64˙000 bambini orfani nella Striscia di Gaza. Un progetto di intervento concreto
A Gaza, nel quasi totale silenzio dei media mainstream, si sono intensificati
gli attacchi e la situazione è peggio che mai…
La destra di Smotrich, Katz e i coloni intendono impadronirsi di Gaza e
ricolonizzarla al più presto espellendo (o estinguendo) i palestinesi.
I messaggi che riceviamo quotidianamente dalle/i gazawi attraverso il Comitato
Un Aiuto per la Palestina ci dicono che bombardamenti e spari sono costanti.
Mai avevamo ricevuto così tante notizie di uccisioni come in questi giorni.
Dal piccolo “osservatorio” delle 40 famiglie sostenute dal Comitato giungono
immagini di bambini uccisi, bambini rimasti orfani, alcuni del tutto soli. Tanti
perdono amici e vicini. Alcuni scrivono di sentirsi vivi per caso, altri non
rispondono al cellulare. Le condizioni di vita sono insostenibili, con un caldo
a 42°, pochissima acqua, insetti, topi, malattie.
Circola voce, a Gaza, che gli israeliani hanno dichiarato sui loro media di
avere individuato 2000 “target” da colpire. Le persone sono spaventate, ma
cercano (ancora) di agire.
Mosbah continua a distribuire acqua sotto le bombe e Yousef a curare la
scuola Il futuro nelle mani dei piccoli, che ha sospeso le lezioni, ma tiene
attività estive. Chiedono di parlare di loro, di diffondere le loro foto e
messaggi per rompere il silenzio e pretendere giustizia (in allegato tre foto
ricevute), di sostenere i loro progetti.
In questo periodo le voci delle piazze si sono affievolite, ma le nostre
coscienze sono lucide e vive e continuano a interrogarci su quello che possiamo
fare.
Accogliendo la proposta di Mosbah Al-Halabi, la Scuola per la Pace si è
impegnata a sostenere il progetto del Campo Bambini Orfani nel Nord di Gaza,
così presentato:
> La Striscia di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria senza precedenti a
> causa del genocidio in corso, che ha provocato una distruzione diffusa delle
> infrastrutture, delle case e un massiccio sfollamento delle famiglie, che
> vivono in condizioni insostenibili in tende, al freddo o al caldo torrido, in
> condizioni igieniche terribili.
> La mortalità violenta ha colpito il 56% dei bambini, delle donne e degli
> anziani (dato pubblicato sulla rivista The Lancet, febbraio 2026).
> I bambini sono stati tra i gruppi più colpiti: migliaia di loro hanno perso
> uno o entrambi i genitori.
> I dati riportati dal Ministero dello Sviluppo Sociale palestinese ad aprile
> 2026 riferiscono di oltre 64˙000 orfani nella Striscia di Gaza, di cui oltre
> 55˙000 avrebbero perso entrambi i genitori o il capofamiglia (breadwinner).
> Nella cultura palestinese quando la famiglia è monoreddito è quasi sempre il
> padre a provvedere al sostentamento economico.
> Gli operatori sanitari hanno coniato l’acronimo WCNSF (“Wounded Child, No
> Surviving Family”, ovvero “Bambino ferito, senza familiari sopravvissuti”) per
> descrivere i bambini che hanno perso l’intera famiglia e che spesso sono
> feriti a causa degli stessi bombardamenti in cui hanno perso i familiari;
> frequentissime fra i bambini le amputazioni di uno, sino a quattro arti.
> Ci sono poi migliaia di bambini non accompagnati che sono stati separati dai
> genitori a causa dei continui spostamenti. Spesso vengono registrati negli
> ospedali come “sconosciuti” o “bambini soli” in attesa di riconoscimento.
> Molti di questi minori sono stati trovati feriti, intrappolati sotto le
> macerie.
> Gli orfani privi di una rete familiare sono i più vulnerabili alla fame
> sistemica, all’assenza di cure e ad ogni forma di protezione (compresi gli
> abusi sessuali).
> Lo stesso Ministero sottolinea che gli orfani in Palestina, sia in
> Cisgiordania che nella Striscia di Gaza, devono affrontare, oltre alla perdita
> dei genitori, o di uno dei due, altre difficoltà: il rischio di povertà,
> l’abbandono scolastico, l’accesso limitato ai servizi, nonché gravi
> conseguenze psicologiche derivanti dalla perdita e dai ripetuti traumi subiti.
> Il tessuto sociale e le istituzioni preposte alla tutela dei minori sono stati
> in gran parte distrutti, il che significa che i bambini spesso devono fare
> affidamento sulla famiglia allargata, sui vicini o su estranei per
> sopravvivere. Sovente i bambini orfani vengono accolti dai parenti, magari dai
> nonni, che però a loro volta faticano a procurarsi cibo a sufficienza e acqua
> potabile, mettendo a dura prova risorse già limitate.
> Molti bambini orfani vengono raccolti in centri di accoglienza che sono
> sovraffollati e dove spesso vi è una grave carenza di cibo, acqua potabile,
> assistenza medica e tende adeguate. Per le strade si vedono molti orfani,
> soprattutto ragazzi, che cercano cibo o cercano di trovare, vendere o
> scambiare oggetti per procurarsi i beni di prima necessità. Al momento gli
> aiuti umanitari disponibili nella striscia sono pochissimi in quanto bloccati
> da Israele ai valichi.
>
> La distribuzione geografica degli orfani nella Striscia di Gaza non è
> uniforme, con alcune zone più colpite di altre.
> Governatorato di Gaza (Gaza City): È l’area con la più alta concentrazione di
> orfani, ospitando circa il 32,7% del totale dei bambini che hanno perso i
> genitori.
> Gaza Nord: Questa zona segue con un’alta percentuale di orfani (circa il
> 22,5%), essendo stata teatro di intensi combattimenti, prima di essere stata
> evacuata.
> Khan Younis: Il governatorato meridionale ospita circa il 18,3% degli orfani.
> Gaza Centrale e Rafah: Queste zone presentano percentuali inferiori rispetto
> al nord ma comunque critiche, rispettivamente il 13,2% e l’8,2%.
>
> Dall’analisi della situazione che evidenzia la mancanza di una rete
> strutturata in grado di proteggere i bambini orfani presenti a Gaza sono
> emerse le seguenti criticità:
> Fame sistemica – Gli orfani, privi di una rete familiare che possa procurare
> cibo, affrontano quotidianamente una grave insicurezza alimentare e sono i più
> vulnerabili alla fame sistemica.
> Sistemi di supporto comunitario in difficoltà – Nonostante gli sforzi delle
> organizzazioni locali e internazionali, la risposta umanitaria è gravemente
> limitata e migliaia di bambini ricevono aiuti inadeguati o nessun aiuto.
> Inoltre la mancanza di luoghi sicuri, la carenza di cibo, acqua e medicinali
> rende problematica la creazione di reti di protezione strutturate.
> Reti familiari allo stremo – Nella cultura palestinese, la prima linea di
> supporto sono i parenti. Tradizionalmente, la famiglia allargata accoglieva
> gli orfani, ma l’attuale povertà estrema e la perdita di più membri dello
> stesso nucleo rendono spesso non possibile per i parenti sopravvissuti
> prendersi cura di altri bambini.
> Traumi psicologici estremi – La quasi totalità dei bambini di Gaza necessita
> di supporto per la salute mentale. Molti soffrono di disturbi da stress
> post-traumatico (PTSD), mutismo selettivo e ansia grave dopo aver assistito
> alla morte dei propri genitori. L’impatto sulla salute mentale è enorme:
> secondo le stime, quasi tutti i bambini di Gaza necessiterebbero di assistenza
> psicologica e sostegno psicosociale. Sono frequenti i sintomi di stress
> estremo, quali comportamenti aggressivi, ansia, angoscia, enuresi notturna,
> insonnia, desiderio di morire, isolamento, comportamenti dello spettro
> autistico, blocco della crescita evolutiva.
> Carenza di assistenza medica – L’80% delle strutture sanitarie è danneggiato.
> Molti orfani feriti, inclusi quelli che hanno subito amputazioni, non hanno
> accesso a riabilitazione o cure adeguate.
> Assenza di tutele legali – Il caos degli sfollamenti impedisce spesso
> l’identificazione formale dei bambini, rendendo difficile l’inserimento in
> programmi di affido o adozione.
>
> PROGETTO di INTERVENTO
> Alla luce di quanto descritto sino ad ora, in relazione al contesto
> emergenziale a Gaza e al carattere di immediatezza che richiede la situazione,
> il Progetto che qui si propone intende sostenere un Centro di protezione per
> gli orfani, già operativo, situato nella zona a Nord di Gaza, che presenta una
> grave carenza delle risorse necessarie al suo funzionamento.
> Strumenti di analisi utilizzati – L’analisi situazionale è stata fatta in
> collaborazione con il Partner in loco e dove necessario integrata con i dati
> reperibili su documenti e siti di organizzazioni locali e internazionali
> Settore di intervento prevalente – Beneficiari diretti e analisi dei bisogni
> del campo bambini orfani nel nord di Gaza.
>
> Il campo per bambini orfani nella zona nord di Gaza, che questo progetto
> intende sostenere, ospita circa 217 bambini orfani di età compresa tra 0 e 18
> anni. In base agli aspetti problematici su delineati, il progetto mira a
> fornire un sostegno concreto (cibo, acqua, tende, farmaci, materiale educativo
> e ricreativo).
>
> AREE DI INTERVENTO
>
> – Alloggio: la maggior parte delle tende o delle abitazioni necessita di
> riparazioni, alcune rischiano di crollare e l’elettricità è intermittente.
>
> – Cibo e acqua: non è garantita la disponibilità quotidiana di pasti nutrienti
> e di acqua potabile in quantità sufficiente.
>
> – Sostegno psicosociale, psicologico ed educativo: i bambini soffrono di
> traumi causati dalla perdita dei genitori e da condizioni di vita difficili,
> senza poter accedere a servizi di assistenza psicologica o ad attività
> ricreative.
>
> – Educazione: i bambini non sono iscritti a scuole formali e il materiale
> didattico e i programmi educativi sono in gran parte assenti.
>
> – Salute: non vengono effettuati controlli sanitari regolari e le forniture
> mediche sono limitate.
>
> Il progetto è previsto per un periodo di sei mesi, rinnovabile.
>
> Obiettivi Specifici:
> • Fornire pasti nutrienti regolari ai bambini orfani.
> • Garantire l’accesso all’acqua potabile pulita all’interno del campo.
> • Offrire attività di supporto psicologico e sociale per aiutare i bambini a
> elaborare i traumi.
> • Fornire cure mediche di base e trattamento per i bambini malati.
> • Istituire una tenda educativa temporanea per supportare l’apprendimento e le
> attività didattiche.
>
> Attività del Progetto
> 1. Supporto Alimentare – Fornitura di pasti regolari ai bambini che vivono nel
> campo.
> 2. Fornitura di Acqua Pulita – Approvvigionamento di acqua potabile sicura per
> uso quotidiano.
> 3. Supporto Psicosociale – Sessioni di gruppo, attività ricreative e programmi
> di supporto emotivo.
> 4. Supporto Sanitario – Visite regolari effettuate da idoneo personale
> sanitario, fornitura di medicinali di base e trattamento per i bambini malati
> e, ove possibile, invio dei casi gravi a strutture specializzate.
> 5. Tenda Educativa – Allestimento di una tenda per l’apprendimento dotata di
> materiali didattici di base e organizzazione di attività educative.
>
> Risultati Attesi
> • Miglioramento delle condizioni nutrizionali per 217 bambini orfani.
> • Parziale riduzione dello stress psicologico attraverso attività psicosociali
> strutturate.
> • Accesso affidabile all’acqua potabile pulita nel campo.
> • Garanzia di controlli sanitari e supporto medico essenziale per i bambini
> malati.
> • Accesso all’istruzione di base e opportunità di apprendimento tramite uno
> spazio educativo temporaneo.
>
> Implementazione e Monitoraggio
> Il progetto sarà implementato nel Nord di Gaza dal team del campo umanitario,
> con il sostegno di Mosbah Al-Halabi, volontario per il Comitato Un aiuto per
> la Palestina e collaboratore dell’Associazione Al Amal di Gaza.
> Le attività saranno monitorate regolarmente e documentate tramite rapporti,
> foto e aggiornamenti sul campo per garantire trasparenza e rendicontazione nei
> confronti del Comitato proponente e di eventuali altri soggetti che aderiscano
> e/o sponsor del progetto.
>
> Budget, valutato insieme ai gazawi coinvolti nell’attuazione del progetto
>
> CATEGORIA DI SPESA IMPORTO STIMATO (EURO)
> Cibo e pasti 9.000
> Fornitura di acqua pulita 3.000
> Attività di supporto psicosociale 3.500
> Cure mediche e medicinali 3.500
> Tenda educativa e materiali 2.500
> Costi operativi e amministrativi 1.500
> Totale 23.000
>
> Il Comitato ed il team gazawi continueranno a cercare ulteriori partnerships e
> opportunità di finanziamento, sia per attivare il progetto che per mantenere
> il supporto ai bambini orfani nel campo ed aumentare i servizi necessari.
>
> Conclusione
> Questo progetto rappresenta una risposta umanitaria urgente a sostegno dei
> bambini che hanno perso le loro famiglie durante la guerra a Gaza. Grazie al
> generoso supporto dell’organizzazione donatrice, il progetto contribuirà a
> restituire dignità, speranza e stabilità ai bambini orfani che vivono in
> circostanze estremamente difficili.
>
> Informazioni sul progetto
> Nome del progetto : Supporto per i bambini orfani del nord di Gaza
> Donatore : Un aiuto per la Palestina
> Team implementatore : Team umanitario Mosbah Al-Halabi
> Sede : Nord di Gaza / Campo per bambini orfani (under 18)
> Durata : 6 mesi
> Numero di beneficiari : 217 bambini orfani
> Budget totale : 23.000 euro
>
> Donazioni:
> Satispay
> – https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–19FF359D-701C-4FB9-
> A522-F50008F5E53E?locale=it
> Bonifico bancario – Iban IT76A0883301003000000013283; destinatario Un aiuto
> per la Palestina; causale Campo orfani Gaza.
La Scuola per la pace Torino e Piemonte