Il leader della flotilla tunisina Wael Naouar inizia lo sciopero della fame. Quattro attivisti sono al sesto mese di detenzione

Pressenza - Thursday, August 20, 2026

La Global Sumud Flotilla (GSF) esprime profonda indignazione e grande preoccupazione in seguito all’annuncio che Wael Naouar, membro del Comitato direttivo, ha ufficialmente iniziato lo “sciopero della fame Sumud” domenica 16 agosto. Come confermato dal Comitato nazionale per la difesa degli attivisti della Sumud Flotilla durante una conferenza stampa a Tunisi, lo sciopero della fame di Naouar segna una nuova e pericolosa fase nella sua protesta contro la detenzione preventiva in corso, nonché contro quella di altri tre organizzatori: Ghassen Henchiri, Ghassen Boughdiri e Nabil Channoufi.

La decisione di Naouar di mettere a rischio la propria vita è l’espressione in continuità di una vita dedicata alla giustizia. Dai suoi primi anni alla guida del movimento studentesco tunisino e dal suo impegno all’interno del Partito dei Lavoratori, fino al ruolo centrale svolto nelle campagne internazionali di boicottaggio e nelle flottiglie della libertà, Naouar ha sempre scelto di porsi al centro dello scontro. Anche quando è stato minacciato direttamente per nome dai funzionari israeliani prima della partenza della prima Sumud Flotilla, Naouar ha rifiutato di lasciarsi intimidire, scegliendo invece di unirsi alla flottiglia che sfidava il blocco per consegnare aiuti e stare al fianco di Gaza.

Giunto ormai al sesto mese di detenzione nel carcere di El Mornaguia, Naouar si trova ad affrontare un nuovo fronte nella stessa lotta. Lui e i suoi tre compagni sono stati arrestati nel marzo 2026, poco dopo che le autorità tunisine avevano bloccato la prevista partenza della Global Sumud Flotilla dal porto di Sidi Bou Said. Rimangono detenuti con accuse di natura finanziaria che la GSF denuncia come inventate e motivate politicamente, nel tentativo di criminalizzare l’azione umanitaria e la solidarietà organizzata con la Palestina in Tunisia. Mentre tre co-organizzatori sono stati rilasciati a condizioni restrittive che vietano l’attività politica, i “4 di Sumud” rimangono dietro le sbarre in condizioni di sovraffollamento e degrado, con ritardi nell’accesso alle cure mediche essenziali.

Naouar è padre di due figli (Yasar e Sumud) ed è noto ai suoi compagni e alleati per la sua calma determinazione e per la sua presenza inconfondibile alle manifestazioni, dove indossa magliette raffiguranti potenti eroi degli anime che affrontano sfide impossibili. Naouar sta ora vivendo proprio quella prova nella realtà. Oggi, quella stessa determinazione viene messa alla prova in carcere, dove lo sciopero della fame è diventato il suo ultimo mezzo per protestare contro la detenzione prolungata e per chiedere giustizia.

I principali sindacati, le organizzazioni per i diritti umani e altre associazioni che sostengono la causa palestinese, nonché vari parlamentari di tutto il mondo, hanno espresso la loro piena solidarietà ai detenuti di Sumud, considerando il protrarsi della loro detenzione una macchia vergognosa sulla storia del sostegno tunisino alla lotta palestinese.

La Global Sumud Flotilla ritiene le autorità tunisine pienamente responsabili dell’incolumità fisica e della vita di Wael Naouar e dei suoi compagni detenuti. La GSF esige il rilascio immediato e incondizionato dei “4 di Sumud”, l’archiviazione di tutte le accuse a loro carico e la revoca di tutte le restrizioni imposte agli organizzatori rilasciati. In attesa del loro rilascio, le autorità devono garantire immediatamente cure mediche complete e condizioni di detenzione conformi ai loro diritti fondamentali.

Le vessazioni da parte dello Stato non riusciranno mai a cancellare l’imperativo morale di porre fine al genocidio a Gaza, né a scoraggiare coloro che si schierano in solidarietà con il popolo palestinese. GSF rimane irremovibile al fianco di Wael Naouar, della sua famiglia e dei nostri compagni in carcere e invita la società civile di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio.

 

 

Global Sumud Flotilla