[2026-03-22] La città possibile @ LOA Acrobax
LA CITTÀ POSSIBILE
LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo
(domenica, 22 marzo 16:00)
LA CITTÀ POSSIBILE
Invito alle realtà attive in difesa dei propri territori e contro le
speculazioni: confrontiamoci e organizziamoci per costruire un altro modello di
città
PARTIAMO DALL’ACQUA.
Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua, elemento naturale fondamentale
per la vita di tutto il pianeta. Bene comune conteso sempre più spesso tra
interessi privati e diritto fondamentale. Paradigma di lotte, bisogni e
desideri. Per noi un elemento fondante di rinaturalizzazione dell’area degli ex
Mercati Generali. In quella porzione di metropoli era previsto un futuro di
cemento, ma l’incapacità e l’abbandono hanno fatto riemergere l’alveo
dell’Almone (con buona pace di chi pensa che sia solo acqua piovana), fiume
sacro per gli antichi romani, fastidio da interrare per vecchi e nuovi
costruttori. Per noi simbolo di resistenza ma, soprattutto, elemento per
riflettere sul modello di città in cui viviamo e, soprattutto, in quella in cui
vorremmo vivere.
IL CORTEO
Il 28 febbraio, il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati
Generali ha convocato un corteo contro la speculazione edilizia rappresentata
dal progetto presentato dal fondo immobiliare Hines in accordo col Comune di
Roma. A quella chiamata hanno risposto migliaia di persone provenienti da tutta
la città. Una risposta chiara ad un’amministrazione che spiana la strada agli
interessi finanziari, come letteralmente avvenuto con il precipitoso
abbattimento del bosco di salici e pioppi bianchi formatosi nell’area in questi
anni, e la gratuita devastazione della stessa zona umida. Interventi cui ha
fatto seguito il crollo di una parte dello storico padiglione del pesce.
VOCABOLARIO ESTRATTIVISTA
Ci siamo interrogati su come e dove si estrae valore dai nostri quartieri, dalle
strutture e dalle relazioni che li compongono. La gentrificazione sta arrivando
a un nuovo stadio in cui le nostre città vengono pensate come alberghi, le
abitazioni come asset speculativi, gli abitanti come soggetti utili a produrre
servizi ma relegati ai margini. Questo modello è trainato proprio dagli
studentati privati, come quello che si vuole costruire nell’area degli
ex-mercati e le altre decine di studenti che stanno invadendo le nostre città.
In questo modello mortifero, i territori rinaturalizzati vengono trattati come
“vuoti urbani”, disconoscendo nella pratica il loro valore ecosistemico, anche
quando riconosciuto a parole da amministrazioni con aspirazioni “green”.
LOTTARE PER IL POSSIBILE
Con il corteo abbiamo portato nel dibattito pubblico il tema del futuro di
un'area di quasi nove ettari e abbiamo denunciato le speculazioni che anche in
altri territori stanno producendo una mappa che disegna un'idea di città
escludente, asfissiante e profondamente classista. Tutte le realtà intervenute
si sono impegnate per dare voce a bisogni e desideri di chi vive nei territori.
Hanno tratteggiato un'altra idea di città che sfida apertamente i profitti delle
multinazionali e gli attori istituzionali assenti quando non conniventi.
Per la discussione l’invito è quello di evitare la narrazione della propria
battaglia, per focalizzarsi sugli aspetti che possono essere utili ad un passo
in avanti collettivo, aiutandosi con tre domande guida:
1) Bisogni: Di cosa ha più bisogno la vostra vertenza in questo momento?
2) Ricchezze: Cosa può offrire la vostra vertenza alla città? Quali competenze o
esperienze?
3) Rilancio: Volete portare idee per un'iniziativa collettiva comune? Non
necessariamente di mobilitazione, ma in tutte le forme (giuridica, propositiva,
ecc…)
Infine, nella profonda convinzione che la ricchezza e la forza risiedono nella
biodiversità, degli ecosistemi così come dei movimenti, coltiviamo le diverse
sensibilità, personali e politiche, concentrandosi sugli obiettivi comuni
piuttosto che sulle provenienze o appartenenze partitiche