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Gaza, l’umanità negata. A Varese incontro con Guido Veronese
Martedì 24 marzo 2026 dalle 20:30 Sala della CGIL, via Bixio, 37, Varese. Professore associato di Psicologia clinica e di comunità presso l’Università di Milano Bicocca, Guido Veronese è esperto di intervento sui traumi estremi e collettivi. Negli ultimi vent’anni ha cooperato a Gaza con la psichiatria e le università locali per la cura dei traumi psichici, specie infantili, dovuti ai continui bombardamenti, uccisioni e privazioni di quella popolazione assediata e indifesa. È ritornato a Gaza dal 20 gennaio al 3 febbraio 2026, dopo oltre due anni di genocidio, con le squadre mediche d’emergenza coordinate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ha verificato la scomparsa di tanti collaboratori, allievi e amici, e della Gaza che conosceva. Ogni giorno ha scritto un articolo su quanto vedeva e lo ha pubblicato su AltrEconomia (in fondo al testo di cui a questo link si trova il collegamento a tutti e 13 i suoi articoli: https://altreconomia.it/torno-da-gaza-con-un-senso-di-impotenza-non-si-puo-che-aspettare-e-nemmeno-piu-sperare/ Comitato Varesino per la Palestina Redazione Varese
March 23, 2026
Pressenza
La costruzione dell’università critica come nemico interno – di Gennaro Avallone
L'università come spazio critico (nonostante tutto) Nel 2024 e nel periodo settembre-ottobre 2025 l’università è tornata a essere uno spazio centrale nella società e politica italiana, in particolare nel movimento in solidarietà con la resistenza palestinese. Nonostante il lungo processo di ristrutturazione neoliberista attivo a livello globale dagli anni '80, accelerato in Italia dai [...]
March 21, 2026
Effimera
La Spring Mission 2026 della Global Sumud Flotilla riparte dai porti italiani
Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia e poi a Gaza, le barche della flotilla porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia. La Global Sumud Flotilla salperà da innumerevoli porti italiani nel corso del prossimo mese, con una portata mai vista prima: almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 Paesi. L’obiettivo non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano. Su richiesta della popolazione palestinese, infatti, alla flotilla parteciperanno medici, costruttori, educatori e altri figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia.  È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano “Riviera di Gaza” propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio.  In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, sumud ( صمود ) – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla. Questo viaggio parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della  produzione di armamenti venduti a Israele, in particolare tramite Leonardo S.p.A, partecipata statale che collabora producendo droni armati, radar, cyber-sicurezza, sistemi missilistici e infrastrutture digitali di sorveglianza, come rivelato dal dossier di Rossana De Simone per BDS. E mentre il Consiglio dei Ministri riferisce “grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti” della guerra iniziata da Israele e Stati Uniti in Iran e in tutto il Medio Oriente, l’Italia continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio. La flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo Meloni. Lo dimostrerà con una serie coordinata di partenze da diversi porti italiani, per raggiungere la Sicilia e salpare insieme per Gaza. La partenza delle barche sarà accompagnata da talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche solidali alla causa. Livorno 22 marzo Ancona 22 marzo Civitavecchia 29 marzo Napoli 29 marzo Bari 4-7 aprile Appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi aggiornamenti. Comunicare in anticipo la presenza presso uno degli eventi al form seguente che riporta gli orari:  https://rsvp/prelanci/GSF In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi. Global Movement to Gaza
March 20, 2026
Pressenza
Com’è il cielo in Palestina? L’arte si unisce alla Global Sumud Flotilla
Il progetto di Giovanni Gaggia si unisce alla prossima missione. Cento bandiere salperanno ad aprile per Gaza. Il Global Movement to Gaza riunisce organizzatori e partecipanti della Marcia Globale verso Gaza, svoltasi in Egitto nel giugno 2025. Il movimento rappresenta uno dei bracci operativi della più ampia Global Sumud Flotilla, insieme alle delegazioni della Freedom Flotilla Coalition e del Convoglio Sumud, uniti in uno sforzo comune per porre fine all’assedio israeliano di Gaza e consegnare aiuti umanitari attraverso un’azione coordinata e nonviolenta. L’obiettivo è chiaro: rompere pacificamente il blocco imposto a Gaza e portare cibo e aiuti medici urgentemente necessari a una popolazione stremata. Dopo la prima missione del settembre 2025, ad aprile 2026 partirà una seconda missione civile e nonviolenta via mare: più partecipata, più determinata e ancora più imponente, diretta a Gaza. La missione è promossa dal Global Movement to Gaza e dalla Global Sumud Flotilla e partirà anche dall’Italia, dal porto di Augusta. Questa volta anche l’arte sarà parte integrante della traversata, con la grande opera collettiva di Giovanni Gaggia, “Com’è il cielo in Palestina?”: un progetto processuale tra memoria, attivismo e resistenza. L’iniziativa nasce dalla società civile e intende rompere il silenzio sull’assedio che da anni colpisce la popolazione palestinese, richiamando con forza il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. L’opera si compone di parole. È tempo di restituire importanza e peso alle parole che utilizziamo: parole che se scelte con responsabilità e umanità, lontano da pregiudizi, da logiche di convenienza e da meri interessi di parte, hanno il potere di cambiare la storia. L’arte, in questo caso, accoglie l’invito a sostenere la missione, seguendola, raccontandola, trasformandola e contribuendo a dare visibilità ai fatti e alla mobilitazione della società civile. Un’opera d’arte, così come ogni voce, in particolare quella della stampa, può fare la differenza nel mantenere alta l’attenzione sull’urgenza di difendere i diritti umani e la dignità della popolazione palestinese. In preparazione alla missione, il 21 marzo 2026 a Roma, dalle 15.00 presso il CSOA Ex SNIA (via Prenestina 173), si terrà una giornata di confronto con un’assemblea nazionale sulla Palestina, aperta a tutte le realtà solidali con la causa. Tra i promotori Thousand Madleens to Gaza Italia (che partiranno insieme a GSF). Molteplici sono le città in cui si stanno svolgendo momenti di ricamo collettivo: Torino, Verbania (VB), Mondovì (CN) Venezia, Milano, Varese, Sondrio, Ancona, Urbino (PU), San Benedetto del Tronto (AP), Pescara, Teramo, Roma. Le bandiere inizieranno a essere issate il 22 marzo ad Ancona; tra queste, il vessillo realizzato dall’artista con la frase di Vittorio Arrigoni “Restiamo umani”, che salperà con l’ammiraglia il 29 marzo a Civitavecchia, per confluire tutte nella partenza ufficiale prevista ad Augusta.  Com’è il cielo in Palestina? è un’opera processuale nata nel 2023 nell’ambito di Pesaro 2024 – Capitale Italiana della Cultura, poi sviluppatasi in una grande installazione presentata alla Casa della Memoria di Milano. Il progetto ha quindi proseguito il suo percorso in forma diffusa in diverse città italiane — Nuoro, Catania e Jesi — coinvolgendo mostre, scuole e laboratori di arte partecipata e continua a crescere come pratica collettiva che attiva territori e comunità. L’intero percorso sarà raccontato in un saggio di prossima pubblicazione. Un cammino che non si interrompe e che contribuisce a mantenere viva l’attenzione su Gaza in un momento in cui l’interesse mediatico appare affievolito. Il lavoro di Gaggia invita a una presa di posizione contro l’inerzia e la rassegnazione: ogni coperta diventa bandiera e voce collettiva, capace di portare un messaggio di solidarietà. Le frasi ricamate, mantenute nella lingua originale, raccontano dolore e assedio, ma anche la speranza di un cielo condiviso oltre muri e confini. Un mantra di pace e comunanza pronto a viaggiare verso Gaza e oltre, per continuare a tessere resistenza e sostegno Il progetto si è progressivamente ampliato grazie al contributo di comunità di diverse città italiane, diventando un’opera collettiva e diffusa che può vivere anche senza la presenza diretta dell’artista: le testimonianze vengono “adottate” e ricamate dalle comunità. Questo processo partecipativo si è intrecciato con iniziative di solidarietà, tra cui il Global Movement to Gaza e la Global Sumud Flotilla. Per la nuova missione, un componimento ricevuto da Silvia Severini mentre si trovava a bordo della Global Sumud verrà suddiviso in 100 parti e ricamato su 100 bandiere della Palestina, che si imbarcheranno sulle navi della flottiglia. Sulla nave ammiraglia salperà invece la frase di Vittorio Arrigoni, “Restiamo umani”, ricamata da Giovanni Gaggia in occasione del quindicennale della sua morte, avvenuta proprio nella Striscia di Gaza. Il componimento è una voce da Gaza che accompagnerà la missione, una lettera che continua ad attraversare il mare: Alla mia cara amica che ora naviga verso di noi attraverso il mare, so che la distanza è grande e che non hai possibilità di comunicare con me, ma il mio cuore ti accompagna in ogni onda e in ogni brezza che spinge la tua nave verso le coste di Gaza. La tua presenza a bordo di questa flottiglia non è soltanto un viaggio: è un grande messaggio umanitario, una testimonianza che il mondo non ha dimenticato Gaza e i suoi bambini. Qui attendiamo il suono della sirena della tua nave come chi, assetato, attende una goccia d’acqua. Aspettiamo il tuo arrivo con un cuore colmo di speranza in mezzo al dolore. Voglio che tu sappia che il tuo coraggio ci dona a Gaza una forza raddoppiata e che un solo tuo sorriso al tuo arrivo vale per noi un’intera vita. Per quanto il tuo viaggio sia difficile e pericoloso, ci basta sapere che hai scelto di stare con noi, invece di guardarci da lontano. Che tu torni o rimanga, il tuo nome resterà inciso nei nostri cuori. Racconteremo ai nostri bambini che hai attraversato il mare per noi, portando luce in un momento di oscurità. Stammi bene, amica mia. Ti aspettiamo pregando, con le mani alzate al cielo perché tu possa arrivare sana e salva.  Khaled Informazioni https://www.cieloinpalestina.it/ https://www.globalsumudflotilla.org/ Global Movement to Gaza
March 20, 2026
Pressenza
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Buongiorno amiche ed amici! Oggi a #Barcellona PG (#Messina), ore 16.30 - auditorium San Vito - torna il laboratorio-performance di Handalino, Coniglio Clown e il Vecchio Marinaio (e purtroppo c'è anche quel bruttone del Militaren Kattiven, sigh). "La fiaba che avrei voluto raccontare ai bimbi di #Gaza". Grazie di cuore al Progetto ARCoIris e all'IC. "D'Alcontres" per l'ospitalità. Vi aspettiamo...
March 20, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Venerdì 20 marzo 2026. ore 16:30 - #Barcellona P.G. (Me), Auditorium San Vito Laboratorio Performance: “La fiaba che avrei voluto raccontare ai bimbi di #Gaza” – Percorsi di #pace All’interno del progetto ARCoIRIS, attivo presso l’I.C. D’Alcontres, i bambini e le bambine che partecipano ai laboratori del sabato mattina nel plesso di Salita Carmine daranno vita a un laboratorio-performance collettivo aperto alla comunità.
March 19, 2026
Antonio Mazzeo
Palestina: donne che resistono, portatrici di umanità
Questo il titolo dell’incontro di ieri 18 marzo alla Casa delle Donne di Viareggio con Maria Di Pietro di Assopace Palestina: è quanto mai necessario tenere viva l’attenzione ora che di Palestina non si parla quasi più e farlo in chiave femminista. Perché sono le donne l’ossatura che tiene in piedi la vita di ogni giorno. Maria ci parla in modo intenso e appassionato delle sue esperienze mostrando video di alta poesia e dolore, la testimonianza di una giovanissima obiettrice di coscienza israeliana, (anche nel male di Israele ci sono tanti semi di bene), la quotidianità delle maestre gazawi che persistono nel loro compito in mezzo alla distruzione. Come possiamo aiutare? Le donne palestinesi dicono: racconta quello che hai visto. In uno scenario di morte loro hanno la caparbietà di continuare a dare vita, anche se i soldati si accaniscono particolarmente sulle donne incinte. Più che di resistenza si parla di resilienza: una flessibilità dinamica, l’ostinazione a organizzare la vita come cura nella comunità dove la solidarietà è spontanea e continua ed è di esempio concreto ai bambini. Abbiamo tanto da imparare da queste sorelle, per riprodurre in noi queste stesse dinamiche, nella cura delle relazioni e anche delle nostre emozioni, perché solo così possiamo “tessere il futuro” insieme. La speranza, in certe condizioni, appare utopistica, ma – così ci saluta Luisa Morgantini in un videomessaggio – è semplicemente un obbligo.   Redazione Toscana
March 19, 2026
Pressenza
Il genocidio di Israele nei confronti del popolo palestinese. Incontro a Salvaterra di Badia Polesine
Domenica 22 marzo 2026 ore 17 Casa della Cultura e della Legalità intitolata all’appuntato Silvano Franzolin Via dei Partigiani, 262 – Salvaterra di Badia Polesine (Rovigo) Incontro con Guido Santato, già professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Padova La conversazione sarà incentrata sul tema indicato dal titolo, che verrà illustrato attraverso un’ampia documentazione. Nel 2025 il governo israeliano è stato accusato di genocidio nei confronti del popolo palestinese dalla Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite con sede all’Aja e dalla Commissione d’Inchiesta Internazionale Indipendente sui Territori Palestinesi Occupati, istituita dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. L’accusa è stata contestata anche da numerose istituzioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani e civili, con particolare riferimento ai crimini compiuti dall’esercito israeliano a Gaza. I numeri della carneficina sono impressionanti: dal 7 ottobre 2023 in poi sono stati uccisi a Gaza oltre 72.000 palestinesi (almeno 20.000 dei quali bambini), oltre 1.700 operatori sanitari e circa 270 giornalisti. L’accusa di genocidio è stata documentata dalle indagini di autorevoli studiosi anche ebrei ed è stata ribadita da Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. Per informazioni: 339.8379831 www.cdponlus.it  email: info@cdponlus.it Evento organizzato da Centro Documentazione Polesano e Sistema bibliotecario provinciale di Rovigo Redazione Italia
March 18, 2026
Pressenza