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Caserta, no alla militarizzazione delle scuole: la cerimonia militare con il Reggimento Bersaglieri
Assistiamo oramai da troppo tempo alla crescente commistione tra le forze armate e i ragazzi e le ragazze in età scolare. Quanto successo in Campania il 22 ottobre in occasione di una manifestazione socio sportiva (la 23° edizione della Flik Flok, a Caserta, organizzata dalla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”) conferma la giustezza delle nostre posizioni e la gravità dell’allarme che lanciamo senza sosta da anni. Ci lascia sgomenti il fatto che si possa parlare di «un grande successo per tutta la città di Caserta» a proposito della partecipazione di «oltre 6 mila studenti provenienti da circa 40 scuole delle province di Caserta, Napoli, Benevento» che hanno potuto apprezzare «l’evento della Brigata “Garibaldi” di stanza nella città campana». Un evento che «da oggi, fino a domenica prossima, si svolgerà nei giardini antistanti la Reggia di Caserta», uno dei tesori architettonici d’Italia. Apprendiamo inoltre che nella stessa giornata «si è svolta in mattinata la cerimonia militare per il rientro del contingente dell’8° Reggimento Bersaglieri dall’impiego semestrale in territorio bulgaro e di saluto ai reparti in partenza della Brigata» e che alla cerimonia «ha fatto seguito il taglio del nastro e l’inaugurazione del villaggio “Cremisi”». La chiusura dell’articolo infine sottolinea l’entusiasmo dei giovani e delle giovani «che hanno animato il villaggio interagendo con i bersaglieri all’insegna dello sport e dei valori che questo racchiude». Ecco, ci chiediamo: perché ragazzi e ragazze in giovanissima età dovrebbero interagire con le forze armate? E come lo sport può diventare un ponte tra due universi che dovrebbero rimanere ben lontani e distinti? Una martellante retorica nazionalista e militarista sta attraversando le scuole e le strade del paese. Noi, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo messo a punto vari strumenti per resistere a questa invasione di campo scaricabili dal nostro sito (https://osservatorionomilscuola.com/2025/02/20/richiesta-esonero-attivita-scolastiche-partecipazione-forze-armate/ e (https://osservatorionomilscuola.com/2024/12/25/elenco-mozioni-editabili-del-vademecum-contro-la-militarizzazione-delle-scuole/) e chiediamo a chiunque abbia a cuore il destino della scuola pubblica di segnalare quanto succede in termini di militarizzazione nel proprio territorio alla seguente mail : osservatorionomili@gmail.com. Invitiamo inoltre chiunque interessat* a contribuire alle attività dell’Osservatorio aderendo alla nostra associazione al seguente link : https://osservatorionomilscuola.com/contatti/. Fonte: https://www.reportdifesa.it/esercito-grande-partecipazione-allinaugurazione-della-23-edizione-della-flik-flok-a-caserta-organizzata-dalla-brigata-bersaglieri-garibaldi/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contrarietà degli ecopacifisti all’accordo tra Esercito e città metropolitana di Napoli
COMUNICATO CONGIUNTO VAS NAPOLI/ MIR NAPOLI – 13.10.26 Il 12 ottobre 2026, nella sede del Consiglio Metropolitano di Napoli, si è stipulato un protocollo d’intesa tra la Città Metropolitana, rappresentata dal Sindaco Gaetano MANFREDI, ed il Comandante Terr/le Sud dell’Esercito Italiano, Gen. C.A. Andrea DI STASIO.  Fine dichiarato dell’accordo sarebbe: “la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate alla promozione e valorizzazione del territorio metropolitano, del patrimonio storico, culturale, paesaggistico e ambientale, anche attraverso eventi sportivi, culturali, educativi e sociali”. Nel corso della conferenza stampa per la ratifica di questo protocollo d’intesa, il Gen. DI STASIO, oltre a ribadire che questo accordo alimenta la sinergia tra istituzioni per valorizzare il territorio, ha dichiarato che l’Esercito lo farà “promuovendo la cultura della Difesa, i valori costituzionali, la legalità, la solidarietà e il senso civico, valorizzando le competenze tecniche, sportive, e organizzative per progetti rivolti alle scuole, ai giovani e alla cittadinanza”. «Dissentiamo completamente da questa idilliaca visione del rapporto tra forze armate e territorio metropolitano di Napoli, uno dei più militarizzati d’Italia – afferma Ermete FERRARO, responsabile della sede napolitana del M.I.R. Italia e del locale Circolo metropolitano V.A.S. di Napoli – Abbiamo ripetutamente denunciato l’incessante processo di militarizzazione della società civile e delle istituzioni formative, unito alla narrazione sul presunto ruolo delle istituzioni militari nella salvaguardia dell’ambiente, a fronte di problemi energetici ed ecologici causati invece proprio dalle forze armate e dalla loro occupazione del territorio senza limiti né controlli». Gli ecopacifisti di Napoli – ricordando che sta iniziando una rischiosa esercitazione nucleare della NATO sulle nostre teste – si dissociano da tali inopportune intese ed invece sostengono progetti di educazione ambientale e  formazione alla pace, al disarmo e alla difesa civile, popolare e nonviolenta. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Esercito e coprifuoco, ammazza che “dialogo”…
Sopprimiamo la tentazione di dire “l’avevamo detto”. Quando una classe dirigente senza leve economiche del comando si trova ad affrontare un’insorgenza sociale di grandi dimensioni l’unica cosa che viene in mente è il ricorso alla polizia. Anzi, addirittura all’esercito… Succede anche dopo il lungo weekend tra Milano, Torino e Bologna, […] L'articolo Esercito e coprifuoco, ammazza che “dialogo”… su Contropiano.
October 20, 2026
Contropiano
Anche in Emilia-Romagna Valditara vuole il ‘reclutamento’
Studenti in piazza, esercito fuori dalle scuole. L’obbedienza non è più una virtù. Le nostre proposte: obiezione, difesa civile non armata, educazione nonviolenta ai conflitti Mentre gli studenti italiani, insieme a quelli di tutta Europa, scioperano e protestano contro la leva militare e le spese per preparare la guerra dei rispettivi governi, sottratte anche agli investimenti per la scuola, l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna – che risponde direttamente al ministro Valditara – chiede ai dirigenti delle scuole secondarie di secondo grado di aprire le aule all’”ufficio reclutamento e comunicazione” dell’esercito. Rispondendo alla perentoria sollecitazione del “Comando militare esercito Emilia-Romagna” per promuovere il reclutamento direttamente presso gli studenti, fin dal primo biennio. Attenzione alle date: con una manovra di accerchiamento degli adolescenti – che sempre di più, anche in Italia, prendono un sano distanziamento dalle caserme e dalle divise – il 22 settembre esce sulla piattaforma Netflix la serie tv Minerva che normalizza e rende attraente la scuola militare; il 23 settembre esce sul sito dell’Usr (datato 21 settembre) la comunicazione dell’esercito che promuove, al primo punto, l’incontro con studenti e studentesse del primo e secondo anno per “divulgare le modalità di ammissione e l’offerta formativa delle Scuole Militari di Napoli e Milano”: scuole residenziali dalle rette molto basse, con cui lo Stato anziché incentivare il diritto allo studio nelle scuole civili offre la possibilità di pagarsi gli studi in quelle militari specie alle famiglie più povere. Mentre ai più grandi, di quarta e quinta, si divulga l’offerta formativa dell’Accademia Militare. Alle altre classi, illustrazione delle attività dell’esercito italiano. In una scuola dove è vietata o limitata fortemente l’educazione sessuo-affettiva, dove si subiscono ispezioni e sanzioni se i docenti parlano del genocidio in Palestina, dove l’ingresso di formatori pacifisti e nonviolenti è spesso censurato, o subordinato alla presenza di un cosiddetto “contraddittorio”; ebbene in una scuola su cui si investe appena il 4% del PIL – mentre le spese militari sono lanciate verso il 5%, come da imposizione della Nato – hanno libero accesso, e senza contraddittorio, le mimetiche e le stellette per convincere ragazzi e ragazze che l’unico modo di “risolvere le controversie internazionali” e “difendere la patria” è arruolarsi. Invece, la guerra e la sua preparazione sono ripudiate dalla Costituzione che prevede – come da ripetute sentenze della Consulta – anche la difesa non armata e nonviolenta del Paese e delle sue istituzioni. Contro la guerra globale permanente e il bellicismo crescente è a questo che avrebbero bisogno di essere formati studenti e studentesse: alle forme di obiezione alla guerra, alle modalità di difesa nonviolenta, all’efficacia della resistenza civile, ai metodi di de-escalation dei conflitti, agli esempi di “pace con mezzi pacifici”. Serve un cambio di paradigma culturale: dalla preparazione della guerra alla preparazione della pace. Per queste ragioni, la Rete pace e nonviolenza dell’Emilia Romagna condanna fermamente l’ingresso dell’esercito nelle scuole, invita gli insegnanti alla disobbedienza civile contro la loro militarizzazione, si pone a fianco delle lotte nonviolente degli studenti e si offre disponibile ai dirigenti scolastici nei vari territori per formare docenti e studenti ai saperi della nonviolenza. Scriveva don Lorenzo Milani ai giudici che lo incriminarono proprio in quanto insegnante: di fronte alla guerra e alla sua preparazione “bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani per cui l’obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni”. Il coraggio che serve oggi più che mai, a cominciare dagli adulti educatori. RETE PACE E NONVIOLENZA EMILIA ROMAGNA Bologna, 19 ottobre 2026 Redazione Bologna
October 19, 2026
Pressenza
L’Indipendente: L’esercito entra nelle scuole di Emilia-Romagna e Toscana per spingere i ragazzi ad arruolarsi
DI VALERIA CASOLARO SU L’INDIPENDENTE DEL 13 OTTOBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Valeria Casolaro e pubblicato su L’indipendente il 13 ottobre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione dell’ingresso dei militari nelle scuole dell’Emilia-Romagna e della Toscana. «Conferenze, incontri formativi, orientamento e visite guidate: anche quest’anno, con l’appoggio degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, l’Esercito prepara il proprio programma per formare i ragazzi all’interno delle scuole. La denuncia arriva dall’Osservatorio contro la Militarizzazione nelle Scuole: dopo la Toscana, anche l’Emilia-Romagna apre le porte ai militari per l’anno scolastico 2026-27. L’offerta formativa è strutturata e mirato a spingere sempre più giovani a valutare un futuro all’interno delle Forze Armate, tramite programmi differenti e specifici per ogni fascia d’età, in quello che l’Osservatorio ha definito un chiaro tentativo di reclutamento direttamente nelle scuole.…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
la Repubblica: “Armi ai bambini per gli spot dell’Esercito nelle scuole”, la rivolta dei prof: “Retorica bellica”
DI DAVIDE CARLUCCI SU REPUBBLICA DEL 7 OTTOBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Davide Carlucci, pubblicato su la Repubblica il 7 ottobre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia ormai da diversi anni, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «In Puglia circolano immagini con bambini che imbracciano un fucile durante un open day. La replica: “Foto diffuse in maniera strumentale per attaccare il nostro lavoro”. La nota della scuola “Mons. Bello – G. Salvemini” di Molfetta…continua a leggere su www.bari.repubblica.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Basta collaborazione tra USR Toscana e Comando Militare Esercito “Toscana”!
Anche quest’anno l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, con la nota 16361 del 17 settembre 2026 trasmette il «progetto di conferenze scolastiche di informazione e orientamento e visite presso le Unità dell’Esercito Italiano. Anno scolastico 2026/2027» con allegati e relativa lettera di accompagnamento a cura del Comando Militare Esercito “Toscana”. Si tratta della «prosecuzione del progetto dedicato alle attività di informazione, orientamento e approfondimento storico-culturale rivolte agli studenti delle scuole toscane, attraverso lo svolgimento di conferenze tematiche e visite didattiche presso le strutture dell’Esercito Italiano presenti sul territorio regionale» a partire dal 21 settembre 2026 fino al 10 giugno 2027. Si tratta di un progetto che ha già una storia pluriennale alle spalle e su cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università aveva già lanciato più di un allarme (clicca qui; oppure qui; e anche qui). Dopo aver descritto il successo delle iniziative per l’anno scolastico 2025/2026, l’USR Toscana chiarisce gli obiettivi del Comando Militare Esercito “Toscana”, cioè «ampliare ulteriormente la diffusione dell’iniziativa, incrementando le occasioni di incontro con gli studenti attraverso attività informative e orientative finalizzate a favorire la conoscenza della storia, dei compiti istituzionali e delle professionalità presenti nell’Esercito Italiano» attraverso «conferenze informative e di orientamento, svolte prioritariamente in presenza e, ove necessario, anche in modalità telematica attraverso le piattaforme digitali utilizzate dalle scuole; approfondimenti sulla storia dell’Esercito Italiano, sul suo impiego operativo, sui compiti istituzionali e sulle diverse professionalità della Forza Armata; incontri dedicati alle opportunità formative e professionali offerte ai giovani, con particolare attenzione ai percorsi di accesso alle Scuole Militari e ai concorsi dell’Esercito Italiano; interventi di carattere storico, civico e culturale coerenti con i percorsi didattici delle istituzioni scolastiche; visite guidate presso Comandi, Reparti e strutture dell’Esercito presenti nella regione Toscana, finalizzate alla conoscenza diretta delle attività svolte dalla Forza Armata e delle sue specificità organizzative e professionali». La circolare inoltre specifica che quest’anno i progetti e i relativi allegati sono quattro («progetto destinato alle classi quinte della scuola primaria; progetto destinato alle classi terze della scuola secondaria di primo grado; progetto destinato prioritariamente alle classi quinte della scuola secondaria di secondo grado; progetto relativo alle visite scolastiche presso le sedi delle Unità dell’Esercito presenti sul territorio regionale») e insiste sul 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate in cui il Comando Militare Esercito “Toscana” prevede «il coinvolgimento di rappresentanze studentesche appartenenti alle scuole primarie e secondarie della regione». L’ultimo paragrafo chiude infine una circolare che, riprendendo i contenuti della lettera di accompagnamento alle schede-progetto redatta dal Comando Militare Esercito “Toscana”, sta di fatto veicolando nelle scuole toscane un messaggio preciso di indottrinamento e di propaganda all’arruolamento con la richiesta ai presidi di «promuovere la più ampia diffusione dell’iniziativa presso i docenti e i consigli di classe interessati, valutando le opportunità educative, formative e orientative offerte dai progetti allegati». Vediamo dunque quali sarebbero queste opportunità educative, formative e orientative contenute nelle schede-progetto. ALLEGATO A (ISTITUTI SCOLASTICI PRIMARI – ELEMENTARI) Si tratta di incontri della durata di circa un’ora con l’obiettivo di «presentare agli studenti l’Esercito Italiano, attraverso ausili video e linguaggio adeguato con il target anagrafico di riferimento» (si noti bene il linguaggio utilizzato per parlare di bambini e bambine). Parte del progetto prevede poi che «nel periodo dal 5 ottobre – 05 novembre 2026, le conferenze saranno orientate alla commemorazione del 4 novembre – Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate». A rendere ancora più agghiacciante la proposta “educativa” rivolta ad alunni ed alunne in tenerissima età («preferibilmente appartenenti alle classi quinte») è l’idea di affiancare ai relatori («personale qualificato in servizio dell’Esercito») «figure genitoriali in uniforme in qualità di testimonial, in grado di svolgere in prima persona l’azione di promozione della Forza Armata». Il linguaggio utilizzato tradisce una chiara impostazione da marketing il cui interesse è la diffusione del “brand” attraverso “testimonials” d’eccezione. Ma la cosa che fa spavento è che genitori e genitrici in mimetica si trasformino soprattutto in una cinghia di trasmissione del militarismo. Vestendo al contempo i panni della figura genitoriale e l’uniforme, si tramutano in uno strumento insieme rassicurante e funzionale a permettere una rapida identificazione e familiarizzazione dei bambini e delle bambine con il mondo militare in un’atmosfera quasi da gioco, condita con l’eventuale distribuzione di «alcuni gadgets della Forza Armata (adesivi, poster, quaderni, matite, penne ecc.)». firmato ALL_A_scheda_progetto_conf_scuole_IST_SCOL_PRIDownload Se l’ALLEGATO B (ISTITUTI SCOLASTICI SECONDARI DI 1° GRADO – MEDIE) contiene le stesse indicazioni della scheda-progetto rivolta alle scuole primarie, di altro tenore è la proposta indirizzata agli alunni e alle alunne delle scuole secondarie di secondo grado. firmato ALL_B_scheda_progetto_conf_scuole_IST_SCOL_SECDownload ALLEGATO C (ISTITUTI SCOLASTICI SECONDARI DI 2° GRADO – SUPERIORI) Anche in questo caso si tratta di incontri di un’ora, ma con obiettivi ben precisi e volti in buona sostanza all’arruolamento. Le attività infatti «saranno finalizzate a presentare agli studenti l’Esercito Italiano (organizzazione, compiti, missioni in patria ed all’estero, ecc) e fornire le informazioni necessarie ad orientarli sulle opportunità professionali offerte dall’Esercito Italiano, per le principali figure che costituiscono la propria struttura ordinativa (Ufficiali-Marescialli-Volontario in Ferma Prefissata Iniziale VFI). In un contesto storico in cui l’esercito ha bisogno di personale estremamente qualificato per condurre da una parte una guerra cognitiva sempre più pervasiva e dall’altra una guerra in cui il dominio cyber sarà sempre più strategico, ecco che trova la sua giusta collocazione l’offerta di «promuovere presso i Licei Classici e Scientifici, l’accesso alle Scuole Militari dell’Esercito, “Nunziatella” di Napoli e “Teuliè” di Milano, dove proseguire i percorsi scolastici dopo il biennio svolto presso gli Istituti Scolastici Superiori di 2° grado (preferibilmente Classici-Scientifici) e conseguire la maturità di licenza media superiore, acquisendo una vasta esperienza formativa, utile, in prospettiva, ad una eventuale carriera militare o ad una professione civile». Nella folle corsa al riarmo e nel pericolo incombente di una guerra mondiale che stiamo vivendo, alle scuole viene chiesto di fornire una riserva di ragazzi e ragazze da mandare in guerra. Anche per le scuole secondarie vale poi il rimando al 4 novembre con l’aggiunta di «attività didattiche culturali, su tematiche di carattere storico/civico aderenti ai relativi programmi degli Istituti Scolastici» a completamento di una totale invasione di campo da parte delle forze armate. Anche in questo caso infine c’è la possibile distribuzione di «gadgets della Forza Armata (adesivi, poster, quaderni, matite, penne ecc.)». firmato ALL_C_scheda_progetto_conf_scuole_IST_SCOL_SECDownload ALLEGATO D (VISITE SCOLASTICHE PRESSO LE UNITA’ DELL’ESERCITO) Si tratta di un progetto incentrato sulle visite alle sedi elencate nella scheda-progetto «organizzate in occasione dell’apertura delle Caserme e/o in coincidenza di particolari Anniversari, Celebrazioni (4 novembre 2026 Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricorrenze storiche ed eventi» con l’obiettivo di far «partecipare gli studenti alla solenne cerimonia dell’alzabandiera; conoscere la storia del Reparto, i relativi mezzi e gli equipaggiamenti in dotazione di specialità; assistere ad eventuali attività addestrative». Alla luce di queste analisi ci domandiamo come sia ancora possibile che per l’ennesima volta l’USR faccia da megafono all’esercito di fatto pubblicizzando una campagna di arruolamento e propaganda nelle nostre scuole. I nostri istituti scolastici sono luoghi di pace, pertanto i nostri ragazzi le nostre ragazze, i nostri bambini e le nostre bambine devono stare lontan3 da un universo così fortemente connotato come quello militare. Per questo, ancora oggi, come Osservatorio chiediamo che: * l’USR Toscana interrompa immediatamente ogni collaborazione con il Comando Militare Esercito “Toscana”; * i/le docenti, le studentesse e gli studenti si rifiutino di partecipare a queste attività eventualmente utilizzando anche gli strumenti legali messi a disposizione sul nostro sito (clicca qui e anche qui ); * i genitori e le genitrici pretendano che i propri figli e le proprie figlie non siano coinvolt3 in queste iniziative producendo un’espressa richiesta in questo senso alla scuola (clicca qui ). firmato ALL_D_scheda_progetto_visite_scolastiche_pressDownload Chiediamo inoltre a tutti coloro che hanno a cuore il destino della scuola di partecipare alle attività dell’Osservatorio aderendo (https://osservatorionomilscuola.com/contatti/  ) e/o segnalando quanto avviene nei propri territori alla mail osservatorionomili@gmail.com. Di seguito le circolari in pdf. firmata let_a_USR_TOSCANA_progetto_conf_scuole_e_visitDownload m_pi.AOODRTO.REGISTRO UFFICIALE(U).0016361.17-09-2026Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Leonardo acquisisce la costola militare di Iveco
di Emiliano Gentili e Federico Giusti – Centro Studi Politico-Sindacale (*) Il 4 Settembre scorso si è svolto a Bolzano un incontro fra le dirigenze di Iveco Defence Vehicles, Astra, Leonardo e le organizzazioni sindacali confederali. Iveco, difatti, ha completato la cessione della propria costola militare – che include i marchi IDV e Astra – a Leonardo, per un valore
September 24, 2026
La Bottega del Barbieri
La cybersicurezza e i decreti legislativi che accrescono gli organici dell’esercito italiano
L’azione  del Governo Meloni nel campo della difesa è innegabile, dall’aumento delle spese militari all’acquisto di nuovi e moderni sistemi di arma fino a una incessante opera di militarizzazione del corpo sociale. Sarebbe lunga la lista delle iniziative solo intraprese negli ultimi mesi, valga per tutte la riforma complessiva delle Forze Armate, da cui scaturirà l’aumento degli organici militari fino  all’istituzione di nuovi corpi di riserva. Dopo l’esercito di professionisti la guerra in Ucraina detta le linee guida imponendo non solo l’aumento degli effettivi ma anche un’architettura militare ripensata e strutturata per la guerra informatica e i conflitti cosiddetti non convenzionali. Nel recente passato avevamo scritto a proposito del primo aspetto,[1] mentre ora andremo a commentare il secondo. Ma andiamo con ordine non prima di avere sintetizzato in una scheda i provvedimenti recenti che vanno a incidere sulla nuova impalcatura delle Forze armate. E’ sempre bene consultare le fonti ed averle a disposizioni per verificare la correttezza delle citazioni e delle analisi effettuate ALCUNI DEI PROVVEDIMENTI CHE INTRODUCONO MODIFICHE SULL’ORDINAMENTO DELLE FORZE ARMATE – ANNO 2026 * D. Lgs. 58/2026, approvato, comporta l’assunzione di nuovi graduati nell’Esercito; * L. 48/2026, art. 3, approvato, comporta una delega al Governo per la razionalizzazione e semplificazione della normativa riguardante il corpo militare; * Schema di DdL recante Disposizioni per la costituzione di Forze di riserva, in materia di personale militare nonché delega al Governo per la revisione dello strumento militare, non depositato in Parlamento ma pubblicato sotto forma di Schema di DdL, riguarda l’ampliamento dell’organico e l’istituzione di corpi di riserva dell’Esercito; * Cd. “DdL di revisione dello strumento militare”, non depositato in Parlamento e non pubblicato nemmeno sotto forma di Schema di DdL, concerne l’ampliamento dell’organico delle Forze Armate. Nel febbraio 2026,  presso lo Stato Maggiore della Difesa è stato presentato “il nuovo modello di riorganizzazione delle Forze Armate, che costituirà la base del disegno di legge di revisione dello strumento militare”.[2] Il Disegno di Legge è in attesa di essere approvato dal Parlamento. A conferma che su questo modello non ci sono posizioni univoche e alcune correzioni saranno portate in corso d’opera guardando agli sviluppi bellici, alle indicazioni Nato e Ue e anche agli equilibri da mantenere nei vari ambiti, la diffusione di  un secondo Schema di Disegno di Legge,[3] ad oggi in fase preparatoria e riguardante l’ampliamento dell’organico delle Forze Armate, nella misura di un 20/25% complessivo (40.000 unità). Si tratta quindi di due iter normativi distinti che, tuttavia, vanno a intervenire sul medesimo tema. Esiste poi un terzo provvedimento: il D. Lgs. 58/2026, già divenuto Legge, che in sostanza consente l’assunzione di nuovi graduati nell’Esercito pur restando dentro la precedente cornice legislativa, senza aumentare  l’organico complessivo delle Forze Armate come invece viene richiesto dalla Nato e dal Ministero della Difesa. La ragione di questa frammentazione normativa ? Esistono grandi  divergenze, interne al Governo, sulla questione della cyber sicurezza. Lo Schema di DdL prima citato, non per nulla, in una versione preliminare circolata prima di giugno conteneva profonde modifiche legislative sul tema della difesa informatica: fra tutte spiccava l’istituzione di un ‘Comando interforze Cyber Intel’ per la guerra cybernetica alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa. Come detto, nella nuova versione del documento sono scomparsi tutti i riferimenti alla guerra informatica, anche se il Governo manterrebbe la Delega per poter legiferare autonomamente sul tema senza l’approvazione del Parlamento.[4] Alle basi di questo scontro interno alla maggioranza vi è tuttavia  un’ambiguità di fondo o se preferiamo un tema rilevante che suggerisce soluzioni differenti e tali da dividere anche i legislatori. La normativa attuale, infatti, non riesce ad attribuire correttamente e chiaramente le competenze sulla cyber sicurezza: da un lato abbiamo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), istituita col D. L. 82/2021 e dipendente dalla Presidenza del Consiglio,[5] mentre dall’altro troviamo i casi di guerra cibernetica relativi alla ‘difesa dello Stato’, che sono di competenza del Ministero della Difesa. Il citato Decreto Legge, ad esempio, stabilisce che l’ACN sia “autorità per la gestione delle crisi informatiche relative alla resilienza delle reti informatiche”,[6] mentre il D. Lgs. 138/2024 dice che “per la parte relativa alla resilienza nazionale [è competente] l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale [, mentre] per la parte relativa alla difesa dello Stato, il Ministero della difesa”; entrambi gli organismi, inoltre, sono considerati “Autorità nazionali responsabili della gestione degli incidenti e delle crisi di cybersicurezza su vasta scala”.[7] Si consideri che per “resilienza nazionale” la legislazione intende un “pregiudizio per la sicurezza nazionale, danno o pericolo di danno all’indipendenza, all’integrità o alla sicurezza della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento, ovvero agli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia”.[8] Dov’è la differenza col concetto di “difesa dello Stato”? La attuale normativa non precisa se la cyber sicurezza sia da considerare un tema prevalentemente civile oppure prettamente militare, perché i contorni dei due ambiti sono molto sfumati e parzialmente coincidenti. Secondo alcuni commentatori specializzati[9] lo scontro in atto si starebbe verificando prevalentemente fra il Ministro Crosetto, che rappresenta gli interessi della Difesa e dei Servizi Segreti (è coinvolto, in particolare, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e Alfredo Mantovano, Segretario del Consiglio dei Ministri e legato all’ACN, che pur essendo anch’egli vicino ai Servizi vorrebbe mantenere la cyber sicurezza all’interno della cornice civile. La visione di Crosetto è chiara: “la sicurezza deve (…) essere concepita in senso ampio, estesa all’energia, al digitale, alle catene di approvvigionamento, alla resilienza industriale e alla tenuta della società e delle Istituzioni democratiche»”.[10] Secondo lui, “Il Dicastero dovrà quindi individuare e presidiare lo spazio cyber di interesse Nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato, inteso come un vero e proprio ‘campo di operazioni’ nel quale operare senza soluzione di continuità per l’assolvimento dei propri compiti istituzionali. A questo scopo, dovrà essere sviluppata un’Arma Cyber dotata di strumenti operativi efficaci e capace di operare con continuità lungo l’intero spettro delle minacce. Essa dovrà integrare professionalità militari e competenze specialistiche provenienti dal mondo civile, valorizzando progressivamente anche il contributo della Riserva [che si vuole istituire con il DdL precedentemente citato]”.[11] Diversi elementi ci inducono a pensare che prevarrà la lettura e la posizione di  Guido Crosetto.  Ricordiamo la foto del Ministro assieme all’allora Presidente dell’ACN Bruno Frattasi dell’estate 2024, scattata durante una convention di Fratelli d’Italia e non a caso molto commentata. LA SITUAZIONE ALLO STATO ATTUALE DELLA LEGISLAZIONE Per come è definito dalla Legge, il concetto di cyber sicurezza comprende sia la resilienza, la disponibilità, la confidenzialità e l’integrità di reti, sistemi informativi, servizi informatici e comunicazioni elettroniche, che la difesa da minacce esterne agli stessi.[12] Il problema è che nella pratica i due campi non possono essere realmente distinti – né a livello concettuale né, tantomeno, in ambito operativo per la configurazione delle risposte alle minacce. Nei testi di Legge riguardanti l’ACN si trovano riferimenti al concetto di ‘difesa civile’,[13] ma di certo non sono sufficienti fermo restando che ragionare attorno alla difesa civile con le stesse categorie degli anni ottanta (ai tempi della obiezioni di coscienza e in contesti storici ed economici diversissimi da quelli odierni) sarebbe non solo errato ma anche avulso dalla realtà (40 anni fa non si parlava di tecnologie duali, non esisteva l’odierno processo di militarizzazione e per fare un esempio la produzione militare di alcuni grandi imprese allora pubbliche era assai più contenuta di quella dei nostri giorni) Il controllo militare della cyber sicurezza avrebbe un grande impatto su alcuni temi, quali la condivisione delle informazioni e la pianificazione democratica delle risposte da attuare. Non dimentichiamo infatti che proprio legislazione attuale prescrive come la notifica di incidenti “aventi impatto su reti, sistemi informativi e servizi informatici” vada fatta all’ACN, anche se l’apparato militare è esente dall’obbligo.[14] Pure i meccanismi e le procedure – relative allo spazio cyber – per la raccolta dati, il monitoraggio, il controllo, le procedure di verifica e via dicendo sono teoricamente in capo all’ACN, tranne che per le azioni svolte dal comparto militare.[15] Sul piano istituzionale le autorità competenti coordinate dall’ACN sono la Presidenza del Consiglio e tutti i Ministeri – ad esclusione di quello della Difesa, che lavora ‘in proprio’. Sul piano del finanziamento per la guerra informatica, inoltre, il Ministero della Difesa gode di fondi separati[16] che, a differenza di quelli assegnati agli altri Ministeri, non sono soggetti al controllo dell’ACN. Quest’ultima gestisce il Fondo per l’attuazione della Strategia nazionale di cybersicurezza e il Fondo per la gestione della cybersicurezza e ne propone la ripartizione fra i Ministeri al Presidente del Consiglio, verificandone poi le modalità di impiego.[17] Esiste, infine, un piano nazionale di risposta agli incidenti e alle crisi informatiche su vasta scala, che viene aggiornato al massimo ogni tre anni. Questo però è escluso dall’accesso e non soggetto a pubblicazione, ossia è segreto.[18]  Di conseguenza non è lecito conoscere sino in fondo i rapporti di forza tra la componente “civile” e quella “militare” per la gestione della cyber sicurezza. In conclusione, il rischio a cui andiamo incontro è che l’ACN sia progressivamente svuotata di contenuto e competenze, che passerebbero invece direttamente alla  Difesa. Ricordiamo anche che quest’ultima non è soggetta a obblighi di legge nemmeno per quanto concerne l’utilizzo di tecnologie IA, sulla base sia della normativa nazionale che europea,[19] e che gode di una relativa (per ora) autonomia dai processi democratici decisionali e di controllo. Da qui un passaggio di competenze al settore militare dovrebbe indurre a qualche domanda sulla democrazia nel nostro paese sempre che il tema goda della attenzione dovuta e auspicabile. La cyber sicurezza rientra nell’ampio campo di applicazione delle tecnologie duali (cioè a uso sia civile che militare) e quindi l’ambiguità normativa di cui abbiamo parlato non riguarda solo la risposta alle minacce ma la costituzione stesso di uno spazio di sicurezza informatico. L’intenzione del Governo è di foraggiare il mercato e attrarre investimenti creando domanda proprio a partire dalla riduzione dei vincoli d’impiego di tali tecnologie (non per niente le imprese sono chiamate a partecipare alla costruzione della cosiddetta ‘resilienza cyber’ anche all’interno dei testi di Legge citati finora, sul modello statunitense). Si va alimentando in tal modo un circolo (vizioso?) per cui le tecnologie militari vengono trasmesse alla sfera civile, sviluppandosi e diffondendosi, e viceversa. Pertanto, nella narrazione dominante ogni freno alla libera applicazione delle tecnologie dual-use diventa un sabotaggio delle filiere economiche – tant’è che il Governo ha recentemente polemizzato con l’Unione Europea[20] a proposito della possibilità di utilizzare il riconoscimento biometrico delle persone per operazioni di Polizia, che dall’AI Act europeo non è concessa, proprio su questa base. E qualunque iniziativa di boicottaggio  universitario o di semplice critiche alla ricerca duale potrebbe divenire pretesto di ulteriori campagne repressive subordinando il sapere e la ricerca agli interessi economici e militari, impedendo di fatto prese di posizioni contrarie all’utilizzo degli atenei per finalità di guerra.  Emiliano Gentili, Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Note:  [1] Cfr. E. Gentili, F. Giusti, S. Macera, Prosegue la riforma militare: nuovi corpi e una delega al Governo, 27 Giugno 2026, https://www.lordinenuovo.it/2026/06/27/prosegue-la-riforma-militare-nuovi-corpi-e-una-delega-al-governo/. [2] Ministero della Difesa, DDL riforma Difesa: presentato al Ministro il nuovo modello di riorganizzazione delle Forze Armate, 16 Febbraio 2026, https://www.difesa.it/primopiano/ddl-riforma-difesa-presentato-al-ministro-il-nuovo-modello-di-riorganizzazione-delle-forze-armate/89243.html. [3] Schema di Disegno di Legge recante “Disposizioni per la costituzione di Forze di riserva, in materia di personale militare nonché delega al Governo per la revisione dello strumento militare”. [4] I decreti legge prevedono solo pareri consultivi forniti dalle commissioni parlamentari competenti e il Governo può utilizzarli per riformare le Forze Armate a causa della L. 244/2012. [5] D. L. 82/2021, art. 2, c. 1. [6] D. L. 82/2021, art. 7, c. 2. [7] D. Lgs. 138/2024, art. 2, c. 1, lett. “g”. [8] DPCM 131/2020, art. 1, c. 1, lett. “f”. [9] Cfr. L. Varriale, ACN verso lo svuotamento: la cybersicurezza passa alla Difesa?, 23 Giugno 2026, https://www.matricedigitale.it/2026/06/23/riforma-cyber-acn-difesa-dis-servizi-militari/. [10] G. Crosetto, Atto di indirizzo del Ministro della Difesa 2026, 9 Luglio 2026, p. 10. [11] Ivi, p. 29. [12] Cfr. D. L. 82/2021, art. 1, c. 1, lett. “a”. [13] Cfr. D. L. 82/2021, art. 9. [14] L. 90/2024, art. 1. [15] L. 90/2024, art. 8. [16] L’art. 35-bis, comma 2, del D.L. 7 maggio 2024, n. 60, convertito dalla L. 95/2024, ha istituito nello stato di previsione del Ministero della Difesa un: «fondo per il potenziamento delle capacità di cybersicurezza e delle tecnologie satellitari». Vi sono inoltre una componente molto significativa del PNRR – Missione 1, Componente 1, Investimento 1.5 “Cybersecurity” e altri fondi assegnati dall’ACN al Mef che possono essere in parte stati destinati al Ministero della Difesa in quanto soggetto attuatore di singoli investimenti. [17] Cfr. L. 197/2022, art. 1, cc. 899, 900 e 901. [18] Cfr. D. Lgs. 138/2024, art. 13, cc. 3 e 5. [19] Cfr. AI Act, art. 2, c. 3: «Il presente regolamento non si applica ai sistemi di IA sviluppati o usati per scopi esclusivamente militari». [20] Cfr. Redazione politica de il Fatto Quotidiano, Slitta il voto sul riconoscimento facciale con l’IA. Bruxelles: “Norma Ue vieta la sorveglianza negli spazi accessibili al pubblico”, «il Fatto Quotidiano», 30 Luglio 2026. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
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August 15, 2026
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