTEDÌ 26 MAGGIO A GALATINA NEL GENERARLE CLIMA DI INTIMIDAZIONE E REPRESSIONE NEI CONFRONTI DI TUTTE LE INIZIATIVE PACIFISTE E ANTIMILITARISTE IN ITALIA Il Costituendo “Comitato contro il riarmo” del Salento denuncia il tentativo di oscurare il presidio tenutosi martedì 26 maggio 2025 a Galatina con lo spostamento dalla Piazza Dante Alighieri alla nascosta Piazza Fortunato Cesari. La notizia dello spostamento è contenuta nelle prescrizioni inviate al firmatario della richiesta ieri sera da parte del Questore di Lecce, Giampietro Leonetti. Il dubbio che abbiamo è che la richiesta dello spostamento sia stata sostenuta dalla Amministrazione Comunale e da vertici politici; il tutto per non incrinare i buoni rapporti con la base di Galatina dell’aeronautica. I promotori del presidio, tuttavia, hanno confermano la loro presenza in piazza per la stessa serata a Galatina per manifestare contro le guerre, il riarmo e le spese militari; mentre accade che l’inflazione erode i salari, assistiamo ai tagli alla sanità, alle scuole, ai servizi sociali e a tanto altro. Il tentativo di oscurare il presidio è avvenuto in modo ipocrita, mentre le guerre sono arrivate nei nostri piatti, alle pompe di benzina, ai supermercati, nei prodotti per l’agricoltura, insomma dappertutto. I partecipanti al presidio denunciano tutto questo in occasione della consegna dei brevetti della scuola di volo presente nel vicino aeroporto . Costituendo “Comitato No al riarmo” -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Carlo Greppi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Nel secondo intervento della giornata Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, ha affrontato il tema della guerra nella sua declinazione di resistenza armata al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale e, in particolare, si è soffermato sulla dimensione internazionale della resistenza stessa, così come viene delineata in maniera più circostanziata nel volume Storia internazionale della Resistenza italiana. Greppi ha evidenziato il nesso tra la lotta antifascista della prima ora e la strutturazione della resistenza armata. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
School Days: a MagicLand giocando ci si arruola
Il 13 e il 14 maggio scorso nel parco divertimenti “MagicLand” di Valmontone, in provincia di Roma, si è svolta un’iniziativa dal nome evocativo “School Days”, indirizzata a tutte le scuole di ogni ordine e grado e caratterizzata da una serie di attività in collaborazione con le Forze Armate e con le Forze dell’Ordine. Se si legge la lista degli eventi programmati ci si rende conto che, dall’Esercito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tutti i principali enti e corpi che si occupano di difesa e sicurezza sono coinvolti. Si va dall’educazione civica e ambientale alla simulazione di scenari operativi, passando per prove pratiche su come le discipline STEM possano incidere in maniera decisiva nelle varie attività delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Ovviamente non poteva mancare la sezione dedicata all’orientamento professionale dove bambini e bambine, per non parlare degli adolescenti, potranno subito imparare quanto è bello indossare una divisa. Il tutto viene presentato in maniera accattivante: “dall’Infanzia alla Secondaria il parco si trasforma in una Scuola senza pareti, dove si impara con il corpo, con il cuore, con la mente” – così si legge nei primi paragrafi del catalogo della presentazione. Peccato che non ci sia alcun riferimento al fatto che giovani fin dalla più tenera età vengano indirizzati verso professioni che, essendo fortemente gerarchiche, non hanno nulla in comune con una pedagogia che debba insegnare la libertà di pensiero e lo spirito critico. Per non parlare di quale influenza negativa possano avere nello sviluppo di sincere abitudini democratiche queste esperienze dirette con pratiche militari, visto che per la loro stessa natura strumentale Forze Armate e Forze dell’Ordine sono autorizzate a sospendere la democrazia al loro interno. Ancora più preoccupante è il fatto che tutta questa serie di valori venga comunicata tramite il gioco, una maniera apparentemente innocente ma che ha un elevatissimo impatto performativo sulla mente di chi vi partecipa. D’altronde non è un caso che il gioco venga fortemente raccomandato come forma di apprendimento privilegiato dalle vecchie e nuove didattiche per competenze. Di fronte a tutto ciò l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università auspica che una scuola senza pareti possa essere una scuola che permetta ai suoi studenti e alle sue studentesse di scoprire la ricchezza e la bellezza della società civile con tutta la sua complessità e la varietà di punti di vista. Non certo un luogo dove immaginarsi con indosso una divisa e magari in una delle tante guerre che portano solo morte e distruzione. Fonte: https://magicland.it/it/landing/schoolday Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militari e forze armate nelle scuole: la voce di famiglie e insegnanti
Le circolari che arrivano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono di una monotonia amministrativa tale da renderle tutte simili: incontri, eventi dedicati agli alunni e alle alunne, ai/alle docenti, spesso aperti alla partecipazione delle famiglie, con le Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri soprattutto, anche se non mancano Alpini, avieri dell’aeronautica militare, marinai della marina militare. Viene veicolato con questi incontri il tema della legalità come principio, valore assoluto, da imparare fin dall’infanzia. I dirigenti – in poche parole – indicano ora, luogo, nomi degli/delle insegnanti/sorveglianti, annotano l’importanza delle iniziative inserite – per i clienti che hanno comprato il servizio scolastico all’Open Day –  nel Piano dell’Offerta Formativa,  in osservanza dei protocolli firmati di concerto fra i dicasteri dell’istruzione e della difesa con le forze armate. Ma c’è un risvolto interessante in questo stillicidio di circolari. Sono tantissime le segnalazioni che ci vengono inviate all’indirizzo osservatorionomili@gmail.com. Insegnanti scontente/i? Genitori preoccupati per i venti di guerra? Anche se è difficile risalire alle fonti, l’invio mostra la necessità di render noto al nostro sito che la presenza dei militari nella scuola non a tutti è gradita. Insomma, un modo per disobbedire. Spesso occorre risalire alle cronache dei giornali, cartacei e on line, ai blog locali, sempre prodighi di commenti entusiasti verso queste iniziative. Qualcuno, anche se non compare, disobbedisce, qualcun altro crede e obbedisce, come i redattori della stampa e dei siti diffusi sul territorio (si deve pur campare!). Siamo in Puglia, a Molfetta, in provincia di Bari. La strigata circolare interna (n. 389 del 21 aprile scorso) dell’Istituto Comprensivo Alessandro Manzoni, ci fa sapere che tutti, famiglie, personale della scuola e bimbi delle quarte classi di primaria, sono invitati ad assistere agli incontri previsti da Pista Scuola Competente- Competenze sociali e civiche – Attività 1 – “Educazione alla legalità” (PTOF, offerta per gli anni scolastici 1925/1928). Nel delirio delle competenze ordinate in numero di otto dall’Europa, anche il rispetto della legge è uno dei descrittori di quella più ampia sulla cittadinanza responsabile (clicca qui). Ci spostiamo a Brindisi dove possiamo incrociare altri Percorsi di Legalità. Le city news del sito Brindisireport, ci raccontano, con l’entusiasmo dovuto, che al teatro Giuseppe Verdi il 21 aprile si è svolto il programma della Polizia di Stato – con tutte le autorità del caso presenti – per la campagna di prevenzione della devianza, comunque intesa. La legalità nuovamente protagonista. (clicca qui). Risaliamo verso la Capitale. A Roma, nel quartiere Tor Tre Teste (zona Casilino, di antica memoria, di nuova e feroce urbanizzazione), andiamo alla primaria Sibilla Aleramo, parte dell’IC Olcese, il cui sito si apre con un messaggio di speranza, “a scuola il futuro si costruisce insieme”. Aspettando le sorti progressive, si fanno prove, simulazioni per imparare cos’è la legalità. Con chi, ce lo dice il pezzo pubblicato dal foglio laCapitale: gli istruttori in qualità di insegnanti sono i Carabinieri (clicca qui). Bimbi a bordo mentre suonano le sirene e rombano i motori dei mezzi militari, sistemi antidroga (in certi quartieri si diventa spacciatori-consumatori da piccoli…), esplosivi, caso mai nei terreni abbandonati ci sia ancora qualche resto dell’ultima guerra oppure, chissà, anche nei centri sociali, non ancora evacuati dalle forze dell’ordine, a qualche sconsiderato viene in mente di fare una bottiglia incendiaria. Si sa, noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università stiamo diventando paranoici, anche in un semplice gadget (ah, regalati ai bambini, per un ricordo imperituro della giornata) vediamo una manipolazione dell’innocenza infantile. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Sabato 30 e domenica 31 maggio full immesion in provincia di #Ragusa per parlare di genocidio del popolo palestinese e promozione dell'educazione alla #pace A cura del Comitati Iblei per la #Palestina: "Ci sono weekend che riempiono l’agenda. E poi ci sono quelli che aprono spazi di ascolto, confronto e possibilità.
May 28, 2026
Antonio Mazzeo
A Novedrate la libertà viene insegnata dalle Forze Armate!
Dal 23 al 30 agosto l’associazione “Studenti con le Stellette” ha organizzato presso l’Università eCampus di Novedrate, in provincia di Como, un corso della durata di una settimana e rivolto a studenti e studentesse di quarta superiore. Scopo del corso è quello di suscitare negli studenti “i valori delle associazioni d’arma”, “lo spirito di corpo” e “l’amor patrio”, tutto condotto ovviamente con uno stile prettamente militare. Le attività saranno divise tra lezioni in aula e visite nelle sedi di Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e nel carcere di Opera. I partecipanti acquisiranno anche competenze nel primo soccorso e nella protezione civile che potranno essere spese nel servizio civile. “Tutto questo verrà poi affiancato da addestramento formale e attività inerenti”. Parole molto chiare sull’intento del corso che vuole formare militarmente le giovani generazioni e che crede che una buona educazione civica debba passare innanzitutto dall’addestramento militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non sottolineare quanto questo tipo di formazione possa essere dannosa per giovani che dovrebbero essere educati alla democrazia. Utilizzare l’inquadramento tipico delle Forze Armate per trasmette senso civico è infatti quantomeno contraddittorio. In effetti è solamente la natura strumentale dei corpi militari e di polizia che consente di sospendere la democrazia al loro interno e di costituire degli organi profondamente gerarchici. Pretendere di fare educazione civica estendendo i valori e le abitudini militari a tutto il resto della società mette tra parentesi in maniera ingiustificata la natura strumentale e la sospensione della democrazia che ne deriva, rischiando fortemente di insinuare in giovani menti un’idea distorta della società così come è voluta dalla nostra Costituzione. Al contrario, l’Osservatorio auspica che quella “libertà” con cui è stato intitolato il corso possa essere ottenuta dalle giovani generazioni attraverso esperienze che esaltino la ricchezza e varietà della società civile e non l’abitudine all’obbedienza cieca. Fonte: https://studenticonlestellette.weebly.com/avvisi-per-gli-allievi.html Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Per la pace. Il «cucire» delle donne e…
… e il mondo che si salva con la vita. In piazza il 21 giugno a Roma. di Rosangela Pesenti (*) Per la pace firmo qualsiasi appello. Per la pace, il sostegno alla flottilla, la denuncia del genocidio in Palestina e della pulizia etnica in Cisgiordania, contro l’aggressione all’Ucraina e all’Iran, indipendentemente dalla mia distanza politica (un baratro) dai due