
Cagliari: l’accordo ASPAL – Esercito continua la militarizzazione della Sardegna
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Sunday, June 21, 2026Si è conclusa il 17 giugno 2026 la firma dell’accordo tra ASPAL (Agenzia Sarda per le Politiche Attive sul lavoro) e il Comando Militare Esercito Sardegna (CME Sardegna) in occasione della conferenza stampa appositamente indetta alle ore 16 negli uffici dell’Assessorato regionale al lavoro di Via San Simone a Cagliari, alla presenza dell’Assessore regionale al lavoro, la pentastellata Desirée Manca.
Con questo accordo «per lo sviluppo di sinergie volte all’individuazione di azioni comuni per l’orientamento al lavoro nell’Esercito italiano», l’ASPAL si impegna a fornire una «collaborazione istituzionale gratuita per promuovere e disseminare le opportunità di carriera nell’Esercito italiano attraverso azioni di orientamento e animazione territoriale rivolte a cittadini disoccupati, giovani in uscita dai percorsi scolastici / formativi, e volontari congedati senza demerito dalle Forze Armate».
A tal scopo, oltre a erogare informativa presso i loro Centri per l’impiego (CPI) l’ASPAL si impegna a «co-progettazione di attività di orientamento e animazione territoriale anche con il coinvolgimento di Enti locali, Scuole e Università», realizzazione di «giornate di orientamento dedicate alle opportunità nell’Esercito», e ancora «supporto e presa in carico dei volontari congedati senza demerito», e altri impegni relativi alla pubblicizzazione delle iniziative e informazione sulle varie carriere offerte dall’Esercito.
L’intesa resterà in vigore sino al 31 dicembre 2027, e il proposito annunciato dalla stessa Assessora Manca è di stringere analoghi accordi con gli altri corpi delle forze armate.
La conferenza stampa, all’ottavo piano del palazzo, era riservata ai soli giornalisti e per chi non avesse un invito è stato impossibile accedervi, come ha dovuto constatare un gruppo di persone interessate alla questione, che è per l’appunto rimasta giù del palazzo. Una modalità più che comprensibile per proteggere l’ambiente ovattato dell’incontro da critiche e obiezioni. Tra le persone convenute ma non ammesse all’incontro, rappresentanti di Potere al popolo, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, e dell’associazione universitaria UNICA per la Palestina.
Eppure, quando Alessandra Todde, attuale presidente, si candidava alle elezioni, portava anche la promessa che la Sardegna sarebbe stata indirizzata a scelte politiche rivolte alla pace, anziché alla militarizzazione. Al contrario questo fardello legato alla guerra e ai conflitti si aggrava per la Sardegna, come abbiamo visto dalle esercitazioni militari sempre più prolungate intensive (es. la “Mare Aperto” o la “Joint Stars 2025” a cui la Regione Sardegna ha addirittura dato il suo patrocinio), o lo schierasi della Regione, tramite la propria avvocatura, a difesa della fabbrica di bombe RWM contro le associazioni che hanno fatto ricorso al TAR chiedendo la sospensiva dell’apertura dei nuovi reparti).
Quest’accordo tra l’ASPAL e l’Esercito conferma un passivo ricadere della politica dentro la logica dei poteri forti, che non richiedono nessuno sforzo di immaginazione su strade alternative, ma indirizzano alle loro esigenze. Così i Centri per l’Impiego offriranno ai disoccupati informazione su come arruolarsi nell’Esercito (ricordiamo che il generale Masiello aveva lamentato una carenza di effettivi di almeno 40.000 unità), e chissà forse in questo saranno anche più solerti nell’informare e convocare di quanto non accada per altri tipi di impiego a cui i disoccupati cercano di fare domanda – affrontando tempi di attesa interminabili nei CPI, senza che successivamente arrivi alcuna chiamata.
Per informare sulle carriere militari si programmano incontri tra studenti e figure di militari nelle scuole medie superiori, e nei gradi inferiori dell’istruzione si realizzano visite e incontri in siti militari sin dalle primarie. Non c’è incontro sull’orientamento in uscita – organizzato dall’università o da altre agenzie dedicate, che non preveda banchetti informativi sistemati in primo piano per le forze armate al completo.
Questo impegno dell’ASPAL appare un ulteriore tassello nell’intento di setacciare la società civile duramente depauperata di occasioni di impiego e possibilità d’iniziativa autonoma, indirizzando i giovani privi di prospettive a magari poco supportati dalle famiglie in una direzione: le forze armate – nella prospettiva di un acuirsi dei conflitti internazionali.
Avremmo dato all’ASPAL di questa amministrazione regionale un impegno ben diverso, ma per ora non possiamo che prendere atto di una mossa che è sostanzialmente una dichiarazione di impotenza e passività rispetto al trend della militarizzazione.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari