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Il carovita morde come negli anni Settanta ma nulla è come prima
Negli anni settanta, in Italia il carovita divenne un tema centrale a causa dell’inflazione galoppante e dello shock petrolifero del 1973 che causò il raddoppio del prezzo del greggio. Per affrontare le conseguenze della crisi petrolifera il governo italiano, come altri governi europei, adottò misure di draconiana austerità volte alla […] L'articolo Il carovita morde come negli anni Settanta ma nulla è come prima su Contropiano.
October 22, 2026
Contropiano
Leonardo, quando il sindacato parla la lingua dell’economia di guerra
La bozza di piattaforma FIM, FIOM e UILM per il rinnovo dell’integrativo del Gruppo Leonardo racconta una trasformazione profonda: la crescita dell’industria bellica viene accolta come una prospettiva positiva, mentre il mondo precipita nella corsa al riarmo e milioni di lavoratori pagano il prezzo delle guerre e del carovita. Basterebbe […] L'articolo Leonardo, quando il sindacato parla la lingua dell’economia di guerra su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
Giù le armi Leonardo
L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione. Noi abbiamo deciso di agire in tribunale per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e le sue controllate con lo Stato di Israele. Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto per andare avanti. Siamo convintə che lo Stato italiano, in qualità di azionista di maggioranza di Leonardo S.p.A., stia venendo meno ai propri obblighi costituzionali e di legge continuando a consentire la vendita e l’esportazione di armamenti allo Stato di Israele. Dopo il 7 ottobre 2023, con l’avvio dell’offensiva militare su Gaza e le nuove operazioni in Cisgiordania, Leonardo, anche tramite le proprie controllate, ha continuato a esportare armamenti verso Israele, sulla base di autorizzazioni che il Governo italiano non ha mai sospeso né revocato. Questa condotta appare, in particolare, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, che stabilisce che “l’Italia ripudia la guerra”, la legge 185/1990 e l’Arms Trade Treaty che vietano la fornitura di armamenti a Paesi coinvolti in politiche di guerra e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate a livello internazionale. Siamo organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti umani e nella promozione della pace: A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi, Un Ponte Per. La coalizione include anche la Fondazione Hind Rajab, come partner nell'azione legale. Insieme alla Dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele. Ne parliamo con Giulia, attivista e presidente di Un Ponte Per. Maggiori informazioni qui.
October 14, 2026
Radio Onda Rossa
Studenti e studentesse occupano il Cattaneo di Torino
“UN’ALTRA SCUOLA È POSSIBILE. COME IN FRANCIA, GLI STUDENTI CHIUDONO LA SUCCURSALE CON I LUCCHETTI”, RIFERISCE IL COLLETTIVO ‘LORENZO PARELLI’ NEL PROPRIO COMUNICATO: Dalle prime ore di questa mattina, mercoledì 14 ottobre, oltre 300 studenti del Liceo Scientifico Carlo Cattaneo hanno chiuso con i lucchetti gli ingressi e occupato la succursale di via Postumia 57/60. Nei giorni di pioggia l’acqua entra nell’auditorium, le infiltrazioni hanno segnato soffitti e muri e in diverse pareti si aprono buchi che nessuno ripara da tempo. Gli studenti chiedono interventi immediati sulla succursale alla Città metropolitana di Torino, che per legge deve occuparsi della manutenzione degli edifici delle scuole superiori. «Facciamo lezione in un edificio che cade a pezzi e nessuno ci dà risposte – spiega Matilde, una delle studentesse in occupazione (il nome è di fantasia) – Ma non è solo un problema di manutenzione, è il risultato di anni di scelte politiche». «Chiudere la scuola con i lucchetti non vuol dire lasciarla vuota – aggiunge – In questi giorni l’auditorium dove piove diventa il luogo delle nostre assemblee e le aule si riempiono di discussioni e laboratori che decidiamo noi. Ci stiamo riprendendo uno spazio che è nostro e che per anni è stato lasciato andare in rovina, perché vogliamo dimostrare che una scuola diversa possiamo costruirla noi studenti». Con la riforma Gelmini, dal 2008 alla scuola sono stati tolti circa 8 miliardi, e da allora nessun governo, di qualunque colore, ha davvero invertito la rotta. Secondo l’ISTAT la spesa per l’istruzione cala dal 2010 e oggi resta intorno al 4% del PIL, sotto la media europea del 4,7%. A tenere a galla gli edifici è stato soprattutto il PNRR, che ha destinato all’edilizia scolastica circa 13 miliardi tra fondi europei e nazionali, ma il piano si chiude nel 2026 con la spesa ancora intorno alla metà e molti cantieri aperti. Nel 2024 il governo ha stanziato 7 miliardi per 25 nuovi caccia F-35, quasi il doppio dei 3,9 miliardi che il PNRR ha destinato alla messa in sicurezza e alla riqualificazione delle scuole di tutto il Paese, con cui sono stati realizzati 2.786 interventi. Con il costo di un solo F-35, circa 280 milioni tra acquisto e supporto, si potrebbero finanziare più di cento interventi di messa in sicurezza nelle scuole. Per un liceo scientifico la questione è ancora più vicina. Il Cattaneo si trova nella zona ovest della città, la stessa del polo Leonardo di corso Marche, dove sta nascendo la Città dell’Aerospazio, finanziata anche con 25 milioni del Politecnico. Leonardo è al centro di un ricorso al Tribunale civile di Roma che chiede di annullare i contratti di fornitura alle forze armate israeliane. Secondo i ricorrenti, tra questi ci sono i ricambi per gli addestratori M-346 e componenti per gli F-35. «Studiamo scienze per costruire futuro, non per vedere la ricerca piegata al dual use e all’industria bellica», dichiara il collettivo. L’occupazione guarda anche alla Francia, dove da fine settembre i licei sono in rivolta contro scuole fatiscenti e classi sovraffollate. Secondo il governo francese, il 6 ottobre gli istituti bloccati o sospesi erano 891. «Gli studenti francesi ci hanno mostrato che il cambiamento è possibile – dice il portavoce del collettivo – Da Torino a Napoli sta nascendo un nuovo movimento giovanile, fatto di studentesse e studenti che non accettano più di restare a guardare e si riprendono le proprie scuole. Non siamo un caso isolato e non ci fermeremo a un’occupazione, per questo rilanciamo l’appello a una mobilitazione che coinvolga tutte le fasce della popolazione perché il disinvestimento nella scuola pubblica e la folle politica di riarmo portate avanti da questo governo riguardano tutti noi. I prossimi appuntamenti a Torino saranno il corteo studentesco di venerdì 16 ottobre alle ore 10 in Piazza XVIII Dicembre e sabato 24 ottobre alle ore 15 in Piazza Castello, per la manifestazione “Torino è contro il riarmo”». Il Collettivo Lorenzo Parelli del Liceo Cattaneo prende il nome dallo studente friulano di 18 anni morto nel 2022 durante uno stage di alternanza scuola-lavoro. Torino, 14 ottobre 2026 – Collettivo Lorenzo Parelli Redazione Torino
October 14, 2026
Pressenza
Leonardo a Siena? Istituzioni, CGIL, CISL e UIL sull’attenti, ma Potere al Popolo non ci sta!
Quando si entra in clima di campagna elettorale il governo si ricorda dei lavoratori dello stabilimento Beko di Siena; è un’operazione di sciacallaggio politico non solo per gli evidenti risvolti in chiave elettorale, ma anche perché pone i lavoratori e la comunità davanti al ricatto tra la disoccupazione e riarmo, […] L'articolo Leonardo a Siena? Istituzioni, CGIL, CISL e UIL sull’attenti, ma Potere al Popolo non ci sta! su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
Cgil, Cisl e Uil partecipano con entusiasmo ai successi della Leonardo
C’era una volta una idea, sarebbe meglio definirla illusione vana, secondo cui il sindacato avrebbe preso coscienza della necessità di riconvertire le imprese di guerra in aziende produttrici dei beni di consumo, dal militare al civile per essere sintetici. Tanti anni fa capimmo che CGIL, CISL e UIL non avrebbero […] L'articolo Cgil, Cisl e Uil partecipano con entusiasmo ai successi della Leonardo su Contropiano.
October 12, 2026
Contropiano
Nessuno ne parla. Il 16 ottobre nuova udienza del processo a Leonardo per Gaza
Vi proponiamo un documentato articolo di Gianni Alioti , uno dei maggiori esperti italiani sul traffico di armi, pubblicato sulla rivista ‘La porta di vetro’ “Tra le tante notizie occultate dai media mainstream in Italia una merita sicuramente attenzione. Il fatto che il gruppo Leonardo, tra le prime dieci aziende al mondo e la prima in UE per fatturato militare nel 2025, sia stato portato a gennaio di quest’anno in Tribunale per le armi vendute a Israele. Alla denuncia di Hala Abulebdeh, farmacista gazawi a cui è stata sterminata tutta la famiglia, si sono unite le associazioni A Buon Diritto, ACLI, ARCI, Assopace Palestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte per…, chiedendo al Tribunale civile di Roma che siano dichiarati nulli tutti i contratti stipulati da Leonardo (e dalle sue controllate o intermediarie) con lo Stato di Israele per la vendita di sistemi d’arma, compresi quelli stipulati prima del 7 ottobre 2023 che prevedono la fornitura nel tempo di ricambi, servizi d’assistenza tecnica, supporto logistico e aggiornamento software. L’azione legale chiama in causa anche lo Stato italiano, che col ministero dell’Economia e delle Finanze è azionista di maggioranza di Leonardo. L’azione legale della cittadina palestinese e delle associazioni si basa sulla persistente violazione della normativa italiana che regola l’esportazione, l’importazione e il transito di materiale d’armamento (Legge n.185/1990 che vieta il trasferimento di armi a/da Paesi in conflitto armato e/o che violano i diritti umani fondamentali; dell’articolo 11 della Costituzione e del diritto internazionale. Inoltre, nell’esposto è stata avanzata la domanda inibitoria, diretta a vietare a Leonardo e alle sue controllate o intermediarie la stipulazione, per il futuro, di contratti analoghi con lo Stato di Israele. La prima udienza al Tribunale civile di Roma si è svolta in sordina il 27 marzo 2026 ed è iniziata la fase del confronto legale, in cui le parti hanno precisato le rispettive posizioni e depositato le relative note scritte. Durante la fase preliminare, i legali di Leonardo hanno formalmente richiesto di poter chiamare in causa direttamente lo Stato di Israele nel processo. Questa istanza è stata respinta dal Tribunale civile di Roma con ordinanza del 19 maggio, nella quale ha ritenuto conclusa la fase istruttoria e ha assegnato i termini di legge per depositare le memorie difensive finali, fissando la prossima udienza il 16 ottobre 2026 per la decisione. In questa sede verranno raggruppate in via definitiva tutte le prove, i documenti e le ultime repliche scritte. Una volta trattenuta la causa in decisione, la legge prevede che il giudice pubblichi la propria sentenza entro 90 giorni dal termine ultimo d’ottobre. L’esito della sentenza di primo grado è quindi atteso tra la fine di dicembre 2026 e gennaio 2027. Se non fosse stato per “Presa Diretta”, il programma di RAI3 diretto da Riccardo Iacona, che ha dedicato recentemente una trasmissione sui conflitti internazionali e sul ruolo dell’Italia, con un focus dettagliato sui flussi e sui rapporti commerciali di materiale bellico tra Leonardo e Israele, l’esistenza di questo processo non sarebbe, probabilmente, venuto alla luce. Purtroppo, quando gli interessi (e l’immagine) di determinate realtà industriali come Leonardo sono in discussione, scatta nel nostro Paese una malcelata autocensura da parte dei media, ma anche un colpevole silenzio della politica e delle stesse confederazioni sindacali che, in un caso gravissimo come questo, dovrebbero prendere posizione almeno per separare le colpe di azionisti e manager da quelle dei lavoratori che rappresentano (che non hanno alcun potere decisionale su cosa produrre e per chi produrre). Qualsiasi sia l’esito della sentenza di primo grado (accoglimento totale o parziale della denuncia, inammissibilità per difetto di giurisdizione o rigetto nel merito), la responsabilità etica e sociale di Leonardo nell’economia del genocidio compiuto dallo Stato di Israele verso il popolo palestinese sarà una macchia indelebile. Non solo per quanto contestato e oggetto di giudizio nel procedimento in corso al Tribunale civile di Roma, ma fintanto che il gruppo Leonardo sarà direttamente presente in Israele con la DRS RADA Technologies, la quale fornisce all’Israel Defense Forces soluzioni radar e avioniche testate da loro stessi sul campo; fintanto che i cannoni navali super rapidi OTO Melara 76/62 prodotti da Leonardo a La Spezia finiranno a bordo delle corvette militari israeliane che bombardano Gaza dal mare; fintanto che altre forniture di armamenti e mezzi militari prodotti da Leonardo Spa o da sue controllate (Leonardo DRS) o partecipate (MBDA) in USA e UK arriveranno a Israele; fintanto che Leonardo produrrà parti e/o componenti dei caccia F35 venduti dalla Lockheed Martin all’IDF… ” (Gianni Alioti) Redazione Italia
September 30, 2026
Pressenza
Frontex usa i droni di Leonardo per favorire i respingimenti illegali in Libia
“Sono riuscito a segnalare posizione alla Guardia Costiera libica”. Frontex non si nasconde più e rivendica la sua partecipazione nei respingimenti illegali verso la Libia. A pagarne le conseguenze le circa 65 persone catturate dalle milizie libiche e riportate nei lager libici. La comunicazione è arrivata dal drone Falcon01, che da marzo sorvola il Mediterraneo, senza che i suoi tracciati siano visibili. È gestito da Frontex e costruito da Leonardo, la più grande azienda italiana produttrice di armi. Questo sistema illegale è finanziato interamente anche grazie ai contributi degli italiani. L’azienda a partecipazione statale Leonardo produce droni che facilitano i respingimenti delle milizie libiche, anch’esse finanziate dall’Italia: oltre 1 miliardo di euro dal 2017 ad oggi. Quando il governo lamenta mancanza di fondi per migliorare la sanità pubblica, costruire nuove scuole o frenare il rincaro dei carburanti, consigliamo di iniziare a tagliare i finanziamenti a chi schiavizza, uccide e traffica esseri umani. Sea Watch
September 27, 2026
Pressenza