Tag - sardegna

Sardegna. Sciopero generale contro colonizzazione militare ed energetica
C’è una questione sarda dentro la crisi generale del capitalismo europeo e occidentale. Ed è una questione che il 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, assume un significato particolare: la lotta contro la colonizzazione energetica e militare dell’isola si intreccia con il conflitto sociale, con […] L'articolo Sardegna. Sciopero generale contro colonizzazione militare ed energetica su Contropiano.
October 20, 2026
Contropiano
NATO-Sardegna: combattenti di terra, mare e cielo
Iniziate le mega- esercitazioni militari Steadfast Noon 2026* e Joint Stars 2026** *Steadfast Noon si tiene ogni anno in uno dei Paesi europei che ospitano ordigni nucleari statunitensi. L’edizione precedente si è svolta nel 2025, sempre a ottobre. Quest’anno, l’area di volo principale sarà tra Trapani e la Sardegna orientale. Gli F-35 italiani non parteciperanno, poiché non ancora certificati per
October 15, 2026
La Bottega del Barbieri
Andando al cinema a guardare film italiani
(visti da Francesco Masala) al cinema i film di Francesco Piras (adesso nei cinema della Sardegna e dal 15 nelle sale italiane), Gianni Amelio, Edoardo Gabbriellini, online un film di Luigi Zampa, Federico Greco su Massimo Troisi, un ricordo di Marina Vlady, un corto palestinese, di Iman Zawahry, due commenti su Naza, di Domenico Gallo e Sergio Labate, Lavinia Marchetti
October 12, 2026
La Bottega del Barbieri
La piazza di Milano per Gaza incontra i presidi sardi
In settembre una rappresentanza milanese ha raggiunto alcuni dei presidi nell’isola per consolidare i contatti nati con la creazione della rete “Palestina Anima Mundi” che raccoglie più di 150 presidi in tutta Italia. Il 10 settembre abbiamo partecipato al primo presidio, quello che si svolge tutti i giorni in Piazza Yenne a Cagliari dalle 19 alle 20. Undici persone presenti. La loro media di persone partecipanti è di 10/15, ad agosto hanno infatti molto faticato a garantire la quotidianità. Gruppo piccolo, persone provenienti da esperienze e/o militanze diverse, ma coeso e motivato. Hanno un account Instagram che si chiama: presidiopalestinacagliari. Il presidio è in una zona di movida, zeppa di tavolini da aperitivo; è faticoso per loro sopportare l’indifferenza della clientela seduta, per fortuna passano diverse persone grate e/o che chiedono di fare foto o di farsi fotografare. Vivono sostanzialmente le nostre stesse situazioni nel contatto e nelle reazioni di chi passa in piazza: ringraziamenti, approvazione ma anche provocazioni, dileggi e insulti. Hanno adottato una sorta di protocollo di “prevenzione/sicurezza” che consiste nel filmare immediatamente quello che sembra o potrebbe essere un incontro conflittuale/aggressivo. L’11 settembre, a Carloforte, secondo presidio. Normalmente si svolge in Piazza Repubblica, ma per approfittare della gente convenuta per “Ortoforte 2026”, manifestazione per la valorizzazione delle biodiversità, le 10 persone presenti si sono poi spostate verso Piazza Pegli. Qui anche una simpatica coppia di Roma che vive da anni a Berlino si è unita a noi. Ci è stato raccontato che i carlofortini sono tendenzialmente simpatizzanti, ma con una certa timidezza nell’esporsi; questo spiega perché eravamo solo una decina (in realtà in quantità simile a Cagliari!). Testimonianza di simpatia alla causa viene da più bandiere in bella mostra in abitazioni e negozi e dalla locandina con gli appuntamenti del presidio, esposta in biblioteca e negli uffici della pro loco. Abbiamo registrato solo attestazioni di solidarietà provenienti sia dai passanti che dagli stand della manifestazione Ortoforte 2026. Il 12 settembre abbiamo partecipato al presidio settimanale del sabato a Bosa in Piazza Monumento, dalle 20 alle 21. I numeri delle presenze di media sono simili a quelli di Cagliari e Carloforte. La piazza di Bosa è apertamente ostile, ad esempio frasi ricorrenti sono: “Esponete il tricolore non quella bandiera di m./di terroristi.”  Non è quindi un caso la persistenza di quella scritta storica (PNF, Partito Nazionale Fascista), peraltro recentemente rinfrescata come è evidente nella foto. Le modalità del presidio prevedevano che partecipanti con abiti neri, a turno, facessero un intervento, ma nonostante la puntuale comunicazione alle autorità, si sono sentiti rivolgere l’accusa di occupazione di suolo pubblico. Hanno pertanto iniziato a sperimentare una semplice camminata con bandiere e cartelli in ordine sparso in piazza, non in corteo per evitare altre contestazioni. Da tempo una radio locale, Radio Planargia, ha dato loro uno spazio letterario di 90 minuti il mercoledì e in replica il sabato, in cui hanno trasmesso diverse letture e interviste ad attivist* e scrittrici o scrittori come, ad esempio, Raffaele Oriani (autore di “Il popolo meraviglioso”). Hanno realizzato azioni in collaborazione con l’equipaggio di una barca della Flotilla che si è fermata un mese in porto. In una di queste azioni, la prima domenica di agosto, si è proiettata la scritta “Maria era palestinese” sulla torre aragonese durante la festa della Madonna. Un’altra azione ha visto manifestanti camminare sulla spiaggia, mentre  l’imbarcazione della Flotilla li seguiva in mare a poca distanza. Il 13 settembre l’ultimo dei nostri incontri coi presidi sardi si è svolto a Sassari in Piazza d’Italia dalle 20 alle 21. Tutto si svolge ogni domenica davanti alla Prefettura, sulla cui facciata è esposto lo striscione con la scritta “Cessate il fuoco, pace!” e viene comunicato alle autorità. Presenti una cinquantina di persone, numero che rappresenta la loro media. La modalità prevede per tutta la durata del presidio interventi al microfono di più persone. Quella sera si è letto un articolo sul documentario “Naza”, seguito da una breve relazione sul festival di Emergency appena svolto, da un ragionamento/risposta sulla domanda: “Perché non esponete la bandiera italiana?” e da un’esposizione del rischio dietro l’approvazione DDL antisemitismo. Il saluto di Milano alla piazza è stato completato dall’esecuzione della canzone “Pane e piombo” di Renato Franchi. Tra un intervento e l’altro, le persone partecipanti al presidio gridano slogan e fanno rumore con fischietti, cucchiai e pentole.   Redazione Milano
September 26, 2026
Pressenza
Cagliari, 22 settembre: lotte in Messico
Indigeni e contadini in difesa della vita e del territorio, incontro con la delegazione del  Congreso Nacional Indígena del Messico e del Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas: martedì 22 settembre alle 18,45.   Martedì 22 sett. h 18,45 – Casa di Quartiere Is Mirrionis, Via Nebida 36, Cagliari Una delegazione del Congreso Nacional Indígena del Messico
September 20, 2026
La Bottega del Barbieri
L’oro nero del Sulcis.
Data center a Nuraxi Figus: grandi cifre ma scarse certezze “quelle cose umidicce usate dagli hardware: gli esseri umani.” Riprendiamo da Sardegna Oltre l’intervista di Lisa Ferreli a Francesco Micozzi sul Data Center da realizzare in Sardegna, nell’ex miniera di Nuraxi Figus, Sulcis.   L’oro nero del Sulcis. Sul data center a Nuraxi Figus grandi cifre ma scarse certezze   Lisa
September 17, 2026
La Bottega del Barbieri
“A Foras camp 2026” sui monti di Sinnai
Si è concluso domenica 6 settembre con un’assemblea aperta, l’ormai consueto campeggio estivo dell’organizzazione “A FORAS – contra s’ocupatzione militare de sa Sardigna.” Durante la giornata precedente si era parlato di poligoni ed esercitazioni militari, ma anche della situazione della fabbrica bellica RWM, dei suoi ampliamenti illegali e della vertenza in corso. All’assemblea conclusiva hanno partecipato fra le cinquanta e le sessanta persone, in gran parte giovani e studenti. La breve relazione introduttiva ha messo in evidenza l’attuale scenario internazionale di riarmo e di sperimentazione di nuovi ordigni bellici, mentre è sempre più chiara la tendenza al restringimento degli spazi di dissenso e alla criminalizzazione dei movimenti d’opposizione alla guerra. I numerosi interventi successivi hanno approfondito alcuni temi: dal rafforzamento delle strategie della NATO, al ruolo delle banche nel processo di riarmo e nel genocidio palestinese, fino alla crescente militarizzazione delle scuole, dove sta diventando sempre più difficile dibattere liberamente sui problemi politici. Se da un lato sono stati ribaditi gli obiettivi centrali di dismissione e bonifica dei territori occupati dalle basi militari e di riconversione o chiusura della fabbrica di bombe di Domusnovas-Iglesias, è stato anche dato il giusto risalto alla riappropriazione del ruolo della Sardegna come isola di pace e ponte fra diverse culture. Altri interventi hanno messo in luce le attuali difficoltà del movimento antimilitarista sardo, che non riesce ad incidere abbastanza sulle scelte politiche e contrastare la deriva della nuova corsa agli armamenti e del restringimento degli spazi democratici. Emergono problemi di organizzazione e di comunicazione che limitano l’influenza che, sia A FORAS che il movimento contro le basi più in generale, riescono ad esercitare sull’opinione pubblica. Mentre l’autunno si avvicina, non mancano gli appuntamenti di lotta imminenti: all’inizio di ottobre è prevista una manifestazione davanti alla fabbrica RWM a Domusnovas, mentre nelle settimane successive si stanno organizzando iniziative contro le banche complici del genocidio e contro le previste nuove esercitazioni militari autunnali. Per intanto, il prossimo 9 settembre ci sarà un sit-in davanti a Montecitorio, in occasione della discussione parlamentare del DDL Antisemitismo, col quale si vogliono imbavagliare le voci che si oppongono al genocidio di Israele in Palestina. Per chi non potrà andare a Roma, ci svolgeranno in contemporanea altre iniziative locali, tra cui il presidio in piazza Yenne a Cagliari. Pur tra tante difficoltà, le voci di dissenso continuano a crescere. Carlo Bellisai
September 6, 2026
Pressenza
Dilaga il colonialismo penitenziario: ora rivogliono anche l’Asinara
Liberu rigetta in toto la proposta avanzata dal segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), Donato Capece, che indica nella riapertura del carcere dell’Asinara e di Pianosa la soluzione ai problemi delle strutture detentive. Secondo Capece queste carceri devono essere riaperte per risolvere le criticità legate soprattutto a […] L'articolo Dilaga il colonialismo penitenziario: ora rivogliono anche l’Asinara su Contropiano.
August 27, 2026
Contropiano
Iglesias, il Comune propone il nuovo PUC: speculazione edilizia e industria militare
AUMENTO FORSENNATO DI VOLUMETRIE EDIFICABILI LUNGO COSTA E IN CAMPAGNA, ETTARI PER NUOVI CENTRI COMMERCIALI, E ISTITUZIONE DI UNA ZONA INDUSTRIALE IN AREA SAN MARCO, A RIDOSSO – E A BENEFICIO – DELL’RWM E DEL SUO POSSIBILE INDOTTO. Con vent’anni di ritardo il comune di Iglesias si dà una scossa per il Piano Urbanistico Comunale in tardiva ottemperanza col Piano Paesistico Regionale pubblicato nel 2006, ma l’elaborato approvato dal Consiglio comunale lo scorso giugno 2026 riporta una quantità di criticità e aspetti squalificanti – cartografie non aggiornate, incoerenze di calcolo, mancata attuazione della normativa urbanistica di riferimento a partire dal PPR, previsioni inattendibili come quella sulla crescita demografica (laddove la diminuzione della popolazione è purtroppo una tendenza consolidata dadecenni). A improbabili previsioni demografiche corrisponde nella proposta di PUC la disposizione di ampie zone di espansione residenziale senza neanche mettere in conto il recupero del patrimonio edilizio esistente in città, in contrasto con le disposizioni del PPR. Pur essendo Iglesias dotata in eccesso di centri commerciali, 10.000 mq sono messi a disposizione per nuove strutture di vendita. Stessa destinazione avrà la zona irrigua e coltivata ad orti tra la circonvallazione SS130, la ferrovia e la rampa per entrare a Iglesias venendo da Cagliari. Saranno altri 17.000 mq per nuovi grandi insediamenti commerciali e artigianali. Non solo la città, ma anche le campagne e le coste nelle previsioni del PUC stanno nell’ottica di un’ulteriore cementificazione. Campagne nelle vicinanze della città gravate da un certo abusivismo edilizio vengono “risanate” in zone C2 con un indice territoriale per volumi in gran parte residenziali doppio o più che doppio rispetto all’indice territoriale che avevano per sole installazioni funzionali all’attività agricola.      Le zone costiere vedono notevoli incrementi della volumetria edificabile a fini turistici (36.000 mc) distribuiti su tre aree costiere tra Nebida e Masua, zone soggette a tutela perché inserite nella Rete Natura 2000.  Tale previsione non tiene conto delle opere ricettive già presenti, e neanche dell’effettiva fruibilità della costa che in vari tratti si presenta alta, rocciosa e inaccessibile.  Tra gli “insediamenti produttivi” sono inserite le zone D6 – discariche industriali – in corrispondenza dell’area occupata dalla discarica di Genna Luas in cui vengono conferiti i residui di lavorazione della Portovesme Srl. Manca però la necessaria valutazione dell’inquinamento causato dal percolato contaminato da metalli pesanti che fuoriesce dalla discarica a causa del cattivo funzionamento dell’impianto, e manca la previsione di una fascia di rispetto intorno alla discarica i cui reflui tendono a compromettere il terreno e i corsi d’acqua circostanti. Infatti il PUC inspiegabilmente cancella la fascia di salvaguardia H1 prevista nel vecchio Piano regolatore generale creando una situazione di ulteriore pericolo. Un aspetto particolarmente eclatante è l’allocazione delle nuove aree di sviluppo industriale D1.b che vengono situate nei terreni a nord e a sud dello stabilimento RWM, isola amministrativa di San Marco, in quella che è attualmente una “zona bianca”, priva cioè di destinazione d’uso e in cui la RWM ha rilevato uno stabilimento che produceva esplosivi per miniera trasformandolo in una fabbrica d’armi. Spinta dai grandi profitti realizzati dalla vendita di bombe MK alla coalizione saudita in guerra contro lo Yemen, la RWM ha abusivamente realizzato (2021) un ampliamento di strutture e linee di produzione, e solo dopo due condanne in Consiglio di Stato, si è supportata con uno studio di Valutazione di impatto ambientale che è adesso oggetto di contenzioso presso il TAR della Sardegna. L’area dello stabilimento RWM e le zone adiacenti che il PUC vorrebbe dedicare allo sviluppo industriale per circa 34 ettari, si trovano alle pendici del monte Linas Marganai, ambiente di notevole pregio naturalistico, inserito tra i siti di Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione (ZSC ITB041111) che attualmente risente della vicinanza con la fabbrica di bombe (si consideri anche solo il campo prove per ordigni esplosivi che raggiunge rumori sino a 118,5 decibel, secondo i rilievi ARPAS) – e la situazione non potrebbe che peggiorare se la zona subisse un ulteriore incentivo all’industrializzazione. Incentivo che andrebbe certamente all’indotto dell’industria bellica RWM in fase di controversa espansione. Per ora non viene riportata la richiesta di alcuna nuova attività in quest’area (Rapporto CRES 2025). Intanto la situazione dello stabilimento rimane precaria sul piano della sicurezza idrogeologica, in quanto la sua area è attraversata da un fiume (il rio Figu e affluenti) a carattere torrentizio ad alto rischio di esondazione, e le nuove strutture – abusive – sono costruite sulla fascia di rispetto del fiume (150 metri da ogni sponda).       Queste sono solo le motivazioni più eclatanti tra quelle che hanno portato varie organizzazioni ambientaliste e pacifiste (Italia Nostra, Comitato per la Riconversione dell’RWM, Collettivo Malarittas, di Iglesias) a depositare dettagliate Osservazioni tecniche contro questo PUC, chiedendo all’amministrazione comunale di non procedere all’approvazione definitiva del Piano, ma di coinvolgere la cittadinanza per un piano urbanistico radicalmente modificato secondo il reale fabbisogno abitativo della comunità, i principi di sostenibilità ambientale, la corretta pianificazione del territorio e dei suoi bisogni. Nel frattempo si terranno incontri pubblici cittadini, il primo è fissato per il 27 agosto, in cui si diffonderà informazione sul PUC e le conseguenze che ne dipendono per tutta la città e il suo territorio. Osservatorio  contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari Elaborati del PUC – Comune di Iglesias: https://www.comune.iglesias.ca.it/it/amministrazione/voci-correlate/amministrazione-trasparente-00001/pianificazione-e-governo-del-territorio/piano-urbanistico-comunale/index.html. Osservazioni depositate da Italia Nostra https://mega.nz/file/PllgmYKC#RkdJsirkjvItZL9db4LocAvOi9GViwetz0ucUMDlPoI. Osservazioni depositate dal Comitato per la riconversione dell’RWM – Warfree: https://drive.google.com/file/d/179b8FGcueg3BZkExxJGm4J59cRaSyA2H/view?usp=sharing. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente