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La Peacewalk to Jerusalem entra in Svizzera
 Il 27 maggio i camminatori provenienti dal sud della Francia sono stati accolti a Ginevra davanti alla Broken Chair, presso il Palazzo  delle Nazioni Unite, in un incontro simbolico che ha inaugurato il tratto svizzero del cammino. La scelta di Ginevra non è casuale. Città della diplomazia internazionale e sede europea delle Nazioni Unite, rappresenta uno dei luoghi più significativi al mondo per un’iniziativa che promuove il dialogo, la nonviolenza e la fraternità tra i popoli. Il benvenuto riservato ai partecipanti ha sottolineato il valore umano e simbolico di un percorso che attraversa Paesi, culture e religioni nel segno della pace. Il prossimo appuntamento sarà il 1° giugno a Losanna, dove convergeranno le due rotte francesi della Peacewalk: quella partita da Parigi e quella proveniente dal sud della Francia, collegata al percorso che risale da Finisterre. L’incontro segnerà l’inizio della traversata della Svizzera da ovest a est. Nel cuore dell’Europa, la Confederazione Svizzera offre uno scenario particolarmente coerente con i valori del progetto. Le sue quattro lingue nazionali, la tradizione di neutralità e mediazione internazionale, la presenza del Comitato Olimpico Internazionale a Losanna e il legame con Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa, fanno della Svizzera un ponte naturale tra culture e popoli. Il 1° giugno i partecipanti delle due rotte condivideranno un pasto comune e alle 20.00 si svolgerà una cerimonia pubblica con canti e benedizioni presso il Padiglione Thailandese del Parc Denantou di Losanna, organizzata da Flame of Hope e dal team Peacewalk Switzerland. Nelle settimane successive il cammino attraverserà Friburgo, Berna, Schwarzenburg, Flüeli-Ranft, Lucerna, Beckenried, Einsiedeln, Rapperswil, Appenzell e Oberriet. Il 25 giugno il testimone sarà consegnato agli amici austriaci sulle rive del Reno. Alla cerimonia parteciperà Johannes Aschauer, fondatore della Jerusalem Way, che celebrerà il quattordicesimo anniversario del percorso. Da lì la Peacewalk continuerà verso Linz, Budapest, Sarajevo, Istanbul, Amman e Gerico, fino a raggiungere Al-Quds/Gerusalemme. Un lungo cammino che attraversa frontiere e differenze culturali per affermare, passo dopo passo, la possibilità di una convivenza pacifica tra gli esseri umani. Tiziana Volta
May 30, 2026
Pressenza
Rivoluzione e fenomeni psicosociali: una riflessione dal tavolo di lavoro del Forum Umanista Internazionale
La riflessione sulla rivoluzione e sui fenomeni psicosociali parte da una constatazione fondamentale: i cambiamenti sociali e culturali si stanno verificando a una velocità senza precedenti, rendendo persino difficile comprenderli. Non si tratta più solo di processi politici tradizionali o di trasformazioni guidate da strutture partitiche o sindacali, ma di movimenti più diffusi, emotivi ed esistenziali. In diversi paesi compaiono segnali di malessere, stanchezza e ricerca di senso che si esprimono in modi molto diversi: il voto “antisistema”, le proteste spontanee, le nuove forme di organizzazione giovanile o persino certi fenomeni collettivi che tentano di spiegare esperienze straordinarie. Tutto ciò rivela una sensibilità sociale in transizione, in cui le persone percepiscono che le forme tradizionali di vita, di rappresentanza e di convivenza non sono più sufficienti a rispondere alle esigenze attuali. In diverse parti del mondo si possono osservare i primi segnali di questo processo. In Bolivia, la rivolta popolare contro problemi quotidiani come la benzina adulterata ha dimostrato come una situazione concreta possa innescare rapidamente una reazione collettiva in grado di destabilizzare il potere. Nelle Filippine, i giovani della Generazione Z esprimono il proprio dissenso nei confronti delle strutture tradizionali e cercano nuove forme di partecipazione. Negli Stati Uniti, le proteste contro la guerra o contro le politiche migratorie indicano che anche società abituate alla stabilità iniziano a mostrare crepe interne e il bisogno di cambiamento. In Argentina, nel frattempo, molte persone vivono una rivoluzione più interna e soggettiva: mettono in discussione le forme tradizionali di fare politica, diffidano delle istituzioni religiose o partitiche e iniziano a chiedersi come costruire un altro modo di vivere più umano e coerente. Allo stesso tempo, emergono risposte concrete e collettive che potrebbero prefigurare nuove forme di organizzazione sociale. Spazi educativi alternativi, comunità lontane dai grandi centri urbani, gruppi di medicina alternativa, teatro-forum, cinema-forum e reti di scambio di conoscenze tra generazioni testimoniano i tentativi di ricostruire legami umani più diretti e solidali. Forse uno dei fenomeni psicosociali più importanti di quest’epoca è proprio il passaggio dall’individualismo e dalla frammentazione verso nuove ricerche di comunità, senso e protagonismo personale. La rivoluzione, in questo contesto, non sembra nascere solo dal classico confronto politico, ma anche da profondi cambiamenti nella sensibilità, nelle relazioni umane e nel modo in cui le persone immaginano il futuro e desiderano vivere. Nelsy Lizarazo
May 29, 2026
Pressenza
Perù: gli agricoltori concedono una tregua al governo e revocano lo sciopero
Le migliaia di agricoltori che erano in sciopero dal 25 maggio in diverse regioni del Perù hanno sospeso la protesta dopo che il governo si è impegnato a stanziare 150 milioni di soles per far fronte alla crisi che sta attraversando il settore agricolo. 100 milioni di soles saranno destinati all’acquisto di riso e 50 milioni alla manutenzione dei canali di irrigazione. A seguito dell’accordo con il governo, i produttori di riso e banane delle regioni di Piura, San Martín, Lambayeque e Tumbes hanno revocato il blocco che mantenevano su vie strategiche a livello nazionale e che impediva il trasporto di persone e merci; mentre a Huánuco la misura era ancora in vigore. Si sono verificati anche scontri con la Polizia Nazionale. Secondo quanto riferito dai produttori, il settore agricolo deve essere dichiarato in stato di emergenza a causa del calo del prezzo del riso, dell’aumento dei costi di produzione (di fertilizzanti e carburante), della concorrenza sleale dovuta alle importazioni massicce di prodotti agricoli, degli impatti dei cambiamenti climatici e della mancanza di sostegno statale alla produzione locale. I manifestanti hanno segnalato che riprenderanno lo sciopero tra 10 giorni se il governo non renderà ufficiale il decreto d’urgenza concordato. Redacción Perú
May 29, 2026
Pressenza
“Bruxelles preferisce annientare l’Ucraina quando potrebbe ancora salvarla”
L’Ucraina vuole un’adesione piena all’UE e tratta da posizioni di forza. In Italia il governo si divide. Intanto Putin apre di nuovo alla trattativa Il no dell’Unione Europea alla nuova apertura di Putin, arrivata dopo gli attacchi russi su Kiev, è molto probabile, secondo Fulvio Scaglione, direttore di InsideOver, già […] L'articolo “Bruxelles preferisce annientare l’Ucraina quando potrebbe ancora salvarla” su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
La Palestina sul tetto del mondo
Un aquilone realizzato con una bandiera palestinese e ricoperto dai messaggi scritti a mano dai bambini di Gaza, è riuscito ad arrivare sulla cima dell’Everest. A portarlo fino a 8849 metri di altezza sono stati l’alpinista giordano-palestinese Mostafa Salameh e il filmmaker italiano Leonardo Avezzano, attivisti della spedizione “Rising Dreams”. Sulla bandiera palestinese sono scritti i sogni dei […] L'articolo La Palestina sul tetto del mondo su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
Cuba sotto assedio, resiste, Un messaggio di Abel Prieto
Pubblichiamo la traduzione in italiano dell’importante videomessaggio di Abel Prieto, presidente della Casa de las Américas a Cuba. “Sono Abel Prieto, vi parlo da Cuba, dalla Casa de las Américas. Attraverso l’amico Chema Sánchez, un fratello, voglio far arrivare questo messaggio alle tante persone degne che stanno difendendo Cuba, che […] L'articolo Cuba sotto assedio, resiste, Un messaggio di Abel Prieto su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
“Forse c’è un accordo”, dicono stavolta gli Usa
L’ultimo annuncio è incerto come i precedenti. L’altroieri erano stati gli iraniani a dare per fatto il “Memorandum of understanding” (MOU) che dovrebbe aprire la fase della trattativa diretta vera e propria, pur sempre con la mediazione del Pakistan e sotto gli auspici dei Paesi del Golfo, che si ritrovano […] L'articolo “Forse c’è un accordo”, dicono stavolta gli Usa su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
Gli Usa ridurranno i loro arsenali in Europa. Doccia fredda sulla Nato
Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi di indiscrezioni, post sui social, annunci roboanti, gli Stati Uniti hanno annunciato che ridurranno il loro arsenale militare destinato alla Nato in Europa. A riferirne è, significativamente, il quotidiano tedesco Der Spiegel che riporta di quanto deciso in una riunione a porte chiuse dal consigliere del […] L'articolo Gli Usa ridurranno i loro arsenali in Europa. Doccia fredda sulla Nato su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
Quando l’imputato (Israele) minaccia la Corte
“Mi dissero… c’è qualcuno che ti vuole parlare. E spuntò un uomo da dietro l’angolo. Era il capo del Mossad all’epoca, Yossi Cohen. Mi disse: ‘Aiutaci con le indagini in Palestina. Non vorrai finire in faccende che compromettano la tua sicurezza o quella della tua famiglia’”. In un’intervista con Al […] L'articolo Quando l’imputato (Israele) minaccia la Corte su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
Si è conclusa l’occupazione dell’Università di San Marcos
Gli studenti dell’Università Nazionale Maggiore di San Marcos (UNMSM) hanno posto fine all’occupazione del campus universitario, in seguito all’istituzione di un tavolo di dialogo e alla firma di un accordo per la cessazione della protesta; le lezioni in presenza e le attività accademiche riprenderanno quindi giovedì 28. Gli accordi raggiunti prevedono che l’università pubblichi il proprio rifiuto del progetto di legge 12736 che consente la rielezione delle autorità universitarie e lo trasmetta al Congresso della Repubblica (principale richiesta degli studenti). Inoltre, la richiesta di conclusione del mandato delle principali autorità universitarie sarà discussa in Assemblea Universitaria prima del 26 luglio 2026. È stato inoltre concordato che il rappresentante della Federazione Universitaria di San Marcos (FUSM) partecipi con diritto di voto alle sessioni dell’Assemblea Universitaria, del Consiglio Universitario e delle sue commissioni, per tutta la durata del procedimento giudiziario con la federazione. Allo stesso modo, non saranno avviati procedimenti amministrativi contro gli studenti che hanno partecipato all’occupazione. Il tavolo di dialogo era composto dal rettore Jerí Ramón, dal vicerettore accademico, dal rappresentante dei presidi dell’università, da tre rappresentanti del Difensore del Popolo e da tre rappresentanti degli studenti, che hanno tenuto l’incontro presso il Centro Culturale di San Marcos, meglio conosciuto come La Casona. L’occupazione della città universitaria di San Marcos è iniziata lo scorso 12 maggio e terminerà il 27 maggio a mezzogiorno. Gli studenti universitari accusano l’attuale amministrazione di voler modificare gli statuti e i regolamenti interni per favorire una rielezione e garantire la continuità di un gruppo politico; inoltre, hanno denunciato irregolarità nei precedenti processi elettorali, l’esclusione delle liste dell’opposizione e la mancanza di trasparenza, oltre all’inerzia delle autorità di fronte alle rivendicazioni studentesche. Attualmente, oltre a San Marcos, altre università sono in lotta: all’Università Nazionale di Ucayali (Ucayali) gli studenti protestano pacificamente per nuove autorità e per denunce di irregolarità nella gestione universitaria, e all’Università La Cantuta (Lima) gli studenti hanno occupato parte della città universitaria denunciando l’appropriazione indebita della residenza universitaria. Redacción Perú
May 27, 2026
Pressenza