Educazione Civica e Militarizzazione: il progetto dell’Istituto “Azuni” di CagliariL’Istituto Tecnico e Professione “Domenico Alberto Azuni” di Cagliari, la cui
vocazione formativa è professionalizzante per le attività enogastronomiche e
alberghiere, ha organizzato, il giorno 19 aprile scorso, una visita di 11 classi
prime e seconde al Quartiere Castello della città (clicca qui).
Malgrado la nota interna della dirigenza, arrivata all’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università, dia solo indicazioni operative
a studenti, studentesse e a insegnanti, l’attenzione va posta alla seconda parte
del testo, in cui si aggiunge all’escursione un incontro con la Marina
Militare-Comando Ovest, e alla Capitaneria di Porto. Infatti, il progetto,
all’apparenza solo di carattere storico, si è ampliato, entrando nel curriculo
di Educazione Civica, alla conoscenza delle funzioni dei due corpi militari.
Funzioni, lo abbiamo più volte segnalato sul sito dell’Osservatorio, sono a
carattere misto.
I corpi tecnici rappresentano la polizia marittima, operano il controllo
antiterrorismo, svolgono funzioni di distaccamento NATO (base logistica) e,
quando proprio non se può fare a meno, si occupano di soccorso in mare.
Intervento quest’ultimo talvolta in extremis, in netto ritardo, con il relativo
costo in vite umane, vite insepolte, scomparse, mai esistite, le cui cifre ha
molti zeri (si vedano in proposito, sul sito dell’agenzia di stampa Pressenza,
gli articoli del nostro Stefano Bertoli, giornalista e soprattutto
insegnante-navigatore: https://www.pressenza.com/it/).
Oggi le politiche migratorie e le azioni di guerra sono due criticità legate fra
loro. La migrazione verso i Paesi più ricchi, o semplicemente più raggiungibili
dai barconi, ha molteplici cause, la povertà, i cambiamenti climatici con la
conseguente impossibilità di coltivare i territori di provenienza, i conflitti
in atto. Il mare, il controllo delle acque territoriali, la circolazione libera
in acque internazionali, è ovunque occasione e luogo di scontri fra paesi. Gli
stretti (come Hormuz e non solo), i canali (come Panama, Suez), la navigazione
dei grandi fiumi (Dnepr in Ucraina) sono fondamentali per le rotte commerciali e
per il transito degli incrociatori militari. L’economia dei paesi più forti è da
sempre basata sulla predazione a danno di altre nazioni. Ugo Grozio (Huig van
Groot) in Mare Liberum (1602) formalizzò la nascita del diritto alla libera
navigazione, fondandolo su un principio naturale, non su una prescrizione di
ordine teologico.
Il mare, nel suo testo, oggi lo definiremmo un bene comune, inappropriabile,
pubblico, di tutti e di nessuno. Era ancora tempo di pirati, bucanieri,
soprattutto corsari. La corsa era l’autorizzazione da parte di uno stato ad
attaccare le imbarcazioni battenti altra bandiera, il bottino consegnato al
sovrano committente con relativa lauta paga al capitano e alla sua ciurma. Oggi,
la rapina è più sottile, sofisticata, ma tale resta.
Vengo così, per collegamento tematico, al Castello di Cagliari, Castéddu e Sùsu,
“splendido e vertiginoso”, nelle memorie dello scrittore David H. Lawrence,
avamposto spagnolo, pisano, sabaudo: la Sardegna è sempre stata terra di
conquista, assoggettata già da Roma repubblicana, prima dell’era cristiana. Nel
piano dell’offerta formativa dell’istituto, sempre alla voce Educazione Civica,
non manca il richiamo alla Giornata del Made in Italy, istituita dal Ministero
dell’Istruzione e del Merito.
Quest’anno il tema è “Il mio territorio, un patrimonio di eccellenze da
preservare”, ovviamente – come si conviene per celebrare con merito la giornata
– si tratta dell’ennesimo concorso, dedicato alla riformata filiera degli
istituti tecnici quattro più due (dove il 4 sta per riduzione di oltre 500 ore
di lezione e il 2 per la frequenza eventuale alle Accademy, fondazioni a
carattere misto, pubblico privato, di fatto in mano alle aziende).
Certo, la difesa dell’italianità delle nostre produzioni, dei nostri marchi nei
settori turistici, tessili, della moda, è di importante considerazione per un
istituto che si occupa di gastronomia e ospitalità turistica. Il Made in Italy è
un tema forte nella Buona Scuola di renziana memoria (L. 107/2015) non a caso in
stretto collegamento con l’Alternanza Scuola Lavoro, oggi Formazione Scuola
Lavoro.
L’ossessione di Matteo Renzi per il fatidico mismatching, il disallineamento fra
domanda di forza lavoro e formazione scolastica, è punto chiave anche del PNRR,
nella missione n. 4, in cui si destinano provvedimenti economici,
defiscalizzazioni, contributi soprattutto alla Piccola Media Impresa (PMI).
Manovre europee e italiane di politica economica che non hanno bloccato la fuga
dei marchi verso i mercati del lavoro esteri: esternalizzare la produzione, e
dunque risparmiare sui contratti dei lavoratori, è made oltreconfine.
Protezionismo e nazionalismo rimangono solo propaganda, del peggio tipo.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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