Ombre israeliane sui “soldati del papa”
Nel 2025 un’azienda romana – Selenia 2000 Srl, con sede a San Cesareo – ha
fornito alla Città del Vaticano 100 pistole Glock cal. 9×19 parabellum modello
G19 GEN5, dieci torce tattiche a luce visibile-non visibile X300 per dirigere il
tiro e otto visori notturni binoculari BNVD AN/PVS-31, prodotti dalla
multinazionale americana L3Harris Technologies e di solito utilizzati dalle
forze speciali. Nello stesso ordinativo – autorizzato dalle autorità italiane ai
sensi della Legge 185, come dovrebbe avvenire per ogni transito di armamenti
attraverso il territorio italiano verso un paese terzo – erano compresi alcuni
ricambi per la mitragliatrice media FN MAG cal. 7,62×51 e per la mitragliatrice
leggera Minimi in due calibri, 5,56 e 7,62, armi queste di esclusivo impiego
militare, cioè da guerra. In totale circa 50.000 euro di materiale.
I visori Binocular Night Vision Device (BNVD) AN/PVS-31A [evidenziati in rosso]
come si presentano nel sito web di L3Harris
(https://www.l3harris.com/all-capabilities/binocular-night-vision-device-bnvd-an-pvs-31
).
Selenia 2000 Srl è una piccola ma redditizia azienda commerciale e di
rappresentanze, con una dozzina di dipendenti. Opera dal 1992 e negli anni si è
saputa ritagliare una propria specializzazione di mercato nell’optoelettronica e
nel machine vision, attrezzature che ha anche fornito al Comando Interforze per
le Operazioni delle Forze Speciali e in particolare al 9° Reggimento d’assalto
paracadutisti “Col Moschin” di Livorno. È infatti rappresentante esclusiva per
l’Italia della società svizzera Safran Vectronix, oltre che dell’americana L-3
Warrior Systems – Insight Technology Division e di numerose altre aziende
estere.
Nel 2025 il fatturato annuo ha superato i 30 milioni di euro, con un utile di
6,57 milioni di euro, pari al 21% del fatturato, una percentuale ragguardevole.
Da qualche anno si è trasferita dalla vecchia sede romana in zona Tuscolana in
un nuovo e più ampio capannone nell’area artigianale di San Cesareo, nei pressi
della diramazione Roma Sud della A1. Alla guida dell’azienda sono Giuseppe e
Pietro Di Rocco, fondatori e attuali CEO, coadiuvati dalla seconda generazione
famigliare (Giacomo, Giovanni e Giulia Di Rocco detengono ciascuno un quarto del
capitale della Srl).
Selenia 2000 negli ultimi anni si è aggiudicata numerosi bandi per forniture
alla pubblica amministrazione. Secondo la Relazione annuale al parlamento è tra
i primi dieci importatori italiani di armamenti, tuttavia mantiene un profilo
molto discreto, non ha un sito web, i suoi esponenti non sono presenti sui
social e nelle associazioni di categoria, con l’eccezione dell’iscrizione ad
AIAD, la Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la
sicurezza, a partire dall’ottobre 2020.
La scheda tecnica pubblicata dal Comando delle Forze Speciali dell’Esercito
(COMFOSE)
relativa al visore Smash 3000 prodotto dall’israeliana Smart Shooter e venduto
in Italia da Selenia 2000.
Di recente, però, la sua immagine discreta è stata messa in discussione.
Un’interpellanza parlamentare presentata nel novembre 2024 dal M5S (firmatari
Marco Pellegrini, Bruno Marton e Stefania Ascari) ha rivelato che Selenia 2000
ha fornito l’esercito italiano di puntatori elettronici per i fucili d’assalto
delle forze speciali prodotti dalla società israeliana Smart Shooter, di cui la
stessa Selenia 2000 è rappresentante per l’Italia. Molte fonti, tra cui Who
profits?, indicano che i dispositivi elettronici dotati di IA prodotti da Smart
Shooter sono stati impiegati in crimini di guerra compiuti dalle IDF nella
Striscia di Gaza dopo il 7 Ottobre 2023. In particolare ci sono molte
testimonianze che droni armati di Smart Shooter sono stati utilizzati per
colpire civili già feriti, in particolare bambini, e soccorritori (cfr. la
deposizione del dr. Nizam Mamode di fronte a una commissione del parlamento
britannico https://www.bbc.com/news/articles/c7893vpy2gqo ).
Viene da chiedersi, come hanno fatto i deputati M5S nell’interrogazione, se sia
opportuno per le forze armate italiane servirsi di attrezzature militari
utilizzate dai soldati delle IDF e testate sul campo da Small Shooter ai danni
della popolazione civile palestinese. E ancor più chiedersi se sia opportuno che
i “soldati del papa” siano dotati di dispositivi forniti da un’azienda italiana
con così profondi legami commerciali con le aziende israeliane più implicate nei
crimini di guerra contro civili inermi. Tanto più che la stessa L3Harris,
produttrice dei visori notturni per le guardie svizzere, fornisce a Israele
sistemi di rilascio di bombe, utilizzati sui caccia F-35 impiegati nei
bombardamenti nella Striscia di Gaza, e ha firmato importanti accordi
commerciali con l’industria aerospaziale israeliana, in particolare con IAI
Israel Aerospace Industries.