L’israelizzazione della società
L’Italia assimila e attua integralmente il modello sionista. Tace
sull’occupazione e la distruzione dei villaggi in Cisgiordania. Violenza e
abusi: Israelizzazione della società. Stato di Polizia. “La mobilitazione
continua il 30 ottobre e oltre”
Mentre l’ IOF rade al suolo Al-Khalil, in Cisgiordania, case, strade e vite nel
silenzio internazionale, il governo italiano trova il tempo per congratularsi
per la “tenuta della sicurezza” delle manifestazioni di ieri. Nessuna condanna
per le azioni intraprese dallo stato sionista. Nessuna parola per le violenze
della Polizia nelle piazze di tutta Italia, e per le persone ferite durante
proteste pacifiche.
Solo applausi per un “ordine pubblico” garantito a suon di manganelli.
È l’ israelizzazione della società: un modello di controllo, repressione e
propaganda che entra nelle nostre città e vite, nelle nostre questure, nei
nostri giornali. Il dissenso diventa un reato da prevenire. La solidarietà un
problema di ordine pubblico, una minaccia. Lo Stato manifesta la sua vera
natura: violenza sistemica e repressione strutturale attraverso il suo braccio
armato.
Con la stessa logica con cui ad Al-Khalil le vittime vengono trasformate in
aggressori e gli occupanti in vittime, legittimate all’uso della violenza, la
stampa di Stato apre diffamando Youssef Sehir, utilizzando parole che esprimono
chiaramente la matrice razziale di tali affermazioni.
Sehir è colpevole di aver denunciato il genocidio, così come molte altre persone
trattenute, picchiate, criminalizzate.
La macchina mediatica si mette in moto per coprire le ragioni della protesta :
non si parla più del carovita, delle motivazioni degli scioperi, nessuna parola
sui salari, sul riarmo, sulla Palestina. Le parole d’ordine dell’azione
repressiva: ordine pubblico, sicurezza, tensione, violenze e, infine,
terrorismo.
L’operazione è allineata agli obiettivi dell’Hasbara: depoliticizzazione della
protesta, manipolazione mediatica, strumentalizzazione della resistenza.
Al contempo, in questi ultimi 2 giorni è stato siglato il contratto tra il
governo e la Leonardo-Rheinmetall che si aggiudica un appalto da 3,7 miliardi
per i nuovi blindati e carri dell’Esercito italiano, aggiungendo un tassello
alla militarizzazione e alla spesa pubblica in materiale bellico, a danno delle
necessità sociali.
Che il governo sia una proxy sionista è oramai un dato evidente, che viene
sistematicamente riconfermato in tutte le azioni compiute, ma la popolazione ha
scelto di protestare contro l’impoverimento e la devastazione del tessuto
sociale, a cui contribuisce significativamente la complicità con l’avanzata
coloniale e imperialista firmata USA-Israele.
La mobilitazione continua.
Il 30 ottobre – e oltre – con lo sciopero generale e la mobilitazione
internazionale dei lavoratori portuali.
Per la Palestina libera – dal fiume al mare
Global Sumud Flotilla