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Al Romics l’Esercito prova ad arruolare ancora
Al Romics di Roma, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cosplay, Cinema e Games, che vede una partecipazione di circa duecentomila visitatori l’anno, l’Esercito ha schierato droni, mezzi militari e una folta schiera di soldati e soldatesse pronte a convincere i più giovani a fare quantomeno un’esperienza di leva volontaria. Pezzo forte di questo appuntamento affollatissimo di ragazzi e ragazze è stata la graphic novel Naja Comics. In viaggio tra passato e nuovi professionisti digitali in cui un nonno racconta a suo nipote appena arruolato la bellezza della vita nell’Esercito. Ovviamente, il libro è disseminato di soldati che aiutano malati, bambini e chiunque si trovi in pericolo. Come sempre più spesso si trova anche un accenno ad una presunta parità di genere completamente raggiunta nelle Forze Armate grazie alla possibilità di carriera delle donne che finalmente non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi maschi. Nello sforzo generale di spingere all’arruolamento, fortemente sostenuto dalla presenza di Radio Esercito, non poteva mancare il riferimento ai notevoli vantaggi economici derivanti dalla carriera militare. Oltre alla stabilità economica si fa infatti riferimento a come le competenze acquisite nel periodo di leva possano essere spese sul mercato del lavoro nel momento in cui si dovesse cambiare idea sulle proprie prospettive future. Si fa così l’esempio di chi è riuscito a trovare un posto di lavoro come meccanico aeronautico o chi è riuscito a farsi assumere da un’importante emittente TV grazie ai patentini per la guida di droni consegui mentre era arruolato. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci domandiamo dunque come sia possibile che in un evento importante come il Romics, attraversato da migliaia di giovani in cerca di supereroi, sia dato spazio ad una campagna dell’Esercito che inviti le giovani generazioni ad arruolarsi esponendole al rischio concreto di andarsi a fare massacrare in guerra. Come Osservatorio ci auguriamo pertanto che i giovani possano sognare supereroi che difendono la pace e la democrazia e non quelli che portano morte e distruzione. Fonte: https://www.romareport.it/romics-un-fumetto-per-arruolare/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Anniversario dell’Esercito: L’Aquila diventa una vetrina per l’arruolamento
Dal 1 al 5 maggio il centro storico della città dell’Aquila è stato completamente trasformato per l’allestimento del “Villaggio Esercito”, una metafora per indicare la miriade di gazebo, mezzi militari e soldati che si è riversata per le strade e per le piazze con lo scopo di festeggiare il 165° anniversario dell’Esercito. Il tutto si è aperto con il taglio del nastro lungo il corso Vittorio Emanuele e con un alzabandiera. Come si legge sul sito della Difesa i cittadini hanno potuto partecipare a varie attività e «conoscere da vicino l’evoluzione tecnologica, l’addestramento, le capacità e i valori del mondo militare» (clicca qui). I vari allestimenti hanno permesso infatti alla cittadinanza di vedere armi, equipaggiamenti, dimostrazioni di attività militari e, immancabilmente, di conoscere le opportunità professionali delle Forze Armate. L’Aquila è stata scelta per questa occasione perché, dopo il devastante terremoto del 2009, dovrebbe incarnare il concetto stesso di resilienza, una parola tanto di moda nelle molteplici crisi che stanno attanagliando l’Italia, ma che nel caso specifico del capoluogo abruzzese nasconde un lungo periodo di ricostruzione in cui silentemente molti hanno deciso di emigrare per mancanza di lavoro, con un tessuto industriale e commerciale che si è decisamente indebolito. Come in molte città del Centro-Sud l’Esercito rappresenta perciò una forte attrattiva lavorativa e la festa di compleanno che è stata organizzata nelle vie della città in favore delle Forze Armate non fa che invitare ancora più cittadini e cittadine a intraprendere la carriera militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per tali ragioni non può non denunciare come tali iniziative contribuiscano a militarizzare i territori, la società e l’economia, facendo passare l’idea che andare a fare la guerra sia un mestiere come un altro e che arruolarsi sia al momento tra le poche soluzioni possibili per sperare in un futuro sereno. Noi speriamo al contrario che i cittadini e le cittadine di questo Paese possano pensare ad un domani felice senza dover per forza passare per una divisa. Fonte: https://www.laquilablog.it/villaggio-esercito-allaquila-il-centro-storico-diventa-spazio-aperto/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Vogliamo i condizionatori o la pace? In merito allo spot per il reclutamento nell’Esercito Italiano
La campagna con cui l’Esercito Italiano prova ad attirare i nostri e le nostre giovani basa il suo messaggio sul rapporto tra guerra e pace, un messaggio che, parafrasando il buon vecchio Mario Draghi, potrebbe essere riassunto così: «Volete continuare a vivere in pace? Allora abituatevi alla guerra!» (clicca qui). Lo spot si apre con la frase centrale «La sicurezza è poter vivere la quotidianità, la normalità senza paura» a cui fanno seguito immagini di vita quotidiana (semplici persone che escono dall’androne di casa, chicchi di caffè, passanti a passeggio in un corso cittadino, bimbi che giocano in riva al mare) alternate a immagini di soldati impegnati in misteriose e pericolose missioni notturne o nelle nostre strade a presidio del territorio. È un messaggio breve, di soli 30 secondi, ma denso di significato; e il significato sta più in quello che non si dice né si fa vedere che non in quello che viene mostrato. La prima cosa che scompare, ma che è fortemente sottesa al messaggio, è la guerra: non ci sono bombe o azioni belliche, questi soldati non fanno la guerra, ma al massimo sono impegnati in qualche addestramento che forse nelle intenzioni dell’emittente dovrebbe apparire affascinante. Ma la campagna reclutamento serve, oggi più che mai, ad attirare giovani perché siano addestrati alla guerra, una guerra che è tanto assente in questo spot quanto ben presente a tutti i suoi destinatari; rimuoverla da uno spot di propaganda non riuscirà certo a cancellarla dall’orizzonte di chi potrà prendere in considerazione di fare questa scelta. La seconda cosa che scompare è il “nemico”: perché queste scene di quotidianità spensierata dovrebbero essere minacciate? E da chi? La minaccia è incombente, potrebbe mettere a rischio la normalità delle nostre vite, ma la minaccia non si vede, è un “qualcosa” che è assenza e proprio perché è assente, non diventa perturbante. Le scene di vita quotidiana non sono in pericolo, il messaggio non punta a farci paura, al contrario vuole essere rassicurante e trasmettere serenità. Il messaggio è: vivi in pace e senza paura grazie alle forze armate. Ma anche questa seconda assenza rimanda, come già l’assenza della rappresentazione della guerra, ad una realtà completamente diversa: da anni lavorano in profondità per costruire cittadini il più possibile terrorizzati, e la paura è entrata nelle menti dei singoli, che vivono il presente con una continua minaccia sul futuro. E così anche questo “nemico”,  benché assente nello spot, è ben presente nella realtà e nell’immaginario dei destinatari. Siamo cioè di fronte a un messaggio che trova i suoi contenuti e la sua centralità più nella dimensione extratestuale che non all’interno del messaggio stesso: chi ascolta e vede sa che la guerra c’è e che la paura esiste, ma questi non vengono mostrati, il perturbante sta nella realtà fuori dal messaggio e non nel messaggio stesso. In questo modo il messaggio di solidità e di protezione che l’esercito vuol mandare diventa paternalistico: è come un buon padre che vuole che i suoi bambini-sudditi possano continuare a giocare senza che si accorgano del pericolo che stanno correndo; ma questo padre-esercito è sì protettivo, ma come un genitore manipolatorio non spaventa i propri figli, ma vuole che sappiano che è solo grazie a lui che possono continuare a giocare. I soldati, dunque, ci proteggono da una guerra che non si vede, ma che c’è e da un nemico che non si vede, ma che viene dato per scontato. Ed è qui che i due non detti si uniscono: sappiate che siete minacciati, sappiate che se volete continuare ad avere la vostra vita e i vostri condizionatori, dobbiamo essere pronti alla guerra, sappiate che la sicurezza interna è legata a doppio filo con quella esterna. Mentre continuano a terrorizzarci, contemporaneamente trovano la soluzione nella militarizzazione della società e delle menti. E questo perché la loro idea di sicurezza è legata a doppio filo con il sistema guerra, l’uno ha bisogno dell’altra; al contrario la nostra idea di sicurezza è legata a doppio filo con la l’idea della pace e crediamo che per uscire tranquilli da un portone di casa serva innanzitutto avere una casa che non costi come metà del nostro stipendio e che per portare i nostri figli al mare servano salari dignitosi; crediamo che le risorse a livello mondiale andrebbero redistribuite secondo criteri di giustizia economica, politica e sociale; insomma crediamo che la vera sicurezza sia fatta di diritti diffusi e universali, e che questa sia l’unica vera garanzia per limitare criminalità interna e per sventare le guerre così necessarie invece a chi impoverisce le condizioni sociali delle nostre vite e continua con la guerra coloniale a depredare il mondo. SAPREMO ANCHE NOI NARRARE AI NOSTRI GIOVANI NON UN FUTURO DI GUERRA COME VOI VORRESTE, MA LA NECESSITÀ DI LOTTARE PER UN ALTRO FUTURO, LIBERO DAI VOI SIGNORI DELLA GUERRA E DA VOI CHE VI SIETE AUTOPROCLAMATI PADRONI DEL MONDO. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Grosseto, stand dell’Esercito Italiano al “Game Fair Italia”
La 33^ edizione di Game Fair Italia, aperta dal 24 al 26 aprile presso il Centro Fiere del Madonnino di Braccagni a Grosseto, ha ospitato i paracadutisti della Brigata Folgore. Nello specifico era presente il reggimento “Savoia Cavalleria” con i propri assetti promozionali (clicca qui).  Come possiamo leggere sul sito web della fiera, al “Game Fair Italia”: «I visitatori possono avvicinarsi al mondo delle armi sportive e del tiro, del mondo venatorio, e della vita all’aria aperta, partecipando in modo attivo a prove pratiche, ed assistendo a show e spettacoli a ciclo continuo, partecipando a gare, visitando il villaggio con tutti i prodotti delle discipline rappresentate». Viene descritta come una manifestazione per la famiglia che permette di passare un’intera giornata immersi nell’ambiente della maremma e tra le passioni rappresentate dalle discipline outdoor. Tra gli stand di attrezzature per la caccia e la pesca, per il tiro con l’arco e la falconeria, l’Esercito disponeva di uno stand, nel quale informava il pubblico sulle modalità di arruolamento e promuoveva le opportunità di carriera in mimetica, e di postazioni all’interno delle quali erano esposti i materiali tecnici adatti alle esigenze operative militari, indossare un paracadute, seguire una dimostrazione pratica del Metodo di Combattimento Militare (MCM).  Seppure il Game Fair Italia sia dedicato al mondo venatorio e quindi anche alle armi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università registriamo con preoccupazione la presenza in quella sede dell’Esercito Italiano. Siamo contrarie e contrari alle armi e agli strumenti di morte, quando vengono imbracciati per attività sportive ma ancora di più quando è lo Stato che lo chiede ai cittadini, per influenzare le sorti internazionali e/o spegnere il consenso politico interno. Lo stato di polizia, la mistificazione del soldato e della guerra non devono mettere radici nel sentire popolare, per questo continueremo come Osservatorio a monitorare eventi dentro e fuori le scuole che contribuiscono alla propaganda militarista e che suggeriscono di intraprendere la carriera militare.  Grosseto, foto da https://www.fieradelmadonnino.it/11839_esercito-lesercito-al-game-fair-25/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Grosseto -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Alla “race for the cure” contro il tumore al seno si inserisce anche l’Esercito
“Una Acies” dal latino “un’unica schiera”: è il motto dell’Accademia Militare di Modena ma anche il nome che si è dato una squadra di atletica dell’Esercito Italiano per partecipare… Alla “Race for Cure“, corsa di raccolta fondi per la lotta al tumore al seno. Stemmi e magliette che chiaramente sottolineano l’afferenza alla squadra dell’Esercito sono arrivati a contaminare questa iniziativa, in linea con i “Programmi della Comunicazione” del Ministero della Difesa. “Una Acies” è nata nel 2022, su iniziativa di una colonnella che vinse la propria battaglia contro il tumore al seno, Giulia Cornacchione. “Race for The cure” ci interessa perché le scuole sono ampiamente coinvolte nella partecipazione, in alcuni casi sono anche protagoniste di alcune iniziative parallele in calendario. Anche quest’anno, però, riparte di gran carriera anche la sponsorizzazione o meglio la vampirizzazione militaresca, di una pur lodevole iniziativa come questa, per la raccolta fondi a favore della ricerca per la lotta contro il tumore al seno. C’è quindi un altro male che attacca, nel nostro caso lo sport finendo per parassitarlo: si chiama Difesa SpA il “main-sponsor” ufficiale. Così come l’EOS di Parma, rassegna delle armi camuffatasi da fiera degli sport outdoor, fatti di avventura in tenuta mimetica e cacciatori, con la doppietta sotto il braccio, difensori della biodiversità, veicola cultura “armata”, anche la “Race For the Cure” ha il proprio lato B con le stellette! Questo presenzialismo delle divise e delle mimetiche ad ogni occasione pubblica di rilievo così come quelle di “quartiere”, come ad esempio “Legalmente marciando” (Scuole-Comine di Fiumicino), vede nello sport un’occasione unica per avvicinare le giovani e le giovanissime generazioni: movimento, avventura, elementi empatici come ad esempio il cane anti-valanga o antidroga o ancore il Jack Russell, insospettabile poliziotto, sono tutti elementi attrattori appunto dei più giovani. In alcuni settori della pedagogia si dice che “giocando si impara”: in questa ed altre rassegne si gioca, si compete gioiosamente e allo stesso tempo si impara a introiettare la divisa che corre accanto a te e come te alle volte soffre e si ammala e magari lotta contro il tumore. Si cerca quindi di creare sempre empatia e introiezione di una visione manichea del mondo sociale: da una parte i buoni, la divisa, dall’altra i cattivi, i disertori, ecc… Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Run for AIRC (Pisa), 17 maggio: corsa per sostenere la ricerca sul cancro… Con l’Esercito Italiano
A Pisa, il 17 maggio, si terrà la Run for AIRC, una corsa per le vie della città per sostenere la ricerca sul cancro. Fin qua niente di strano. Se non fosse che sulla locandina dell’evento compare, in posizione centrale, lo stemma dell’Esercito Italiano… La spesa militare globale è in continua crescita da almeno 11 anni avendo raggiunto nel 2025, stando ai dati Sipri, la cifra astronomica di 2.887 miliardi di dollari. Inutile chiedersi quanti ospedali o scuole avremmo potuto costruire e attrezzare con questi soldi, quanti interventi sociali avremmo potuto realizzare con una minima parte di queste incredibili risorse. La riflessione è d’obbligo se pensiamo alla ricerca in campo medico, alle tante, troppe malattie, non ancora debellate per gli scarsi finanziamenti ricevuti, ai ricercatori precari che sempre più frequentemente accettano offerte provenienti dall’estero a causa delle borse di studio o stipendi miserrime con le quali non riescono a vivere in Italia. Ma addirittura la ricerca medica, dimenticata o sminuita nel depotenziamento dei centri nazionali di ricerca, diventa talvolta occasione di propaganda politica: è il caso dell’attività podistica Run for AIRC presentata al Comune di Pisa con il patrocinio dell’ormai onnipresente assessora Frida Scarpa. L’avevamo lasciata pochi giorni addietro sul palco della Giornata della Solidarietà per ritrovarla alla conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della Run for AIRC, manifestazione ludico-motoria non competitiva organizzata dalla Fondazione AIRC – Comitato Toscana in collaborazione con il Pisa Road Runners Club, l’Uisp e il supporto del Comune di Pisa, dell’Opera della Primaziale e… dell’Esercito. Leggiamo testualmente a proposito del ruolo dell’Esercito nella Run for AIRC Pisa del 17 maggio 2026 () > «Grande protagonista di questa edizione sarà anche l’Esercito Italiano. Oltre > a garantire il supporto logistico lungo il percorso con i paracadutisti del > Reggimento Logistico ‘Folgore’, l’Esercito sarà presente al Village con un > Info Point sui concorsi per l’arruolamento. All’arrivo, i partecipanti > potranno inoltre degustare la celebre ‘cioccolata militare‘, parte storica > della razione K dei soldati italiani.» All’assessora Scarpa, la cui presenza al fianco dell’esercito è ormai una costante, vorremmo ricordare che la ricerca non ha affatto bisogno di alcuna propaganda militarista. Al contrario servirebbe un concreto aiuto magari mettendo a disposizione dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici dei posti letto a prezzi calmierati visti gli elevati costi delle locazioni in città. Ci direte che la nostra posizione è desueta e polemica, fuorviante perchè induce all’odio verso le forze armate. Possiamo rassicurare che il nostro intento è semplicemente fornire una visione critica verso questi eventi vetrina utili a trasmettere messaggi rassicuranti sul ruolo dell’esercito. Sarebbe infatti il caso di cominciare a porsi qualche seria domanda sulla presenza dilagante di uomini in divisa in ogni momento della vita sociale pisana, dalla Giornata della Solidarietà alle iniziative a sostegno della ricerca. Ci chiediamo, infatti quale coerenza ci possa essere nel cogliere occasioni come questa per fare propaganda per l’arruolamento nell’esercito, mentre al contrario ci aspetteremmo in un contesto del genere che le istituzioni, da quelle locali alle nazionali, offrissero borse di studio o assunzioni stabili per giovani ricercatori e ricercatrici. A beneficiare dell’aumento delle spese di guerra sono infatti sempre più i settori militari al contrario della ricerca, altro che cioccolata del militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Brigata ebraica. Nata male, finita peggio
1942, agosto, Rommel avanza verso l’Egitto e gli inglesi sono nel panico, non hanno truppe in loco, perciò organizzano in tutta fretta un Reggimento Palestinese nel Mandamento loro attribuito dalla Società delle Nazioni, che controllavano in Terra Santa, forza che arrivò ad avere 7000 uomini arruolati al suo apice, 3800 […] L'articolo La Brigata ebraica. Nata male, finita peggio su Contropiano.
April 30, 2026
Contropiano
Orientamento professionale-gastronomico: incontro con l’Esercito al “Ferraioli” di Napoli
All’Istituto Professionale di Stato dei Servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera di Napoli “Antonio Esposito Ferraioli”, il 9 marzo scorso, gli alunni e le alunne dell’ultimo anno hanno incontrato un maggiore e una “guida” della Caserma Calò (sarà Eugenio, medaglia d’oro della Resistenza?). Lo scopo è essere orientati verso il lavoro, come recita la circolare interna, ma i militari sono spesso presenti all’istituto anche nei progetti di Educazione alla Legalità (https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/ https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/categoria/le-notizie/2349/incontro-di-orientamento-in-uscita-esercito-caserma-calo/). Ignoro quali funzioni svolga la “guida”, in questo caso una ragazza in divisa ma, senza dubbio, un ruolo di supporto all’ufficiale durante la presentazione del programma. La presenza delle donne nelle organizzazioni militari rappresenta oggi la cifra dell’emancipazione, così come la considerano istituzioni per loro storia e cultura tipicamente maschili. La conferenza prevede una generale presentazione dell’esercito italiano: i compiti di servizio per la difesa, le operazioni di pace, quelle di soccorso e ripristino dopo eventi dannosi a cura del reparto genieri, ecc. tutto dalla parte dei Bene, dei Buoni. Però, se si dà uno sguardo alla home del sito, tali versioni non sembrano una priorità, la missione non pare molto cambiata, se non nella sua veste altamente tecnologica. Le prime immagini mostrano uomini e donne in mimetica impegnati in logistica per operazioni di guerra (https://www.esercito.difesa.it/). Come ci segnala anche il giornale on line ildenaro, il 9 marzo gli alunni e le alunne hanno ascoltato con grande interesse le sorti luminose che apre, nel dopo diploma, una carriera militare (https://www.ildenaro.it/scuola-dal-diploma-alluniforme-lesercito-incontra-gli-studenti-del-ferraioli). Il commento è entusiasta. Come abbiamo più volte notato questi fogli svolgono una capillare opera di elaborazione del consenso, la lettura impegna pochi minuti, la rassegna degli argomenti, apparentemente ampia, è in realtà dedicata a rinforzare una mentalità, sul ruolo dell’economia, del lavoro, della difesa del nostro stile di vita. Infatti, parlare di lavoro, denaro, finanza, è lo scopo editoriale delle pagine, per cui un percorso di orientamento, chissà anche di Formazione Scuola Lavoro (ex Alternanza Scuola Lavoro), è ritenuta una notizia che vale la pena commentare. Una rubrica del giornale dedica una articolata riflessione all’importanza esistenziale del lavoro: lavorare è dare senso e direzione alla propria vita, l’economia che se ne occupa, quando è disciplina «nobile […] è l’arte che tiene in piedi la vita». E così di lavoro e lavoro discorrendo, la pagina ci tiene a segnalare che l’ufficiale intervenuto al Ferraioli ha mostrato “slides d’ordinanza”, dove l’espressione sembra incorrere in un simpatico equivoco semantico: nel gergo militare l’ordinanza è l’attendente al servizio del superiore in grado. Sarà la ragazza guida? In fondo si sa, si comincia con la gavetta e poi si percorrono i gradi del cursus honorum. Forse, visto l’indirizzo alberghiero della scuola, i neodiplomati potranno essere imprestati alla marina militare, imbarcati su un incrociatore per cucinare alla truppa. Oppure potranno servire un rancio da specialisti  dell’enogastronomia ai soldati nelle caserme italiane. Leggo sul quotidiano Avvenire del 10 aprile un articolo sui buoni risultati, in termini di valore aggiunto, del settore della ristorazione italiana, a cui però manca personale con competenze di cucina e di servizio a tavola. Dunque, il rischio è che l’incremento di profitto nella catena del valore economico, in questo settore, si arresti (clicca qui).   Ciò che non ci dice il giornalista è che il profitto, per essere più diretti, più chiari sul significato di valore aggiunto, nei ristoranti, bar a Napoli come altrove, lo realizzano gli immigrati e coloro che accettano uno dei tanti contratti sottopagati. L’esercita paga meglio? Non lo so, sicuramente, come sempre si sottolinea durante questi incontri, il valore aggiunto nel mestiere delle armi è rappresentato dalla forza dell’organizzazione e della disciplina, una questione di forgia del carattere. Ultimo ma non ultimo: le prove INVALSI battono cinque a zero l’orientamento militare (cinque è il punteggio massimo che si può conseguire a test). Infatti, si premura di ricordare la Dirigente nella circolare, l’incontro non dovrà interferire con le date previste per la somministrazione dei test. Tanto, fare i sorveglianti durante le prove standardizzate o mentre parla il maggiore dell’esercito, per i docenti non cambia molto: solo un effetto di interpretazione del ruolo. Ruolo che si accetta venga marginalizzato, messo all’angolo da funzioni di ben altro rango sociale. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Orientamento con l’Esercito all’IIS “Buontalenti” di Firenze
Nei giorni 6 e 20 marzo le classi quinte dell’IIS “Buontalenti” di Firenze hanno incontrato l’Esercito per delle attività di orientamento. Queste iniziative rientrano nel progetto dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana dal titolo Conferenze scolastiche di informazione e orientamento e visite scolastiche presso le Unità dell’Esercito per l’anno scolastico 2025-2026 (per i dettagli del progetto clicca qui). I militari entrano nelle scuole superiori della Regione per presentare la loro Forza Armata e con l’intento dichiarato di far conoscere a studenti e studentesse le varie opportunità di lavoro nel loro specifico ambito, in particolare il percorso da Volontario in Ferma Prefissata Iniziale (VFI). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università affermiamo ancora una volta con forza la nostra contrarietà a questo tipo di conferenze. Specialmente in un periodo in cui i venti di guerra stanno soffiando sempre più forti è importante che l’USR e i singoli istituti impediscano che le giovani generazioni vengano trasformate in carne da cannone con l’illusione di un posto di lavoro sicuro. Le scuole dovrebbero invece rispondere alla precarietà lavorativa ed esistenziale che attanaglia tanti giovani di oggi mostrando loro strade in cui le conoscenze da acquisire siano al servizio della società civile e della pace e non delle Forze Armate e della guerra. Fonte: https://web.spaggiari.eu/sdg2/Documenti/BachecaCvv/FIIP0018/3632479 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente