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Caserta, no alla militarizzazione delle scuole: la cerimonia militare con il Reggimento Bersaglieri
Assistiamo oramai da troppo tempo alla crescente commistione tra le forze armate e i ragazzi e le ragazze in età scolare. Quanto successo in Campania il 22 ottobre in occasione di una manifestazione socio sportiva (la 23° edizione della Flik Flok, a Caserta, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”) conferma la giustezza delle nostre posizioni e la gravità dell’allarme che lanciamo senza sosta da anni. Ci lascia sgomenti il fatto che si possa parlare di «un grande successo per tutta la città di Caserta» a proposito della partecipazione di «oltre 6 mila studenti provenienti da circa 40 scuole delle province di Caserta, Napoli, Benevento» che hanno potuto apprezzare «l’evento della Brigata “Garibaldi” di stanza nella città campana». Un evento che «da oggi, fino a domenica prossima, si svolgerà nei giardini antistanti la Reggia di Caserta», uno dei tesori architettonici d’Italia. Apprendiamo inoltre che nella stessa giornata «si è svolta in mattinata la cerimonia militare per il rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri dall’impiego semestrale in territorio bulgaro e di saluto ai reparti in partenza della Brigata» e che alla cerimonia «ha fatto seguito il taglio del nastro e l’inaugurazione del villaggio “Cremisi”». La chiusura dell’articolo infine sottolinea l’entusiasmo dei giovani e delle giovani «che hanno animato il villaggio interagendo con i bersaglieri all’insegna dello sport e dei valori che questo racchiude». Ecco, ci chiediamo: perché ragazzi e ragazze in giovanissima età dovrebbero interagire con le forze armate? E come lo sport può diventare un ponte tra due universi che dovrebbero rimanere ben lontani e distinti? Una martellante retorica nazionalista e militarista sta attraversando le scuole e le strade del paese. Noi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo messo a punto vari strumenti per resistere a questa invasione di campo scaricabili dal nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/ e (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/) e chiediamo a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail : osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo inoltre chiunque interessat* a contribuire alle attività dell’Osservatorio aderendo alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Fonte: https://www.reportdifesa.it/esercito-grande-partecipazione-allinaugurazione-della-23-edizione-della-flik-flok-a-caserta-organizzata-dalla-brigata-bersaglieri-garibaldi/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Siena, una giornata di educazione stradale in caserma
Tra il 12 e il 13 ottobre (le fonti divergono sulla data), oltre 1.200 studenti delle terze medie e delle quarte superiori di Siena hanno partecipato, nella caserma Bandini, sede del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”, alla prima di tre giornate de “La strada tra passione e sicurezza” (Newsistruzione). L’iniziativa, di educazione stradale, è organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Siena in collaborazione con le forze dell’ordine. La Rete Senese contro il Riarmo l’ha contestata pubblicamente; Futuro Nazionale Siena ha risposto difendendola. A promuovere l’iniziativa è la sezione di Siena dell’ANC, presieduta da Aldo Di Raimo. Il progetto ha il patrocinio di Regione Toscana, Prefettura, Provincia, Comune di Siena e Arma dei Carabinieri (La Nazione). Il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, era presente e ha ringraziato il reggimento per l’ospitalità e la promozione dell’iniziativa. L’assessore comunale Micaela Papi ha sottolineato il valore della collaborazione tra enti, scuole e forze dell’ordine (Newsistruzione). Secondo il presidente dell’ANC, ogni giornata del progetto si apre con l’alzabandiera alle 8,30, svolto in forma solenne dal reggimento con gli studenti schierati a fianco del drappello d’onore. Gli stand delle forze dell’ordine hanno trattato anche altri temi: i carabinieri hanno illustrato la violenza di genere e i comportamenti da tenere in caso di aggressione. La Rete, nel proprio comunicato, indica circa 1.300 alunni e alunne delle scuole medie inferiori e colloca l’evento lunedì 12 ottobre. Sostiene che la sicurezza stradale sia stata un pretesto per un’operazione di immagine e solleva quattro rilievi: 1. l’associazione tra “sicurezza” e ambiente militare, che veicolerebbe l’idea che la sicurezza dei cittadini passi attraverso le forze armate; 2. l’alzabandiera davanti a minori, descritto come normalizzazione dei codici e della disciplina militare; 3. il discorso del comandante, che avrebbe commemorato un caduto di El Alamein (1942) definendolo “caduto per la democrazia”, formula che la Rete giudica una riscrittura della storia, perché quei soldati furono mandati a combattere dal regime fascista a fianco dell’esercito nazista; 4. gli studenti e le studentesse accompagnate/i negli stand da un paracadutista con funzioni di tutor. La Rete rimprovera inoltre alle scuole aderenti superficialità e chiede alla scuola, alle famiglie e alla cittadinanza una riflessione sui valori e sui contesti in cui crescono i ragazzi. La strada tra passione e sicurezza è un progetto che si ripete da anni. Nell’edizione di Monteroni, giunta alla quinta, i laboratori erano promossi da polizia municipale, carabinieri, polizia stradale, Guardia di Finanza, Misericordia, ACI e motoclub (La Nazione). Nel 2018 risultava promosso dal Comitato Associazioni Sportive Senesi, con le classi quinte delle primarie ospitate nella caserma dei Carabinieri di viale Bracci (Gonews). Il caso del 2026 si distingue per la sede: una caserma di un reparto delle forze armate, e non dell’Arma dei Carabinieri. USB Pubblico Impiego Siena ha pubblicato un documento che contesta i programmi di orientamento dell’Esercito nelle scuole superiori. Il testo non cita l’evento della caserma Bandini e riguarda un programma più ampio. Secondo il sindacato, il programma è promosso dall’Esercito con il sostegno degli Uffici scolastici regionali e provinciali e dopo la Toscana coinvolgerà l’Emilia-Romagna nell’anno scolastico 2026-2027. Per il primo e il secondo anno prevede la presentazione dell’accesso alle Scuole militari di Napoli e Milano; per il quarto e il quinto, incontri su Accademia militare, Scuola sottufficiali e percorsi professionali nelle Forze Armate. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università facciamo nostre le osservazioni della Rete senese contro il riarmo e aggiungiamo: l’Europa si sta riarmando ed evoca quotidianamente imminenti conflitti e guerre. Il governo italiano aderisce alla politica di riarmo, sacrificando per essa il benessere dei cittadini. In questo contesto attività come quelle descritte non possono essere che lette come propaganda per reclutare giovani. Questo vuol dire accettare la guerra come possibilità e prepararsi ad essa. Noi non accettiamo la guerra, la rifiutiamo e non abbiamo messo al mondo i nostri figli per mandarli a morire in combattimento. La ripudiamo, come fa la nostra Costituzione, e la riteniamo obsoleta, disumana e inutile. Lottiamo affinché il mondo e l’Italia prendano un’altra direzione: quella della risoluzione pacifica dei conflitti e quella dell’educazione alla pace. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
On The Road (again) ad Agrigento: perché diciamo no alla scuola in divisa
A darne notizia è il portale del Ministero degli Interni, dal quale si apprende che si è tenuta ad Agrigento, sul finire del mese di Settembre, l’ennesima iniziativa del progetto “On The Road”, in collaborazione anche con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (clicca qui per la notizia). L’iniziativa non è nuova e siamo intervenuti come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in diverse occasioni (clicca qui). Il progetto nasce nel 2007 ed è stato realizzata in numerose realtà italiane. Lo schema è sempre lo stesso, a coordinare il tutto vi è la Prefettura tramite un Protocollo territoriale, che mette insieme istituzioni, enti e organizzazioni operative della provincia. Siamo davanti alla martellante propaganda securitaria, ma anche ad una mistificazione delle problematiche sociali. Non è affiancando un poliziotto, un agente di polizia municipale o un militare della guardia di finanza che i giovani prenderanno coscienza delle problematiche. Sono altri i percorsi di sensibilizzazione delle giovani generazioni, a partire dai bisogni reali e non da quelli indotti secondo una logica securitaria. Il progetto andrebbe definito con altre modalità e approcci pedagogici, non mettendo al centro della società il ruolo delle forze dell’ordine, le logiche securitarie, l’insieme di norme che ruotano attorno ai Decreti sicurezza. La sensibilizzazione su questi temi si rende necessaria, ma per aprire gli occhi ai problemi reali della nostra società: la sanità e l’istruzione, bisognosi di finanziamenti, la manutenzione del territorio, la salvaguardia dei beni comuni, da tempo soggetti ad abbandono o privatizzazione. Chi parla di rafforzare la cultura della legalità e della sicurezza dovrebbe adoperarsi per una sicurezza sociale, oggi negata da anni di politiche improntate a tagli e riduzione di spesa, mentre si scopre che la nuova manovra assegna ben 4,6 miliari di euro (+ 0,19% PIL). Progetti del genere offrono una visione ristretta e parziale del concetto stesso di legalità, soffermandosi sull’operato delle forze dell’ordine e mai su cause e conseguenze della illegalità. La presa di coscienza dei problemi reali non rientra negli obiettivi delle Istituzioni. Siamo alla ricerca dei comportamenti deviati senza mai comprendere quali siano i percorsi di cura. Vogliono formare i cittadini e le cittadine di domani, ma si stratta di cittadini e cittadine incapaci di affrontare criticamente le problematiche sociali, l’esatto contrario di quella cittadinanza attiva, critica e disobbediente a regole ingiuste. Screenshot Osservatorio contro la militarizzaiozne delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Mantova, progetto con la Polizia nelle scuole: “Aiutati che la polizia ti aiuta!”
È settembre, iniziano le lezioni scolastiche e la Polizia di Stato lancia il suo annuncio in forma di progetto per evangelizzare studenti, studentesse e, ahimè, anche insegnanti e famiglie. La segnalazione all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci giunge anonima da Mantova. Ma l’anonimato poco importerebbe, se non servisse a evidenziare lo stato di timore e di ricatto che serra ormai in una morsa coloro che, dalle scuole, spesso in posizione di eterno precariato o di nuova assunzione in anno di prova, notano le manovre dei Dirigenti Scolastici atte a consentire alle Forze Armate di attivare progetti di propaganda politica. Sì, proprio quella politica, quell’attività con cui si spingono avanti idee, indirizzi, si appoggiano agende e interventi che riguardano la società civile. Quella stessa attività di giudizio politico il cui esercizio viene vietato, come fatto esecrabile, in difesa della sacralità presuntamente inviolabile ai fatti esterni di un collegio docenti o di una classe. A scuola si devono insegnare le discipline, ordinate nelle pagine delle Indicazioni Nazionali e dei libri di testo, per lo più faziosi. Se un/una insegnante racconta la storia della Palestina, se prova a risvegliare l’orrore e il bisogno di capire – perché emozionarsi e solidarizzare è importante ma non basta – il genocidio in atto al dì là del Mediterraneo, incorre in avvertimenti, sanzioni e subisce ispezioni. Provvedimenti indimidatori che, a tutt’oggi, rimangono pressoché inefficaci rispetto agli effetti concreti perché la libertà docente è ancora protetta costituzionalmente, ma che riescono a ridurre al silenzio. Da qui l’anonimato che spesso ci viene chiesto. Del resto, altre segnalazioni analoghe sono arrivate e le abbiamo commentate sulle nostre pagine (clicca qui). Il contenuto della segnalazione ci rivela che la Questura di Mantova invia il 29 settembre scorso una breve comunicazione all’Ufficio Scolastico Regionale e alla referente per la Legalità e delle Politiche Educative con ui avvisa – non chiede se possibile, avvisa – che proseguiranno le attività del Progetto “Aiutaci ad aiutarti“. La secchezza della nota firmata dal dirigente in capo all’Ufficio Anticrimine contiene parole-chiave di quell’agenda politica a cui si accennava. La premessa generale è che occorre fare prevenzione con gli adolescenti del primo e del secondo anno delle superiori di secondo grado; dal postulato si evince la convinzione che la gioventù è sempre pericolosa, instabile, facile al crimine; ne consegue che le politiche giovanili – considerata la seconda destinataria della nota – si fanno sotto la voce legalità, ovvero il rispetto anodino e acritico delle Legge; il progetto aiuterà i poliziotti ad aiutare i giovanissimi a non sgarrare, come sarebbero indotti – dal loro scarso giudizio – a farlo. Insomma, meno male che il poliziotto c’è, ed è un educatore, un po’ ruvido forse, ma più efficace di un insegnante o di un genitore. Se la genitorialità in questo periodo storico sembra perdere il suo smalto in ambito famigliare e scolastico, ci pensano i poliziotti a supplire. L’opuscolo “Non sei solo” insegnerà ai ragazzi e alle ragazze come ci si prende carico dell’altro e quando si è in difficoltà (uno spinello? un nuovo tatuaggio? un bullo o una vittima di una banda di bulli? una giovinetta ignara che subisce attacchi maschilisti dai compagni? La lista è lunga…) forse un’eco dell’I care stavolta non di un prete, ma di un poliziotto. Il fatto che la Questura dia per scontato che il progetto potrà proseguire, non è la conseguenza di una decisione degli organi collegiali che hanno deliberato il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, comprensivo della ormai estesa progettualità esternalizzata a presunti esperti dell’extra scuola, ma deriva direttamente dalla cogenza dei protocolli ministeriali, interministeriali, siglati fin dal 2014. Il loro scopo è attivare le forze congiunte che fanno capo al Ministero delle Difesa, delle Politiche del Lavoro e Sociali, al MIM (Ministero Istruzione e Merito). Un protocollo firmato dal MIUR con quello della Difesa nel 2017, ad esempio, pur avendo a tema un segmento dell’istruzione che non è quello a cui si riferisce la segnalazione mantovana, aveva un paragrafo sugli scopi e sull’operato del Ministero della Difesa, attraverso le Forze Armate. Esso abbracciava tematiche ampie, che danno conto dell’ideologia che le ispira. Nella premessa vi è in primis il ruolo che si riservano MIM e MIUR come referenti di un ampio progetto di innovazione di tutto il sistema educativo (attenzione alle parole in corsivo) e di rinforzo del rapporto fra mondo del lavoro e la scuola (da cui il titolo ambiguo del documento). Insomma, entrambi i dicasteri richiamano il lavoro delle agende già da anni operanti per disarticolare la scuola, per influire sul periodo di formazione culturale ed etica dei giovani e far convergere ogni sforzo educativo verso le esigenze del mercato. Si tratta di istruire forza-lavoro, capitale umano (aspetti cognitivi, affettive relazioni, come si evince dalle ricerche sulle soft skill e sul mantra delle competenze per il lavoro). Il ruolo del Ministero della Difesa è racchiuso nel preambolo in cui si afferma la particolare attenzione ai valori etico-sociali e il focus è rappresentato dalla cultura della difesa. Il secondo paragrafo sottolinea che non riguarda solo i percorsi universitari, ma l’operato è rivolto anche alle scuole di ogni ordine e grado. E se non fosse chiaro, nel quarto si delinea come scopo l’attenzione alla scuola secondaria, dove studenti e studentesse saranno ben orientati al futuro. Il quinto paragrafo non dimentica le competenze tecnologiche che, del resto, abbiamo visto in mostra negli eventi che lo stesso protocollo cita come esempi di attività di routine nelle forze armate e di polizia. Questi protocolli i Dirigenti Scolastici li ritengono vincolanti e prescrittivi, così quando le Questure, i Carabinieri, Marinai, aviatori e Alpini avvisano, allertano, chiamano, la risposta è signorsì. Per quanto concerne l’Università i protocolli realizzano il sovrapporsi e il mescolarsi delle tre missioni che la Ministra Maria Stella Gelmini aveva delineato nella famigerata riforma del 2010, dopo il tre-più-due-uguale-a-zero del buon Luigi Berlinguer. La prima missione – la didattica – subisce l’influsso diretto del mercato su ciò che è bene insegnare; la seconda – la ricerca – subisce i rigori dell’ANVUR (Agenzia Nazionale Valutazione Ricerca Universitaria) e cade direttamente nelle mani delle aziende private; la terza – l’apertura alla società, ai territori – diventa consegnare gli studenti ai poliziotti che realizzano i loro progetti di orientamento e di propaganda (clicca qui). Mantova è una splendida città su tre laghi che vive apparentemente tranquilla appoggiata ai suoi palazzi e alle bellezze naturali. Ma nell’apparente sonnolenta vita di una città di provincia si muovono gli stessi problemi che affannano il nostro Paese: le disuguaglianze sociali, la mancanza di un lavoro che non sia di puro sfruttamento o di costrizione alla fuga dal proprio paese, concretamente per i più giovani l’evaporarsi della speranza di realizzare una vita che dignitosa. Ormai un po’ da tutti i siti culturali e politici si leva la voce contro il processo di militarizzazione della scuola, a ogni livello e, anche se spesso dimenticano di citare l’ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università, noi suoniamo sullo sfondo il tema-guida e proviamo a fare canone (qui un interessante approfondimento di Futura D’Aprile). Qui la circolare in pdf. SEGNATURA_1790169826_Progetto_Aiutami_ad_aiutarti_Questura_di_Mantova_USPMN(E).0006179.23-09-2026Download Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Open Jam, studente Liceo Marconi contesta Leonardo: «complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio»
Durante il Festival Open Jam 2026, organizzato da TEHA Group a Parma il 7 e 8 ottobre, uno studente del Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Marconi” è intervenuto al microfono contestando la presenza di Leonardo S.p.A., che secondo TEHA ha collaborato all’evento. Secondo Open (clicca qui per la notizia), tra i presenti c’erano rappresentanti dell’azienda. Nel video diffuso lo studente chiede: «Con che credibilità venite a parlarci di alternative, di futuro e di prospettive presentandoci delle industrie belliche come Leonardo complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio». Parla di «investimenti di decine di milioni in armi, bulldozer, F35» e accusa le aziende del settore di «lucrare sul riarmo», citando i piani di riarmo e la NATO. Collega il riarmo ai «definanziamenti alle nostre scuole»: «Noi facciamo lezione in aule da quindici persone in trenta studenti». Aggiunge che all’istruzione vengono fatti «tagli milionari» e alla sanità «lasciate le briciole», mentre «voi prendete miliardi». Chiude: «Questo è il nostro futuro e ce l’avete strappato via voi». Il video è stato diffuso inizialmente dalla pagina del Fronte della gioventù comunista,  non sono riportate repliche di Leonardo o degli organizzatori, né risultano dichiarazioni ufficiali da parte degli organizzatori e dell’azienda. Studente “Marconi” di Parma contesta Leonardo SpA Open Jam è, nelle parole di TEHA Group, «la piattaforma dedicata alle nuove generazioni» che organizza nel corso dell’anno eventi per studenti, giovani professionisti e docenti. Il festival annuale, di due giorni, è presentato come un «grande festival sul futuro del lavoro, aperto agli under35», con l’obiettivo di costruire con i giovani un «manifesto» sul lavoro. Il programma alterna plenarie con ospiti a workshop e jam session in parallelo. Dal 2025 e per tre anni Parma è la base operativa dell’iniziativa, in vista del 2027, quando la città sarà Capitale europea dei giovani. L’edizione 2026 aveva per tema i «movimenti collettivi», esplorati attraverso tre dimensioni: identità, tempi e spazi. Secondo TEHA, il festival si è aperto con i saluti del sindaco di Parma Michele Guerra. Tra gli ospiti, l’ex nazionale di rugby Giovan Battista Venditti, che ha parlato di lavoro di squadra, e la giornalista Silvia Boccardi, sul tema di «come informarsi bene oggi». L’evento ha avuto il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, ART-ER, Università di Parma e Università Cattolica del Sacro Cuore, ed è stato organizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese, Lactalis Italia e Leonardo. Alle attività hanno partecipato classi di cinque istituti: ISISS “Galilei Bocchialini” (San Secondo Parmense), ITIS “Leonardo Da Vinci” e Liceo “Marconi” (Parma), ITS “Angelo Rizzoli” (Milano) e ITS Logistica Sostenibile (Piacenza). La scheda TEHA non precisa in cosa sia consistita la collaborazione di Leonardo né in quale sessione. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università solidarizza con le domande poste dallo studente. Le sue osservazioni toccano i punti nevralgici della questione: la complicità delle aziende italiane e dello Stato nel genocidio del popolo palestinese; le ricadute economiche delle politiche di riarmo, con meno risorse per scuole e sanità, che necessitano invece di un’inversione sugli investimenti; la spinta nei confronti dei giovani affinché si orientino verso carriere militari o settori legati alle armi e alla difesa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lecce, bambini e giovani dinamici e la ginnastica militare nelle scuole
Siamo una società dinamica, anzi capace di accelerazioni spettacolari, di superamenti dei limiti umani e di una protervia senza confini nell’uso delle tecnologie. Il corpo, la sua armonia complessa ne fa le spese. Non va accompagnato nella crescita come si annaffia e si cura un germoglio, ma spinto, incurvato, teso verso la prestazione eccellente; il corpo – soprattutto quello dei più giovani – diventa l’icona della bellezza patinata delle pubblicità, magrezza atletica, setosità della pelle, muscolatura ben disegnata. Allora si deve iniziare presto ad allenare questi corpi poveri di anima, bisogna fin da subito far capire che non si sta parlando del gioco, dello sport come gioco, del movimento come essenziale aspetto del vivere e dello stare in relazione, ma del competere per essere soli al traguardo. Ogni coach (e già, così, in inglese d’obbligo), allenatore, preparatore, maestro di discipline, è soprattutto il mentore del corpo competitivo. Allora, ecco l’ennesima segnalazione arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla ginnastica in stile militare per uomini, donne, bambini: siamo con la Sezione Lecce dei gruppi che, dalla fine degli anni Settanta, curano la pratica sportivo-militare, in collaborazione con il CONI (clicca qui). Non che i vecchi non debbano anche loro andare in palestra, anzi, sono proprio loro che devono dimostrare quanto è bello invecchiare sani e vigorosi perché tanto si è lavorato in palestra da bambini e da giovani. La morte avrà i nostri occhi alla fine, ma non le apparterranno le nostre muscolature ancora tese. Ironia macabra e amara, lo so, ma sembra proprio che a vedere le pubblicità e gli inviti pressanti alla ginnastica, si tratti proprio di scongiurare la morte, di pensarla come un affare di altri. Sì, anche questo lo sappiamo è tutt’altro che ironico, visto l’infuriare delle guerre. Ginnastica è un termine che era diventato desueto. Come sappiamo viene dalle parole ginnasio e ginnasta, il luogo dove praticare l’esercizio del corpo, e la persona che lo frequentava esponendosi nudo, come avveniva nella lotta e nei giochi greci. Finita l’era dell’ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica ) che preparava gli insegnanti di ginnastica per le scuole superiori, si cominciò a usare altri modi di designare il movimento: la psicomotricità, l’educazione motoria, le arti motorie, le varie specialità sportive che si ibridano fra loro e nuove ne inventano, per non parlare delle diverse branche delle medicina sportiva. E perché serve oggi ripristinare la ginnastica accostandovi l’aggettivo militare? La risposta sta al cuore del nostro lavoro come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Siamo una società malata, risentita, costantemente allertata contro un ipotetico nemico, contro il barbaro alle porte della città, le cui mure sono sempre più alte, robuste, elettrificate. Su questo vasto sentire collettivo che ci avvelena, prosperano i corpi militari che, ad ascoltare ministri, sottosegretari, ex generali prestati alla politica e politici del male minore, ci dovrebbero difendere. Se il volantino che è arrivato a noi appare ricco di iniziative anche più gentili, meno orientate alla possanza muscolare che pure molte immagini nel sito espongono, il mantra della Sezione di Lecce è esplicito, la scuola è ginnica, si tratta di mettersi alla prova con attività ad alta intensità. La danza e la musica si possono del resto praticare in molti modi, non sono solo allietanti e festivi. Anche al Conservatorio oggi si deve essere performanti, è un costume acquisito la competizione, prima del piacere, della giocosità del gesto. In tutte le attività in cui ci si occupa del corpo, proprio e altrui, sano, giovane, vecchio, malato «Quando la tensione non viene tenuta si trasforma in altro», scrive la filosofa Giusi Venuti, e il tenere qui allude al contenere e al ben indirizzare, senza forzature, anzi a risanare il trauma che spesso il vivere comporta e il corpo patisce. «Il corpo sa prima che la mente articoli. È da questo sapere del corpo […] che una riconfigurazione diventa possibile» (G. Venuti Il vero si tocca. Del gesto che pensa Orthotes, Napoli 2026 p.109). Se un istruttore, un allenatore, un ginnasta non mette a tema il sapere del corpo nell’insieme cooperativo con gli altri corpi, può mostrare pratiche perfette ma dannose per sé, per gli altri. Quando eravamo bambine e bambini, nelle periferie delle città e nelle campagne, solo i figli dei ricchi andavano in piscina, a giocare a tennis, in palestra si andava per curare la scoliosi e la lordosi giovanili, oppure se si intraprendeva una disciplina sportiva, la danza per le bambine, i maschi non erano ben visti alla sbarra di fronte al grande specchio e giocavano a calcio. Ma per tutte e tutti il movimento vero era quello fuso con il gioco, la palla, la corda, la bicicletta erano i protagonisti nei cortili e nelle strade, nei pratoni spogli fra le case. Dinamici fino allo sfinimento e forse, nello squallore dei luoghi, più felici. Fonti: https://osservatorionomilscuola.com/?s=puleo+ginnastica+militare; https://osservatorionomilscuola.com/2026/08/04/sport-militarizzazione-generazioni-giocano-guerra-ginnastica-dinamica-militare/; https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/01/luoghi-comuni-e-meglio-se-lo-sport-lo-insegnano-istruttori-militari-la-ginnastica-dinamica-militare-italiana-gdmi/; https://osservatorionomilscuola.com/2025/09/21/monza-sport-city-day-2025-partita-pace-ginnastica-dinamica-militare-ambiguita/; https://osservatorionomilscuola.com/2023/07/14/ginnastica-dinamica-militare-gdm-la-militarizzazione-dello-sport-intervista-ad-antonio-mazzeo-su-radio-onda-durto/ Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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Pennuti che passione!
La segnalazione arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è dell’estate scorsa, quindi siamo in ritardo nel commentarla, anche se più volte ci siamo occupati di raduni e campi organizzati dal Corpo degli Alpini. Qui siamo in Valtellina, nella frazione di Rodolo, comune di Colorina, provincia di Sondrio. Luogo ameno, ci dicono le guide turistiche, di boschi e montagne. Il sito del raduno è infatti la faggeta di Alfaedo, nel cui nome sta la radice dialettale “fai”, faggio. Non sarebbe entrato nei nostri interessi e scopi l’avviso contenuto nel manifestino, se queste manifestazioni restassero un fatto interno al corpo stesso che le organizza, per i propri membri. Vale anche per altre manifestazioni delle Forze Armate, fiere di armi, esibizioni di volo, visite a navi scuola, a caserme, ecc. Così non è. Perché soldati, graduati e semplici di tutte le armi, rivolgono la loro attenzione alle creature piccole e giovani e trasformano attività addestrative o dimostrative interne in fatti pubblici. Si tratta di mettere in atto qualcosa che ha un valore aggiunto nel momento in cui donne e uomini in divisa, la differenza nel genere dipende dalle circostanze, si improvvisano educatori, pedagoghi, maestri, consulenti. Sforando, crediamo noi, le funzioni proprie, per andare in supplenza a chi, insegnante e o genitore, per mandato istituzionale e per dovere etico, si occupa dell’educazione e dell’istruzione dei più piccoli. L’obiettivo dell’uscita dai ranghi, dai luoghi propri, dell’esternalizzazione delle abitudini militari verso la società civile e verso l’età giovane (più permeabile), è l’indottrinamento. Indottrinare, in senso proprio, è introdurre un neofita a una dottrina: precetti, regole, scopi, funzioni, usi. Un campeggio militare, per quanto innocuo possa sembrare, è una forma evidente di propaganda, serve a creare consuetudine con la disciplina, l’obbedienza, il rispetto assoluto (ab-soluto: libero e non derogabile ad altro) alle regole di ingaggio di un eventuale – e sperato, quando non apertamente proposto – arruolamento. Succede molto spesso che, mediante la veste allegra e apparentemente pacifica dell’incontro fra divise e gente comune, venga veicolata la normalizzazione di un assunto ben diverso: sotto la bonarietà c’è tutto il dolore che potrà venire “dall’armatevi e partite”. Succedeva alle stazioni dei piccoli centri, chissà magari anche a Colorina quando la stazione ancora non era stata inghiottita dall’alta velocità, i contadini, i montanari, le donne, piangevano la partenza dei figli, dei mariti, dei fratelli, che ignari cantavano. Succede ancora oggi, nelle piazze, nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città che si possa ridere e gioire di ciò che allude alla guerra, oggi così presente nel nostro quotidiano. E nel merito del corpo di cui qui parlo, la novantasettesima adunanza degli Alpini è scesa al mare, a Genova, il maggio scorso, bloccando una città …festante. (clicca qui e qui). L’ alpino ha la penna sul cappello e anche il bambino che – nell’immagine – sorride rivolto alla roccia. Saluta militarmente un altro cappello e una fascia tricolore, ne sembra molto fiero. Le penne ornano il cappello del bersagliere che corre, mentre l’alpino alpeggia, si arrampica, cammina con il passo lento del montanaro. Sono piumati gli elmi dei guerrieri alle mura di Troia e Odisseo lo ribadisce come punto d’onore dei capi. Sono meravigliosamente piumate le teste dei capi pellerossa, e sono bianche di piume le ali degli angeli. Il fascino del piumaggio ha tutta una simbologia e una sua retorica che qui tralascio rilevando solo gli elementi più ovvii, che son poi quelli che incantano i bambini: le piume servono a quel muoversi oltre la forza di gravità che gli uomini hanno sempre invidiato, creando mitologie di voli spesso puniti dagli Dei, e hanno dato vita ai favolosi disegni di Leonardo. Una fascinazione antica che, come sempre accade per ciò che ci incanta, cattura la nostra immaginazione e ha parentela con l’eros, con gli amorini alati nelle raffigurazioni rinascimentali che circondano Afrodite. Poi, passo passo oggi si arriva alla magia arrogante e minacciosa dell’aerodinamica dei caccia di guerra. Fonti: https://osservatorionomilscuola.com/2026/03/23/rivarolo-alpini-campi-estivi-scuola-lavoro-patria/; https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/22/questa-estate-non-studiare-con-gli-alpini-devi-andare/; https://osservatorionomilscuola.com/2025/11/28/campi-scuola-alpini-formazione-addestramento-militare/; https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/04/campo-scuola-alpini-sona-palazzolo-verona/ Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Montalbano: orientamento con l’Esercito all’IIS Pisticci
L’ennesimo caso di orientamento in uscita affidato all’Esercito riguarda l’IIS Pisticci di Montalbano (MT) con il coinvolgimento di alcune classi (clicca qui). Un incontro dello stesso tipo di era svolto inoltre il 30 aprile durante il quale il personale dell’esercito aveva avuto l’occasione di illustrare «le opportunità di carriera e i valori di lealtà e spirito di servizio che guidano le nostre Forze Armate» (clicca qui). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci interroghiamo sul senso didattico e pedagogico del coinvolgimento di studenti e studentesse in iniziative del genere. Ci chiediamo come sia possibile considerare quanto organizzato dal Comando Militare dell’Esercito della Basilicata come «occasione di confronto e di approfondimento sulle opportunità formative e professionali offerte dal mondo militare» coerente con il percorso di crescita e formazione dei nostri alunni e delle nostre alunne. E ancora ci chiediamo perché la scuola, con un intero pianeta a un passo dal baratro di una terza guerra mondiale nucleare, debba diventare megafono della propaganda di arruolamento condotta dall’Esercito. Per tali motivi invitiamo genitori e genitrici a presentare presso la scuola la richiesta di esonero per i propri figli e le proprie figlie da queste giornate utilizzando quanto messo a disposizione sul nostro sito (clicca qui); chiediamo ai/alle docenti di non rendersi disponibili per queste proposte vista l’importanza del problema che l’Osservatorio evidenzia da anni, nonché agli studenti e alle studentesse di rifiutarsi di partecipare alle attività in questione utilizzando quanto previsto nel nostro prezioso Vademecum. Chiediamo inoltre a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail: osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo infine chiunque abbia voglia di contribuire alle attività dell’Osservatorio di aderire alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
USR Emilia-Romagna e Esercito insieme per l’arruolamento
Quanto abbiamo recentemente descritto a proposito del rapporto tra Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e Comando Militare Esercito “Toscana” (clicca qui) non è evidentemente un caso isolato. Una dinamica simile infatti si riscontra nella collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna e Comando Militare Esercito “Emilia Romagna” per l’anno scolastico 2026/2027. Sul sito dell’ufficio scolastico regionale troviamo infatti una nota del 23 settembre 2026 con allegata la proposta di «conferenze scolastiche di orientamento e informazione» in cui l’esercito si propone ai docenti per «divulgare agli studenti: – del 1° e 2° anno di scuola secondaria di secondo grado le modalità di ammissione e l’offerta formativa delle Scuole Militari di Napoli e Milano (2° biennio e 5° anno dei licei classico e scientifico); – delle classi IV e V di tutte le scuole secondarie di secondo grado, le offerte formative dell’Accademia Militare (corsi di laurea magistrale), della Scuola Sottufficiali (corsi di laurea) e le variegate opportunità di impiego nelle altre figure professionali della Forza Armata; – delle classi dei restanti ordini e gradi, ruolo, compiti e attività dell’Esercito Italiano». La circolare specifica inoltre che l’attività istituzionale dell’esercito «consisterà in un’esposizione/colloquio della durata di circa un’ora, intervallata eventualmente da uno o più brevi videoclip, durante il quale grande importanza sarà assegnata all’interazione con i giovani e al racconto di esperienze personali sia sul territorio nazionale che all’estero». Come per la regione Toscana , anche per l’Emilia Romagna le proposte del Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”, «unico referente istituzionale in Regione per la promozione dei reclutamenti nell’Esercito Italiano», rientrano evidentemente in una massiccia campagna per l’arruolamento degli studenti e delle studentesse in concomitanza di un’escalation bellica a livello planetario oramai alle porte. Per tale motivo invitiamo genitori e genitrici a presentare presso gli istituti interessati la richiesta di esonero per i propri figli e le proprie figlie da queste giornate utilizzando quanto messo a disposizione sul nostro sito (clicca qui); chiediamo ai/alle docenti di non rendersi disponibili per queste proposte vista l’importanza del problema che l’Osservatorio evidenzia da anni, nonché agli studenti e alle studentesse di rifiutarsi di partecipare alle attività in questione utilizzando quanto previsto nel nostro prezioso Vademecum. Chiediamo inoltre a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail: osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo infine chiunque abbia voglia di contribuire alle attività dell’Osservatorio ad aderire alla nostra associazione al seguente link: https://osservatorionomilscuola.com/contatti/ Fonte: https://www.istruzioneer.gov.it/2026/09/23/conferenze-di-orientamento-e-informazione-comando-militare-esercito-er-6/ 260921-cmebo-trasm_usr_let_dir_scolastici_conf-annessoDownload Osservatorio contro la militarizzazione contro delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Novi Ligure, l’ispezione al Liceo Amaldi per l’invito al corteo “Sudario di Gaza”
Il 5 ottobre 2026 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha disposto un’ispezione al Liceo “Edoardo Amaldi” di Novi Ligure. Oggetto della verifica è una comunicazione che, secondo la stampa, sarebbe apparsa nella bacheca del registro elettronico ClasseViva e inviterebbe gli studenti e le studentesse ad aderire al corteo “Sudario di Gaza“. Il ministero parla di possibile «utilizzo improprio di uno strumento istituzionale» e, «qualora i fatti riportati dalla stampa fossero confermati», di «grave violazione della deontologia professionale». Valditara ha aggiunto che l’indottrinamento «appartiene soltanto ai regimi totalitari». La segnalazione è attribuita al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che ha ringraziato il ministro. Elisabetta Piccolotti (Avs, Commissione Cultura) ha definito il clima nelle scuole “asfissiante”. Il 6 ottobre, secondo un titolo di Radio Gold (clicca qui per la notizia), la segreteria della Cgil e la Flc hanno espresso sostegno alla dirigenza. Alunne/i ed ex alunne/i hanno pubblicato una lettera in difesa della scuola, senza nomi né numero dei firmatari: la lettera riconosce l’esistenza della comunicazione e delle verifiche, dichiara rispetto per le istituzioni e chiede che il giudizio non si estenda all’intera comunità scolastica. Il dirigente ha precisato che l’evento di Alessandria, in orario extrascolastico, era «un’iniziativa promossa in autonomia da un’ampia rete della società civile e da associazioni a carattere del tutto apartitico». Il riferimento a un «viaggio in treno organizzato dall’Istituto» sarebbe derivato da “un’imprecisione redazionale”: si trattava di un servizio informale di coordinamento e accompagnamento offerto da alcune/i docenti a studenti, studentesse e personale che avessero scelto di partecipare a titolo personale e volontario. L’iniziativa, ha aggiunto, «non ha mai configurato un’uscita didattica o una gita scolastica ufficiale». Il testo originale della comunicazione non risulta pubblicato da nessuna fonte. Il corteo si è svolto ad Alessandria il 10 ottobre, con “oltre mille persone” secondo il titolo di Radio Gold. Era una commemorazione silenziosa: un telo di 25 metri con i nomi scritti a mano di 18.457 minori uccisi a Gaza, la lettura parziale dei nomi, una poesia. Sul piano giuridico la questione è duplice. La prima riguarda lo strumento: se il registro elettronico sia stato usato per convocare gli studenti e le studentesse va accertato sul testo della comunicazione, e l’ispezione serve a questo. La seconda riguarda la qualificazione: indottrinare significa imporre un’ideologia, e l’invito a una commemorazione di vittime civili e minorenni, fondata su un elenco di nomi, non è di per sé questo. Il ministero ha qualificato la manifestazione prima di conoscere il testo, mentre l’accertamento non lo richiedeva. La stessa verifica appare del resto sproporzionata rispetto all’oggetto: davvero il ministero non ha altre cose più importanti e urgenti di cui occuparsi? Nell’Antigone di Sofocle, la protagonista afferma di non credere che i decreti del re abbiano tanta forza da permettere a un mortale di calpestare le leggi divine, non scritte e incrollabili. Antigone parlava di leggi divine; noi preferiamo appellarci alle leggi, anch’esse non scritte e immutabili, che fanno l’essere umano e che sono il fondamento di una giusta disobbedienza civile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente