L’israelizzazione della società

Pressenza - Sunday, October 25, 2026

L’Italia assimila e attua integralmente il modello sionista. Tace sull’occupazione e la distruzione dei villaggi in Cisgiordania. Violenza e abusi: Israelizzazione della società. Stato di Polizia. “La mobilitazione continua il 30 ottobre e oltre”

Mentre l’ IOF rade al suolo Al-Khalil, in Cisgiordania, case, strade e vite nel silenzio internazionale, il governo italiano trova il tempo per congratularsi per la “tenuta della sicurezza” delle manifestazioni di ieri. Nessuna condanna per le azioni intraprese dallo stato sionista. Nessuna parola per le violenze della Polizia nelle piazze di tutta Italia, e per le persone ferite durante proteste pacifiche.
Solo applausi per un “ordine pubblico” garantito a suon di manganelli.

È l’ israelizzazione della società: un modello di controllo, repressione e propaganda che entra nelle nostre città e vite, nelle nostre questure, nei nostri giornali. Il dissenso diventa un reato da prevenire. La solidarietà un problema di ordine pubblico, una minaccia. Lo Stato manifesta la sua vera natura: violenza sistemica e repressione strutturale attraverso il suo braccio armato.

Con la stessa logica con cui ad Al-Khalil le vittime vengono trasformate in aggressori e gli occupanti in vittime, legittimate all’uso della violenza, la stampa di Stato apre diffamando Youssef Sehir, utilizzando parole che esprimono chiaramente la matrice razziale di tali affermazioni.

Sehir è colpevole di aver denunciato il genocidio, così come molte altre persone trattenute, picchiate, criminalizzate.
La macchina mediatica si mette in moto per coprire le ragioni della protesta : non si parla più del carovita, delle motivazioni degli scioperi, nessuna parola sui salari, sul riarmo, sulla Palestina. Le parole d’ordine dell’azione repressiva: ordine pubblico, sicurezza, tensione, violenze e, infine, terrorismo.

L’operazione è allineata agli obiettivi dell’Hasbara: depoliticizzazione della protesta, manipolazione mediatica, strumentalizzazione della resistenza.

Al contempo, in questi ultimi 2 giorni è stato siglato il contratto tra il governo e la Leonardo-Rheinmetall che si aggiudica un appalto da 3,7 miliardi per i nuovi blindati e carri dell’Esercito italiano, aggiungendo un tassello alla militarizzazione e alla spesa pubblica in materiale bellico, a danno delle necessità sociali.

Che il governo sia una proxy sionista è oramai un dato evidente, che viene sistematicamente riconfermato in tutte le azioni compiute, ma la popolazione ha scelto di protestare contro l’impoverimento e la devastazione del tessuto sociale, a cui contribuisce significativamente la complicità con l’avanzata coloniale e imperialista firmata USA-Israele.

La mobilitazione continua.
Il 30 ottobre – e oltre – con lo sciopero generale e la mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali.

Per la Palestina libera – dal fiume al mare

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