
Perù: centinaia di persone in marcia per difendere il proprio voto
Pressenza - Saturday, June 20, 2026A seguito dell’appello lanciato dal candidato Roberto Sánchez (Juntos por el Perú) per una manifestazione pacifica, centinaia di peruviani hanno sfilato lungo le principali arterie di Lima Metropolitana chiedendo trasparenza e chiarimenti sulle presunte irregolarità nel processo elettorale, segnalate da Juntos por el Perú.
Nonostante il sindaco di Lima, Renzo Reggiardo, avesse disposto la chiusura del Centro Storico di Lima, con restrizioni al traffico dal 19 al 22 giugno (tramite la Delibera della Sottodirezione n. D002556-2026-MML-GMU-SER), la popolazione è scesa in strada, esercitando il proprio diritto alla libertà di espressione e di manifestazione pacifica (art. 2, comma 12 della Costituzione). La Polizia Nazionale (PN) ha garantito la sicurezza dei manifestanti durante tutto il percorso.
Restrizioni alla libera circolazione
Va sottolineato che le restrizioni alla libera circolazione si sono manifestate anche nell’accesso alle immediate vicinanze del Giurì Nazionale Elettorale (JNE) nella capitale, dove oggi venivano esaminati i due ricorsi per l’annullamento in massa dei seggi elettorali a Lima e in América, presentati da Juntos por el Perú.
L’accesso ai cittadini non è stato consentito, come ha verificato il giornalista José Manrique di RNPP, ad eccezione dei residenti della zona, in un momento cruciale per il Paese che richiede la massima trasparenza. Infine, il JNE ha dichiarato infondati i due ricorsi di nullità e altri 27 relativi ai verbali elettorali contestati.
La stampa alternativa ha preso posizione
Pochi minuti prima dell’inizio della marcia dei cittadini, diversi giornalisti e operatori della comunicazione di media alternativi si sono dati appuntamento in Plaza San Martín per denunciare la stigmatizzazione che alcuni media televisivi stanno perpetrando nei confronti del lavoro della stampa alternativa.
«Qui stiamo presentando la denuncia allo Stato peruviano, poiché è in pericolo la sicurezza personale e psicologica dei giornalisti della stampa alternativa; denunciamo inoltre il sequestro del nostro collega Pavel, al quale esprimiamo la nostra solidarietà, così come al collega Gorriti».
Va sottolineato che ieri, 18 giugno, è stata presentata una denuncia penale tramite il documento ufficiale n. 2333-2026-PGE-PPEDCOP indirizzato al capo della Direzione delle Indagini Penali della Polizia Nazionale, contro la giornalista Claudia Cisneros, Pavel Yábar e altri, «per la presunta commissione del reato di grave turbativa dell’ordine pubblico».
La denuncia avviata dalla PGE (Procura Generale dello Stato) ha suscitato l’immediato sostegno della popolazione nei confronti dei giornalisti, che in un comunicato hanno affermato: «Criminalizzare un appello alla protesta pacifica prima che si verifichino atti concreti costituisce un precedente che minaccia i diritti fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali sui diritti umani».