Accordo ASPAL – Esercito: un altro passo del graduale aumento degli arruolamenti in Sardegna… E la call to action per impedirlo
È di ieri la call to action del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna
di inviare una mail all’Assessora Manca e a tutta la Giunta Regionale sarda
perché ritirino immediatamente l’accordo tra ASPAL e il Comando Militare
Esercito Sardegna.
Questa è una prima risposta della collettività sarda all’accordo del 17 giugno
che prevede una strutturale collaborazione tra l’ASPAL (Agenzia Sarda per le
Politiche Attive del Lavoro) ed Esercito Italiano. La giunta regionale infatti
ha firmato, in contraddizione con quanto programmato in sede elettorale,
affinché il 2027 sia all’insegna della promozione delle carriere militari. Si
tratta di un passo del tutto in linea con la strategia di aumento degli organici
degli eserciti di vari paesi europei: uno delle strategie infatti è arrivarci
attraverso l’incremento degli arruolamenti volontari.
Come? Con incentivi e propaganda, meglio se nelle scuole. Per esempio, si legge
nell’accordo dell’ASPAL di una «collaborazione istituzionale gratuita per
promuovere e disseminare le opportunità di carriera nell’Esercito italiano
attraverso azioni di orientamento e animazione territoriale rivolte a cittadini
disoccupati, giovani in uscita dai percorsi scolastici / formativi, e volontari
congedati senza demerito dalle Forze Armate». E ancora, si parla di
«co-progettazione di attività di orientamento e animazione territoriale anche
con il coinvolgimento di Enti locali, Scuole e Università». Rimandiamo al nostro
precedente articolo per più dettagli.
Ma quanto accade in Sardegna non riguarda solo la Sardegna…
Il resto del continente è coinvolto. Se letto nell’ottica della deriva
bellicista in Italia e in Europa, possiamo ipotizzare in questo tipo di accordo
una forma di sperimentazione, un “progetto pilota” che presto potrebbe
ritrovarsi rideclinato in altre regioni d’Italia.
Come Osservatorio, possiamo contribuire con due riflessioni.
La prima è che da un recente confronto con realtà francesi, siamo venute a
conoscenza di come anche là il loro Ministero della Difesa utilizzi da anni
particolari territori come terreno di sperimentazione per politiche di
militarizzazione e arruolamento da poi estendere a livello nazionale. Uno di
essi è la provincia di Seine-Saint-Denis, nell’Île-de-France, dove le campagne
dell’esercito francese si strutturano ad hoc per una popolazione con forte
background migratorio, meno risorse economiche e scarsità di opportunità
lavorative. Non a caso realtà di insegnanti francesi analoghe all‘Osservatorio
contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono presenti proprio
a Saint-Denis.
La seconda osservazione parte dalla richiesta di aumento di 40.000 soldati entro
il 2033, avanzata da Crosetto lo scorso 8 giugno in uno schema di ddl per la
riforma del codice dell’ordinamento militare insieme a molte altre misure
particolarmente preoccupanti e che avranno pesanti ricadute anche sulle scuole.
Crosetto indica (a livello nazionale) di «introdurre strumenti volti ad
agevolare il ricollocamento professionale del personale militare in servizio
permanente e in ferma prefissata nel settore privato, nonché nella pubblica
amministrazione, prevedendo istituti di mobilità tra Ministeri, analoghi a
quelli applicabili al personale civile, rafforzando le agevolazioni nell’accesso
ai concorsi pubblici e disciplinando, altresì, misure specifiche per l’accesso
al trattamento pensionistico». Insomma, incentivi economici e agevolazioni a
trovare, dopo il servizio militare, lavoro nel settore pubblico sono solo due
degli strumenti già annunciati da Crosetto per chi accetterà di diventare
soldato. Due misure che si ritrovano precisamente nell’accordo di ASPAL.
Riportiamo quindi, per opportuna conoscenza di tutte e tutti coloro che seguono
l’Osservatorio, l’appello del Comitato per la smilitarizzazione della Sardegna a
scrivere in massa alla giunta regionale sarda.
> «Questo accordo è una vergogna perché è l’ammissione che l’unica idea che la
> Regione riesce a mettere in campo per affrontare il problema della
> disoccupazione sia proporre ai nostri giovani e alle nostre giovani
> l’arruolamento. E ciò in perfetta continuità con anni e anni di propaganda
> militarista nelle scuole, piu volte segnalata dell’Osservatorio contro la
> militarizzazione delle scuole e delle università.
>
> Manda subito una email dal sito: https://stopaccordoaspal.watermelonapps.com»
>
> Da lì il sito rimanda a una mail modificabile in cui si chiede con fermezza
> l’immediata interruzione dell’accordo tra ASPAL ed Esercito e di non siglare
> accordi analoghi con altre forze armate… Un altro modo per praticare
> un’obiezione di coscienza totale e collettiva.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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