Bosco urbano di comunitàIL CASO DEL BOSCO OSPIZIO DI REGGIO EMILIA NELLE ULTIME DUE SETTIMANE HA
FINALMENTE ATTIRATO MOLTE ATTENZIONI, ANCHE FUORI DALLA CITTÀ (QUI L’OTTIMO
ARTICOLO, MOLTO LETTO, DI MARCO DERIU: CHI DECIDE COS’È UN BOSCO?, PUBBLICATO IL
20 AGOSTO). IN QUESTI GIORNI L’ASSEMBLEA BOSCO OSPIZIO HA PRESENTATO IL PROGETTO
DEL BOSCO URBANO COMUNITARIO AL POSTO DELL’ENNESIMO SUPERMERCATO. CI SONO PEZZI
DI CITTÀ IN MOVIMENTO DA CUI IMPARARE MOLTE COSE IN QUESTI TEMPI DI CRISI
CLIMATICA E DISSESTO IDROGEOLOGICO
Foto Bosco Ospizio
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La nostra proposta alternativa per salvare interamente il Bosco Ospizio e
renderlo fruibile alla cittadinanza è rimasta fino ad ora circostanziata ai soli
ambienti istituzionali, presentata da una nostra delegazione prima
all’Amministrazione Comunale, poi a Conad Centro Nord. In questo momento di
stallo, in cui il soggetto attuatore sostiene di stare valutando quanto da noi
illustrato in quell’ultimo incontro, decidiamo di condividere questa proposta,
per trasparenza, con la città.
La nostra è una idea progettuale, non un progetto fatto e finito: questo perché,
coerentemente con il nostro percorso assembleare, non stiamo imponendo delle
scelte immodificabili, ma crediamo che la partecipazione degli abitanti dovrebbe
iniziare ben prima della progettazione definitiva.
La nostra proposta vede l’area trasformata in un Bosco Urbano di Comunità,
valorizzata attraverso Nature Based Solutions (NBS) – un approccio che riconosca
nei processi naturali una vera e propria infrastruttura per la rigenerazione del
territorio – e capace di assolvere a quattro funzioni principali: 1. Natura, con
la conservazione della vegetazione spontanea, biodiversità, suolo e servizi
ecosistemici; 2. Fruizione, con percorsi pedonali, luoghi di sosta,
accessibilità e sicurezza; 3. Educazione, con attività per scuole, bambini,
cittadini e associazioni; 4. Comunità, con la partecipazione degli abitanti a
iniziative di cura e conoscenza del bosco.
Questa proposta progettuale si snoda lungo quattro fasi principali: una prima
fase di conoscenza approfondita dello stato attuale del Bosco Ospizio, in cui
sarà indispensabile uno studio ecologico, paesaggistico e di fruibilità affidato
a professionisti qualificati. Una seconda fase di articolazione in ambiti del
Bosco, che rispecchi le quattro funzioni principali. Una terza fase di fruizione
da parte della comunità, in cui non tutte le aree saranno accessibili allo
stesso modo. Infine, un’ulteriore fase di studio e ricerca orientata a
considerare il Bosco come una vera infrastruttura verde di cui studiare in
maniera approfondita i servizi ecosistemici forniti.
La gestione del nuovo Bosco Urbano di Comunità dovrebbe essere in carico a un
Comitato per il Bosco Ospizio, che proponiamo composto almeno dal Comune di
Reggio Emilia, dalla proprietà dell’area, dall’Università di Modena e Reggio
Emilia, da associazioni ambientaliste del territorio, da rappresentati del
quartiere e da uno o più tecnici forestali.
Sulla proprietà dell’area sono state illustrate più opzioni. La più immediata è
che Conad Centro Nord resti il proprietario e avalli il progetto come un
investimento in responsabilità ambientale e sociale: un’occasione unica di
rendere finalmente concreti i numerosi proclami green e di sostenibilità
presenti nei bilanci di impatto sociale della cooperativa.
Non ci dimentichiamo, ovviamente, di quei servizi al quartiere spesso utilizzati
come argomento a favore della controparte. Fin dal gennaio 2025 proponiamo
alternative reali di collocazione della Casa della Comunità in edifici dell’area
San Lazzaro già di proprietà di AUSL, con la quale cerchiamo da tempo una
interlocuzione e che sollecitiamo ad ascoltare le istanze dei medici di medicina
generale. In tali stabili troverebbe facilmente posto anche la biblioteca, in un
ipotetico ponte tra il quartiere e il nuovo campus universitario.
La proposta così strutturata responsabilizza tutti i soggetti coinvolti:
l’Amministrazione Comunale, che si farebbe supporto e garante delle istanze dei
cittadini; Conad Centro Nord, che metterebbe realmente in essere buone pratiche
di sostenibilità territoriale; i cittadini, che diventerebbero a tutti gli
effetti parte attiva della gestione e della manutenzione di un’area restituita
alla città.
[Assemblea Bosco Ospizio]
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Un’iniziativa pubblica di presentazione, con maggiori dettagli della proposta, è
in programma per venerdì 4 settembre ore 20 presso il Presidio Permanente in
zona Campo di Marte II a Reggio Emilia.
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