
Accordo ASPAL – Esercito: un altro passo del graduale aumento degli arruolamenti in Sardegna… E la call to action per impedirlo
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Monday, July 13, 2026È di ieri la call to action del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna di inviare una mail all’Assessora Manca e a tutta la Giunta Regionale sarda perché ritirino immediatamente l’accordo tra ASPAL e il Comando Militare Esercito Sardegna.
Questa è una prima risposta della collettività sarda all’accordo del 17 giugno che prevede una strutturale collaborazione tra l’ASPAL (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro) ed Esercito Italiano. La giunta firma, in contraddizione con quanto programmato in sede elettorale, affinché tutto il 2027 sia all’insegna della promozione delle carriere militari. Si tratta di un passo del tutto in linea con la strategia di “ritorno della leva” in atto in Europa: uno degli obiettivi infatti è ottenere l’aumento degli organici delle Forze Armate attraverso l’incremento degli arruolamenti volontari.
Come? Attraverso incentivi e propaganda, meglio se nelle scuole. Per esempio, si legge nell’accordo di una «collaborazione istituzionale gratuita per promuovere e disseminare le opportunità di carriera nell’Esercito italiano attraverso azioni di orientamento e animazione territoriale rivolte a cittadini disoccupati, giovani in uscita dai percorsi scolastici / formativi, e volontari congedati senza demerito dalle Forze Armate». E ancora, si parla di «co-progettazione di attività di orientamento e animazione territoriale anche con il coinvolgimento di Enti locali, Scuole e Università». Rimandiamo al nostro precedente articolo per più dettagli.
Ma quanto accade in Sardegna non riguarda solo la Sardegna…
Il resto del continente è coinvolto. Se letto nell’ottica del ritorno della leva in Italia e in Europa, possiamo ipotizzare in questo tipo di accordo una forma di sperimentazione, un “progetto pilota” che presto potrebbe ritrovarsi rideclinato in altre regioni d’Italia.
Come Osservatorio, possiamo contribuire con due riflessioni.
La prima è che da un recente confronto con realtà francesi, siamo venute a conoscenza di come anche là il loro Ministero della Difesa utilizzi da anni particolari territori come terreno di sperimentazione per politiche di militarizzazione e arruolamento da poi estendere a livello nazionale. Uno di essi è la provincia di Seine-Saint-Denis, nell’Île-de-France, dove le campagne dell’esercito francese si strutturano ad hoc per una popolazione con forte background migratorio, meno risorse economiche e scarsità di opportunità lavorative. Non a caso realtà di insegnanti francesi analoghe all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono presenti proprio a Saint-Denis.
La seconda parte dalla richiesta di aumento di 40.000 soldati entro il 2033, avanzata da Crosetto lo scorso 8 giugno in uno schema di ddl per la riforma del codice dell’ordinamento militare. Oltre che molte altre misure particolarmente preoccupanti e che avranno pesanti ricadute anche sulle scuole. Crosetto indica (a livello nazionale) di «introdurre strumenti volti ad agevolare il ricollocamento professionale del personale militare in servizio permanente e in ferma prefissata nel settore privato, nonché nella pubblica amministrazione, prevedendo istituti di mobilità tra Ministeri, analoghi a quelli applicabili al personale civile, rafforzando le agevolazioni nell’accesso ai concorsi pubblici e disciplinando, altresì, misure specifiche per l’accesso al trattamento pensionistico». Insomma, incentivi economici e agevolazioni a trovare, dopo il servizio militare, lavoro nel pubblico sono solo due degli strumenti già annunciati da Crosetto per chi accetterà di diventare soldato. Due misure che si ritrovano precisamente nell’accordo di ASPAL.
Riportiamo quindi, per opportuna conoscenza di tutte e tutti coloro che seguono l’Osservatorio, l’appello del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna a scrivere in massa alla giunta regionale sarda.
«Questo accordo è una vergogna perché è l’ammissione che l’unica idea che la Regione riesce a mettere in campo per affrontare il problema della disoccupazione sia proporre ai nostri giovani e alle nostre giovani l’arruolamento. E ciò in perfetta continuità con anni e anni di propaganda militarista nelle scuole, piu volte segnalata dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Manda subito una email dal sito: https://stopaccordoaspal.watermelonapps.com»
Da lì il sito rimanda a una mail modificabile in cui si chiede con fermezza l’immediata interruzione dell’accordo tra ASPAL ed Esercito e di non siglare accordi analoghi con altre forze armate… Un altro modo per praticare un’obiezione di coscienza totale e collettiva.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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