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Accordo ASPAL – Esercito: un altro passo del graduale aumento degli arruolamenti in Sardegna… E la call to action per impedirlo
È di ieri la call to action del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna di inviare una mail all’Assessora Manca e a tutta la Giunta Regionale sarda perché ritirino immediatamente l’accordo tra ASPAL e il Comando Militare Esercito Sardegna. Questa è una prima risposta della collettività sarda all’accordo del 17 giugno che prevede una strutturale collaborazione tra l’ASPAL (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro) ed Esercito Italiano. La giunta regionale infatti ha firmato, in contraddizione con quanto programmato in sede elettorale, affinché il 2027 sia all’insegna della promozione delle carriere militari. Si tratta di un passo del tutto in linea con la strategia di aumento degli organici degli eserciti di vari paesi europei: uno delle strategie infatti è arrivarci attraverso l’incremento degli arruolamenti volontari. Come? Con incentivi e propaganda, meglio se nelle scuole. Per esempio, si legge nell’accordo dell’ASPAL di una «collaborazione istituzionale gratuita per promuovere e disseminare le opportunità di carriera nell’Esercito italiano attraverso azioni di orientamento e animazione territoriale rivolte a cittadini disoccupati, giovani in uscita dai percorsi scolastici / formativi, e volontari congedati senza demerito dalle Forze Armate». E ancora, si parla di «co-progettazione di attività di orientamento e animazione territoriale anche con il coinvolgimento di Enti locali, Scuole e Università». Rimandiamo al nostro precedente articolo per più dettagli. Ma quanto accade in Sardegna non riguarda solo la Sardegna… Il resto del continente è coinvolto. Se letto nell’ottica della deriva bellicista in Italia e in Europa, possiamo ipotizzare in questo tipo di accordo una forma di sperimentazione, un “progetto pilota” che presto potrebbe ritrovarsi rideclinato in altre regioni d’Italia. Come Osservatorio, possiamo contribuire con due riflessioni. La prima è che da un recente confronto con realtà francesi, siamo venute a conoscenza di come anche là il loro Ministero della Difesa utilizzi da anni particolari territori come terreno di sperimentazione per politiche di militarizzazione e arruolamento da poi estendere a livello nazionale. Uno di essi è la provincia di Seine-Saint-Denis, nell’Île-de-France, dove le campagne dell’esercito francese si strutturano ad hoc per una popolazione con forte background migratorio, meno risorse economiche e scarsità di opportunità lavorative. Non a caso realtà di insegnanti francesi analoghe all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono presenti proprio a Saint-Denis. La seconda osservazione parte dalla richiesta di aumento di 40.000 soldati entro il 2033, avanzata da Crosetto lo scorso 8 giugno in uno schema di ddl per la riforma del codice dell’ordinamento militare insieme a molte altre misure particolarmente preoccupanti e che avranno pesanti ricadute anche sulle scuole. Crosetto indica (a livello nazionale) di «introdurre strumenti volti ad agevolare il ricollocamento professionale del personale militare in servizio permanente e in ferma prefissata nel settore privato, nonché nella pubblica amministrazione, prevedendo istituti di mobilità tra Ministeri, analoghi a quelli applicabili al personale civile, rafforzando le agevolazioni nell’accesso ai concorsi pubblici e disciplinando, altresì, misure specifiche per l’accesso al trattamento pensionistico». Insomma, incentivi economici e agevolazioni a trovare, dopo il servizio militare, lavoro nel settore pubblico sono solo due degli strumenti già annunciati da Crosetto per chi accetterà di diventare soldato. Due misure che si ritrovano precisamente nell’accordo di ASPAL. Riportiamo quindi, per opportuna conoscenza di tutte e tutti coloro che seguono l’Osservatorio, l’appello del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna a scrivere in massa alla giunta regionale sarda. > «Questo accordo è una vergogna perché è l’ammissione che l’unica idea che la > Regione riesce a mettere in campo per affrontare il problema della > disoccupazione sia proporre ai nostri giovani e alle nostre giovani > l’arruolamento. E ciò in perfetta continuità con anni e anni di propaganda > militarista nelle scuole, piu volte segnalata dell’Osservatorio contro la > militarizzazione delle scuole e delle università. > > Manda subito una email dal sito: https://stopaccordoaspal.watermelonapps.com» > > Da lì il sito rimanda a una mail modificabile in cui si chiede con fermezza > l’immediata interruzione dell’accordo tra ASPAL ed Esercito e di non siglare > accordi analoghi con altre forze armate… Un altro modo per praticare > un’obiezione di coscienza totale e collettiva. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari
Da Cagliari arrivano notizie di inaudita gravità sulle vacanze dei sionisti genocidari in Italia. Nei giorni scorsi, al Parco di Monte Claro, è stata gravemente danneggiata la targa che ricorda le vittime dell’eccidio di Sabra e Shatila: più di 3000 palestinesi, in gran parte donne, anziani e bambini, martirizzate a […] L'articolo Killer israeliani “in vacanza” vandalizzano Cagliari su Contropiano.
July 9, 2026
Contropiano
Cagliari: attivazione dei nuovi reparti RWM? Ancora NO dalle associazioni pacifiste
Il 27 maggio 2026 davanti al TAR Sardegna in piazza del Carmine a Cagliari, c’è stato un folto e variegato sit in occasione della Camera di consiglio che doveva pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata da varie associazioni ambientaliste, sindacali, pacifiste contro l’apertura dei nuovi reparti RWM (fabbrica di materiale bellico nel Sulcis Iglesiente) stabilita per decreto dal commissario ad acta Orsola Reillo, di nomina governativa. Il TAR ha affermato la validità del ricorso delle associazioni, patrocinato dallo studio legale Pubusa, ma il pronunciamento sulla sospensiva non c’è stato perché si è stabilito che comunque mancano, per l’apertura dei nuovi reparti, alcuni indispensabili elementi, tra cui l’attestazione dei vigili del fuoco, il parere della Soprintendenza, e vari permessi edilizi a carico delle amministrazioni comunali. Il TAR andrà pertanto direttamente al pronunciamento sul merito della legittimità dell’apertura dei nuovi reparti nella seduta del 14 gennaio 2027. La Regione, che si era fatta commissariare per aver lasciato scadere i termini entro cui doveva pronunciarsi, adducendo il motivo di dover approfondire alcune questioni di carattere ambientale, in occasione di questo ricorso, tramite la sua avvocatura, si è schierata nettamente contro le associazioni che hanno chiesto la sospensiva, posizionandosi in favore della RWM e del suo studio di VIA (Valutazione di impatto ambientale), relativo ai soli nuovi reparti di produzione e al campo prove, poligono per testare esplosivi – anziché a tutte le strutture edilizie realizzate e al complesso dell’impianto industriale. Per le associazioni ambientaliste e antimilitariste, in primis Italia Nostra Sardegna, continua la battaglia civile e legale contro l’ampliamento della fabbrica di bombe RWM che triplicherebbe la produzione di ordigni di morte – tra cui le bombe MK e i droni killer su progetto dell’israeliana U-Vision, e trascinerebbe la boccheggiante realtà industriale del Sulcis Iglesiente verso il settore bellico. Il partecipato presidio davanti al TAR rivela ancora una volta che la preoccupazione non coinvolge solo le associazioni firmatarie del ricorso (Italia Nostra, A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, MovimentoNonviolentoSardegna), di cui alleghiamo il comunicato stampa, ma un vasto schieramento di gruppi e comitati di tutta la società civile: Cagliari Socialforum, Campagna Stop RWM, Cobas scuola Cagliari, Emergency, Warfree – Liberu dae sa gherra, Comitato nazionale sardo per la pace, Rifondazione comunista e altri, a cui si aggiunge l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Com.Stampa_CameraDiConsiglio_TAR-RWM_27-5-2026_SitInDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
July 6, 2026
Pressenza
Cagliari: attivazione dei nuovi reparti RWM? Ancora NO dalle associazioni pacifiste!
Il 27 maggio 2026 davanti al TAR Sardegna in piazza del Carmine a Cagliari, c’è stato un folto e variegato sit in occasione della Camera di consiglio che doveva pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata da varie associazioni ambientaliste, sindacali, pacifiste contro l’apertura dei nuovi reparti RWM (fabbrica di materiale bellico nel Sulcis Iglesiente) stabilita per decreto dal commissario ad acta Orsola Reillo, di nomina governativa. Il TAR ha affermato la validità del ricorso delle associazioni, patrocinato dallo studio legale Pubusa, ma il pronunciamento sulla sospensiva non c’è stato perché si è stabilito che comunque mancano, per l’apertura dei nuovi reparti, alcuni indispensabili elementi, tra cui l’attestazione dei vigili del fuoco, il parere della Soprintendenza, e vari permessi edilizi a carico delle amministrazioni comunali. Il TAR andrà pertanto direttamente al pronunciamento sul merito della legittimità dell’apertura dei nuovi reparti nella seduta del 14 gennaio 2027. La Regione, che si era fatta commissariare per aver lasciato scadere i termini entro cui doveva pronunciarsi, adducendo il motivo di dover approfondire alcune questioni di carattere ambientale, in occasione di questo ricorso, tramite la sua avvocatura, si è schierata nettamente contro le associazioni che hanno chiesto la sospensiva, posizionandosi in favore della RWM e del suo studio di VIA (Valutazione di impatto ambientale), relativo ai soli nuovi reparti di produzione e al campo prove, poligono per testare esplosivi – anziché a tutte le strutture edilizie realizzate e al complesso dell’impianto industriale. Per le associazioni ambientaliste e antimilitariste, in primis Italia Nostra Sardegna, continua la battaglia civile e legale contro l’ampliamento della fabbrica di bombe RWM che triplicherebbe la produzione di ordigni di morte – tra cui le bombe MK e i droni killer su progetto dell’israeliana U-Vision, e trascinerebbe la boccheggiante realtà industriale del Sulcis Iglesiente verso il settore bellico. Il partecipato presidio davanti al TAR rivela ancora una volta che la preoccupazione non coinvolge solo le associazioni firmatarie del ricorso (Italia Nostra, A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, MovimentoNonviolentoSardegna), di cui alleghiamo il comunicato stampa, ma un vasto schieramento di gruppi e comitati di tutta la società civile: Cagliari Socialforum, Campagna Stop RWM, Cobas scuola Cagliari, Emergency, Warfree – Liberu dae sa gherra, Comitato nazionale sardo per la pace, Rifondazione comunista e altri, a cui si aggiunge l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Com.Stampa_CameraDiConsiglio_TAR-RWM_27-5-2026_SitInDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cagliari: l’accordo ASPAL – Esercito continua la militarizzazione della Sardegna
Si è conclusa il 17 giugno 2026 la firma dell’accordo tra ASPAL (Agenzia Sarda per le Politiche Attive sul lavoro) e il Comando Militare Esercito Sardegna (CME Sardegna) in occasione della conferenza stampa appositamente indetta alle ore 16 negli uffici dell’Assessorato regionale al lavoro di Via San Simone a Cagliari, alla presenza dell’Assessore regionale al lavoro, la pentastellata Desirée Manca.    Con questo accordo «per lo sviluppo di sinergie volte all’individuazione di azioni comuni per l’orientamento al lavoro nell’Esercito italiano», l’ASPAL si impegna a fornire una «collaborazione istituzionale gratuita per promuovere e disseminare le opportunità di carriera nell’Esercito italiano attraverso azioni di orientamento e animazione territoriale rivolte a cittadini disoccupati, giovani in uscita dai percorsi scolastici / formativi, e volontari congedati senza demerito dalle Forze Armate». A tal scopo, oltre a erogare informativa presso i loro Centri per l’impiego (CPI) l’ASPAL si impegna a «co-progettazione di attività di orientamento e animazione territoriale anche con il coinvolgimento di Enti locali, Scuole e Università», realizzazione di «giornate di orientamento dedicate alle opportunità nell’Esercito», e ancora «supporto e presa in carico dei volontari congedati senza demerito», e altri impegni relativi alla pubblicizzazione delle iniziative e informazione sulle varie carriere offerte dall’Esercito.   L’intesa resterà in vigore sino al 31 dicembre 2027, e il proposito annunciato dalla stessa Assessora Manca è di stringere analoghi accordi con gli altri corpi delle forze armate. La conferenza stampa, all’ottavo piano del palazzo, era riservata ai soli giornalisti e per chi non avesse un invito è stato impossibile accedervi, come ha dovuto constatare un gruppo di persone interessate alla questione, che è per l’appunto rimasta giù del palazzo. Una modalità più che comprensibile per proteggere l’ambiente ovattato dell’incontro da critiche e obiezioni. Tra le persone convenute ma non ammesse all’incontro, rappresentanti di Potere al popolo, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, e dell’associazione universitaria UNICA per la Palestina. Eppure, quando Alessandra Todde, attuale presidente, si candidava alle elezioni, portava anche la promessa che la Sardegna sarebbe stata indirizzata a scelte politiche rivolte alla pace, anziché alla militarizzazione. Al contrario questo fardello legato alla guerra e ai conflitti si aggrava per la Sardegna, come abbiamo visto dalle esercitazioni militari sempre più prolungate intensive (es. la “Mare Aperto” o la “Joint Stars 2025” a cui la Regione Sardegna ha addirittura dato il suo patrocinio), o lo schierasi della Regione, tramite la propria avvocatura, a difesa della fabbrica di bombe RWM contro le associazioni che hanno fatto ricorso al TAR chiedendo la sospensiva dell’apertura dei nuovi reparti). Quest’accordo tra l’ASPAL e l’Esercito conferma un passivo ricadere della politica dentro la logica dei poteri forti, che non richiedono nessuno sforzo di immaginazione su strade alternative, ma indirizzano alle loro esigenze. Così i Centri per l’Impiego offriranno ai disoccupati informazione su come arruolarsi nell’Esercito (ricordiamo che il generale Masiello aveva lamentato una carenza di effettivi di almeno 40.000 unità), e chissà forse in questo saranno anche più solerti nell’informare e convocare di quanto non accada per altri tipi di impiego a cui i disoccupati cercano di fare domanda – affrontando tempi di attesa interminabili nei CPI, senza che successivamente arrivi alcuna chiamata.  Per informare sulle carriere militari si programmano incontri tra studenti e figure di militari nelle scuole medie superiori, e nei gradi inferiori dell’istruzione si realizzano visite e incontri in siti militari sin dalle primarie. Non c’è incontro sull’orientamento in uscita – organizzato dall’università o da altre agenzie dedicate, che non preveda banchetti informativi sistemati in primo piano per le forze armate al completo.    Questo impegno dell’ASPAL appare un ulteriore tassello nell’intento di setacciare la società civile duramente depauperata di occasioni di impiego e possibilità d’iniziativa autonoma, indirizzando i giovani privi di prospettive a magari poco supportati dalle famiglie in una direzione: le forze armate – nella prospettiva di un acuirsi dei conflitti internazionali. Avremmo dato all’ASPAL di questa amministrazione regionale un impegno ben diverso, ma per ora non possiamo che prendere atto di una mossa che è sostanzialmente una dichiarazione di impotenza e passività rispetto al trend della militarizzazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PALESTINA: 170 CITTA’ E PAESI COLLEGATI CON CAGLIARI PER IL NUOVO LIBRO DI FRANCESCA ALBANESE. L’AUDIO DELL’INCONTRO
170 piazze e luoghi pubblici collegati in tutta Italia, nella serata di venerdì 19 giugno, con il Presidio stabile per la Palestina di Cagliari (in corso ininterrottamente dal 31 ottobre 2025) per l’incontro con Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori Occupati Palestinesi. L’incontro si è basato sulla presentazione dell’ultimo libro della Albanese, “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero“, uscito per Rizzoli il 26 maggio 2026. L’incontro si è aperto alle ore ore 20.30 con l’introduzione a cura del Presidio stabile di Cagliari per la Palestina, per delineare il contesto dell’iniziativa e la situazione in Palestina. Alle ore 21 il collegamento con Francesca Albanese. Intervistata dal giornalista Matteo Meloni, la Albanese ha delineato le tesi principali del libro, che analizza come la questione palestinese come “specchio delle dinamiche globali, ponendo interrogativi urgenti sul futuro dei diritti umani” e dello stesso rapporto tra i popoli. Tra le tante città collegate anche Brescia, in un affollato Spazio Carme, in via delle Battaglie, 61. Su Radio Onda d’Urto, l’audio dell’incontro con Francesca Albanese, con l’introduzione del Presidio stabile di Cagliari per la Palestina. Ascolta o scarica   Di seguito, la sinossi del libro di Francesca Albanese: “La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei”. Per Francesca Albanese – voce capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana – in questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio». È da queste riflessioni che sono nati i verbi ai quali Albanese si appoggia in questo libro che ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire. Sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare diventano forme di una stessa pratica collettiva: azioni che tutti noi possiamo compiere per vivere nel presente secondo giustizia. Ogni verbo dà l’occasione per raccontare le persone straordinarie che lo hanno ispirato e per portarne i riverberi nel nostro quotidiano. Un viaggio profondo nella storia della Palestina – ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme – e nelle storie di chi ha sofferto, sperato, indagato; di chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre tutto intorno imperversavano le menzogne, e di chi la verità l’ha pagata con la vita; di chi porterà per sempre le ferite della violenza ma anche di chi quella violenza l’ha commessa; di chi ha sentito il peso dell’oppressore e non si è arreso di fronte al desiderio di essere libero. Le storie di chi ha danzato anche in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c’era più niente da cucinare, di chi ha pianto e di chi ha rivendicato il diritto politico a farlo, di chi prova a curare le ferite di un popolo con la verità, con un carico di farmaci o con una canzone; di chi ha custodito la chiave della casa da cui fu scacciato cinque generazioni fa. E dopo cinque generazioni, la custodisce ancora.
June 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Cagliari si stringe attorno alla comunità musulmana dopo l’attentato alla Moschea
Giovedì scorso, 11 del mese di giugno 2026, la città di Cagliari si è svegliata con la notizia dell’attentato incendiario alla Moschea Hal-Hoad di via del Collegio, avvenuto durante la notte. Fortunatamente, l’intervento di spegnimento delle fiamme da parte di un abitante del quartiere ha limitato i danni. La solidarietà di moltƏ cittadinƏ cagliaritanƏ nei confronti della comunità islamica è stata tempestiva. Un comunicato mattutino dell’assemblea cagliaritana di “Potere al Popolo!” denunciava il fatto e indiceva un presidio per le ore 18:00 davanti alla Moschea. * Tante persone hanno aderito all’appello e sono convenute in via del Collegio. Presenti l’imam Mehrez Triki e Omar Zaher, rappresentante della comunità islamica nella provincia di Cagliari. Con loro anche don Marco Lai, parroco della parrocchia di Sant’Eulalia, a due passi dalla moschea. Tra le persone convenute anche il direttore dell’”Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso” della Diocesi di Cagliari, il diacono Pino Siddi, che ha consegnato una lettera di solidarietà dell’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, all’imam e al rappresentante della comunità islamica. Il sit-in ha visto l’adesione di persone di diversi orientamenti politici e religiosi, uniti, tuttavia, nella solidarietà da manifestare all’imam e alla sua comunità. Nouhaila Benbiga, una giovane musulmana immigrata dal Marocco, in qualità di rappresentante di “Potere al Popolo Sardegna”, ha salutato le persone presenti e, prima del suo intervento, ha ceduto il microfono all’imam della Moschea. L’imam ha ringraziato per la solidarietà ricevuta e la presenza così numerosa di cittadini e cittadine di Cagliari. Ha voluto sottolineare, inoltre, il buon rapporto che si è stabilito negli anni con gli abitanti del quartiere, l’aiuto reciproco, la stretta collaborazione con il parroco di Sant’Eulalia e gli operatori della parrocchia. Ha ringraziato gli abitanti che si sono accorti di quanto accadeva durante la notte e sono intervenuti immediatamente per spegnere un principio di incendio che avrebbe potuto causare molti danni. È seguito l’intervento della giovane rappresentante di “Potere al Popolo”, di cui riporto solo alcuni passaggi: « […] Ma sono qui – ha affermato -, prima di tutto, come giovane donna, come musulmana e come figlia di questa comunità immigrata che stanotte è stata violentemente attaccata! Quando oggi ho visto il portone della moschea carbonizzato, non ho visto solo del legno bruciato. Ho visto il tentativo infame di bruciare la nostra esistenza, la nostra sicurezza, la nostra dignità in questa città. Ci vogliono invisibili, ci vogliono spaventati, ci vogliono chiusi in casa. Hanno cercato di bruciare un pezzo della nostra vita, della nostra comunità per mandarci un messaggio chiaro: Dovete avere paura, dovete nascondervi». Ha messo in risalto, poi, come l’atto intimidatorio non possa essere liquidato come una ragazzata, piuttosto come atto premeditato contro la presenza musulmana in città, fomentato anche dal clima politico nazionale per creare la paura dell’altrƏ che si traduce in xenofobia e islamofobia: «Questo rogo non si è creato da solo. Non è la bravata di un singolo, non è la follia di un momento e non è un caso isolato. Questa violenza ha dei mandanti politici ben precisi ed è il frutto di scelte deliberate e programmatiche! Questo è un attentato squadrista, figlio legittimo dell’odio razziale e dell’islamofobia che la destra di Giorgia Meloni e dei suoi alleati soffia ogni giorno in tv e sui social. Lo fanno scientemente, per raccogliere voti sulla nostra pelle e per distrarre le masse dalle loro precise responsabilità economiche! Perché chi ha appiccato quel fuoco è solo il braccio armato di un sistema. «C’è un filo rosso – ha continuato -, dritto e insanguinato, che unisce le fiamme di stanotte a quello che è successo poche settimane fa a Taranto, dove il nostro fratello Bakary Sako, un operaio e bracciante dignitoso di 35 anni, è stato massacrato e ucciso all’alba da un gruppo di ragazzini mentre andava a lavorare. Parliamo di persone talmente schiacciate dalla propria insignificanza sociale, talmente vuote di senso da un sistema che le ha impoverite, da dover rubare la vita di un uomo forte, o dare fuoco a una moschea, pur di sentirsi protagoniste di qualcosa!». Proseguendo nel suo intervento, ha sottolineato la responsabilità dei partiti politici che appoggiano il governo Meloni, ma anche di quelli all’opposizione, corresponsabili dei decreti sicurezza, della creazione dei CPR (Centri per il rimpatrio), incapaci di arginare il clima di odio che oggi si concretizza con i progetti di remigrazione. Altri interventi si sono succeduti, ma voglio dare voce a una riflessione di Aldo Pintor, operatore sociale, molto vicino alle famiglie di immigrati che popolano il quartiere della Marina a Cagliari, presente al sit-in: «Cagliari – ha scritto in un post su Facebook – si stringe attorno alla comunità mussulmana che è stata vittima di un attacco vile. Attacco purtroppo che ha molti mandanti morali nei tanti politici e opinionisti che vomitano da tempo parole di odio». *   https://www.pressenza.com/it/2026/06/cagliari-attentato-al-moschea-al-hoda-di-via-del-collegio-presidio-di-solidarieta-alle-ore-1800/ Pierpaolo Loi
June 14, 2026
Pressenza
Poligono di Quirra: nessun dorma
Riprendiamo dall “aperiodico” indipendentista sardo Helis, un intervento di Bettina Pitzurra sugli ultimi sviluppi del processo a 8 comandanti del poligono di Quirra, in Sardegna Il comitato sardo “Gettiamo le Basi” ha presentato ricorso in Appello contro l’assoluzione in primo grado degli 8 ex comandanti del Poligono militare del Salto di Quirra ( Molteni, Cecchetti, Quattrociocchi, Mauloni, Landi, Ricci, Fois,
Cagliari: attivazione dei nuovi reparti RWM? Ancora è un NO
Il 27 maggio 2026 davanti al TAR Sardegna in piazza del Carmine, Cagliari, c’è stato un folto e variegato sit in occasione della Camera di consiglio che doveva pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata da varie associazioni ambientaliste, sindacali, pacifiste contro l’apertura del nuovi reparti RWM (fabbrica di materiale bellico nel Sulcis Iglesiente) stabilita per decreto dal commissario ad acta Orsola Reillo, di nomina governativa. Il TAR ha affermato la validità del ricorso delle associazioni, patrocinato dallo studio legale Pubusa, ma il pronunciamento sulla sospensiva non c’è stato perché si è stabilito che comunque mancano, per l’apertura dei nuovi reparti, alcuni indispensabili elementi tra cui l’attestazione dei vigili del fuoco, il parere della Soprintendenza, e vari permessi edilizi a carico delle amministrazioni comunali. Il TAR andrà pertanto direttamente al pronunciamento sul merito della legittimità dell’apertura dei nuovi reparti nella seduta del 14 gennaio 2027. La Regione, che si era fatta commissariare per aver lasciato scadere i termini entro cui doveva pronunciarsi – adducendo il motivo di dover approfondire alcune questioni di carattere ambientale, in occasione di questo ricorso, tramite la sua avvocatura, si è schierata nettamente contro le associazioni che hanno chiesto la sospensiva, posizionandosi in favore della RWM e del suo studio di VIA (Valutazione di impatto ambientale), relativo ai soli nuovi reparti di produzione e al campo prove, poligono per testare esplosivi – anziché a tutte le strutture edilizie realizzate e al complesso dell’impianto industriale. Per le associazioni ambientaliste e antimilitariste, in primis Italia Nostra Sardegna, continua la battaglia civile e legale contro l’ampliamento della fabbrica di bombe RWM che triplicherebbe la produzione di ordigni di morte – tra cui le bombe MK e i droni killer su progetto dell’israeliana U-Vision, e trascinerebbe la boccheggiante realtà industriale del Sulcis Iglesiente verso il settore bellico. Il partecipato presidio davanti al TAR rivela ancora una volta che la preoccupazione non coinvolge solo le associazioni firmatarie del ricorso (Italia Nostra, A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, MovimentoNonviolentoSardegna), di cui alleghiamo il comunicato stampa, ma un vasto schieramento di gruppi e comitati di tutta la società civile: Cagliari Socialforum, Campagna Stop RWM, Cobas scuola Cagliari, Emergency, Warfree – Liberu dae sa gherra, Comitato nazionale sardo per la pace, Rifondazione comunista e altri, a cui si aggiunge l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Com.Stampa_CameraDiConsiglio_TAR-RWM_27-5-2026_SitInDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cagliari. Martedì 2 giugno corteo contro l’occupazione militare della Sardegna
Siamo di fronte a un’intensificazione con pochi precedenti della guerra imperialista.  L’entità sionista, braccio armato dell’impero statunitense, ha esteso le sue politiche genocidiarie al Libano e all’Iran, con la complicità dell’Europa e in particolare dell’Italia, che a più riprese è stata definita dal governo sionista come uno dei maggiori alleati […] L'articolo Cagliari. Martedì 2 giugno corteo contro l’occupazione militare della Sardegna su Contropiano.
May 31, 2026
Contropiano