Tag - sardegna

La sanità è diritto inalienabile di tutti
Il segnale evidente di come stia andando la sanità in Sardegna non sono solo le denunce della mancanza di medici o delle chiusure di reparti, o i tempi delle liste di attesa o il mancato rispetto di accordi sindacali che, nel nord Sardegna giusto oggi venerdì 29 maggio è sfociato […] L'articolo La sanità è diritto inalienabile di tutti su Contropiano.
May 30, 2026
Contropiano
UNICA e la filiera del genocidio: fondi europei e dati sardi per “Israele”
Il dossier recentemente compilato da numerose attiviste sarde mostra che l’Università degli studi di Cagliari è coinvolta in ben quattro progetti di ricerca europei in collaborazione con atenei israeliani: PlatinuMS con l’università di “Tel Aviv”, Better4u con il Weizmann Institute of Science, NPP-SOL e Impactive con il Technion. Le facoltà e i dipartimenti di Unica coinvolti sono tante: Facoltà di Ingegneria Biomedica, Dipartimento Scienze Biomediche e Chirurgiche, Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Facoltà di Ingegneria chimica e dei materiali, Dipartimento di Fisica e Meccanica. Tutte le collaborazioni sono finanziate dal progetto Horizon dell’Unione Europea, il quale facilita attivamente la collaborazione con istituzioni israeliane, comprese quelle complici dell’apartheid e del genocidio. Nonostante le dichiarazioni da parte del rettore Francesco Mola e del senato accademico, UniCa e i suoi docenti compaiono ancora nei siti ufficiali dei progetti, al punto che la ricerca NPP-SOL figura perfino sul sito dell’Arborea. Nel frattempo, l’entità sionista continua a perpetrare le sue politiche genocide in Palestina e le estende al Libano. PlatinuMS, il progetto con maggior coinvolgimento di UniCa, è una collaborazione con l’Università di ‘Tel Aviv’, costruita su un villaggio palestinese raso al suolo durante la Nakba. La tecnologia AI utilizzata è dell’israeliana Evolution Inc., che annovera le Forze di Occupazione Israeliane tra i suoi clienti. Possiamo davvero escludere che i dati dei pazienti sardi finiscano in mani sporche di sangue? Il Technion, altro partner di UniCa, è l’università più collusa con il complesso militare-industriale sionista: ha prodotto l’Iron Dome (sistema missilistico usato contro i palestinesi dal 2014), il bulldozer D9 (usato per demolire le case dei palestinesi) e l’arma acustica Scream (usato per disperdere le manifestazioni pacifiche dei palestinesi). L’Università di Cagliari sostiene all’articolo 4 del proprio codice etico di ripudiare la guerra. Eppure, a quasi tre anni dal 7 ottobre 2023, questi quattro accordi sono ancora in vigore nonostante i crimini contro l’umanità che vengono perpetrati dall’entità sionista ogni giorno. Come studenti, docenti, ricercatori e lavoratori, esigiamo: l’interruzione immediata di ogni collaborazione con lo Stato israeliano; un Decreto Rettorale che renda effettiva la rescissione a effetto immediato; la modifica del regolamento per impedire la partecipazione a bandi congiunti Italia-Israele; corridoi accademici e umanitari per studenti e ricercatori palestinesi; una presa di posizione netta dell’Ateneo contro il genocidio. Cosa puoi fare? LEGGI E CONDIVIDI IL DOSSIER. https://drive.google.com/file/d/1Euq72Xojk-SBUOTAwm-pMJZChqNFl0ZJ Partecipa alla mobilitazione. PALESTINA LIBERA FUORI IL SIONISMO DALL’UNIVERSITÀ filiera genocidio -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Allarme rosso in Sardegna. Arrivano quattro voli israeliani in sei ore
Nella giornata di ieri, all’aeroporto di Cagliari sono arrivati ben quattro voli da Israele in appena sei ore. Sul tabellone ufficiale degli arrivi risultavano infatti quattro voli provenienti da Tel Aviv: El Al LY 05487, Tel Aviv–Cagliari, programmato alle 08:45, indicato alle 08:23; Israir 6H 00329, Tel Aviv–Cagliari11:35; Israir 6H […] L'articolo Allarme rosso in Sardegna. Arrivano quattro voli israeliani in sei ore su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
CAGLIARI: AMPLIAMENTO RWM, IL 27 MAGGIO LA DECISIONE DEL TAR. COMITATI ANNUNCIANO PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE
Mercoledì 27 maggio, il TAR della Sardegna sarà chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da Italia Nostra insieme a un ampio fronte pacifista e ambientalista contro la decisione del governo Meloni di nominare una commissaria straordinaria con l’obiettivo di imporre il raddoppio degli impianti produttivi della RWM. Una scelta contestata anche alla luce della precedente sentenza del Consiglio di Stato, che aveva evidenziato l’assenza delle necessarie garanzie ambientali. In concomitanza con l’udienza davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, si terrà un sit-in in piazza del Carmine, davanti alla sede del TAR, promosso da associazioni, movimenti e realtà sociali impegnate da anni nella denuncia dei processi di militarizzazione industriale della Sardegna. La mobilitazione, convocata a partire dalle ore 9 di mercoledì 27 maggio, si inserisce in una vicenda che negli ultimi anni ha assunto una portata non solo giuridica e amministrativa, ma anche profondamente politica, ambientale e sociale. Al centro dello scontro vi è infatti il modello di sviluppo imposto ai territori dell’isola e il rapporto tra istituzioni pubbliche, industria bellica e comunità locali. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Salvatore Drago, dell’USB Sardegna e componente del comitato “Stop RWM”, oltre che del Social Forum. Ascolta o scarica.
May 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Cagliari 27 maggio: sit-in vertenza RWM
VERTENZA RWM – SIT-IN DI SENSIBILIZZAZIONE E INFORMAZIONE  CAGLIARI, Piazza del Carmine (davanti alla sede del TAR Sardegna, Via Sassari 17) Mercoledì 27 maggio 2026 dalle ore 9’00 Sit In promosso da: Associazione Italia Nostra, Associazione A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardegna, Movimento Nonviolento Sardegna Perché mobilitarsi? Le associazioni ricorrenti contro il decreto del Commissario ad acta
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e direttore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda
Il salto del fosso – Romano Ruju
recensione di Francesco Masala Pubblicato per la prima volta nel 1967, il libro, ormai pieno di polvere in qualche biblioteca, è stato ripubblicato recentemente, e meritoriamente, da Il Maestrale, Romano Ruju, nato nel 1939, e morto prematuramente a 39 anni, nel libro racconta la vita a Nuoro dopo la seconda guerra mondiale. Da bambino Romano si traferisce in un altro quartiere,
Educazione Civica e Militarizzazione: il progetto dell’Istituto “Azuni” di Cagliari
L’Istituto Tecnico e Professione “Domenico Alberto Azuni” di Cagliari, la cui vocazione formativa è professionalizzante per le attività enogastronomiche e alberghiere, ha organizzato, il giorno 19 aprile scorso, una visita di 11 classi prime e seconde al Quartiere Castello della città (clicca qui). Malgrado la nota interna della dirigenza, arrivata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, dia solo indicazioni operative a studenti, studentesse e a insegnanti, l’attenzione va posta alla seconda parte del testo, in cui si aggiunge all’escursione un incontro con la Marina Militare-Comando Ovest, e alla Capitaneria di Porto. Infatti, il progetto, all’apparenza solo di carattere storico, si è ampliato, entrando nel curriculo di Educazione Civica, alla conoscenza delle funzioni dei due corpi militari. Funzioni, lo abbiamo più volte segnalato sul sito dell’Osservatorio, sono a carattere misto. I corpi tecnici rappresentano la polizia marittima, operano il controllo antiterrorismo, svolgono funzioni di distaccamento NATO (base logistica) e, quando proprio non se può fare a meno, si occupano di soccorso in mare. Intervento quest’ultimo talvolta in extremis, in netto ritardo, con il relativo costo in vite umane, vite insepolte, scomparse, mai esistite, le cui cifre ha molti zeri (si vedano in proposito, sul sito dell’agenzia di stampa Pressenza, gli articoli del nostro Stefano Bertoli, giornalista e soprattutto insegnante-navigatore: https://www.pressenza.com/it/). Oggi le politiche migratorie e le azioni di guerra sono due criticità legate fra loro. La migrazione verso i Paesi più ricchi, o semplicemente più raggiungibili dai barconi, ha molteplici cause, la povertà, i cambiamenti climatici con la conseguente impossibilità di coltivare i territori di provenienza, i conflitti in atto. Il mare, il controllo delle acque territoriali, la circolazione libera in acque internazionali, è ovunque occasione e luogo di scontri fra paesi. Gli stretti (come Hormuz e non solo), i canali (come Panama, Suez), la navigazione dei grandi fiumi (Dnepr in Ucraina) sono fondamentali per le rotte commerciali e per il transito degli incrociatori militari. L’economia dei paesi più forti è da sempre basata sulla predazione a danno di altre nazioni. Ugo Grozio (Huig van Groot) in Mare Liberum (1602) formalizzò la nascita del diritto alla libera navigazione, fondandolo su un principio naturale, non su una prescrizione di ordine teologico. Il mare, nel suo testo, oggi lo definiremmo un bene comune, inappropriabile, pubblico, di tutti e di nessuno. Era ancora tempo di pirati, bucanieri, soprattutto corsari. La corsa era l’autorizzazione da parte di uno stato ad attaccare le imbarcazioni battenti altra bandiera, il bottino consegnato al sovrano committente con relativa lauta paga al capitano e alla sua ciurma. Oggi, la rapina è più sottile, sofisticata, ma tale resta. Vengo così, per collegamento tematico, al Castello di Cagliari, Castéddu e Sùsu, “splendido e vertiginoso”, nelle memorie dello scrittore David H. Lawrence, avamposto spagnolo, pisano, sabaudo: la Sardegna è sempre stata terra di conquista, assoggettata già da Roma repubblicana, prima dell’era cristiana. Nel piano dell’offerta formativa dell’istituto, sempre alla voce Educazione Civica, non manca il richiamo alla Giornata del Made in Italy, istituita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Quest’anno il tema è “Il mio territorio, un patrimonio di eccellenze da preservare”, ovviamente – come si conviene per celebrare con merito la giornata – si tratta dell’ennesimo concorso, dedicato alla riformata filiera degli istituti tecnici quattro più due (dove il 4 sta per riduzione di oltre 500 ore di lezione e il 2 per la frequenza eventuale alle Accademy, fondazioni a carattere misto, pubblico privato, di fatto in mano alle aziende).   Certo, la difesa dell’italianità delle nostre produzioni, dei nostri marchi nei settori turistici, tessili, della moda, è di importante considerazione per un istituto che si occupa di gastronomia e ospitalità turistica. Il Made in Italy è un tema forte nella Buona Scuola di renziana memoria (L. 107/2015) non a caso in stretto collegamento con l’Alternanza Scuola Lavoro, oggi Formazione Scuola Lavoro. L’ossessione di Matteo Renzi per il fatidico mismatching, il disallineamento fra domanda di forza lavoro e formazione scolastica, è punto chiave anche del PNRR, nella missione n. 4, in cui si destinano provvedimenti economici, defiscalizzazioni, contributi soprattutto alla Piccola Media Impresa (PMI). Manovre europee e italiane di politica economica che non hanno bloccato la fuga dei marchi verso i mercati del lavoro esteri: esternalizzare la produzione, e dunque risparmiare sui contratti dei lavoratori, è made oltreconfine. Protezionismo e nazionalismo rimangono solo propaganda, del peggio tipo. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
I portatori sani di sottosviluppo
di Francesco Mariani (ripreso da ortobene.net) Esiste una figura ormai epica nei territori in difficoltà: non produce, non innova, non decide. Eppure occupa spazi, influenza processi, presidia stanze semiclandestine. È il “portatore sano di sottosviluppo”, una creatura che si nutre di controllo, intrecci e sopravvive grazie a una straordinaria abilità: sembrare indispensabile per l’inutile. Non guida, perché privo di patente,