Magnifica Humanitas, un’enciclica che forse vale la pena leggere

Pressenza - Wednesday, May 27, 2026

«Il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male, ma che il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi faccia sembrare giusta e normale una visione antiumana, secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere di più, nel ridurre la fragilità, eliminare l’imprevisto, controllare ogni cosa.»

— Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, n. 112

 

Quando è stato eletto Papa Leone XIV subito mi è salito lo sconforto. Dopo il papato innovatore e lungimirante di Papa Francesco (un nome un programma), vedere un pontefice che scegli come nome papale “Leone” mi fatto fare un salto nel passato: un passato abbastanza controverso e discusso come quello della Chiesa pre-Concilio Vaticano II che evoca gli antri più oscuri e reazionari della Chiesa di Roma.

Scegliere il nome di “Leone” è stato percepito come un riferimento all’enciclica ‘Rerum Novarum’ (1) di Leone XIII che, per quanto fosse stato il fondatore della moderna Dottrina Sociale della Chiesa, è stato il papa che ha ammonito la classe operaia e le “idee di rivoluzione” durante il biennio rosso (1918-1920), contribuendo a dividere la stessa classe lavoratrice martoriata. La stessa enciclica, infatti, ispirò le “leghe bianche”, i primi sindacati e cooperative di ispirazione cattolica nati per difendere i lavoratori su basi di collaborazione di classe e giustizia, anziché di lotta rivoluzionaria, provocando una scissione nelle “leghe rosse” di stampo socialista e quindi un suo indebolimento. Insomma un’evidente marcia indietro rispetto a Francesco che è stato tra i maggiori esponenti della Teologia del Pueblo ed è stato influenzato dai grandi della Teologia della Liberazione (Gustavo Gutierrez, Oscar Romero, Evaristo Ars, Leonardo Boff, Frei Betto, Ernesto Cardenal…).

Il fatto di aver reintrodotto la mozzetta rossa durante l’incoronazione papale e durante gli eventi (assolutamente mai usata da Francesco), che ha scelto collana ed anello d’oro come Ratzinger piuttosto che un argento sobrio alla Francesco, mi ha portato a pensare di essere di fronte ad un papa come Woityla: papa giovane eletto dalle gerarchie vaticane per durare.

In un anno di pontificato, oltre allo slogan lanciato durante la nomina – “pace disarmata e disarmante” – non ci sono state delle forti prese di posizione a tal punto da rompere lo schermo mediatico, come invece era successo con Francesco (con cui purtroppo è inevitabile il paragone). Silenti sono state le sue condanne in questo anno sulle persecuzioni dei cristiani ortodossi russofoni in Ucraina, sulle morti dei cristiani in Iran per mano delle bombe USA e israeliane, e sulle persecuzioni e le morti dei cristiani arabi palestinesi a Gaza e Cisgiordania.

Ho iniziato a ricredermi sulla personalità di Prevost, dopo l’interessante ed innovativa – sulle tracce del predecessore – esortazione apostolica ed “umanistica” dal titolo Dilexi te sull’ “amore verso i poveri”.

Poi, quando Donald Trump senza freni si è scagliato contro Leone XIV, il primo papa nordamericano della storia, lui ha replicato con parresia e fermezza disarmante: «I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire». Leone XIV parla dei «masters of war», come nella canzone di Bob Dylan, quelli che nel mondo «fingono di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare». Ed ha aggiunto: «Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni(«a handful of tyrants») ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali!».

Ora arriva Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica da papa che tratta della “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Che dire: vale la pena leggerla!

Sebbene abbia posizioni molto più critiche nei confronti dell’IA e dello sviluppo ipertecnologico, credo che l’enciclica di Papa Leone XIV sia un ottimo strumento per aprire il dibattito, per sfondare il muro dell’indifferenza nei confronti degli impatti di questi nuovi strumenti, per rompere al muro dell’ormai incriticabile azione tecno-scientifica; per “alfabetizzare” al dibattito chi ancora non è alfabetizzato.

Sebbene possa peccare di tecnottimismo, Magnifca Humanitas fa un’analisi completa del fenomeno dell’intelligenza artificiale, dei rapporti di forza che la determinano e dell’implicazione etiche ed umane di una tecnologia simile. Non è labile e lassista, ma un’analisi cosciente, seria e consapevole di cosa sta analizzando che parte da una cognizione di causa.

Interessante è stato il commento a caldo su Facebook della filosofa e storica italiana Ida Dominijanni sulla recente enciclica che riporto di seguito:

“Stanotte ho letto l’enciclica di papa Leone. Disordine mondiale, cultura della guerra, progresso tecnologico irresponsabile, disuguaglianze sistemiche, neocolonialismo estrattivo. Non si tratta solo (solo?) di AI: c’è tutto, ma proprio tutto, quello che serve per una contro-narrazione del presente. La scelta di Prevost si conferma una scelta politica nel senso più alto del termine, da parte dell’unica istituzione sovranazionale rimasta nelle macerie del diritto internazionale, ovvero la Chiesa cattolica. Che da un lato si installa come massima autorità culturale e morale nel vuoto di autorità della politica, dall’altro fa la sua mossa egemonica nei confronti delle altre religioni. E punta con grande intelligenza a spaccare il fronte dell’accelerazionismo tecnologico e del trumpismo puntando non sul rifiuto o la maledizione ma sull’umanizzazione della AI. Il mondo intero ha adesso a disposizione questa politicissima contronarrazione del presente e delle sue derive disastrose. Mi domando come mai un documento di tale forza e coerenza non sia mai uscito negli ultimi lustri da quella parte politica che sarebbe deputata a criticare e combattere l’ordine dominante.”

Nonostante io creda che ogni umanizzazione dell’IA sia vana poichè nata con scopi ben diversa dal fatto di lasciarsi “umanizzare”, credo che forse sia un’enciclica che vada la pena leggere nella speranza che possa far prendere consapevolezza sul fenomeno dell’IA e delle digitalizzazione, instillando almeno qualche dubbio pedagogico ed antropologico in chi invece si ostina a ridurre il dibattito dualista tra passato e futuro, arretratezza e progresso, primitivismo e progressismo, tecnofobia e tecnofilia.

 

(1) Promulgata il 15 maggio 1891, l’enciclica prese posizione sulla “questione operaia” condannando sia il liberismo sfrenato sia il socialismo, difendendo la proprietà privata ma richiedendo tutele concrete per i lavoratori e il “giusto salario”.

 

Prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”:

https://ewtn.it/wp-content/uploads/2026/05/Lettera-Enciclica-_Magnifica-Humanitas_-di-Papa-Leone-XIV-sulla-custodia-della-persona-umana-nel-tempo-dellintelligenza-artificiale-15-maggio-2026.pdf

Il Nobel Parisi: «La tecnologia non è neutra. Siamo noi a decidere quali valori incorpora» intervista a Giorgio Parisi oggi sul Corriere della sera e corriere.it https://www.corriere.it/esteri/26_maggio_25/nobel-parisi-intervista-tecnologia-1e2cf273-60cf-4051-bf06-0793c98e0xlk.shtml

Lorenzo Poli