Alpini a Genova, fotografie e due comunicati a confronto: Esercito Italiano e Collettivo InSegno
Dall’8 al 10 maggio a Genova si è tenuta novantasettesima adunata degli Alpini.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università,
pubblichiamo qui due comunicati, uno dell’Esercito Italiano e l’altro del
Collettivo InSegno, in “ossimoro”, e le immagini che li accompagnavano, in
“escalation”.
Il primo comunicato viene dai canali d’informazione dell’Esercito Italiano, che
è sempre più facile trovare online fra sociale e giornali.
> Alpini di ieri e di oggi!
>
> Si è conclusa, a Genova, la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, che ha visto
> la partecipazione di centinaia di migliaia di alpini, in servizio e in
> congedo, uniti da valori come spirito di servizio, solidarietà, senso del
> dovere, un patrimonio umano che accomuna generazioni di alpini e che continua
> a esprimersi quotidianamente.
>
> Riviviamo insieme i momenti salienti della manifestazione!
>
> EsercitoItaliano #Difesa #ForzeArmate #Alpini
Il secondo viene dalle e dagli insegnanti del Collettivo InSegno, che
ringraziamo e diffondiamo sentitamente.
> L’ANESTESIA DELLA FESTA
>
> Negli scorsi tre giorni Genova ha offerto uno spettacolo distopico su cui
> vogliamo tornare a dire la nostra. Sotto il paravento di un’allegria di
> facciata, fatta di canti e calici alzati, si consuma la militarizzazione
> fisica e culturale dei nostri spazi pubblici.
>
> Vedere bambini che si arrampicano sui carri armati e giocano tra i cingolati
> come fossero giostre non è “folklore”: è un’operazione di pedagogia bellica
> che punta ad anestetizzare le coscienze fin dall’infanzia.
>
> Non può essere tutto “ok” solo perché c’è gente che brinda; il vino e i cori
> non possono cancellare il peso dei fucili in mostra e l’ombra dei mezzi
> d’assalto sulle nostre strade. In tutto questo, è desolante la partecipazione
> attiva delle istituzioni locali che si dicono portatrici di valori di pace, ma
> nelle occasioni pubbliche stendono tappeti rossi alla retorica delle armi in
> virtù delle “good vibes” e del denaro da far girare.
>
> Come docenti, rifiutiamo questa normalizzazione della forza. La scuola insegna
> il pensiero critico e il rifiuto della violenza, valori che oggi vengono
> calpestati da una parata che trasforma gli strumenti di morte in un’attrazione
> turistica.
>
> Non c’è festa che possa giustificare l’educazione alla guerra.
>
> Collettivo InSegno
Pubblichiamo qui di seguito e in ordine, tre fotografie del collettivo e due
dell’esercito.
1. Carabina giocattolo
2. Mortaio
3. Carro armato
4. Crescendo
5. Adulti
> «NON C’È FESTA CHE POSSA GIUSTIFICARE L’EDUCAZIONE ALLA GUERRA»
>
> COLLETTIVO INSEGNO
>
> Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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