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Contropiano: Una petizione contro la militarizzazione della formazione
DI TOMMASO MARCON SU CONTROPIANO DEL 29 AGOSTO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Tommaso Marcon, pubblicato su Contropiano il 29 agosto 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla petizione della campagna La conoscenza non marcia. «Dopo mesi di lavoro, in molti di loro si erano incontrati il 18 luglio per l’Assemblea Nazionale della Campagna (ospitata a Paestum dalle organizzazioni studentesche Cambiare Rotta e OSA, che ne fanno parte, presso il campeggio Sierra Maestra Camp). Erano presenti realtà come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, i comparti scuola e università dell’Usb, la sigla Sanitari per Gaza come quella di Antropolog per la Palestina, oltre che accademici di una decina di atenei italiani nell’incontro che ha lanciato questa proposta….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Danimarca e difesa: l’impatto della normalizzazione militare sul prolungamento della leva
Undici mesi di servizio militare. Come in buona parte deiPaesi del Nord Europa, anche la Danimarca, governata dalla socialista Mette Frederiksen, procede con la “normalizzazione” della guerra, a partire dall’estensione della leva militare, precedentemente durava 4 mesi. Per ora riguarderà solo i volontari – maschi e femmine – che nei primi cinque mesi riceveranno un’istruzione militare di base e, successivamente, seguiranno percorsi di specializzazione. In alcuni casi, per esempio per le unità cyber, il periodo di ferma complessivo sarà di dodici mesi e verrà dedicato alla formazione tecnica e alle esercitazioni pratiche in risposta a possibili attacchi. In questa prima fase le “porte delle caserme” saranno aperte a circa 1.600 persone, collocate nei tre rami delle forze armate (esercito, aeronautica e marina). Quando, fra meno di dieci anni, la formula diventerà obbligatoria (la selezione probabilmente avverrà mediante sorteggio) il numero delle/degli interessate/i dovrebbe superare le 6.000 unità. Due le motivazioni principali alla base di questo mutamento delle tradizionali linee guida seguite dalla Danimarca rispetto ai problemi della difesa, che, ricordiamo, fa parte della NATO. Da un lato le conseguenze del conflitto in Ucraina e le preoccupazioni per eventuali politiche espansioniste della Russia; dall’altro le accuse più volte espresse da Trump rispetto alla Groenlandia, un territorio ricco di risorse che la Danimarca, secondo il presidente USA, non sarebbe in grado di difendere, ovviamente dalle mire della Russia. A conferma di un tale radicale cambio di rotta, nella “Giornata della Difesa” (Forsvarets Dag), durante la quale obbligatoriamente i giovani diciottenni svolgono test fisici e psicologici per valutare l’idoneità al servizio militare, si prevede un raddoppio dei partecipanti, da 35.000 a 70.000. In sostanza, nonostante storicamente non abbia mai funzionato, l’idea che se vuoi la pace devi preparare la guerra conquista, purtroppo, sempre più proseliti. Nino De Cristofaro, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Umanità Nova: No alla leva militare!
DI PATRIZIA NESTI SU UMANITÀ NOVA DEL 12 MAGGIO 2026 Ospitiamo volentieri l’articolo che Patrizia Nesti ha scritto per il settimanale anarchico Umanità Nova in merito alla possibile reintroduzione del servizio di leva obbligatorio a livello internazionale. In un contesto di guerra generalizzata è urgente coordinarsi intorno all’obiettivo comune di decisa opposizione ad ogni forma di reclutamento e alla commistione della sfera civile con quella militare, dove la prima diventa complementare alla seconda. Dunque raccogliamo e rilanciamo l’invito che chiude il testo in questione: « Sulla questione si muove l’antimilitarismo più radicale, si muove l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, si muovono alcuni settori e collettivi studenteschi, che non perdono occasione per denunciare il pericolo di reintroduzione del sistema della leva militare. […] A fronte di una militarizzazione sempre più pesante e pervasiva, la risposta deve essere ancora una volta caratterizzata dalla ferma opposizione al militarismo, al nazionalismo, alla retorica della patria e della difesa. Per una società senza militari, ma anche senza militarismi mascherati in varie fogge. Costruiamo una campagna contro la leva militare. Incrociamo le nostre lotte con quelle delle giovani generazioni che non vogliono essere carne da macello…continua a leggere su www.umanitanova.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Giovedi 7 maggio scioperano scuole e università. Suona la “sveglia” per il governo
Il prossimo 7 maggio è sciopero: scuola e università saranno attraversate dalle mobilitazioni sia degli studenti e studentesse che dei lavoratori contro quella che con un gioco di parole chiamano “d/istruzione pubblica”, e un futuro di guerra e riarmo. A lanciare la mobilitazione unitaria di studenti e lavoratori sono stati, […] L'articolo Giovedi 7 maggio scioperano scuole e università. Suona la “sveglia” per il governo su Contropiano.
May 4, 2026
Contropiano
Il 7 maggio è sciopero della Scuola. Contro il modello Valditara, la leva, la guerra
Il 7 maggio lavoratrici e lavoratori della scuola incroceranno le braccia insieme a studentesse e studenti, con manifestazioni territoriali in decine di città. L’appuntamento a Roma è alle ore 9:00 al Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Lo sciopero, proclamato anche per il 6 maggio per garantire la massima copertura al […] L'articolo Il 7 maggio è sciopero della Scuola. Contro il modello Valditara, la leva, la guerra su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano
Desenzano (Brescia): Alpini, volantinaggio campi scuola estivi davanti al Liceo Bagatta
Un volantinaggio che invitava a partecipare ad uno dei campi scuola estivi organizzati dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) su tutto il territorio italiano. È quanto è successo il lunedì del referendum, lo scorso 23 marzo, davanti al Liceo Bagatta, nel centro storico di Desenzano del Garda. La foto dei volantini è girata su uno dei gruppi Whatsapp bresciani di docenti solidali con la Palestina e poi, da lì, la segnalazione è arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Questi campi scuola, guardando i volantini, preoccupano. Il format nazionale è di due settimane, per giovani dai 16 ai 25 anni, con “vestiti forniti dall’ANA” (uniformi?), alzabandiera e ammainabandiera, incontro con militari in caserma, attività fisica… Insomma una spece di “mini-mini-naja”, come indica anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa in questo video. Quante le forme che si inventa ogni anno il Ministero della Difesa per avvicinare i giovani alla carriera militare. Eppure, questo è inesatto. Non è solo Crosetto e la sua banda a essere chiamato in causa qua. Perché il sito dell’ANA aggiunge quella che per l’Osservatorio ormai è quasi un invito a intervenire: «Grazie all’accordo sottoscritto tra ANA e Ministero dell’Istruzione e del Merito, i frequentatori potranno beneficiare di crediti formativi per il percorso effettuato nei nostri Campi […]» Questa è ancora un’altra faccia di quella dottrina militare della Difesa Totale che sta informando le strategie bipartisan di ritorno della leva in tutta Europa. Non solo militari e Ministero della Difesa quindi. E qui, il nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito ancora una volta si mostra non solo connivente ma nettamente complice del tentativo di militarizzare scuole e società. Questi “Alpini“, da non confondere con i soldati delle truppe di montagna dell’Esercito, sono coloro che han fatto servizio di leva in tale corpo e che, una volta tornati a casa, hanno deciso di iscriversi all’Associazione Nazionale Alpini. L’ANA, specifichiamo, è una associazione d’arma, e cioè, una «associazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano e che svolge attività a favore di militari o ex-militari, senza finalità di lucro». Eppure, la questione è delicata da queste parti. Perché all’interno di questa realtà “alpina” si trovano anche persone che vedono in quest’organizzazione il modo per attuare il loro desiderio di contribuire alla collettività, perché gli Alpini hanno aiutato il territorio in momenti di crisi ambientali e perché le comunità ne riconoscono l’impegno. È anche rilevante menzionare l’imperativo dei reduci di guerra ad impegnarsi per prevenirne il ritorno degli orrori, non estraneo nemmeno all’ANA del secondo dopoguerra. Così che alcuni Alpini, magari per ora pochi ma da riconoscere, potrebbero non appoggiare questa azione di volantinaggio “moderna”. Azione tra l’altro arrivata, e probabilmente anche finanziata, dall’alto. Non l’alto delle cime di monti che ora sono quieti e quieti vorrebbero restare, ma quelli di vertici nazionali, di politici che parlano dal pulpito. Vertici che oggi vanno colpevolemente dimenticando quel sentimento di ripudio della guerra che animò l’alpino Gian Maria Bonaldi quando scrisse le parole che seguono, lasciate proprio a monito sul Monte Stino, a pochi (eppure troppi!) chilometri a nord del Liceo Bagatta di Desenzano, fra le cicatrici di trincee che ancora segnano il terreno. > > I morti è meglio che non vedano > > quel che sono capaci di fare i vivi > > e la strada storta che sta prendendo il mondo > > > > È meglio che non si accorgano nemmeno > > che noi siamo diventati così poveri e tanto miseri > > che non siamo capaci di volerci bene > > > > No è meglio che i morti > > stiano nella neve e nel ghiaccio > > e che non sappiano di noi, altrimenti > > potrebbero pensare di essere morti invano > > > > ed allora si sentirebbero ancora più soli… I campi scuola che verranno organizzati “dall’alto” per l’estate 2026 sono 11. Ma ne esistono altri costituiti più spontaneamente da comunità locali, in cui gli Alpini del posto contribuiscono. Questo articolo è un invito a tutte e tutti coloro che sono attive e attivi nella propria comunità, e per il bene dei proprio territori, a interrogarsi sul rischio fattuale che le loro buone opere e intenzioni vengano strumentalizzate, a fini bellici, in questo momento storico. I campi che stanno organizzando e a cui manderebbero anche i propri figli e le proprie figlie, sarano un passo verso il loro arruolamento? Noi crediamo che la risposta non sia scontata. Ma perché ciò accada, occorre innanzitutto porsi la domanda, perché la guerra non è inevitabile e il destino delle giovani generazioni non è ancora stato scritto. Nemmeno da una dottrina militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università p.s. E se il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde e risponderà alla chiamata alle armi, l’Osservatorio no. “Non c’è”, diranno, “È via, fuori, sulle montagne… A leggere “una” poesia con una delle sue classi”. CampiScuolaCartolinaDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Adro (Brescia): tre giorni di Tenda della solidarietà e della pace
DOMENICA 12 APRILE ALLE ORE 14.30 PIAZZA DEI CADUTI – ADRO (BS) Diverse realtà della società civile hanno organizzato ad Adro (Brescia), tre giorni di iniziative alla Tenda della solidarietà e della pace, fra cui un intervento dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Disegni di bambini palestinesi, ucraini, siriani e di Adro raccolti e mostrati insieme, grazie al lavoro svolto negli scorsi mesi da diverse realtà della società civile franciacortin, provincia di Brescia. Sarà possibile vedere anche una parte dell’opera d’arte collettiva “Un nome un bambino un nome una bambina”, della rete di docenti Scuola per la Palestina, al momento itinerante in Italia. Anche l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente, grazie alla collaborazione locale con il Collettivo Assenze Ingiustificate. In dialogo con Giovani Palestinesi Brescia su donne e guerra e con don Fabio Corazzina su cosa significa pace, sarà un’occasione per condividere il tema della prossima proposta di legge per un insidioso ritorno della leva militare, come in linea con Svezia, Danimarca, Norvegia, Croazia, Polonia, Lituania, Lettonia e Germania. Tutta la cittadinanza è invitata, studenti, genitori e tutte e tutti, per un dibattito che già è costruzione di un mondo diverso… Che già è un primo passo verso un’obiezione totale alla guerra e ad ogni sua declinazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Negli Usa torna l’obbligo di iscrizione alla leva
L’Occidente imperialista ha scelto la guerra come potenziale soluzione per arrestare il suo declino. E contemporaneamente ha scoperto che il modello di guerra su cui aveva costruito la propria struttura e cultura militare non regge più la prova del budino. Quaranta anni di guerre asimmetriche contro avversari «poveri» avevano fatto […] L'articolo Negli Usa torna l’obbligo di iscrizione alla leva su Contropiano.
April 13, 2026
Contropiano
Milano, 15 aprile: “Noi non ci arruoliamo”, formazione sulle proposte di leva militare
NOI NON CI ARRUOLIAMO! FORMAZIONE SULLE PROPOSTE DI LEVA MILITARE: CONOSCERLE PER COMBATTERLE VERSO LO SCIOPERO DEL MONDO DELLA FORMAZIONE DEL 7 MAGGIO E LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA LEVA DELL’8 MAGGIO. MERCOLEDÌ 15 APRILE, ORE 15:00 MILANO, SEDE USB DI VIA PADOVA 234 In tutta Europa e anche in Italia tornano pericolose proposte di reintroduzione della leva militare per preparare le giovani generazioni alla guerra che l’Occidente fomenta nel mondo. Le nuove proposte di leva sono insidiose, vengono infatti presentate come volontarie inizialmente, così da avvicinare i giovani all’idea della militarizzazione della società e preparare le popolazioni alla guerra, iniziando un processo che poi diventerà pervasivo e riguarderà tutti, checché ne dicano Crosetto e compagnia cantante. Da studenti, docenti e lavoratori del mondo della formazione, vediamo che scuole e università restano un terreno privilegiato che il governo Meloni, nel solco di quanto accaduto in altri paesi dell’UE, sta usando per normalizzare la tendenza alla guerra e arruolare ideologicamente e materialmente soprattutto i giovani, nel tentativo di rendere accettabili a fasce sempre più larghe della popolazione proposte guerrafondaie, come è quella sulla leva di Crosetto. PER COMBATTERE QUESTE NUOVE PROPOSTE BISOGNA CONOSCERLE E SMASCHERARLE, CONVOCHIAMO QUINDI UNA FORMAZIONE CON SERENA TUSINI DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ MERCOLEDÌ 15 APRILE NELLA SEDE USB DI VIA PADOVA 234 PER INIZIARE AD ORGANIZZARCI IN VISTA DELLE GIORNATE DI LOTTA DEL 7 E 8 MAGGIO! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
I giovani uomini non possono più lasciare la Germania senza permesso
La modifica alla legge sulla modernizzazione del servizio militare è entrata in vigore in gran parte inosservata. Milioni di uomini devono ora richiedere un’autorizzazione alla Bundeswehr per soggiorni più lunghi all’estero. Dal 1° gennaio 2026, tutti gli uomini di età compresa tra 17 e 45 anni devono richiedere un’autorizzazione al […] L'articolo I giovani uomini non possono più lasciare la Germania senza permesso su Contropiano.
April 6, 2026
Contropiano