Perù: “No al taglio dei diritti del lavoro né al lavoro precario per i giovani”

Pressenza - Saturday, August 15, 2026

Di fronte alla minaccia del taglio dei diritti del lavoro, incluso nella richiesta di deleghe legislative del governo di Keiko Fujimori, la Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (CGTP) ha convocato una marcia pacifica per il 13 agosto. Migliaia di lavoratori di diversi sindacati, collettivi e della società civile hanno marciato pacificamente da Plaza 2 de Mayo per le strade di Lima, con il sostegno di senatori e deputati dell’opposizione.

Nella prima mobilitazione durante il governo di Fujimori, i rappresentanti della CGTP hanno esortato “il Congresso della Repubblica a non permettere la violazione dei diritti del lavoro, a non permettere che si attenti ai diritti conquistati dopo anni di lotta e sacrifici. Chiediamo il diritto alla gratifica, alla compensazione per il tempo di servizio (CTS)…” hanno dichiarato i dirigenti della CGTP alla popolazione.

La manifestazione ha riunito sindacati come la Federazione dei Lavoratori dell’Edilizia Civile (FTCCP), le basi degli operai municipali (FENAOM), il Sindacato Unitario dei Lavoratori dell’Istruzione (SUTEP), e a livello nazionale il settore della Sanità, i lavoratori del settore pubblico e privato, della manifattura, dell’industria, i lavoratori dello Stato con il regime CAS (Contrattazione Amministrativa dei Servizi), l’Accordo Storico Cittadino (AHC), tra gli altri.

Ritirare i diritti del lavoro dalle deleghe legislative

Gerónimo López, segretario generale della CGTP, ha dichiarato che “se il governo vuole che gli vengano concesse le deleghe legislative, deve eliminare la lesione dei diritti del lavoro. Che rispetti le convenzioni internazionali dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) come il diritto alla sindacalizzazione, alla contrattazione collettiva e i diritti conquistati dopo anni di lotta. Non possiamo permettere il taglio dei diritti del lavoro, né il lavoro precario per i giovani”.

Con l’argomento di promuovere la formalizzazione, nella richiesta di deleghe legislative presentata dal governo di Fujimori, si intende rendere più flessibile il regime delle assunzioni, applicando riforme alla CTS, alle gratifiche, alle ferie, all’orario di lavoro, al pagamento degli straordinari, agli utili, tra gli altri diritti. Allo stesso modo, si annuncia la creazione di un regime speciale per i giovani (nuova Legge Pulpín) che era già stata respinta in precedenza.

I manifestanti hanno ribadito la loro intenzione di garantire un lavoro dignitoso per la classe lavoratrice del paese, per il quale propongono la creazione di un’agenda nazionale per il lavoro dignitoso.

Foto: Grimaldo Ríos, Jorge Pizarro Pacherres.

Redacción Perú