[2026-06-06] EXTRA PERIFERIA: Festa Separata @ CSOAT Auro e Marco
EXTRA PERIFERIA: FESTA SEPARATA CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (sabato, 6 giugno 22:00) EXTRA PERIFERIA: Festa Separata 🌸 Il 06 Giugno dalle 22:00 🌸 Il Centro Sociale Auro e Marco è occupato e autogestito dal 92, e oggi è uno spazio transfemminista . Auro e Marco è uno spazio misto questo è un evento separato . 🌸 Chemical X […] . [… In aggiornamento …] 🌸 Spinaceto – Roma Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 268, 00128 RM Autobus: 705-706-078-708
May 27, 2026
Gancio de Roma
🖼 Ci vediamo Martedi 26 maggio in assemblea per riprendere la discussione su: https://t.me/nonunadimenoroma/2387
[2026-05-28] Un Ponte Per presenta “La Rebelión de las flores” al Cinema Aquila @ Nuovo Cinema Aquila
UN PONTE PER PRESENTA “LA REBELIÓN DE LAS FLORES” AL CINEMA AQUILA Nuovo Cinema Aquila - via l'Aquila 66/74 (giovedì, 28 maggio 20:00) Nell’ambito del percorso di avvicinamento ad “Arene Decoloniali” 2026, Un Ponte Per organizza la proiezione del documentario “La Rebelión de las flores” di María Laura Vásquez (Argentina, 2022, 81 min), che si terrà giovedì 28 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma.   Il documentario racconta l’occupazione pacifica del Ministero dell’Interno in Argentina nel 2019 da parte di 23 donne appartenenti a diverse comunità indigene, provenienti da varie regioni del paese, che si sono riunite per denunciare le violenze nei loro territori e chiedere la fine delle uccisioni e della devastazione ambientale.   L’azione, durata 11 giorni, ha dato visibilità al concetto di “terricidio” e alle forme di resistenza dei popoli contro l’eredità coloniale e le sue conseguenze contemporanee.   L’iniziativa si inserisce in un ciclo di eventi di avvicinamento alla seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per nel mese di Settembre, a Roma, e che quest’anno sarà dedicata ai femminismi nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.   Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico.     Programma della serata | 28 maggio 2026   Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74, Roma)   Ore 20:00 – Incontro con la regista María Laura Vásquez in dialogo con Lizet Aguilar e Diana Terrones (Blocco Decoloniale) e Pilar Morena D’Alò   Ore 21:00 – Proiezione del film “La Rebelión de las flores”   Costo del biglietto: 7 euro  
May 25, 2026
Gancio de Roma
VENEZIA, PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ A UNA DONNA TRANS STUPRATA DA UN POLIZIOTTO
Oggi, lunedì, alle ore 18, ci sarà un presidio a Mestre (Venezia), in solidarietà a una ragazza trans che ha subito uno stupro da parte un agente di polizia, a dicembre 2025, a Marghera, dopo che era stata fermata insieme a una sua amica per un furto in un centro commerciale. L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno. Come al solito, la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. e infatti, le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti. Nel frattempo, le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontierer, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali. Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente. Abbiamo sentito al telefono un compagno della Cassa Trans di Venezia: Per rimanere aggiornat3 e contribuire alla Cassa Trans: https://amatransvenezia.noblogs.org https://www.gofundme.com/f/aiuta-la-cassa-trans
VENEZIA, PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ A UNA DONNA TRANS STUPRATA DA UN POLIZIOTTO
Oggi, lunedì, alle ore 18, ci sarà un presidio a Mestre (Venezia), in solidarietà a una ragazza trans che ha subito uno stupro da parte un agente di polizia, a dicembre 2025, a Marghera, dopo che era stata fermata insieme a una sua amica per un furto in un centro commerciale. L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno. Come al solito, la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. e infatti, le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti. Nel frattempo, le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontierer, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali. Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente. Abbiamo sentito al telefono un compagno della Cassa Trans di Venezia: Per rimanere aggiornat3 e contribuire alla Cassa Trans: https://amatransvenezia.noblogs.org https://www.gofundme.com/f/aiuta-la-cassa-trans
May 25, 2026
Radio Blackout
Donne e Nonviolenza: a Roma un World Café per pensare e costruire la pace
Alla Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, una serata partecipata ha intrecciato pratiche di solidarietà femminile e femminista, disobbedienza civile ed educazione nonviolenta per la costruzione della pace. Venerdì 22 maggio, presso la Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, in via dei Latini 12-14 a Roma, si è svolto il World Café “Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace”, un incontro dedicato al ruolo delle donne nella trasformazione nonviolenta della società. Non una conferenza frontale, ma uno spazio di dialogo accogliente, orizzontale e partecipativo, in cui le persone presenti hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, dando vita a un laboratorio collettivo di pensiero sulla costruzione della pace. Il tema scelto è stato attraversato in tre dimensioni, dal macro al micro, in tre tavoli tematici: il contributo delle donne nei processi di mediazione dei conflitti armati, le pratiche di disobbedienza civile e di educazione nonviolenta, le reti di solidarietà, autoaiuto e cura nei territori. Tre tavoli, tre porte aperte su una stessa domanda di fondo: quali ostacoli impediscono ancora oggi la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale, economica e politica? L’incontro è stato arricchito dalla presenza di donne provenienti da realtà diverse: rappresentanti di “Women in International Security for Italy” (WIIS Italy), “GenderAct” e “Casa Internazionale delle Donne”, attiviste iraniane del movimento “Donna, Vita, Libertà” e responsabili del progetto di Terza Missione dell’Università Sapienza “Cara amica ti scrivo” (CATS). Le volontarie di Energia per i Diritti Umani, insieme ad alcune delle ospiti coinvolte, hanno facilitato il dialogo nei tavoli portando esperienze, sguardi e sensibilità differenti. Ne è nato uno spazio intenso e partecipato, attraversato da parole chiave come pace positiva, potere, diritti, visibilità, partecipazione, cura, rete e futuro: per le donne e per l’intera comunità umana. La serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima una sezione della mostra “Passi nonviolenti nel mondo”, dedicata a figure significative della nonviolenza degli ultimi cento anni, realizzata insieme al World Café grazie al cofinanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Attraverso otto pannelli, il pubblico ha incontrato storie di donne che hanno scelto la nonviolenza come pratica di resistenza, responsabilità e trasformazione sociale, in un dialogo ideale con i temi emersi nei tavoli.” TAVOLO 1: Donne nella mediazione dei conflitti armati Nel primo tavolo si è riflettuto sul ruolo delle donne nella prevenzione, mediazione e trasformazione dei conflitti armati. È emersa una contraddizione ancora bruciante: le donne sono spesso tra le prime vittime della guerra e della violenza strutturale, ma restano frequentemente escluse dai luoghi ufficiali in cui si decide la pace. Da qui il richiamo alla Risoluzione ONU 1325 del 2000, “Donne, Pace e Sicurezza”, nata proprio per affermare la necessità della presenza femminile nei processi di pace. Ma la discussione è andata oltre il tema dell’accesso. Non basta “essere incluse” in uno spazio di potere, è stato sottolineato. Occorre poterlo abitare realmente, trasformarlo, agirlo con consapevolezza. Il passaggio dall’inclusione alla partecipazione attiva è apparso come uno dei nodi centrali della serata. Perché ogni persona ha potere, ma può scegliere se riprodurre modelli dominanti o aprire strade nuove. TAVOLO 2: Donne, disobbedienza civile e educazione nonviolenta Il secondo tavolo ha portato al centro la forza trasformativa delle donne nella disobbedienza civile e nell’educazione nonviolenta. Qui le donne sono state riconosciute non solo come protagoniste di lotte sociali, ma come creatrici di linguaggi, pratiche e relazioni capaci di modificare in profondità i modelli culturali discriminatori. Educare alla nonviolenza significa educare alla libertà, alla reciprocità, alla responsabilità. Significa creare le condizioni affinché ogni essere umano possa esprimere pienamente la propria soggettività nella comunità. TAVOLO 3: Reti di donne, pratiche di solidarietà e autoaiuto Per il terzo tavolo, l’unione fa la forza quando le donne creano reti per sostenersi, affrontare difficoltà comuni e generare cambiamento sociale. Gruppi di mutuo sostegno, cooperative, reti territoriali e pratiche di cura condivisa dimostrano che è possibile costruire un’organizzazione sociale fondata sulla solidarietà, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione dal basso. Sono realtà capaci di non lasciare nessuna persona sola, che rovesciano la logica dell’isolamento che attraversa la società individualista di oggi. È il senso profondo dell’Ubuntu: “io sono perché noi siamo”. Interscambio conclusivo Durante l’incontro è riaffiorato un richiamo forte alle esperienze collettive del femminismo degli anni Settanta, non come nostalgia del passato, ma come memoria viva di spazi in cui il disagio individuale diventava parola comune, consapevolezza e possibilità di cambiamento. In una società veloce, tecnologica e spesso frammentata, quel bisogno di fermarsi, ascoltarsi e pensare insieme è apparso ancora attualissimo. “Se non abbiamo spazi per pensare il futuro, il futuro non si crea”: questa frase ha restituito il senso profondo dell’incontro. Il World Café ha offerto proprio questo: un luogo in cui riconoscersi, condividere domande scomode e immaginare nuove pratiche di partecipazione. Dal confronto è emersa una questione centrale: se in molti paesi occidentali i diritti sembrano ormai acquisiti, quali forme assume oggi il disagio delle donne? Le risposte hanno riportato alla superficie nodi tutt’altro che risolti: violenze fisiche e sessuali, invisibilità, solitudine, esclusione dai processi decisionali, difficoltà nel conciliare cura e partecipazione pubblica, ma anche forme più sottili di svalutazione ancora radicate nella cultura, nel linguaggio e nelle relazioni quotidiane. “Mancanza di visibilità significa mancanza di potere”, è stato detto da una partecipante, aprendo riflessione più ampia sul rapporto tra donne, potere e pace. La pace, allora, è apparsa non come un tema separato, ma come il punto di convergenza di molte lotte: diritti, lavoro, ambiente, educazione, cura, giustizia sociale. Perché nella vita tutto è collegato, anche se la politica continua spesso a dividere per settori. Costruire pace positiva significa trasformare le relazioni, redistribuire parola e riconoscimento, superare discriminazioni ed esclusioni, pari dignità e opportunità di ogni essere umano. E non c’è pace senza giustizia. Il World Café si è chiuso con il desiderio di raccogliere i contenuti emersi in una traccia da cui ripartire in occasione del Festival della Nonviolenza, in programma i prossimi 2 e 3 ottobre all’interno degli eventi romani per la 4° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. In particolare, il confronto proseguirà sabato 3 ottobre, dalle 10:00 alle 12:00, nel panel “Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace” (https://www.festivalnonviolenza.it/). Da via dei Latini è emersa l’immagine di una pace costruita nei legami, nelle reti e nelle parole scambiate senza gerarchie: una pace non solo per le donne ma per l’intera comunità umana. In questo cammino verso la Nazione Umana Universale, la nonviolenza si conferma pratica quotidiana, scelta politica e orizzonte di trasformazione. A conclusione della serata, sono uscita con la luce negli occhi, un’immensa gratitudine nel cuore e nuova energia da portare nel mondo. Mi sono sentita capita, accompagnata e riconosciuta, parte attiva del cambiamento. Una maglia di una rete di rivoluzionarie e rivoluzionari nonviolente. Francesca De Vito
May 24, 2026
Pressenza
Originario di una famiglia del napoletano, secondo di otto fratelli, Ciro si trasferisce a Roma a 15 anni e atterra a Torpignattara. Scoprirà il carc... https://t.me/nonunadimenoroma/2385
«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»
Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,
PER SARA PER LYUBA PER TUTT3
Siamo rete siamo grido siamo canto ed è solo stando insieme che possiamo sottrarci alle violenze e tornare a concederci il diritto alla vita che ci appartiene. Perché la violenza contro le persone che praticano sex work è violenza patriarcale. Per Sara per Lyuba per tutt3 condividiamo il Comunicato stampa: Napoli, Imola, Venezia, Alessandria: contro ogni prassi di violenza sessista. Comunicato Stampa Mag 21, 2026  È del 19 maggio la notizia che a Napoli sono state uccise due donne che lavoravano come s3x worker. Sono state portate in un cantiere abbandonato da un cliente. Questo, non intenzionato a pagare la somma richiesta, ha abusat0 di loro per poi togliergli la vita. Da lì Sara Tkacz e Lyuba Hlyva non sono più uscite. A inizio mese, a Imola, un’altra s3x worker è stata condotta in un seminterrato e stuprⱯta dietro minacce di morte.  Risale invece a fine 2025, a Venezia, il ricatto a due ragazze trans migranti fermate per una segnalazione di furto, da parte di un vice ispettore di polizia che ha preteso prestazioni s3ssuali in cambio di non procedere con la denuncia. Quando le due ragazze si sono rifiutate, il graduato ne ha seguita una in bagno e l’ha violentatⱯ. L’ha inoltre ricontattata nuovamente dopo il rilascio, estrapolando il suo numero dai verbali. Non sappiamo se queste sorelle siano o meno sex worker, ma ci sembra un caso emblematico delle prassi di ricatto, che il più delle volte restano sommerse, da parte di uno stato che da una parte moralizza e vittimizza, e dall’altra si sente in diritto di abusare impunemente di chi marginalizza.  Sono soprattutto le persone migranti e povere, sia trans che donne cis, a conoscere bene queste realtà striscianti, a prescindere dal fatto che scelgano o meno il lavoro s3ssuale o che si trovino in condizioni di tratta. Le s3x worker sono Ɐmmazzate continuamente. Ad Alessandria l’autunno scorso è stata ucc1sa Brenda Romina, una lavoratrice s3ssuale peruviana transfem di 27 anni, nell’appartamento in cui lavorava, da due uomini cis. La cronaca nera misgendera, parla di prostituzione maschile e menziona altri casi analoghi in diverse regioni del nord Italia, senza aggiungere altro: solo meri dati spersonalizzanti che rafforzano il senso di stigma e impotenza. Questi eventi sono avvenuti in luoghi tra loro distanti ma sono accomunati dalla vi0lenza, dalla prevaricazione sessista, e dalla presunzione degli uomini di poter abusⱯre; e di poterlo fare colpendo in particolare chi pratica lavoro s3ssuale, fino ad uccidere. Una presunzione coronata dalla complicità del silenzio puttⱯnofobico: nessuna indignazione collettiva. Solo trafiletti o brevi articoli in testate locali. Vite spezzate con una brutalità che dovrebbe scuotere tuttə. E invece, quasi niente. Poche parole. Poco spazio. Ancora una volta vediamo conferma di come alcune esistenze vengano considerate meno di altre e di come la nostra empatia sia selettiva: nella vita, di fronte alla violenza e anche nella morte.  Non è la prima volta, succede ogni anno, più volte all’anno. Solo nella città di Roma, dal 2019 al 2023 sono avvenuti un transicidio all’anno di lavoratrici s3ssuali migranti nei giardini pubblici. Succede tutti i giorni, perché anche quando non si arriva ai casi estremi di om1cidio puttⱯnofobico la violenza che colpisce chi fa lavoro sessuale – ancor più se  trans e razzializatə – non viene guardatə con gli stessi occhi, l’empatia si ritrae per lasciare spazio ad un doppio standard: come se chi lavora nel s3x work non sentisse, non soffrisse o non possa essere colpitə come tuttə le altrə.  Nell’empatia che arretra, la rabbia collettiva si placa, e – in modo assordante – tace. Ma noi non accettiamo che vengano ricordatə solo come un fatto di cronaca di secondo ordine destinato a sparire.  Noi siamo furiosə.  Non vogliamo essere vittimizzatə. Non cerchiamo un pietismo intriso di superiorità; pretendiamo, piuttosto, che questi casi inizino a essere riconosciuti per ciò che sono: non episodi isolati. Vogliamo che si prenda consapevolezza del fatto che questa distanza, costantemente reiterata, tra chi svolge lavoro s3ssuale e chi invece si percepisce come più “purə”, costringe molte persone a lavorare in condizioni di rischio reali e concrete. Non basta non ucc1dere per non avere responsabilità: bisogna iniziare a chiedersi perché quelle mort1 sembrino così lontane. Le persone s3x worker affrontano ogni giorno stigma, violenza e precarietà, dentro un sistema che le lascia senza protezione. Vengono aggred1te, stuprⱯte, criminalizzate, esposte ad abusi che troppo spesso restano invisibili. E quando vengono assⱯssinate, il silenzio che segue le cancella una seconda volta.  Che piaccia o no, il sex work esiste.  E proprio perché esiste, chi lo esercita ha diritto a sicurezza, tutela, accesso alla salute, protezione dalla v1olenza e condizioni di vita dignitose.  Quante ancora? Perché è questo il punto: per troppe persone queste morti vengono considerate inevitabili. Quasi se la fossero cercata. Come se morire fosse un ‘rischio del mestiere’. Il ‘prevedibile’ prezzo da pagare. È facile pensarla in questo modo, ma i pensieri ‘facili’ spesso celano solo pregiudizio.  La violenzⱯ contro le persone che praticano s3x work è violenza patriarcale, capitalista e coloniale.  È la violenzⱯ di cui ogni padre, figlio, fratello, amico potrebbe essere responsabile, e che la società sceglie di non vedere, come se non la riguardasse.  La violenza contro lə s3x worker è abuso della polizia che reprime, criminalizza e ci abusa!  È violenza strutturale e razzista.  Noi lə piangiamo con rabbia. Lə ricordiamo e lottiamo con rabbia. E pretendiamo che questa rabbia diventi politica. Per Sara. Per Lyuba. Per tutte quelle che non hanno avuto giustizia. Firme Comitato per i diritti civili delle prostitute Aps Ombre rosse Cooperativa Be Free Zoccole Dure SWIPE aps Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer Elisa Martinez Nodo Solidale Conigli Bianchi ATN Trans Napoli FVG Pride Santa Carne – Vicenza CID-Casa Internazionale delle Donne Trieste NUDM Trieste  Marciona  Euphoria Trans  MIT Libellula Italia APS Cagne Sciolte  Ora d’Aria Aps NAGA ODV Brescia chekpoint Padova Hardcore  Ambulatorio popolare Roma Est Nodo Solidale Non una di meno Roma  CSOAT AURO E MARCO Transenne.noblogs.org Assemblea Corpi e Terra non unə di meno  Amatransvenezia.noblogs.org Dissidente  lucha y siesta Micc3 FactoryA Osservatorio nazionale Femminicidi Lesbicidi Trans*cidi Non una di meno Share Post Share L'articolo PER SARA PER LYUBA PER TUTT3 proviene da Osservatorio nazionale NUDM.
HO UCCISO L’ANGELO DEL FOCOLARE: IL SEX WORK E IL PARADOSSO ITALIANO. QUANDO LO STIGMA OLTREPASSA IL DIRITTO
Ho ucciso l’angelo del focolare è l’approfondimento quindicinale dedicato alle questioni di genere. Va in onda sulle frequenze di Radio Onda d’Urto ogni due settimane – il venerdì pomeriggio alle ore 18,45 – dentro la Cassetta degli Attrezzi. -------------------------------------------------------------------------------- Continuano gli appuntamenti con la trasmissione dedicata al genere di questa stagione radiofonica 2025/2026. In questa undicesima puntata – andata in onda venerdì 15 maggio 2026 – abbiamo guardato da vicino quella rosa di servizi e professionalità riunite sotto il termine “sex work”. Un settore economico in forte evoluzione, dal giro d’affari milionario, che nel nostro paese si scontra però con un paradosso normativo e culturale. In Italia il sex work, infatti, non è illegale, ma non è nemmeno ufficialmente riconosciuto. Una contraddizione che ha molto a che fare con lo stigma, il pregiudizio e una cultura di stampo patriarcale, e molto poco con la realtà della professione. Alla luce di questa cornice paradossale, qual è la condizione di chi esercita oggi il sex work in Italia? Quali le difficoltà principali che incontra? Come viene regolamentato nel resto d’Europa? E cosa servirebbe allə sex workers per migliorare la propria situazione? Abbiamo approfondito il tema con Pia Covre, storica attivista per i diritti civili delle prostitute e co-fondatrice del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute (CDCP), e con Ombre Rosse, collettivo transfemminista di sex workers e alleatə. Buon ascolto!  Ascolta o scarica   -------------------------------------------------------------------------------- Le puntate della stagione 2025 / 2026: * 17 aprile 2026 – Il nuovo paradigma bellico e gli effetti del riarmo su donne e soggettività marginalizzate. In questa decima puntata abbiamo guardato alle logiche che sottendono le attuali politiche di riarmo messe in campo dall’Europa e all’impatto che hanno, e avranno, su donne e soggettività marginalizzate con con Paola Rudan, parte di Connessioni Precarie e dell’Assemblea donne del Coordinamento Migranti, e con Michela Flores, sindacalista di USB e parte, per il sindacato, della Rete degli sportelli antiviolenza e antimolestia sui luoghi di lavoro. Ascolta o scarica * 3 aprile 2026 – Parliamo di supremazia maschile, Incel e misoginia con Manolo Farci. In questa nona puntata  abbiamo affrontato il tema della crisi dell’identità maschile alla luce della diffusione di fenomeni subculturali come gli Incel, l’antifemminismo e la misoginia che li accompagna con Manolo Farci, professore associato di Studi culturali e di genere all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e autore del recente libro “Quel che resta degli uomini. Sulla mascolinità” edito da Nottetempo edizioni (2025). Ascolta o scarica * 20 marzo 2026 – Tra femonazionalismo e falsi femminismi. Come le nuove destre strumentalizzano le questioni di genere. In questa ottava puntata abbiamo approfondito come le nuove destre globali strumentalizzano le questioni di genere per i propri obiettivi politici con Viola Carofalo, del progetto Meti e Marina Nasi, giornalista freelance e collaboratrice della rivista “La valigia blu. Ascolta o scarica * 6 marzo 2026 – “L’amore non ci basta”. I motivi della denatalità in Italia, con Francesca Coin, sociologa e autrice tra gli altri del libro “Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita” (Einaudi, 2023) e Silvana Agatone, presidente dell’Associazione LAIGA – Libera Associazione Italiana Ginecologi non obiettori per l’Applicazione della 194 Ascolta o scarica * 23 gennaio 2026 – Sessismo da tastiera. Quando l’odio di genere corre online, con Vera Gheno, saggista, sociolinguista e ricercatrice presso l’Università di Firenze, e Paola Rizzi, giornalista e vicepresidente dell’associazione Giulia Giornaliste che, nel 2021, ha scritto con Silvia Garambois il volume “#Staizitta giornalista! Dall’hate speech allo zoombombing, quando le parole imbavagliano”. Ascolta o scarica * 12 dicembre 2025 – Femminismo e Marxismo. Intervista a Leopoldina Fortunati, teorica femminista, già militante di Lotta Femminista e del movimento per il Salario al Lavoro Domestico. Tra le prime studiose a occuparsi del rapporto tra donne, lavoro e tecnologie, ha insegnato Sociologia della Comunicazione e della Cultura all’Università di Udine, ed è autrice de L’arcano della riproduzione. Casalinghe, prostitute, operai e capitale Ascolta o scarica * 28 novembre 2025 – Violenza transfobica e vita transgenere. Voci di lotta e di resistenza, con Roberta Parigiani, avvocata, attivista e attuale presidente del MIT – Movimento di Identità Trans di Bologna ed Elisa Ruscio, attivista parte di Milano Pride e di Acet – Associazione per la cultura e l’etica transgenere Ascolta o scarica * 14 novembre 2025 – Educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Ascolta o scarica * 31 ottobre 2025 – Il femminicidio di Cinzia Pinna e la narrazione mediatica della violenza, con Serena Bersani, presidente di Giulia Giornaliste – Associazione Giornaliste Unite, Libere e Autonome e Paola di Non Una di Meno Nord Sardegna Ascolta o scarica * 17 ottobre 2025 – La lotta delle donne arabe tra femminismo, Islam e Palestina. Intervista a Mjriam Abu Samra. L’intervista a Mjriam Abu Samra, attivista e ricercatrice italo-palestinese alla Ca’ Foscari di Venezia, con la quale abbiamo approfondito alcune discussioni aperte riguardo il concetto di liberazione, e di resistenza, per le donne arabe e palestinesi. Ascolta o scarica   STAGIONE 2024 / 2025: * 24 giugno 2025 – Detenutə tra stigma e oblio. Il carcere femminile al tempo del dl sicurezza Ascolta o scarica * 23 maggio 2025 – Tecnologie del controllo. Una prospettiva di genere e di lotta Ascolta o scarica * 9 maggio 2025 – Le mondine Ascolta o scarica * 28 marzo 2025 – Processo per stupro. Il caso di Gisèle Pelicot  Ascolta o scarica * 14 marzo 2025 – La storia della Pastora Ascolta o scarica * 28 febbraio 2025 – L’educazione sessuale nelle scuole nell’era Meloni Ascolta o scarica * 31 gennaio 2025 – La storia della Partigiana Laura Seghettini Ascolta o scarica * 17 gennaio 2025 – Presentazione libro lgbq Ascolta o scarica * 22 novembre 2024 – Molestie nelle Scuole di Giornalismo Ascolta o scarica * 25 ottobre 2024 –  La solitudine delle donne in carcere Ascolta o scarica   STAGIONE 2023 / 2024 * 21 giugno 2024 – Lo stupro come arma di guerra Ascolta o scarica * 7 giugno 2024 – Attivismo: femminismo sui social vs. realtà Ascolta o scarica * 24 maggio 2024 – La violenza sulle donne disabili Ascolta o scarica * 26 aprile 2024 – Orfani Femminicidi Ascolta o scarica * 12 aprile 2024 – Le pubblicità degli anni Settanta e il ruolo delle donne Ascolta o scarica * 29 marzo 2024 – Stereotipi femminili e materie Stem Ascolta o scarica * 15 marzo 2024 – Genere Razza Classe Ascolta o scarica * 2 febbraio 2024 – Donne Felici Senza Figli Ascolta o scarica * 19 gennaio 2024 – Violenza e Metaverso Ascolta o scarica * 5 gennaio 2024 – Salario e Lavoro Domestico Ascolta o scarica * 22 dicembre 2023 – Storia e Leggende di Santa Lucia Ascolta o scarica * 25 novembre 2023 – Il 25 novembre  Ascolta o scarica * 10 novembre 2023 – Streghe di Brescia: Benvegnuda Pincinella Ascolta o scarica * 27 ottobre 2023 – Donne e caporalato Ascolta o scarica
May 21, 2026
Radio Onda d`Urto
La sorellanza
La costruzione sociale dei corpi tra genere, potere e mercificazione Questo articolo è un estratto di «Sorellanza» di Martina Micciché. Ringraziamo l’autrice e l’editore,… L'articolo La sorellanza sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
May 21, 2026
L'INDISCRETO