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Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen
I soldati israeliani hanno pisciato nelle culle, cagato nelle pentole, bruciato i libri, distrutto le foto del matrimonio appese al muro della casa degli sposi, fatto i selfie sculettando con la biancheria intima della sposa rubata dai cassetti sopra alla mimetica, fatto il video per mandarlo alla fidanzata, fatto il […] L'articolo Quando c’era il genocidio ma i giornalisti parlavano di Belen su Contropiano.
July 20, 2026
Contropiano
La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt
Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale. Nell’articolo che Repubblica dedica […] The post La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt first appeared on notav.info.
July 13, 2026
notav.info
Cinema di propaganda sulla pelle dei palestinesi: da collaborazionisti a eroi, il passo è breve
Come viene segnalato da un interessante e dettagliato articolo di Vdnews, il 27 maggio un comunicato stampa diffuso da Rai Cinema e MasiFilm srl ha annunciato la realizzazione di “Linea di difesa – Gaza”, il primo film di una trilogia cinematografica dedicata alle missioni speciali svolte dall’Italia «nei contesti internazionali più critici per contribuire al mantenimento della pace, garantire la sicurezza e proteggere i civili» (clicca qui). Così recita la presentazione ufficiale del film prodotto con la collaborazione e il supporto della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, nonché dell’Unità di crisi della Farnesina. «Dalla sala decisionale di Roma alla mediazione vaticana, fino al perimetro operativo, il film mette in scena lavoro di squadra, senso del dovere, e peso emotivo delle scelte estreme. L’eroismo della responsabilità di un’Italia competente e umanitaria» continua, non senza retorica, il dossier in venticinque pagine di presentazione del film che sarà diretto da Alessandro Tonda, già direttore nel 2025 de Il Nibbio, film sulla storia di Nicola Calipari, anch’esso con un ampio sostegno istituzionale. Dopo il primo film, centrato sull’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna), la trilogia dovrebbe continuare con un secondo film sul 9° Col Moschin  (Il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” è il reparto di incursori  dell’ Esercito Italiano) e il terzo sull’Unità di crisi della Farnesina: «tre storie che valorizzano la vocazione al dialogo, la qualità operativa e il profilo umanitario che da sempre contraddistinguono l’approccio italiano nelle situazioni di emergenza globale». Un’operazione che appare dal sapore decisamente propagandistico e che può essere facilmente letta sia nel segno della retorica di quegli “italiani brava gente” e “popolo d’eroi”, che dell’esaltazione della cultura della difesa militare prodotta attraverso la decantazione dell’azione eroica degli appartenenti agli apparati militari, polizieschi e di intelligence di Stato. D’altra parte, tutto ciò emerge in maniera lampante dall’osservazione dell’immagine che apre il dossier di presentazione del film: un grande aereo militare al centro dell’immagine sovrasta un paesaggio devastato, sullo sfondo appena distinguibili delle persone vittime dei bombardamenti, al centro il titolo “Linea di difesa”, con l’ultima parola, più grande delle altre, unica a colori: quelli del tricolore italiano! “Gli eroi” protagonisti del film – una funzionaria dell’AISE, proveniente dalla Polizia di Stato (interpretata da Sara Seraiocco), un veterano delle forze speciali, ora sotto copertura dell’AISE (interpretato da Stefano Accorsi), un comandante del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti (Vinicio Marchioni) – come recita la sinossi, per salvare Asif, un minore di tredici anni e altri, derogheranno al protocollo e accetteranno una moneta di scambio operativa, «mentre l’Unità di Crisi italiana prepara visti e posti negli ospedali italiani, il varco si apre per tempo breve, ma nessuno ha intenzione di mollare, perché in gioco c’è il valore della vita stessa». A pensar male si fa peccato, ma sappiamo che difficilmente ci si inganna. E, allora, come non vedere in questa produzione un tentativo di “brandwashing” (e anche di pessima fattura) di fronte alla connivenza e collaborazione spudorata che il governo italiano ha mostrato verso quello israeliano in questi ormai quasi tre anni di genocidio? Nessun accordo con Israele a livello governativo è stato interrotto, nessuna condanna chiara dell’operato criminale dello stato sionista in nessuna sede, nazionale, europea, internazionale è stata espressa dal governo italiano; anzi condannata, censurata, repressa sistematicamente è stata ogni forma di solidarietà attiva che la società italiana ha mostrato verso la popolazione palestinese… Di esempi ne potremmo citare fin troppi, dalle bandiere fatte togliere dai balconi, alle segnalazioni ai servizi sociali attivate per aver partecipato a uno sciopero della fame per Gaza, alle ispezioni ministeriali nelle scuole per aver parlato del genocidio con una rappresentante dell’ONU, alle denunce e condanne verso gli attivisti per le manifestazioni contro l’operato criminale israeliano… L’atteggiamento, sprezzante verso qualsiasi norma del diritto internazionale e verso qualsiasi principio democratico, è costato al governo italiano un’ondata di rabbia e dissenso espressosi nelle piazze dell’autunno scorso, in molte forme e molti contesti territoriali di tutto lo Stivale: dunque quale maniera migliore di rifarsi una faccia se non con la promozione di una trilogia nella quale l’apparato militare e di Intelligence italiano venga mostrato nel ruolo di salvatore e benefattore delle povere vittime delle guerre, tra cui i palestinesi di Gaza? Leggendo la presentazione del progetto e la sinossi del film, non  può non colpire il lampante ordine discorsivo coloniale: protagonisti sono i salvatori bianchi, occidentali, con le loro tecnologie sofisticate e i loro apparati efficienti; sullo sfondo la popolazione di Gaza, oggettificata, vittimizzata, privata di ogni capacità di azione autonoma… Anche perché, sappiamo bene che appena questi soggetti – gli altri – iniziano a parlare e ad agire autonomamente,  subito diventano i nemici: quei nemici che è giusto bombardare, torturare, privare di tutto perché disumanizzati. Vittimizzare e disumanizzare sono facce di una stessa medaglia, appartengono entrambe a un processo di negazione della dignità ad esistere autonomamente, liberamente. D’altra parte, non solo viene fatta scomparire la popolazione palestinese ma anche gli autori del genocidio! In oltre venticinque pagine di presentazione mai viene nominato l’IDF o il ruolo e la responsabilità di Israele, un vuoto lampante e sconcertante emerge dalla descrizione del film: da dove arrivino i bombardamenti, da chi siano provocate le distruzioni e le sofferenze della popolazione che il governo italiano si propone di salvare resta un mistero… Quasi fosse una terribile catastrofe naturale o divina, di fronte alla quale cala un velo di silenzio omertoso. Pensando che l’ipocrisia di fronte a un genocidio possa essere il peggio a cui si possa assistere, ci si può però domandare se ancor peggio non sia voler fare, e in maniera palese, di un genocidio un grande spettacolo, come recita la dichiarazione di Massimiliano Di Lodovico, produttore per MasiFilm: «Con questo titolo accettiamo una sfida produttiva ambiziosa: realizzare un action-thriller italiano dal respiro internazionale, capace di fondere tensione cinematografica, spettacolarità e assoluta autenticità operativa». Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non possiamo non continuare a denunciare come l’ideologia della difesa totale e la politica della militarizzazione della società sia sostenuta da una propaganda sempre più violenta, ipocrita e di cattivo gusto che arriva a utilizzare come strumento la produzione cinematografica. Se da una parte il governo taglia i fondi al cinema italiano, rendendo sempre più difficile la possibilità di fare cinema  soprattutto ai giovani artisti; se, come dimostra il recente caso sul film dedicato alla storia di Giulio Regeni, viene ostacolato qualsiasi tentativo di fare cinema di denuncia rispetto alle connivenze del nostro governo con le violazioni del diritto internazionale;  al contrario il cinema, o quello che ne resta, viene rispolverato come arma di propaganda di Stato, facendo eco ad un triste passato da cui gli attuali governanti sembrano trarre grande ispirazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Napoli. Libero fischio in libera piazza
Pensare di venire a Napoli, una città letteralmente devastata dal Campo Largo, a fare una passerella elettorale senza essere contestati significa non avere alcun contatto con la realtà. Napoli è una città dove, proprio in questi giorni, 1.200 disoccupati che avrebbero dovuto iniziare un tirocinio dopo dieci anni di lotte […] L'articolo Napoli. Libero fischio in libera piazza su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Propaganda nelle scuole a Subiaco: riflessioni sulla militarizzazione
«Il sistema dell’informazione internazionale, dominato da quello dell’Impero e dai suoi alleati e soci, è riuscito a persuadere una gran parte del mondo occidentale, o almeno i suoi strumenti di mediazione ideologica […mediante] un potere di mistificazione […con] l’estensione del potere poliziesco-militare, sia del dominio propagandistico-ideologico», Franco Fortini. Le parole di Fortini risalgono al 1993 in una riflessione sulla situazione nei Balcani, a crisi di disfacimento della Jugoslavia appena iniziata. Come abbiamo più volte sottolineato commentando gli effetti pervasivi della propaganda sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, tutto serve ai media di regime per naturalizzare il controllo del territorio, per rendere amichevole la presenza delle forze armate in funzione di istruzione e orientamento delle creature piccole e giovani, per aumentare l’accettazione obbediente allo stato di difesa permanente, facilmente convertibile in guerra latente. Le scuole del primo e del secondo ciclo del sistema pubblico di istruzione, data la loro capillarizzazione sui territori, si prestano a esser individuate come luogo privilegiato di propaganda sicuritaria e bellica. La presenza più costante nelle classi di ogni ordine e grado è quella dell’Arma dei Carabinieri le cui caserme insistono in ogni angolo del Paese, dopo il riordino varato con l’unificazione del 1861 (clicca qui). Non è quindi difficile immaginare la vicinanza fra la popolazione, soprattutto dei piccoli centri, con donne e uomini in divisa. La segnalazione che qui commento, giunta all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università, riguarda un episodio minore, ma non meno significativo. Come riferisce il foglio Il messaggero – edizione locale – una bambina di undici anni, di Subiaco, scrive una tesina (una volta si chiamavano temi e/o componimenti liberi e su traccia) in cui racconta il suo sogno di diventare Capitana dei Carabinieri. (Bambina fa una tesina sui Carabinieri e il comandante della stazione di Subiaco la premia: l’emozione del luogotenente (che si commuove) Subiaco è una piccola cittadina di rocche e castelli, una popolazione 8.500 anime, appartenente alla enorme area di Roma Capitale, inghiottitoio amministrativo delle realtà abitative della campagna laziale, anche oltre i 30 chilometri dal Campidoglio. A Subiaco è ancora in funzione un Istituto Comprensivo (IC), il Carlo Alberto Dalla Chiesa, malgrado i dimensionamenti, gli accorpamenti, l’eliminazione di interi istituti scolastici effettuati negli ultimi anni. Insomma, resiste anche perché – come sappiamo – senza le scuole si spopolano i paesi più piccoli e continua la forzata urbanizzazione verso i centri maggiori, verso le loro immense periferie. Il testo scritto dalla bambina finisce nella cronaca locale dopo esser stato donato, dedicato al luogotenente dell’Arma: grande commozione dell’ufficiale, dei presenti, del solerte cronista. La bimba riceve anche un premio dalle mani del Comandante della caserma. Ma esattamente di che si tratta? Troviamo altre informazioni sul sito dell’IC, nell’ambito del progetto intitolato “Ritorno al passato”. L’argomento si sviluppa intorno al ripristino dell’esame di quinta elementare, abolito nel 2000 dalla riforma dell’allora ministra Letizia Moratti. Ovviamente, non ha valore di valutazione finale, a questo pensano le prove a test INVALSI e vi ottemperano i docenti con  i giudizi, dopo l’ultimo ritocco ministeriale dei livelli di apprendimento. Quindi, si è trattato dello svolgimento di un testo argomentativo (da qui tesina) legato al motivo ispiratore del progetto e, forse, rispondente a una traccia assegnata dalle maestre (un sogno, il passato che guarda al futuro?). Di per sé, l’idea è interessante. Anche nell’IC da me diretto, nel 2001 decidemmo di far effettuare ai bambini di V classe un compito a scelta, un tema, un problema, un disegno, il cui scopo era segnare con un piccolo rituale il passaggio dall’infanzia alla prima adolescenza, insomma una sorta di commiato, di saluto. Non era aliena dalla decisione deliberata dal Collegio Docenti la manifestazione di opposizione pedagogica e politica alla riforma con cui iniziava il progressivo massacro della scuola, non solo ex elementare (oggi primaria). Un Collegio che fu capace di rifiutare la somministrazione delle prove INVALSI, un organo collegiale composto da insegnanti ancora pronti a scendere in piazza. Un ritorno al passato anche questa annotazione, mentre oggi sembra costume abituale la servitù volontaria, la retorica buonista, l’incapacità di lettura critica del presente. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Gaza muore, il mondo discute come dirlo
“Siamo l’unico popolo nella storia costretto ad essere testimone del proprio genocidio e poi a controllare ciò che diciamo per non ferire i sentimenti di chi lo sta compiendo”: la frase di Susan Abulhawa che smaschera il silenzio occidentale su Gaza “I palestinesi devono perfino misurare il proprio dolore”. Le […] L'articolo Gaza muore, il mondo discute come dirlo su Contropiano.
June 26, 2026
Contropiano
Dobbiamo credere che l’IDF abbia violentato prigionieri palestinesi con l’ausilio di cani?
Molti stanno leggendo con orrore e incredulità l’articolo di Nicholas Kristof (1) pubblicato sul New York Times, intitolato “Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi”. È davvero possibile che numerosi prigionieri palestinesi detenuti nelle strutture dell’IDF siano stati sottoposti ad abusi sessuali con l’ausilio di cani? Sembra una storia […] L'articolo Dobbiamo credere che l’IDF abbia violentato prigionieri palestinesi con l’ausilio di cani? su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Nuove sanzioni su Cuba, al centro la propaganda imperialista su Gaesa
All’assedio statunitense a Cuba si aggiunge un nuovo tassello, in una guerra illegale sotto ogni norma internazionale e che potrebbe arrivare fino all’attacco contro l’isola. Tra oggi e domani entrano in vigore una serie di nuove sanzioni, che sono mirate a peggiorare le condizioni della punizione collettiva che la Casa […] L'articolo Nuove sanzioni su Cuba, al centro la propaganda imperialista su Gaesa su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
Israele prova a rifarsi una immagine sugli abusi contro gli attivisti della Flotilla
In un paio di giorni, le autorità israeliane stanno giocando con estremo cinismo e ipocrisia una partita per rovesciare la narrazione sugli abusi commessi contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla durante il loro sequestro. La prima mossa è stata quella di convocare al ministero degli esteri israeliano l’incaricato di […] L'articolo Israele prova a rifarsi una immagine sugli abusi contro gli attivisti della Flotilla su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
Alpini a Genova, fotografie e due comunicati a confronto: Esercito Italiano e Collettivo InSegno
Dall’8 al 10 maggio a Genova si è tenuta novantasettesima adunata degli Alpini. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, pubblichiamo qui due comunicati, uno dell’Esercito Italiano e l’altro del Collettivo InSegno, in “ossimoro”, e le immagini che li accompagnavano, in “escalation”. Il primo comunicato viene dai canali d’informazione dell’Esercito Italiano, che è sempre più facile trovare online fra sociale e giornali. > Alpini di ieri e di oggi! > > Si è conclusa, a Genova, la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, che ha visto > la partecipazione di centinaia di migliaia di alpini, in servizio e in > congedo, uniti da valori come spirito di servizio, solidarietà, senso del > dovere, un patrimonio umano che accomuna generazioni di alpini e che continua > a esprimersi quotidianamente. > > Riviviamo insieme i momenti salienti della manifestazione! > > EsercitoItaliano #Difesa #ForzeArmate #Alpini Il secondo viene dalle e dagli insegnanti del Collettivo InSegno, che ringraziamo e diffondiamo sentitamente. > L’ANESTESIA DELLA FESTA > > Negli scorsi tre giorni Genova ha offerto uno spettacolo distopico su cui > vogliamo tornare a dire la nostra. Sotto il paravento di un’allegria di > facciata, fatta di canti e calici alzati, si consuma la militarizzazione > fisica e culturale dei nostri spazi pubblici. > > Vedere bambini che si arrampicano sui carri armati e giocano tra i cingolati > come fossero giostre non è “folklore”: è un’operazione di pedagogia bellica > che punta ad anestetizzare le coscienze fin dall’infanzia. > > Non può essere tutto “ok” solo perché c’è gente che brinda; il vino e i cori > non possono cancellare il peso dei fucili in mostra e l’ombra dei mezzi > d’assalto sulle nostre strade. In tutto questo, è desolante la partecipazione > attiva delle istituzioni locali che si dicono portatrici di valori di pace, ma > nelle occasioni pubbliche stendono tappeti rossi alla retorica delle armi in > virtù delle “good vibes” e del denaro da far girare. > > Come docenti, rifiutiamo questa normalizzazione della forza. La scuola insegna > il pensiero critico e il rifiuto della violenza, valori che oggi vengono > calpestati da una parata che trasforma gli strumenti di morte in un’attrazione > turistica. > > Non c’è festa che possa giustificare l’educazione alla guerra. > > Collettivo InSegno Pubblichiamo qui di seguito e in ordine, tre fotografie del collettivo e due dell’esercito. 1. Carabina giocattolo 2. Mortaio 3. Carro armato 4. Crescendo 5. Adulti > «NON C’È FESTA CHE POSSA GIUSTIFICARE L’EDUCAZIONE ALLA GUERRA» > > COLLETTIVO INSEGNO > > Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly