
Alpini a Genova, fotografie e due comunicati a confronto: Esercito Italiano e Collettivo InSegno
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Friday, May 22, 2026Dall’8 al 10 maggio a Genova si è tenuta novantasettesima adunata degli Alpini. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pubblichiamo qui due comunicati, uno dell’Esercito Italiano e l’altro del Collettivo InSegno, in “ossimoro”, e le immagini che li accompagnavano, in “escalation”.
Il primo comunicato viene dai canali d’informazione dell’Esercito Italiano, che è sempre più facile trovare online fra sociale e giornali.
Alpini di ieri e di oggi!
Si è conclusa, a Genova, la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di alpini, in servizio e in congedo, uniti da valori come spirito di servizio, solidarietà, senso del dovere, un patrimonio umano che accomuna generazioni di alpini e che continua a esprimersi quotidianamente.
Riviviamo insieme i momenti salienti della manifestazione!
EsercitoItaliano #Difesa #ForzeArmate #Alpini
Il secondo viene dalle e dagli insegnanti del Collettivo InSegno, che ringraziamo e diffondiamo sentitamente.
L’ANESTESIA DELLA FESTA
Negli scorsi tre giorni Genova ha offerto uno spettacolo distopico su cui vogliamo tornare a dire la nostra. Sotto il paravento di un’allegria di facciata, fatta di canti e calici alzati, si consuma la militarizzazione fisica e culturale dei nostri spazi pubblici.
Vedere bambini che si arrampicano sui carri armati e giocano tra i cingolati come fossero giostre non è “folklore”: è un’operazione di pedagogia bellica che punta ad anestetizzare le coscienze fin dall’infanzia.
Non può essere tutto “ok” solo perché c’è gente che brinda; il vino e i cori non possono cancellare il peso dei fucili in mostra e l’ombra dei mezzi d’assalto sulle nostre strade. In tutto questo, è desolante la partecipazione attiva delle istituzioni locali che si dicono portatrici di valori di pace, ma nelle occasioni pubbliche stendono tappeti rossi alla retorica delle armi in virtù delle “good vibes” e del denaro da far girare.
Come docenti, rifiutiamo questa normalizzazione della forza. La scuola insegna il pensiero critico e il rifiuto della violenza, valori che oggi vengono calpestati da una parata che trasforma gli strumenti di morte in un’attrazione turistica.
Non c’è festa che possa giustificare l’educazione alla guerra.
Pubblichiamo qui di seguito e in ordine, tre fotografie del collettivo e due dell’esercito.
1. Carabina giocattolo
2. Mortaio
3. Carro armato
4. Crescendo
5. Adulti«Non c’è festa che possa giustificare l’educazione alla guerra»
Collettivo InSegno
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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