Magnifica Humanitas, un’enciclica che forse vale la pena leggere
«Il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male, ma che il
paradigma tecnocratico in cui siamo immersi faccia sembrare giusta e normale una
visione antiumana, secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere
di più, nel ridurre la fragilità, eliminare l’imprevisto, controllare ogni
cosa.»
— Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, n. 112
Quando è stato eletto Papa Leone XIV subito mi è salito lo sconforto. Dopo il
papato innovatore e lungimirante di Papa Francesco (un nome un programma),
vedere un pontefice che scegli come nome papale “Leone” mi fatto fare un salto
nel passato: un passato abbastanza controverso e discusso come quello della
Chiesa pre-Concilio Vaticano II che evoca gli antri più oscuri e reazionari
della Chiesa di Roma.
Scegliere il nome di “Leone” è stato percepito come un riferimento all’enciclica
‘Rerum Novarum’ (1) di Leone XIII che, per quanto fosse stato il fondatore della
moderna Dottrina Sociale della Chiesa, è stato il papa che ha ammonito la classe
operaia e le “idee di rivoluzione”, come poi Benedetto XV durante il biennio
rosso (1918-1920), contribuendo a dividere la stessa classe lavoratrice
martoriata. La stessa enciclica, infatti, ispirò le “leghe bianche”, i primi
sindacati e cooperative di ispirazione cattolica nati per difendere i lavoratori
su basi di collaborazione di classe e giustizia, anziché di lotta
rivoluzionaria, provocando una scissione nelle “leghe rosse” di stampo
socialista e quindi un suo indebolimento. Insomma un’evidente marcia indietro
rispetto a Francesco che è stato tra i maggiori esponenti della Teologia del
Pueblo ed è stato influenzato dai grandi della Teologia della Liberazione
(Gustavo Gutierrez, Oscar Romero, Evaristo Ars, Leonardo Boff, Frei Betto,
Ernesto Cardenal…).
Il fatto di aver reintrodotto la mozzetta rossa durante l’incoronazione papale e
durante gli eventi (assolutamente mai usata da Francesco), che ha scelto collana
ed anello d’oro come Ratzinger piuttosto che un argento sobrio alla Francesco,
mi ha portato a pensare di essere di fronte ad un papa come Woityla: papa
giovane eletto dalle gerarchie vaticane per durare.
In un anno di pontificato, oltre allo slogan lanciato durante la nomina – “pace
disarmata e disarmante” – non ci sono state delle forti prese di posizione a tal
punto da rompere lo schermo mediatico, come invece era successo con Francesco
(con cui purtroppo è inevitabile il paragone). Silenti sono state le sue
condanne in questo anno sulle persecuzioni dei cristiani ortodossi russofoni in
Ucraina, sulle morti dei cristiani in Iran per mano delle bombe USA e
israeliane, e sulle persecuzioni e le morti dei cristiani arabi palestinesi a
Gaza e Cisgiordania.
Ho iniziato a ricredermi sulla personalità di Prevost, dopo l’interessante ed
innovativa – sulle tracce del predecessore – esortazione apostolica ed
“umanistica” dal titolo Dilexi te sull’ “amore verso i poveri”.
Poi, quando Donald Trump senza freni si è scagliato contro Leone XIV, il primo
papa nordamericano della storia, lui ha replicato con parresia e fermezza
disarmante: «I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a
distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire». Leone XIV parla dei
«masters of war», come nella canzone di Bob Dylan, quelli che nel mondo «fingono
di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non
si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare». Ed ha
aggiunto: «Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni («a handful of
tyrants») ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali!».
Ora arriva Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica da papa che tratta della
“custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Che
dire: vale la pena leggerla!
Sebbene abbia posizioni molto più critiche nei confronti dell’IA e dello
sviluppo ipertecnologico, credo che l’enciclica di Papa Leone XIV sia un ottimo
strumento per aprire il dibattito, per sfondare il muro dell’indifferenza nei
confronti degli impatti di questi nuovi strumenti, per rompere al muro
dell’ormai incriticabile azione tecno-scientifica; per “alfabetizzare” al
dibattito chi ancora non è alfabetizzato.
Sebbene possa peccare di tecnottimismo, Magnifica Humanitas fa un’analisi
completa del fenomeno dell’intelligenza artificiale, dei rapporti di forza che
la determinano e dell’implicazione etiche ed umane di una tecnologia simile. Non
è labile e lassista, ma un’analisi cosciente, seria e consapevole di cosa sta
analizzando che parte da una cognizione di causa.
Interessante è stato il commento a caldo su Facebook della filosofa e storica
italiana Ida Dominijanni sulla recente enciclica, che riporto di seguito:
“Stanotte ho letto l’enciclica di papa Leone. Disordine mondiale, cultura della
guerra, progresso tecnologico irresponsabile, disuguaglianze sistemiche,
neocolonialismo estrattivo. Non si tratta solo (solo?) di AI: c’è tutto, ma
proprio tutto, quello che serve per una contro-narrazione del presente. La
scelta di Prevost si conferma una scelta politica nel senso più alto del
termine, da parte dell’unica istituzione sovranazionale rimasta nelle macerie
del diritto internazionale, ovvero la Chiesa cattolica. Che da un lato si
installa come massima autorità culturale e morale nel vuoto di autorità della
politica, dall’altro fa la sua mossa egemonica nei confronti delle altre
religioni. E punta con grande intelligenza a spaccare il fronte
dell’accelerazionismo tecnologico e del trumpismo puntando non sul rifiuto o la
maledizione, ma sull’umanizzazione dell’AI. Il mondo intero ha adesso a
disposizione questa politicissima contro-narrazione del presente e delle sue
derive disastrose. Mi domando come mai un documento di tale forza e coerenza non
sia mai uscito negli ultimi lustri da quella parte politica che sarebbe deputata
a criticare e combattere l’ordine dominante.”
Nonostante io creda che ogni umanizzazione dell’IA sia vana poiché nata con
scopi ben diversa dal fatto di lasciarsi “umanizzare”, credo che forse sia
un’enciclica che vada la pena leggere nella speranza che possa far prendere
consapevolezza sul fenomeno dell’IA e delle digitalizzazione, instillando almeno
qualche dubbio pedagogico ed antropologico in chi invece si ostina a ridurre il
dibattito dualista tra passato e futuro, arretratezza e progresso, primitivismo
e progressismo, tecnofobia e tecnofilia.
(1) Promulgata il 15 maggio 1891, l’enciclica prese posizione sulla “questione
operaia” condannando sia il liberismo sfrenato sia il socialismo, difendendo la
proprietà privata ma richiedendo tutele concrete per i lavoratori e il “giusto
salario”.
Prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”:
https://ewtn.it/wp-content/uploads/2026/05/Lettera-Enciclica-_Magnifica-Humanitas_-di-Papa-Leone-XIV-sulla-custodia-della-persona-umana-nel-tempo-dellintelligenza-artificiale-15-maggio-2026.pdf
Il Nobel Parisi: «La tecnologia non è neutra. Siamo noi a decidere quali valori
incorpora» intervista a Giorgio Parisi oggi sul Corriere della sera
e corriere.it
https://www.corriere.it/esteri/26_maggio_25/nobel-parisi-intervista-tecnologia-
1e2cf273-60cf-4051-bf06-0793c98e0xlk.shtml
Lorenzo Poli