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[Semilla] Burkina Faso
Scaletta della puntata: - Gabin Dabiré - Baga baga - Farfina - Gouansang - Yé Lassina Coulibaly & Yan Kadi Faso - Borro - Farfina - Wanso - Amadou Balake - Aminata Du Thé - Moussa koita - Djadja cou djadja - Farfina - Percus - Fatoumata Dembele - Sabou - Moussa koita - Wango - Yé Lassina Coulibaly & Yan Kadi Faso - Doussou - Fatoumata Dembele - Nanfoulé - Burkina Electric - To Mi To Zi - Faso Konbat - Anga djossa  
May 26, 2026
Radio Onda Rossa
Il prezzo del progresso: Congo tra cobalto e scuole. Incontro a Luino
Venerdì 29 maggio 2026 ore 20:45 Palazzo Verbania, Luino Evento gratuito organizzato da GIM Terre di lago Fatima Burhan Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise, ci illustrerà  il report “Il prezzo del progresso” da loro sviluppato sulla situazione in alcune aree del Congo, in sinergia con il lavoro che svolgono in campo educativo e sociale. Still I Rise è un’organizzazione umanitaria indipendente che lavora a livello internazionale per offrire istruzione d’eccellenza a bambini e ragazzi profughi e vulnerabili. Nella Repubblica Democratica del Congo, Kolwezi è diventata uno dei luoghi più strategici del pianeta. Qui si estrae gran parte del cobalto che alimenta batterie, infrastrutture digitali e tecnologie energetiche, ma la competizione globale per queste risorse non si svolge solo nei mercati o nelle strategie internazionali. Si svolge anche nei quartieri della città. Gran parte di Kolwezi sorge infatti all’interno di concessioni minerarie. Quando queste concessioni si espandono, intere comunità possono trovarsi improvvisamente a rischio di sfratto. E quando una famiglia perde la casa, spesso anche i bambini smettono di andare a scuola. Per questo il lavoro di Still I Rise non si ferma all’educazione. Difendere la scuola significa anche difendere la stabilità delle famiglie. Negli ultimi mesi il team ha lavorato casa per casa nei quartieri dove vivono gli studenti per capire cosa stava succedendo davvero, per poi organizzare incontri informativi e rafforzare la capacità della comunità di difendere i propri diritti. Scarica il report integrale.   Redazione Varese
May 26, 2026
Pressenza
Contro l’esercito europeo
Mappa dei domini coloniali europei in Africa alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Credit Touring Club Italiano   I due stati paria terroristi e genocidi (Usa e Israele) sono stati fondati da europei, belle parole all’inizio e poi sono diventati quello che solo i complici non vedono. Prima lo stolto e poi il rutto (gli ultimi segretari della Nato) hanno
Dio non è mica obbligato
di Mauro Armanino Tra bambini soldato, Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette …
Dio non è mica obbligato (solo in Africa?)
di Mauro Armanino Il romanzo dell’ivoriano Ahmadou Kourouma (1927-2003) è stato tradotto in italiano nel 2012 col titolo «Allah non è mica obbligato». Ricordo di averlo letto durante il mio soggiorno in Liberia, alla conclusione della lunga guerra (in)civile che ha insanguinato il Paese per 15 anni. Lo scritto segue le vicende di Birahima, bambino-soldato come espediente narrativo per mettere
Il Marocco trasforma la nebbia in acqua potabile
Sulle aride montagne di Aït Baâmrane, nel sud del Marocco, una tecnologia innovativa sta trasformando la vita di centinaia di famiglie rurali: enormi reti installate sui pendii catturano l’umidità della nebbia proveniente dall’Oceano Atlantico e la trasformano in acqua potabile. Il sistema, considerato uno dei più grandi progetti di raccolta della nebbia al mondo, permette di ottenere migliaia di litri d’acqua ogni giorno in una regione colpita dalla siccità e dall’avanzata del deserto. L’iniziativa funziona grazie a reti speciali che condensano le minuscole goccioline sospese nella nebbia. L’acqua raccolta viene convogliata in serbatoi e distribuita alle abitazioni vicine utilizzando pompe alimentate con energia solare. Grazie a questo sistema, molte donne e ragazze hanno abbandonato le lunghe camminate quotidiane alla ricerca di acqua, un compito che per anni ha limitato l’accesso all’istruzione e ha influito sull’economia familiare. Organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite, hanno sottolineato che il progetto è un esempio di adattamento climatico sostenibile per le regioni colpite dalla scarsità d’acqua. Gli esperti ritengono che questa esperienza potrebbe essere replicata in altre zone aride dell’Africa e dell’America Latina, specialmente nelle comunità dove la nebbia è frequente ma l’accesso all’acqua rimane limitato. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI THOMAS SCHMID CON L’AUSILIO DI TRADUTTORE AUTOMATICO Pressenza IPA
May 23, 2026
Pressenza
Distrazioni africane e parole da salvare
CI SONO CONFLITTI ARMATI CHE NON ATTRAGGONO L’ATTENZIONE DEI NOSTRI SCHERMI. LE CHIAMANO “GUERRE DIMENTICATE”, MA È UNA DIMENTICANZA COSTITUENTE DELL’ATTUALE SISTEMA DI POTERE. QUANTE VOLTE DEVE MORIRE L’AFRICA PER MERITARE ATTENZIONE E MEMORIA? Foto di Arkana Bilal su Unsplash -------------------------------------------------------------------------------- “Nella vita, se uno vuol capire sul serio come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta”. Lo afferma, saggiamente, il rabbino di Genova Hain Fabrizio Cipriani nell’ottimo libro ‘La Torah in noi’. Nondimeno succede che in alcune parti di questo mondo si muoia più di una volta. La prima per scelta, casualità o destino e la seconda per dimenticanza, o peggio per distrazione. La parola distrazione deriva dal latino e indica separazione e allontanamento. Esprime un’attrazione che conduce altrove o l’allontanamento dal momento presente, dal mondo, dal concreto quotidiano. I sinonimi di distratto sono vari e alcuni aiutano a cogliere le ricadute della distrazione. A esempio la disattenzione, la smemoratezza e l’assenza sembrano costituire ciò su cui si fonda e prospera il sistema attuale di potere. Solo gente distratta dal reale sarà facile preda dei centri commerciali, del mondo trasformato in mercato e del tempo in mercanzia contante. Tornato l’anno scorso da un Paese del Sahel Centrale chiamato Niger, ho avuto modo di veder confermato, se ancora necessario, quanto sia di notevole valore simbolico il nome Sahel. Parola che, dall’arabo, significa ‘riva, sponda’. In ambito geografico esprime il confine col ‘mare’ del deserto chiamato Sahara. In ben altro contesto esprime invece un passaggio, il transito tra la riva della vita e quella della morte. Tra chi conta e chi non è nulla, tra chi vive e chi, a stento, sopravvive. Tra chi entra nella storia e chi passa sacrificato. Tra morti degne di nota e quelle che non lasciano traccia. Tra guerre che meritano la cronaca e quelle che, ricoperte di polvere, sono sempre assenti. A volte si definiscono “guerre dimenticate” o troppo lontane per profittare del privilegio di apparire sugli schermi televisivi che del reale sono, da tempo, una mistificazione. Quando non si è importanti da vivi sarà molto difficile diventarlo da morti. La spinta a esistere distrattamente è usata come una delle strategie più efficaci per cancellare la necessità, tutta umana, di dare memoria alla vita. Non casualmente Oxfam, nota ong umanitaria, evidenzia alcuni degli oltre trenta conflitti armati che vedono coinvolto il continente africano. Nella Repubblica (poco) Democratica del Congo, che ha registrato nel passato milioni di morti e nel presente scontri tra forze governative e gruppi armati, oltre 7 milioni di persone sono sfollate e molte di più necessitano aiuti. Nel Sudan e il Sud Sudan si vive attualmente la più grande crisi umanitaria del pianeta per le guerre tra militari, tra (in)civili, i colpi di stato e, come in Congo, per il controllo e lo sfruttamento delle risorse minerarie; in Somalia con la presenza di milizie e instabilità politica. In Etiopia il conflitto vanifica i piani di sviluppo in vaste porzioni del territorio. Il Sahel, la fascia di terra di mezzo che attraversa l’Africa dall’Atlantico al Mar Rosso, tra colpi di stato conseguenti agli attacchi di gruppi armati e successivi movimenti di popolazioni, è per il terzo anno consecutivo il baricentro mondiale del terrorismo. In Mozambico gruppi armati legati a interessi ideologici e finanziari rendono instabili notevoli porzioni del territorio nazionale. Constatiamo che alcune guerre, in altri lidi, hanno risonanza e peso mediatico molto più consistente. Ciò d’altra parte non cambia molto, all’interno dei cimiteri. Basterebbe domandarlo alle famiglie dei morti e ai genitori dei bambini ai quali la follia delle armi ha reciso la vita come una falce impazzita e cieca fa con i fiori. Rimane però significativo che alcune persone debbano morire più di una volta per essere riconosciute nella storia scritta sulla sabbia. Ecco perché, se vogliamo imparare davvero a vivere almeno una volta, dovremmo transitare dalla distrazione che allontana all’attenzione che unisce le due rive. Qualcuno scrisse che “prima di salvare le persone c’è da salvare le parole”. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Distrazioni africane e parole da salvare proviene da Comune-info.
May 23, 2026
Comune-info
Tanti no all’imperialismo sanitario USA in Africa. Il piano di Trump vacilla
Dopo i tagli a USAID (strumento di soft Power di Washington) e l’addio all’OMS, la strategia sulla sanità internazionale della Casa Bianca è stata rimodulata nell’America First Global Health Strategy. Fondata su rapporti bilaterali, invece che su una cornice multilaterale, è un’altra forma di “predazione” a cui molti paesi africani […] L'articolo Tanti no all’imperialismo sanitario USA in Africa. Il piano di Trump vacilla su Contropiano.
May 23, 2026
Contropiano
Il Global Sumud Land Convoy invita le autorità della Libia Orientale a onorare gli impegni per un passaggio sicuro
Il Global Sumud Land Convoy (GSLC) chiede alle autorità di sicurezza in Libia e nella Mezzaluna Rossa libica di riprendere urgentemente il coordinamento e di tradurre le garanzie dichiarate in azioni concrete, a seguito di un’inspiegabile interruzione delle comunicazioni al valico di Sirte. Nell’incontro di ieri, i rappresentanti del GSLC hanno incontrato le autorità di sicurezza libiche e la Mezzaluna Rossa libica. Il convoglio ha consegnato una lettera ufficiale chiedendo supporto per il suo passaggio attraverso il territorio libico ed entrambe le parti hanno concordato di tenere un incontro di monitoraggio per finalizzare le procedure di consegna e gli accordi di attraversamento. Nonostante tale accordo, non ha avuto luogo alcun incontro di monitoraggio. Da questa mattina, gli organizzatori del convoglio hanno inviato ripetute comunicazioni, tra cui una data confermata per la riunione concordata, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Gli organizzatori del GSLC riconoscono le dichiarazioni positive precedentemente rilasciate dalle autorità libiche e dalla Mezzaluna Rossa libica. Ora è necessario dimostrare questa buona volontà. Le parole di sostegno e un accordo concreto per incontrarsi non possono essere lasciati disgiunti dai fatti. Il GSLC è una missione umanitaria civile. Ne fanno parte partecipanti provenienti da oltre 20 Paesi, tra cui professionisti del settore medico, ingegneri, educatori e osservatori legali. Ha completato tutte le fasi precedenti del suo viaggio in collaborazione con le autorità ospitanti e senza incidenti. I palestinesi di Gaza non possono aspettare. Chiediamo alle autorità libiche e alla Mezzaluna Rossa di onorare i loro impegni, rispondere alle comunicazioni in sospeso e adottare misure immediate per consentire a questo convoglio di procedere. Ogni giorno di ritardo è un giorno in cui l’assedio regge. Global Sumud Flotilla
May 21, 2026
Pressenza
Crosetto ministro dell’ipocrisia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto oggi si vanta dell’Italia che salva vite in mare. Peccato che dimentichi di dire che il suo governo ha approvato il decreto Piantedosi, che blocca le navi delle ONG, le multa, le manda nei porti più lontani possibile e le criminalizza per aver salvato persone invece di obbedire alla Guardia Costiera libica,  quella stessa che ci spara addosso e riporta le persone in fuga nei lager libici. Mentre il governo italiano ostacola i soccorritori civili, nel Mediterraneo centrale si muore a ritmi record: solo nei primi due mesi del 2026, +150% di morti rispetto all’anno scorso. Dal 2014 a oggi: più di 20.000 persone morte o disperse nel Mediterraneo. Vantarsi dei salvataggi mentre si fermano le navi e si accusano i capitani che salvano non è orgoglio nazionale. Crosetto ministro dell’ipocrisia. Sea Watch
May 21, 2026
Pressenza