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Una Italia “insoumise” fa saltare la prova di forza del governo
Le migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, che ieri hanno riempito le strade di Torino, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Napoli sono la rivelazione visibile che la strada della militarizzazione e dell’autoritarismo intrapresa dal governo non sarà un pasto gratis, al contrario. Il tentativo di soffocare le crescenti contraddizioni […] L'articolo Una Italia “insoumise” fa saltare la prova di forza del governo su Contropiano.
October 25, 2026
Contropiano
San Lazzaro Savena, 5 novembre: presentazione del libro “La scuola va alla guerra”
5 NOVEMBRE ORE 20.30 CENTRO SOCIALE MALPENSA VIA JUSSI – SAN LAZZARO SAVENA Presentazione del libro “LA SCUOLA VA ALLA GUERRA” di Antonio Mazzeo. Interverranno: Antonio Mazzeo: saggista e giornalista, scrittore e docente, aderente alla RETE PACE DISARMO.ORG; Prof. Demostenes Floros: ricercatore-docente di Geopolitica; Prof. Andrea Zirotti, docente di Fisica in un liceo Budrio e Medicina; Prof. F. Domenico Capizzi: Presidente SMIPS; Dr. Marco Pondrelli: ex- Assessore alla Cultura di S.Lazzaro. Le copie del volume saranno a disposizione per l’acquisto. La cittadinanza è invitata al dibattito. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Un 4 novembre contro la militarizzazione delle scuole. Strumenti, iniviative e mobilitazioni
Come ogni anno il 4 novembre si «celebra» la giornata nazionale delle forze armate, fissata con la Legge 1 marzo 2024, n. 27, che ne ha ribadito ufficialmente il valore storico, civile e di coesione nazionale. Da diversi anni ormai all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università arrivano segnalazioni da tutto il territorio nazionale di coinvolgimento delle scuole nella «celebrazione» di questa giornata, proposta alle scuole con modalità ambigue e non rispettose degli organi collegiali. È estremamente importante interrompere la normalizzazione di questi eventi e per questo mettiamo a disposizione di studenti, studentesse, genitori e docenti il nostro Vademecum contro la militarizzazione delle scuole per opporsi, con tutte le coperture normative, a questi eventi. Consultatelo, adeguatelo alla vostra specifica situazione e usatelo! Usate anche la stampa locale per denunciare la compilcità delle scuole nella militarizzazione della società. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle univeristà vi sosterrà e rilancerà le vostre lotte. Inoltre, per contrastare questa deriva militarista nel nostro Paese con una adeguata presa di coscienza su ciò che sta accadendo a livello nazionale e internazionale, l’Osservatorio ha organizzato un Corso di Formazione con esonero dal servizio per la giornata del 4 novembre in collaborazione con il Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova di Verona dal titolo “Impatto e prevenzione dei modelli violenti nella società e nei mass media”. Clicca qui per l’iscrizione. Infine, per il pomeriggio del 4 novembre invitiamo le realtà territoriali e le associazioni pacifiste, antimilitariste e nonviolente a mobilitarsi per di una giornata di mobilitazione in piazza atta a promuovere la cultura della pace per opporsi alla crescente militarizzazione di ogni spazio sociale. Seguite le nostre pagine per rimanere aggiornat@ sulle piazze che si stanno attivando in tutto il Paese con lo slogan Il 4 novemre non è la nostra festa! 4 novembre CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE, AVANTI CON L’OBIEZIONE DI COSCIENZA TOTALE E COLLETTIVA! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Minerva – La Scuola”: la denuncia di una docente contro la serie
Pubblichiamo una lettera anonima di una docente di Torino che, in seguito alla denuncia da parte l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della costruzione di un clima militaristico nel nostro Paese attraverso i luoghi della formazione, si mostra preoccupata per i valori che la serie Minerva fa passare tra le giovani generazioni. Per segnalare iniziative militaristiche nelle scuole e per inviare lettere a supporto dell’impegno pacifista, antimilitarista e nonviolento dell’Osservatorio scrivere a osservatorionomili@gmail.com. Sono una insegnante di scuola primaria in provincia di Torino. Scrivo per segnalare che dal 22 settembre viene trasmessa su Netflix la serie tv italiana “Minerva – La Scuola”, finanziata dal Ministero della Cultura e destinata principalmente a ragazzi e ragazze in età adolescenziale. I protagonisti della serie sono tre ragazzi frequentanti il liceo militare “Minerva” di Napoli. Tra questi, il personaggio principale è Salvo, che si iscrive alla scuola per scoprire la verità su un suo amico scomparso proprio dal liceo tempo prima e per cercare di costruirsi un futuro lontano dalla strada (a questo proposito, difficile non pensare alle parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto, che in più occasioni ha dichiarato che la leva militare può costituire una possibilità di riscatto per i giovani provenienti da contesti difficili, per esempio in questa intervista: Crosetto: “La Nato si trasformi per garantire la pace”). I temi ricorrenti in questa serie afferenti all’ambiente militare sono soprattutto l’enfasi sulle regole e sulla disciplina, l’esaltazione della prestanza fisica e, ovviamente, l’addestramento all’uso delle armi. In questo senso, mi sembra che tale serie – pur con le dovute differenze – richiami la docu-serie tedesca “Generation Wehrdienst”, promossa dalla Bundeswehr e lanciata a luglio 2026. Della serie italiana mi ha colpito innanzitutto l’uso del genere teen drama (presenza di intrecci sentimentali tra giovani, conflitti con i genitori e più in generale con gli adulti, rappresentazione di feste in cui circolano alcol e droghe ecc…) che rende probabilmente più accattivante per i giovani spettatori la rappresentazione della vita militare. Inoltre, un altro aspetto – più sottile – che colpisce è la neutralizzazione del dissenso. Infatti, a prima vista pare che la serie si proponga di criticare diverse problematiche dell’ambiente militare, come per esempio il nonnismo, l’omofobia, il maschilismo e il razzismo. Tuttavia, progressivamente pare emergere come le voci critiche vengano accolte solo di facciata, per poi essere marginalizzate, in modo che l’Istituzione-scuola possa perpetuarsi sempre uguale a se stessa, mantenendo quindi intatte le sue gerarchie. Quel che forse è peggio è che il finale sembrerebbe suggerire che tutti ragazzi e le ragazze abbiano compiuto, proprio grazie alla frequenza di un anno di scuola militare, una maturazione interiore, e siano infine capaci di effettuare scelte ormai autonomi dagli adulti, avendo imparato ad esercitare senso critico proprio in una scuola che all’inizio era stata accusata di formare “piccoli soldatini”, addestrati dunque soltanto ad eseguire ordini. Concludo segnalando l’unico articolo che ho trovato in rete che offre, a mio parere, uno sguardo critico sulla serie per quel che riguarda la scelta di rappresentare la vita quotidiana in un liceo militare: Minerva La scuola, e che Mameli ci perdoni. Un cordiale saluto. Per contattare l’Osservatorio e segnalare eventi che prevedono la presenza nelle scuole di forze armate e di corpi di sicurezza o comunicare iniziative di contrasto alla militarizzazione puoi scriverci a: osservatorionomili@gmail.com Per i rapporti con gli organi di stampa l’indirizzo mail è il seguente: stampa.osservatorionoms@gmail.com Per seguire le nostre attività a livello nazionale: Seguici e metti un like su Facebook Seguici su Instagram Seguici su Telegram -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Reggio Emilia tra virtù urbane, militarizzazione e Palestina
M’arrendo, ma il cuore spaurito non si addormenta; alle soglie dell’anima gli affanni accendono il terrore dell’esercito alle mura […] fuoco divampa, acre nembo contamina la città. Eschilo Quando a scuola si valuta un compito o la prestazione di un alunno/alunna, è buona norma iniziare prima da quel che è positivo, rispondente almeno un minimo alla consegna e successivamente segnalare gli errori. Così provo a fare per la città di Reggio Emilia di cui molto ci siamo occupati nei commenti e nelle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Succede che in questa città, segnata da una storia antifascista e resistente, capace di accogliere e ospitare con la bonomia tipica del romagnolo che ama ridere e mangiare anche quando lotta (mi si perdoni lo stereotipo), ci siano realtà in movimento, gruppi di soggetti che reinventano forme di fare politica. Come sta accadendo in molte città italiane e europee, è in atto un risveglio, una sorta di reazione immunitaria alla deriva della destra e della repressione di stato. VIRTÙ URBANE Capsa inutilitatis, lo scatolone dove raccogliamo le cianfrusaglie che ci proponiamo di gettare nel cassonetto. Questo il nome della Compagnia Teatrale formatesi in una scuola di Reggio Emilia (IC “E: Fermi”) e allargatasi ad accogliere altri giovani, giovanissimi, dagli undici ai quattordici anni. Il sito della scuola mostra la solita apertura su Futura e altre diavolerie che rendono le scuole del regno tutte conformi al modello ministeriale, ma si nota anche qualche deviazione dai modelli imposti che, forse, designa un tentativo di smarcarsi dall’ovvio. Il bullismo, nella versione modernizzata in cui fra vittima e carnefice c’è di mezzo un dispositivo, è trattato – così pare – dagli insegnanti attraverso schede di segnalazione e monitoraggio a cura degli alunni/alunne. Non vedo signore carabiniere in azione, ma non è detto. L’esperienza teatrale, dice il suo conduttore al giornale locale, non è una produzione di merce per lo spettatore pagante, ma un percorso di autoformazione. Nel video, si vedono ragazzi che lavorano sul proprio corpo, che imparano ad ascoltarne, attraverso il movimento e la percezione in scambio con altri corpi, le potenzialità di cura. Cura per i disagi della prima adolescenza, per quelli legati al sapersi esposti a una realtà sociale piena di prove aspre, in contesti di conflitto che sfociano in guerre, non più così lontane (clicca qui). Viene in mente, guardandoli cercare il gesto, la postura, in levare, per togliere gravità o consegnarla alla terra, per pestare ed eliminare la bruttezza, il lavoro della compagna di Mario Martone Falso movimento, nata a Napoli nel 1977. Si vede il movimento che da scomposto cerca l’armonia – come si insegna a questi ragazzi – nel film “Teatro di Guerra” (1998) quando, in una Sarajevo assediata venne rappresentata la tragedia “i Sette contro Tebe” di Eschilo (da cui ho estratto l’esergo). Barbara Bertani, maestra, attivista che Reggio Emilia lavora e vive, invia una locandina in cui si segnala un interessante incontro relativo alla scolarizzazione dei bambini e dei giovani appartenenti alle comunità Rom e Sinti (immagine in calce). Quando il Ministero, allora non del merito, mi diede un distacco all’Opera Nomadi di Roma per costruire un quaderno di viaggio che accompagnasse negli spostamenti i figli dei  Sinti e dei Camminanti Siciliani (credo ormai scomparsi, assorbiti nel sottoproletariato urbano), mi resi conto quanto gli zingari fossero invisi anche a persone di specchiata urbanità e schierate a sinistra. Del resto, andando a Spinaceto un quartiere di Roma dove avevano assegnato alcuni appartamenti a famiglie di Rom abruzzesi, per svolgere un corso di alfabetizzazione alle donne, toccai con mano il loro disprezzo verso di noi gagé-gagi e fu faticoso conquistarmi la loro fiducia. Barbara ha insegnato nelle scuole comunali, quando esistevano, ai bambini di queste comunità emiliane. Ora, ha traferito il significato profondo di quella esperienza al lavoro nelle classi multietniche, nello spettro del famoso tetto massimo previsto dal nostro soccorrevole governo. Annoto, che le famiglie non italiane, i loro figli nati in Italia, rappresentano la percentuale più alta della popolazione in stato di povertà conclamata o appena sotto la soglia. DEMERITI URBANI Reggio Emilia si segnala anche perché i suoi amministratori consentono di cementare, asfaltare un bosco perché non classificato e farci un bel mall Conad, ovviamente super, perché la normalità del mercato rionale è un reperto del passato. Reggio Emilia, come ho già scritto, ha dato i natali al senatore PD Graziano Del Rio, promotore della proposta di legge in cui finalmente spiegheranno, a noi fazioni proPal, la differenza fra sionismo e antisemitismo, ovviamente minacciando tutte le misure sanzionatorie necessarie nel caso di infrazione, di reato (contro lo Stato teocratico di Israele). Nell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ci siamo di recente occupati delle scuole dell’infanzia Reggio Children legate alla Fondazione Malaguzzi (clicca qui; oppure qui; o anche qui; e infine qui). La polemica scatenatasi dopo l’invito, o chissà l’autoinvito, di alcuni docenti e dirigenti di scuole ebraiche statunitensi alle prestigiose scuole “più belle del mondo”, e che ci invidiano oltreoceano e oltre-Manica, ha occupato molti quotidiani, non solo locali. Giorni fa il blog del quotidiano Il sole 24 Ore dava conto della vivace protesta del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlum, intervistato mentre è in discussione il DdL antisemitismo, per un commento sulla vicenda reggiana, sulla maldestra richiesta della Fondazione Malaguzzi agli insegnanti che vorranno visitare le scuole di una dichiarazione di dissociazione dalla politica israeliana. Ovviamente, ne è seguito uno sdegnato diniego, meglio stare a casa, al sicuro sotto la protezione di Trump (c’è davvero da fidarsi degli umori di Donald?). La confusione nell’ acceso intervento di Fadlum, si mostra per incredibili cadute di stile politico: la democrazia nel nostro paese non sarà più tale se non passerà questo decreto; senza ebrei diventeremo uno stato totalitario; chi entra in Italia in modo clandestino è un pericolo, forse prepara un 7 ottobre nostrano. A seguire fa eco, più compostamente, Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che sostiene la propria adesione alla proposta di legge, e anche l’Ambasciatore israeliano dice la sua, inutile sottolineare , sotto lo scettro di Bibi Natanyahu (clicca qui). Il servizio continua ma lascio la sua visione e mi sposto su Le Monde Diplomatique di ottobre. Due articoli ci ricordano cosa sta avvenendo in terra di Palestina. In apertura la giornalista Amira Hass che vive in Cisgiordania, scrive del terrore coloniale che, armi in pugno, esercitano le comunità di ebrei, insediantesi con il consenso  del Governo dove meglio credono. Si fanno spazio. Usano i loro figli, bambini e adolescenti, per attaccare le case dei palestinesi. I giovani se fermati, e non solo non succede ma arrivano alle case e ai campi palestinesi accompagnati dall’esercito regolare, non sono punibili. Il secondo pezzo si deve a Ilan Pappè, noto storico e esperto israeliano, in cui si commenta la deriva verso la teocrazia disegnata dall’attuale politica di Israele. La Grande Giudea sognata dal sionismo ottocentesco, in fase di realizzazione dall’inizio del secolo scorso, con la complicità e nell’imbarazzato silenzio dell’Europa, è il sogno degli integralisti. Il “Blocco dei fedeli”  è un movimento attivo dal 1974, nato dopo la vittoria dl 1967 contro gli stati arabi. Lo storico continua, prospera la fortuna di questi gruppi estremisti, terroristi per genealogia famigliare, il testimone passato da padre in figlio (un esempio è la potente famiglia Kook). La diffusione di ben tre film nelle sale di tutta Italia e in molti paesi europei (ma qualcuno ne ha vietato la distribuzione) di Palestina 1936, di Naza e del docufilm Bibi files, non so se ha dato la sveglia ai prudenti e agli scettici. Eventualmente, per capire l’inferno quotidiano vissuto dai palestinesi, si può tornare a due storie meno note, forse più didascaliche ma molto chiare, raccontate dalla regista Farah Nabulsi “The present” e “ The Teacher” , rispettivamente del 2020 e del 2023. Il presente, la quotidianità, di una famiglia palestinese è abitato dai posti di blocco e dalle umiliazioni che ai passaggi si subiscono. Nel caso raccontato, lo sfregio alla dignità è inflitto al padre di fronte alla sua bambina da ragazzotti in divisa, armati fino ai denti. Il maestro è un palestinese che ha perso un figlio ucciso dall’IDF e che tenta, attraverso il suo lavoro, di convertire l’odio di un adolescente in opposizione politica e speranza nel futuro. Salverà il suo alunno dalla prigione assumendosi l’onere dell’omicidio di un colono, commesso dal ragazzo per vendetta. Cosa sono le carceri israeliane e cosa significhi per un palestinese essere arrestato anche solo alcuni giorni, è purtroppo cronaca, non solo rappresentazione drammaturgica. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Caserta, no alla militarizzazione delle scuole: la cerimonia militare con il Reggimento Bersaglieri
Assistiamo oramai da troppo tempo alla crescente commistione tra le forze armate e i ragazzi e le ragazze in età scolare. Quanto successo in Campania il 22 ottobre in occasione di una manifestazione socio sportiva (la 23° edizione della Flik Flok, a Caserta, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”) conferma la giustezza delle nostre posizioni e la gravità dell’allarme che lanciamo senza sosta da anni. Ci lascia sgomenti il fatto che si possa parlare di «un grande successo per tutta la città di Caserta» a proposito della partecipazione di «oltre 6 mila studenti provenienti da circa 40 scuole delle province di Caserta, Napoli, Benevento» che hanno potuto apprezzare «l’evento della Brigata “Garibaldi” di stanza nella città campana». Un evento che «da oggi, fino a domenica prossima, si svolgerà nei giardini antistanti la Reggia di Caserta», uno dei tesori architettonici d’Italia. Apprendiamo inoltre che nella stessa giornata «si è svolta in mattinata la cerimonia militare per il rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri dall’impiego semestrale in territorio bulgaro e di saluto ai reparti in partenza della Brigata» e che alla cerimonia «ha fatto seguito il taglio del nastro e l’inaugurazione del villaggio “Cremisi”». La chiusura dell’articolo infine sottolinea l’entusiasmo dei giovani e delle giovani «che hanno animato il villaggio interagendo con i bersaglieri all’insegna dello sport e dei valori che questo racchiude». Ecco, ci chiediamo: perché ragazzi e ragazze in giovanissima età dovrebbero interagire con le forze armate? E come lo sport può diventare un ponte tra due universi che dovrebbero rimanere ben lontani e distinti? Una martellante retorica nazionalista e militarista sta attraversando le scuole e le strade del paese. Noi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo messo a punto vari strumenti per resistere a questa invasione di campo scaricabili dal nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/ e (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/) e chiediamo a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail : osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo inoltre chiunque interessat* a contribuire alle attività dell’Osservatorio aderendo alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Fonte: https://www.reportdifesa.it/esercito-grande-partecipazione-allinaugurazione-della-23-edizione-della-flik-flok-a-caserta-organizzata-dalla-brigata-bersaglieri-garibaldi/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Crescono le adesioni e la partecipazione alla costruzione del corteo a Catania
Sciopero generale del 30 ottobre contro guerra, riarmo e carovita Dal mondo del lavoro al mondo studentesco, dal mondo dell’antimafia e del transfemminismo alle realtà che hanno animato le piazze contro il genocidio e sostenuto le missioni di mare e di terra, dai comitati cittadini che da sempre lottano per […] L'articolo Crescono le adesioni e la partecipazione alla costruzione del corteo a Catania su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
Verso il 30 ottobre: sciopero generale in Italia e internazionale dei porti
Per il 30 ottobre è stata convocata una giornata di sciopero internazionale dei porti. All’interno di una mobilitazione che si sta ampliando sempre di più negli ultimi mesi, arrivando ad oltre 100 porti in tutto il mondo dall’India al Messico, l’intento è bloccare il flusso delle armi e la catena logistica della guerra. In Italia la giornata si è trasformata in uno sciopero generale, lanciato dalla stessa USB, come data che possa legare le lotte contro il caro vita e contro il riarmo che stanno attraversando il paese. Ne parliamo con Riccardo del Coordinamento Nazionale Porti USB.
October 23, 2026
Radio Blackout - Info
Verso il 30 ottobre: sciopero generale in Italia e internazionale dei porti
Per il 30 ottobre è stata convocata una giornata di sciopero internazionale dei porti. All’interno di una mobilitazione che si sta ampliando sempre di più negli ultimi mesi, arrivando ad oltre 100 porti in tutto il mondo dall’India al Messico, l’intento è bloccare il flusso delle armi e la catena logistica della guerra. In Italia la giornata si è trasformata in uno sciopero generale, lanciato dalla stessa USB, come data che possa legare le lotte contro il caro vita e contro il riarmo che stanno attraversando il paese. Ne parliamo con Riccardo del Coordinamento Nazionale Porti USB.
October 23, 2026
Radio Blackout
Guerra e Riarmo, studentesse e studenti verso il 24 ottobre
Dalla Francia all’Italia, le mobilitazioni che stanno animando le piazze sono sicuramente incentrate, tra le altre, sulla contrarietà a guerra e riarmo. Approfittiamo di un articolo dello scorso venerdì, uscito per il Manifesto, per approfondire questo tema e cercare di capire cosa ne pensano gli italiani, con particolare riferimento a giovani e auniversitari3. In altre parole, che tipo di legittimità ottengono le scelte in materia di sicurezza all’interno della società? L’indagine affronta diversi argomenti, ci siamo soffermati sulla percezione delle minacce e la contrarietà all’aumento delle spese militari. Ne parliamo con uno studente dell’assemblea di CPS dell’università di Torino.
October 23, 2026
Radio Blackout - Info