Source - S.I. Cobas – Sindacato intercategoriale

Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA RIFLESSIONE DEL DR VITO TOTIRE(PORTAVOCE ANCHE DELLA RETE LAVORO SICURO) CHE AFFRONTA L’UCCISIONE DI FAKIR ABDERRAHIM CON UN APPROFONDIMENTO  CHE INVITIAMO I LETTORI A LEGGERE PER UNA MAGGIORE CHIAREZZA CHE POSSA SERVIRE A FAR RIFLETTERE QUEI LAVORATORI CHE TUTTI I GIORNI LOTTANO SUI CANCELLI DELLE AZIENDE. S.I. COBAS NAZIONALE Abderrahim : una morte che si doveva evitare Ennesimo e grave lutto per la comunità Per un movimento contro l’uso/abuso della forza Ancora una volta una morte che si doveva evitare; le cronache riferiscono di un uomo di 42 anni in “stato di agitazione”; definizione un po’ generica visto che secondo studi scientifici attendibili superati i 26 gradi di temperatura ambientale le capacità cognitive di ognuno di noi vanno in crisi; comunque uno “stato di agitazione” evoca la necessità di un intervento sanitario e non di un intervento di “ordine pubblico”; già altri nei primi commenti a questo grave lutto hanno riferito che un intervento sanitario è gestito con tecniche a basso impatto sulla salute della persona o, meglio, se correttamente gestito si risolve a favore della salute della persona stessa ; esistono infatti linee guida regionali che indicano come intervenire senza danni per la persona in crisi e per gli stessi operatori; se l’approccio non è questo ma è quello della “forza” a prescindere dal livello esercitato e a prescindere dallo stato di salute psicofisica del soggetto (prima e durante l’intervento) la morte diventa un evento tutt’altro che imprevedibile. Al Pilastro, pur non essendo usata la pistola taser lo scenario è analogo a quello degli effetti degli impulsi elettrici ; livello di forza e metodi utilizzati non possono prescindere dalla condizione di vulnerabilità della persona sottoposta a “fermo”; certo esiste un livello di “forza” che può uccidere chiunque , anche il soggetto di cosiddetta “sana e robusta costituzione” il che non era, da quello che riferiscono i familiari, la condizione di Abderrahim; dunque la cosiddetta “asfissia posizionale” può essere letale per tutti ma per alcuni è più probabile che si verifichi pur nel momento del lutto e della disperazione dei familiari e di quanti conoscevano Abderrahim che peraltro è stato impegnato anche nel sindacato Si.Cobas uno dei sindacati di base più tenacemente impegnati nel contrastare il “lavoro schiavistico” OCCORRE RAGIONARE SUI FATTI CONCRETAMENTE ACCADUTI. Purtroppo la morte di Abderrahim NON E’ UN FULMINE A CIEL SERENO , E’ LA CONSEGUENZA DELLA VOLONTA’ POLITICA DI NON CONSIDERARE IN NESSUN MODO LA QUESTIONE DELL’USO DELLA FORZA UN USO DELLA FORZA CHE REIFICA IL FATTORE UMANO A FAVORE DELLA “PACE SOCIALE”-APPARENTE- A TUTTI I COSTI E’ COME PER GLI OMICIDI SUL LAVORO: IL PROFITTO COSTI QUEL CHE COSTI Bisogna che in memoria di Abderrahim FAKIR costruiamo un movimento che sia una barricata contro l’uso della forza, tema su cui le “istituzioni totali” repressive dello stato non hanno alcuna intenzione di ragionare e gli esempi sono stati troppo evidenti e frequenti anche se considerassimo solo Bologna; lo “stato” non ha accennato mai a nessuna considerazione autocritica, nessun “eccesso”, secondo le istituzioni, anche di fronte a situazioni eclatanti: • Nell’aprile 2024 le “forze dell’ordine” usano taser e peperoncino contro un attivista ecologista che si sta allontanando da un cantiere aperto per cementificare una area verde; in verità in giorni precedenti qualche rappresentante delle “forze dell’ordine” era intervenuto con arma da fuoco incastrata dietro la cintura…un messaggio molto chiaro…; dunque una “overdose” di uso della forza contro una lotta che si è dimostrata poi vincente e soprattutto giusta in quanto ha risparmiato alla città la devastazione di un parco ! • Nel 2024, il 31 dicembre, a Villa Verucchio (Rimini) un giovane è morto dopo essere stato colpito da numerosi colpi di pistola ; la Procura di Rimini non ha ritenuto di rilevare una sproporzione nell’uso della “forza”; un esponente di “destra” in maniera molto esplicita ha avallato le onorificenze concesse al carabiniere da Meloni e Crosetto, perché (ha detto l’esponente politico, con un lapsus molto significativo) “il carabiniere ha difeso degli italiani”; in quella circostanza abbiamo detto con chiarezza che il problema principale non era tanto o solo la condotta individuale del singolo carabiniere ma la assenza totale di attenzione da parte dell’Arma (come della polizia di stato) o per la esattezza la omissione della effettuazione di una preventiva valutazione del rischio e della proporzione tra mezzi e tecniche usate ed effetti materiali/psicologici accusati dalle vittime • Nel 2025 una persona forse in “stato di agitazione” in via Marconi viene investita da spray al peperoncino e accusa rilevanti effetti collaterali; un passante, buon samaritano, fornisce alle “forze dell’ordine” acqua da spargere sugli occhi e sul viso della persona colpita; le forze dell’ordine non avevano pensato neanche alla opportunità di mitigare l’impatto della capsaicina ? • Nel 2025 sia in occasione di una manifestazione contro il genocidio del popolo palestinese che in occasione della contestazione, al Pilastro, del progetto “museo dei bambini” le forze dell’ordine hanno lanciato candelotti cosiddetti lacrimogeni (ci sarebbe da discutere anche degli effetti non acuti e a breve, medio e lungo termine); nel caso della Palestina una giovane manifestante ha perso un occhio; evento analogo a Torino dove un candelotto ha colpito un tifoso causandone il ricovero in rianimazione • Anche in questo caso CI SIAMO CHIESTI, MA LA DOMANDA E’ RETORICA: LE “FORZE DELL’ORDINE” SONO IN GRADO , O MEGLIO, HANNO INTENZIONE DI FARE UNA “VALUTAZIONE DEL RISCHIO”? magari REDIGERE UN DVR COME QUALUNQUE AZIENDA ITALIANA è OBBLIGATA A FARE ? vogliamo indulgere sulla retorica/luogo comune dell’errore umano del singolo poliziotto o una gestione seria della valutazione dell’impatto sanitario deve impedire a chiunque lanci di candelotti ad altezza d’uomo? Basterebbe prendere spunto anche dalle normative sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro… Non rimuoviamo le difficoltà che abbiamo di fronte; la recente decisione del sindaco e del consiglio comunale di Milano (senza tacere del significativo e coraggiosi dissenso di numerosi consiglieri) di “sdoganare” la pistola taser e darla in dotazione ai vigili urbani chiarisce che a favore della descalation nell’uso e abuso della “forza”, che noi peroriamo, non abbiamo ostacoli solo da parte del ceto politico di centro destra; per tornare a Abderrahim: • Se una persona è in un cosiddetto “stato di agitazione” deve intervenire personale sanitario dotato di empatia e capacità di comunicazione che certamente, ad essere eufemisti, non sono peculiari delle “forze dell’ordine” • Il personale sanitario è più in grado della polizia, per formazione, cultura e prassi quotidiana, di percepire sintomi e soggettività della persona; la sorella di Abderrahim ha riferito di rilevanti problemi sanitari che lo rendevano vulnerabile sia rispetto alla capsaicina (peperoncino) che rispetto al rischio di “asfissia posizionale” che, bene inteso, rappresenta un rischio per chiunque ma ancora maggiore nel caso delle condizioni cliniche di Abderrahim • La sorella di Abderrahim ha dichiarato quindi due problematiche cliniche che controindicano assolutamente sia l’uso dello spray al peperoncino che l’utilizzo di metodi fisici ad elevata costrittività; nonostante questo “qualcuno” proverà ad insinuare la ipotesi di un evento morte “imprevedibile” ? • È possibile continuare manovre altamente costrittive nei confronti di una persona che urla “aiuto” e “basta” ? vogliamo davvero pensare che la percezione della soggettività debba o possa essere annullata in ossequio ad un astratto, e disumano, principio di “ordine pubblico”? dobbiamo dunque oggi, in memoria di Fakir cercare di costruire un movimento politico e culturale contro l’uso della forza che eviti però adesioni opportunistiche e di circostanza (ci riferiamo a quanto accaduto a Milano per la pistola taser) Un abbraccio sentito ai familiari, amici e compagni di Abdderrahim e al sindacato Si.Cobas di cui ha fatto parte e a tutti quelli che combattono contro schiavismo, razzismo e discriminazioni di ogni sorta. Purtroppo una nuova lapide insanguinata si aggiunge nella storia del Pilastro; ma con la sua storia di emarginazione di discriminazioni subite rimane un quartiere di uomini e donne che continueranno a lottare per la giustizia e per un modo migliore. Abderrahim sarà impossibile dimenticarti. Vito Totire, portavoce centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna Bologna, 20.7.2026 L'articolo Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese. Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità. I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo. Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile. Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir. Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta.Tremate padroni noi continueremo a lottare” , significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza. Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose. Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese. SI COBAS Nazionale L'articolo UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Assassinio di Stato a Bologna
Compagni questo video, dimostra l’efferatezza della polizia italiana nei confronti di un operaio a Bologna. Come negli Stati Uniti gli sbirri, senza alcun pietà hanno ammazzato FAKIR ABDERRAHIM un nostro ex iscritto. Il SI cobas proclama subito uno stato di agitazione di 24 ore per tutta  la  Regione Emilia Romagna e  alle ore 22 bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell’interporto di Bologna. Chiediamo a tutti i compagni anche degli altri luoghi di lavoro fuori di Bologna di partecipare, affinché sia piu ampia la denuncia contro l’uccisione di questo nostro compagno. IO SARÒ PRESENTE!!! Link video: https://youtu.be/DMe3VoStyN8?feature=shared Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370 – 00186 Roma    Prefettura di Bologna Ufficio Territoriale del Governo Via IV Novembre 24 Bologna Presidente della Commissione di Garanzia Legge 146/90 Paola Bellocchi Piazza del Gesù, 46 – 00186 Roma  segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.i t Oggetto. PROCLAMAZIONE SCIOPERO REGIONALE DELL’ EMILIA ROMAGNA PER TUTTO IL SETTORE PRIVATO DI 24 ORE . IL  sindacato intercategoriale Cobas proclama per il giorno 20 Luglio 2026 uno sciopero  regionale per tutto il settore privato della regione Emilia Romagna articolato sulle 24 ore PER L’UCCISIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELLA POLIZIA. Lo sciopero sarà articolato dalle ore 22 del 20 Luglio 2026 alle ore 22 del giorno 21 Luglio del 2026. Distinti saluti. Sindacato Intercategoriale Cobas IL COORDINATORE NAZIONALE ALDO MILANI S.I.COBAS NAZIONALE L'articolo Assassinio di Stato a Bologna proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
FILIERA FEDIT:LO SCIOPERO DI 5 GIORNI E’ RIUSCITO!
In due settimane 5 giorni di sciopero. Grande dimostrazione di forza. Al di là di qualche disfattista lo sciopero nel suo insieme è riuscito, i padroni ne sanno qualcosa,  non sapevano più dove far arrivare i loro camion a scaricare. I magazzini sono invasi dai pacchi e per qualche giorno la loro organizzazione ne subirà un danno notevole. Loro comunque resistono, piuttosto che concedere qualche spicciolo agli operai, perdono milioni di euro. La lotta è dura ma è il primo assaggio, non finisce qui. Abbiamo, per il momento fatto alcuni passi verso una lotta che sarà sempre più dura. Chi si è tirato indietro non è difendibile. A settembre ricominceremo, non finisce qui, RESISTEREMO UN MINUTO PIÙ DEI PADRONI. Chi ha lottato non è domo riprenderà con più vigore. Dopo tanti mesi il SI Cobas si è ridestato: compagni che in squadra vanno a sostenere i cobas più deboli, delegati  che si prendono la responsabilità di organizzare altri lavoratori nella lotta dimostra che il si cobas  è vivo  e che siamo  ancora forti. Chi, invece, si attarderà  a riprendere il cammino della lotta, chi si intestarderà  a non capire che la crisi morde i ns salari e che la ns unica via resta quella della lotta e della ns unità,  consigliamo di leggere Dante, per non finire nell’inferno della povertà e della schiavitù sul lavoro. Noi, SI COBAS,  che lottiamo e mettiamo a disposizione tutte le ns forze  per la lotta degli sfruttati, andremo avanti  fino in fondo a partire da questi compagni d’ avanguardia che si sono temprati davanti ai cancelli. GRIDIAMO FORTE: NON TORNEREMO A 15 ANNI FA, IN QUESTI 5 GIORNI LO ABBIAMO DIMOSTRATO. VIVA IL SI COBAS ! VIVA I LAVORATORI IN LOTTA! SI COBAS NAZIONALE L'articolo FILIERA FEDIT:LO SCIOPERO DI 5 GIORNI E’ RIUSCITO! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DELLA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO RELATIVO ALLE ASSEMBLEE DI GRUPPO OMOGENEO,  CHE SI STANNO SVOLGENDO NEI LUOGHI DI LAVORO E IN PARTICOLARE NEI SITI BRT. IN QUESTO PERIODO PROPRIO SULLA FILIERA BRT, LA PIU’ MONITORATA  DAI LAVORATORI SULLE MISURE DI SICUREZZA, ANCHE ALLA LUCE DELL’INCENDIO AVVENUTO NEI GIORNI SCORSI NEL SITO DI BRT BOVISA, CHE HANNO MESSO IN EVIDENZA GRAVI  CARENZE,OLTRE  LE MANCATE MISURE PER IL CALDO, ANCHE PER QUANTO RIGUARDA GLI INCENDI. SI COBAS NAZIONALE L'articolo proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
INCENDIO AL SITO LOGISTICO BRT BOVISA DI MILANO
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI, CON LEGGERO RITARDO, IL COMUNICATO DELLA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO SULL’INCENDIO NEL SITO DI BRT BOVISA A MILANO PERCHE’ DIMOSTRA QUANTO SIAMO LONTANI DALLA SICUREZZA DEI LAVORATORI DA PARTE DELLE AZIENDE. QUELLO CHE SI NOTA IN MODO EVIDENTE E’ CHE BRT NON HA MAI PENSATO DI ISTITUIRE UNA SQUADRA DI SICUREZZA ANTI-INCENDIO PERCHE’ COSTAVA  TROPPO EVIDENTEMENTE. ANCORA PIU’ GRAVE DA UN VIDEO MESSO SUI SOCIAL  CHE UN LAVORATORE TENTA SI “SPEGNERE” LE FIAMME ALTE CON UN ESTINTORE NON IDONEO A QUEL TIPO DI FIAMMA ANZICHE METTERSI IN SICUREZZA. BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE. Assistiamo al “solito” scenario, al “solito” intervento del “giorno dopo”. Da un paio di anni gli incendi sono in forte crescita anche se al momento non possiamo contare su un registro nazionale davvero esaustivo del fenomeno. Non vi è dubbio, le cause sono diverse e diversamente combinate a seconda della circostanza dai fattori favorenti come ad esempio, i mutamenti climatici e la insufficienza degli interventi di prevenzione e manutenzione. Ma almeno, per carità, non si cerchi di utilizzare il tema dei mutamenti climatici come attenuante perché i mutamenti climatici in atto dovrebbero semplicemente consigliare maggiore attenzione. Attenzione e prevenzione, spesso carente o assente, attività queste, che dovrebbe semplicemente, rientrare in una valutazione del rischio (DVR) costantemente aggiornata. Ma non è così! È costume (cattivo), in circostanze come questa del deposito BTR che le istituzioni, tendano a minimizzare i rischi e l’impatto sanitario ambientale in particolare nei casi in cui “miracolosamente” non si sono avuti feriti gravi o morti. Si tira un ipocrita sospiro di sollievo ma, l’impatto senza morti e feriti, può essere comunque produttivo di ricadute gravi anche se gli inquinanti vengono con una certa rapidità trasportati lontano dalle correnti di aria. Certamente è “meglio” che i veleni si disperdano e non entrino nelle abitazioni e nei polmoni delle persone esposte ma se le sostanze inquinati e non inquinanti (in una certa misura) vengono trasportati lontano dal sito di emissione dei fumi comunque contribuiscono all’inquinamento del pianeta. Con la combustione del poliuretano si producono sostanze tossiche come il monossido di carbonio e il cianuro di idrogeno. Il litio (cui fanno riferimento i dati di cronica) si comporta come per il poliuretano e può essere causa di esplosione e di incendi particolarmente aggressivi e difficile da spegnere. Altri dettagli al momento non sono a nostra conoscenza, ma è impossibile che in un incendio che coinvolge carta (lignina) e plastica (cloro) non si sviluppi la “famigerata diossina di Seveso”. Dover restare per lunghe ore al chiuso senza poter azionare i condizionatori (in questa giornate!) è motivodi grave distress soprattutto per le persone più vulnerabili. Prendiamo atto dell’ennesimo “eroico” intervento dei lavoratori vigili del fuoco la cui esposizione a rischio, troppo spesso, viene negata dagli enti che sono poi chiamati a valutarne la eziologia professionale delle loro patologie. Valutazione avversa al riconoscimento, nonostante il parere della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che classificata come “cancerogeno” il lavoro dei vigili (rischi per fortuna non ineluttabili dei danni ma resta il fatto che le condizioni operative restano sempre difficili e costrittive). Studi recenti hanno focalizzato, dopo il “vecchio” rischio amianto rischi altrettanto gravi legati agli incendi. Qui l’attenzione è sugli effetti dei Pfas contenuti nelle schiume e pare persino in certi ddppii. Ai lavoratori intervenuti all’incendio BRT esprimiamo sostegno e solidarietà coerentemente col nostro impegno ad ottenere il riconoscimento delle malattie professionali che ovviamente attecchiscono se e quando la prevenzione non è stata sufficiente. Parimenti esprimiamo solidarietà sia ai cittadini del quartiere Bovisa e di tutta Milano sia ai lavoratori BRT che hanno rischiato di essere coinvolti più pesantemente. In verità i lavoratori della logistica (lo abbiamo verificato ancora una volta in un recente incontro con i lavoratori di Parma aderenti a Si.Cobas) da tempo richiamano l’attenzione sulla necessità di monitorare il contenuto delle merci movimentate. La vigilanza preventiva, soprattutto ad opera dei lavoratori, deve diventare una prassi attraverso la puntuale segnalazioni degli incidenti e dei quasi incidenti e la loro raccolta in un apposito registro. I lavoratori avranno opportunità per esplicitare meglio le criticità del lavoro nelle prossime assemblee di gruppo operaio omogeneo finalizzate ad “azioni” di miglioramento su salute e sicurezza. Oltre alle ipotizzabili e concretamente attuabili azioni di miglioramento in chiave di prevenzione primaria è utile occuparsi anche di prevenzione secondaria, cioè è necessario adoperarsi affinché l’incendio non si manifesti. A tal proposito non è retorico chiedersi: i magazzini sono dotati di “sistemi sprinkler” in grado di percepire automaticamente la produzione di fumo e dunque di reagire con l’attivazione e la diffusione di sostanze antifumo? Abbiamo constatato negli interventi finalizzati alla prevenzione che troppo spesso l’installazione del sistema “sprinkler” viene considerato un optional lasciato alla “trattativa” tra assicurato e assicuratore. Trattativa in cui l’assicurato si lascia condizionare solo dal valore della merce da tutelare considerando “gratis” il rischio di danni all’ambiente o addirittura lo stesso rischio di danno alla salute e alle persone. Su tutto questo le assemblee di gruppo omogeneo devono vigilare sulla piene e aggiornata valutazione dei DVR e a maggior ragione in tempi di “mutamenti climatici” aggravati dall’incuria padronale per l’ambiente naturale. Noi lavoratori siamo parte integrante della natura! Solo i lavoratori estranei alla logica del profitto a tutti i costi possono esercitare la vera prevenzione a tutela della loro salute e della salute di tutti. Oggi è il 50° anniversario del disastro industriale della Icmesa di Seveso : siamo ancora lontani da una vera prevenzione che renderebbe possibile un “mondo giusto” RETE NAZIONALE LAVORO SICURO L'articolo INCENDIO AL SITO LOGISTICO BRT BOVISA DI MILANO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
COMUNICATO SI COBAS – FILIERA BRT 🚩
I risultati della mobilitazione di oggi 6-7-26 dimostrano, ancora una volta, che quando i lavoratori SI Cobas lottano uniti, si fermano interi territori. Lo sciopero partito nella notte nei grandi hub BRT ha avuto effetti in tutta la rete nazionale: molte filiali di secondo livello sono rimaste completamente ferme. A Parma 020 nessun driver è uscito ed è rimasta completamente ferma l’attività, così come alla 019 di Reggio Emilia, dove non è stato effettuato alcun servizio. Un riconoscimento particolare va ai lavoratori delle filiali BRT 223 e 020 di Parma, che con determinazione, coraggio e compattezza hanno dato una grande dimostrazione di forza, tenendo alta la bandiera del SI Cobas e l’onore della nostra organizzazione. La loro lotta rappresenta un esempio per tutta la filiera nazionale. Un sentito ringraziamento va anche ai compagni di Modena e di Campo Gagliano, che sono venuti a Parma per essere al nostro fianco e partecipare insieme a noi allo sciopero. La loro presenza e la loro solidarietà hanno rafforzato ulteriormente questa importante giornata di lotta. Questa straordinaria mobilitazione ha dato ulteriore forza al nostro Coordinatore Nazionale Aldo Milani e a tutta l’organizzazione nazionale, dimostrando che quando i lavoratori sono uniti il SI Cobas è capace di incidere concretamente e di fermare l’intera filiera. Avanti così, uniti e determinati. La lotta continua! ✊🚩 si cobas nazionale L'articolo COMUNICATO SI COBAS – FILIERA BRT 🚩 proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
PIENA SOLIDARIETA’ A MARGHERITA CUB SANITA’ DEL SAN RAFFAELE!
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DI SOLIDARIETA’,  DA PARTE DEL CENTRO TAGARELLI, ALLA COMPAGNA MARGHERITA DI CUB SANITA’ A CUI CI ASSOCIAMO VOLENTIERI , RICORDANDO PERO’ CHE LE LOTTE DEVONO TROVARE L’UNITA’ DEI LAVORATORI  PER ESSERE VINCENTI E NON SOLO SALTUARIAMENTE QUANDO ARRIVA LA REPRESSIONE. SE NON  RITROVIAMO  QUESTA  CAPACITA’ DI METTERE INSIEME I VARI SETTORI E PARTECIPARE ALLE LOTTE E SCIOPERI NON FACCIAMO UN BUON SERVIZIO ALLA DIFESA DI LAVORATRICI E LAVORATORI. CHE SIA QUESTA UN’OCCASIONE PER RIPRENDERE LA STRADA DI COORDINARSI E ORGANIZZARSI. PIENO SOSTEGNO A MARGHERITA. SI COBAS NAZIONALE Ricorderete cosa successe, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso nel reparto (per i “non” paganti) di Medicina ad Alta Intensità e Cure Intensive: 16 infermieri si erano appena licenziati a causa delle condizioni di lavoro ormai insostenibili e la Direzione dell’Ospedale affidava il reparto a infermieri della cooperativa Auxilium (vicina a Comunione e Liberazione..). Il medico di guardia quella notte scrive una mail allarmata alla direzione, denunciando che gli infermieri .. non sanno gestire la ventilazione assistita, hanno difficoltà con l’italiano, fanno errori gravi nella somministrazione dei farmaci, sbagliano le terapie, non sanno neppure come contattarlo.. quella notte i pazienti del reparto hanno rischiato la vita. Disastro annunciato da mesi, denunciato dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria che farà anche un esposto alla Polizia per i disastri di quella notte. Come ricorda Margherita Napoletano, delegata sindacale CUB Sanità e coordinatrice della RSU, “per ogni infermiere che se ne va se ne vanno anche decine di anni di esperienza”…. Unico provvedimento: la sostituzione dell’amministratore delegato. Pochi giorni fa Margherita riceve dalla Direzione dell’Ospedale una “contestazione disciplinare”  e una diffida. La sua colpa: aver dato voce – come rappresentante sindacale dei lavoratori oltre che RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) – a quanto succede da tempo (non solo quella notte) al San Raffaele. Nota: Il San Raffaele, parte del gruppo San Donato, ha realizzato nel 2025 un fatturato di 703 milioni di euro, con un utile netto (dopo il pagamento delle tasse) di 5,8 milioni di euro. Invece di assicurare condizioni salariali e lavorative più decenti ai propri infermieri per evitare che si ripetano altre situazioni di pericolo per i pazienti come quella di gennaio, recentemente il gruppo è entrato come socio nella Genentra, società che si occupa …. di difesa, cyber sicurezza, armi. Invece di investire nella professionalità dei suoi dipendenti, cioè nella cura della salute e della vita, il gruppo investe nella guerra e nella morte. Con Margherita DIFENDIAMO CHI DIFENDE LA NOSTRA SALUTE E LA NOSTRA VITA. L'articolo PIENA SOLIDARIETA’ A MARGHERITA CUB SANITA’ DEL SAN RAFFAELE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
COMUNICAZIONE SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT.
Grandissima partecipazione allo sciopero della Brt e Gls a livello nazionale. Uno sciopero indetto per tre giorni in queste due aziende ( ieri alle 17 Fedit ci ha detto che potevamo incontrare Brt a livello nazionale il 13 luglio però alla condizione di sospendere lo sciopero. La nostra risposta è stata questa. Per noi la decisione è irrevocabile, se vogliono incontrarci non ci devono porre le loro condizioni. Ricordiamo a tutti che le nostre richieste principali sono: 1) il rinnovo del premio di risultato; 2) l’aumento del ticket a 10 euro; 3) aumento da 11 a 15 euro al giorno per chi fa un turno frazionato; PER I DRIVER: a) premio di risultato; b) aumento della trasferta; c) varie Questa sera si apre anche la giornata di lotta di Sda, anche se ha già confermato che ci incontreranno il giorno 13 luglio. LO SCIOPERO PARTITO IERI SERA SULLA FILIERA BRT-GLS  HA AVUTO UN IMPATTO INCISIVO  CHE PER LE AZIENDE HA SIGNIFICATO NON SOLO RESTARE A TERRA LA MERCE MA ANCHE CHE IL SI COBAS C’E’ ED E’ BEN PRESENTE  E CHE LA LOTTA CONTINUERA’ SE NON FIRMERANNO UN ACCORDO MIGLIORATIVO DI QUELLO CHE STIAMO CHIEDENDO. DA ALBAIRATE A VERONA DA PIACENZA A MODENA E BOLOGNA, DA BERGAMO A BRESCIA, DA PARMA A ROMA FINO A MANTOVA  LO SCIOPERO E’ STATO UN SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE E VOGLIA DI LOTTARE DEI LAVORATORI. L’INFLAZIONE E’ AUMENTATA E I SALARI SONO DIMINUITI, MENTRE  LA BRT HA AVUTO LAUTI PROFITTI, DA QUANTO SI LEGGE DAI GIORNALI, UNA PARTE DI QUESTI PROFITTI DEVE ANDARE AI LAVORATORI CHE LO HANNO PRODOTTO CON IL LORO LAVORO. LA LOTTA CONTINUA!! SI COBAS NAZIONALE L'articolo COMUNICAZIONE SCIOPERO DI TRE GIORNI LOGISTICA E FILIERA FEDIT. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SCIOPERO APPALTO BRT ALBAIRATE
Sciopero a BRT Albairate FORNITORE INOVYS  turno di mattina e turno di pomeriggio contro comportamenti insopportabile di vari capetti e pressione discriminatorio verso scritti SI COBAS. LO SCIOPERO FA PAURA SE SIAMO UNITI VINCIAMO. SI COBAS NAZIONALE L'articolo SCIOPERO APPALTO BRT ALBAIRATE proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Tribunale di Piacenza: prosciolti SI Cobas e USB, ‘nessuna organizzazione criminale’
PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE SULL’ASSOLUZIONE TOTALE DEL C.N.  SI COBAS ALDO MILANI INSIEME A ARAFAT E CARLO ,COMPRESI QUELLI DI USB. LA FEROCIA CON CUI I GIUDICI SI SONO ACCANITI SUI DIRIGENTI NAZIONALI DEL SI COBAS  PER IL MOMENTO E’ SCONFITTA. VOLEVANO SCONFIGGERE LE LOTTE MA  NON CI SONO RIUSCITI. LE CONTRADDIZIONI DI PADRONI E GOVERNO SONO TROPPO EVIDENTI E PRIMA O POI LA CLASSE OPERAIA UNITA NEL SI COBAS  SCONFIGGERA’ IL SISTEMA. SI COBAS NAZIONALE . Milano, 26 giu. (LaPresse) – Non sono mai esistite due organizzazioni criminali dentro ai sindacati di base SI Cobas e Usb che avessero l’obiettivo di radicalizzare lavoratori “di origine straniera” da “strumentalizzare” con l’obiettivo di “conquistare i magazzini” delle multinazionali della logistica. La gup di Piacenza Francesca Gigli ha prosciolto perché il fatto non sussiste i 7 sindacalisti imputati di associazione a delinquere e 83 capi d’imputazione di violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, interruzione di pubblico servizio, sabotaggio ed estorsione. Accolta la linea dei legali dei sindacalisti, fra cui gli avvocati Eugenio Losco, Mauro Straini, Marina Prosperi e Arturo Salerni. La sentenza di non luogo a procedere arriva a 4 anni di distanza dall’inchiesta della procuratrice di Piacenza Grazia Pradella e del pm Matteo Centini (oggi sostituto a Milano), che a luglio 2022 aveva portato anche all’arresto di 8 sindacalisti, fra cui i leader piacentini del Si Cobas Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini, e, per l’Unione sindacale di base, Roberto Montanari, Mohamed Abed Issa e Fisal Elderdah e Riad Zaghdane, storico militante tunisino morto al San Camillo di Roma l’8 dicembre 2023 all’età di 56 anni, dopo aver combattuto contro un cancro mentre era ancora indagato. Arresti revocati un mese dopo l’operazione della Squadra mobile dal Tribunale del riesame di Bologna, che aveva negato l’esistenza delle due organizzazioni criminali sostenendo, che i “fini delle ipotizzate associazioni” a delinquere fossero in realtà “leciti” e tutelati dallo “Statuto dei Lavoratori”. Secondo gli inquirenti i sindacati di base avrebbero provocato fra 2016 e 2022 “scontri con la parte datoriale”, multinazionali come Leroy Merlin o grossi provider di servizi logistici in appalto, per alimentare “il proprio potere”, uscire “vittoriosi” dalla vertenze e ottenere “l’affiliazione all’associazione di più lavoratori, assicurandosi i proventi di tessere e conciliazioni”. Le aziende, “piegate dall’illegale blocco dei mezzi e delle merci”, avrebbero ceduto a “continue concessioni”. Tra i mezzi usati il “picchettaggio illegale”, impedendo ai camion di merci “di entrare ed uscire”, “occupando la sede stradale” oppure praticando azioni “di sabotaggio” delle aziende, ad esempio “azionando l’interruttore di emergenza per interrompere l’azione dei macchinari per la movimentazione dei pacchi”. Con la sentenza di proscioglimento (30 giorni per le motivazioni), la gup chiude una vicenda che ha fatto discutere nel mondo politico e giudiziario, con articoli critici rispetto all’inchiesta pubblicati dalla rivista di Magistratura democratica ‘Questione Giustizia’. La giudice ha invece deciso per il rinvio a giudizio per circa una decina di singoli episodi di picchettaggio, in cui viene contestata a sindacalisti e operai-facchini della logistica l’ipotesi di violenza privata. Molti dei capi d’imputazione, che risalgono a fatti del 2016-2018, nel frattempo sono andati prescritti. L'articolo Tribunale di Piacenza: prosciolti SI Cobas e USB, ‘nessuna organizzazione criminale’ proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SCIOPERO ALLA EMMEBI CONTRO 30 LICENZIAMENTI.
Emmebi è  una fonderia, che come tutto quel settore, e’ in profonda crisi Da un lato il crollo degli ordini dovuti in parte alla guerra russo- ucraina e dall’ altro a incompetenza gestionale. Emmebi ha accumulato un rosso di 9 milioni di euro che ha portato progressivamente ad una ristrutturazione che ha visto passare il numero di lavoratori e lavoratrici impiegati da oltre 200 agli attuali 74. Siamo in sciopero per una serie di ragioni : 1 su 30 licenziati 21 sono Si Cobas e risulta evidente che il criterio seguito e’ prevalentemente l’ appartenenza al nostro sindacato 2 i lavoratori che si sono dimessi nei mesi precedenti non hanno ancora ricevuto parte delle spettanze dovute e in particolare il Tfr 3 chi aveva il prelievo del quinto dello stipendio si e’ accorto che le somme non sono state versate agli enti creditori 4 nonostante il bagno di sangue Emmebi continua a mettere in ferie forzate i lavoratori rimasti, turnazioni senza alcun accordo sindacale Sia chiaro che noi non vogliamo sostituire i lavoratori nostri iscritti licenziati con altri lavoratori che hanno mantenuto il posto di lavoro, non ci interessa la guerra tra poveri, ma vogliamo che vengano applicati correttamente i criteri previsti dalla legge in questi casi. Avanti nella lotta!! Tocca uno, tocca tutti L'articolo SCIOPERO ALLA EMMEBI CONTRO 30 LICENZIAMENTI. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.