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Gaza, l’umanità negata. A Varese incontro con Guido Veronese
Martedì 24 marzo 2026 dalle 20:30 Sala della CGIL, via Bixio, 37, Varese. Professore associato di Psicologia clinica e di comunità presso l’Università di Milano Bicocca, Guido Veronese è esperto di intervento sui traumi estremi e collettivi. Negli ultimi vent’anni ha cooperato a Gaza con la psichiatria e le università locali per la cura dei traumi psichici, specie infantili, dovuti ai continui bombardamenti, uccisioni e privazioni di quella popolazione assediata e indifesa. È ritornato a Gaza dal 20 gennaio al 3 febbraio 2026, dopo oltre due anni di genocidio, con le squadre mediche d’emergenza coordinate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ha verificato la scomparsa di tanti collaboratori, allievi e amici, e della Gaza che conosceva. Ogni giorno ha scritto un articolo su quanto vedeva e lo ha pubblicato su AltrEconomia (in fondo al testo di cui a questo link si trova il collegamento a tutti e 13 i suoi articoli: https://altreconomia.it/torno-da-gaza-con-un-senso-di-impotenza-non-si-puo-che-aspettare-e-nemmeno-piu-sperare/ Comitato Varesino per la Palestina Redazione Varese
March 23, 2026
Pressenza
Enorme manifestazione di insegnanti a Barcellona
Una manifestazione quasi senza precedenti negli ultimi anni per quanto riguarda il conflitto nel settore dell’istruzione in Catalogna ha coronato una settimana di sciopero in tutto il territorio. Alcune fonti stimano una partecipazione di 100.000 persone alla mobilitazione tenutasi venerdì 20 marzo a Barcellona. L’emblematica maglietta gialla, simbolo delle mobilitazioni contro i tagli all’istruzione iniziate nel 2012, è diventata il colore identificativo della marcia. La protesta arriva anche come risposta al patto raggiunto dal governo con i sindacati come CCOO e UGT, un accordo che gran parte del corpo docente considera insufficiente, se non addirittura un tentativo di scrollarsi di dosso il problema senza affrontare le reali richieste del settore. Meno alunni per classe Più sostegno all’istruzione inclusiva Il coordinamento è stato uno degli elementi chiave della giornata: quattro colonne, provenienti da diversi punti di Barcellona, hanno marciato fino a convergere in piazza Tetuán. Da lì, la manifestazione è proseguita lungo il viale di Sant Joan in direzione del Parlamento della Catalogna. I gruppi organizzati sono la chiave per protestare contro le ingiustizie La protesta ha formato un vero e proprio fiume umano che ha attraversato la città per esigere miglioramenti urgenti nel sistema educativo. Al di là di una mobilitazione puntuale, queste proteste sono l’espressione di un malcontento accumulato e di carattere strutturale, frutto di anni di tagli e di mancanza di investimenti sostenuti nell’istruzione pubblica. Investimenti che raggiungano il 6% del PIL nei prossimi 4 anni Tra le principali rivendicazioni degli insegnanti spiccano il miglioramento delle condizioni salariali — con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto perso, stimato intorno al 25% negli ultimi anni — la riduzione del numero di alunni per classe, il potenziamento del personale — specialmente per l’attenzione alla diversità — e la diminuzione del carico burocratico, considerato una delle principali fonti di malcontento tra il corpo docente. Tutto ciò risponde alla necessità di garantire un’istruzione pubblica di qualità e sostenibile a lungo termine. Questi punti sono già stati approfonditi nell’articolo pubblicato qualche giorno fa. Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA VAGA DOCENT CATALUNYA Raquel Paricio
March 21, 2026
Pressenza
Mosca viola l’embargo americano e manda due petroliere a Cuba
Due navi russe si stanno avvicinando a Cuba cariche di petrolio e gasolio, un aiuto di Mosca per cercare di mitigare gli effetti del blocco sull’acquisto di idrocarburi imposto all’isola da Donald Trump. La petroliera russe Anatoly Kolodkin, che trasporta circa 730.000 barili di petrolio degli Urali e la nave Sea Horse, che trasporta circa 200.000 barili di gasolio si stanno avvicinando a Cuba con i loro carichi, ma i russi si sono dimenticati di chiedere il permesso al padrone a stelle e strisce. Infatti il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che Cuba è nella lista dei Paesi a cui è vietato effettuare transazioni di acquisto, fornitura o scarico di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi, secondo l’accordo di licenza dell’Office of Foreign Asset Control (OFAC), pubblicato giovedì, riferisce CNBC. Il divieto è stato imposto nel momento in cui le due petroliere si stavano dirigendo verso l’isola caraibica. La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno temporaneamente autorizzato l’acquisto di petrolio russo che si trovava in alto mare, come parte degli sforzi per stabilizzare i mercati energetici mondiali nel bel mezzo della guerra contro l’Iran. Tuttavia, Cuba è stata esclusa da questa esenzione. La decisione di cancellare le sanzioni al petrolio russo libererebbe almeno 140 milioni di barili di greggio che si trova già imbarcato nelle petroliere in giro per il mondo, ma secondo il reuccio della Casa Bianca questo petrolio non può andare verso Cuba, In precedenza, Mosca aveva criticato duramente il blocco dell’invio di carburanti a Cuba imposto dall’amministrazione di Donald Trump e aveva promesso di fornire al Paese il sostegno necessario, compreso l’aiuto finanziario. Il 29 gennaio scorso Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo nel quale definiva Cuba una minaccia inusuale e straordinaria per gli interessi degli Stati Uniti e della regione. A seguito di questo ordine l’amministrazione statunitense ha imposto un blocco all’invio di qualsiasi tipo di combustibile all’isola, pena l’introduzione di dazi aggiuntivi del 25 % a tutti i Paesi che commercino con l’isola idrocarburi. Insomma, per Donald Trump e i suoi soci tutti potranno comprare petrolio russo tranne Cuba. Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info   Redazione Italia
March 21, 2026
Pressenza
Ci basta la tripartizione dei poteri?
una riflessione di Enrico Semprini, saltando dall’oggi alla Comune di Parigi… e ritorno. In queste settimane ci siamo concentrati con entusiasmo alla difesa della tripartizione dei poteri sancita dalla Costituzione uscita dalla seconda guerra mondiale. La lotta andava fatta ed era giusto lottare contro un attacco volto a modificare l’ordinamento italiano verso un contesto dittatoriale; in effetti la dittatura si
No Kings: 27-28 marzo, a Roma la due giorni contro i re e le loro guerre
Concerto e corteo in contemporanea con UK, Usa e altri Paesi esteri. Dagli artisti No Kings alla Marcia degli Invisibili fino alla sfilata dei cori di Roma: il programma completo e le info logistiche Ai nastri di partenza la due giorni di mobilitazione globale contro i re e le loro guerre indetta dal Movimento No Kings Italia a Roma, il 27 e 28 marzo con un concerto gratuito, venerdì 27 dalle ore 15:30 alla Città dell’Altra Economia, e un corteo nazionale, che partirà alle ore 14 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni, e per il quale si stanno organizzando centinaia di autobus da tutta Italia. L’iniziativa avrà un respiro internazionale tant’è che si svolgerà in contemporanea con Together, l’evento omonimo lanciato dagli artisti del Regno Unito con un mega-concerto a Londra, e il No Kings Day negli Usa. Parole d’ordine della piattaforma politica: fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa e la svolta autoritaria del Governo Meloni e delle destre globali. E ancora: alimentare nelle persone il desiderio di riscatto, la rivalsa necessaria a ricostruire una società più giusta, fondata su un’economia di Pace, sulla tutela dei diritti, ambiente e Beni Comuni e sul prendersi cura della nostra democrazia ferita. Accessibilità – Fiore all’occhiello della due giorni sarà l’impegno a renderla il più possibile accessibile per le persone diversamente abili e con fragilità, grazie alla collaborazione con il Disability Pride. Il 27 marzo l’area del concerto non solo sarà accessibile per le persone con carrozzina ma prevederà sul palco l’interpretazione LIS per le persone non udenti. Il 28 marzo per il corteo, oltre all’interpretazione LIS per gli interventi dal camion-palco, sarà prevista una zona safe con un’auto lungo il percorso, a sostegno, all’occorrenza, anche di persone anziane e famiglie con bambini piccoli. Il programma: si balla e si lotta. Il concertone gratuito del 27/03 – La due giorni inizierà venerdì 27/03 con il concertone gratuito alla Città dell’Altra Economia (Ingresso: Largo Dino Frisullo, a Testaccio), che inizierà alle ore 15:30 e finirà a mezzanotte: sei ore di line up, che vedranno salire sul palco circa 50 artiste e artisti, tra musicisti, attori, comici e performers, tra cui Ditonellapiaga, Daniele Silvestri, Gemitaiz, Sabina Guzzanti e Ascanio Celestini. Ecco l’elenco completo: Africa Unite, Assalti Frontali, Briga, Eugenio Cesaro (From Eugenio in via Di Gioia), Danno & Craim, Frenetik & Orange, Gemitaiz, Giancane, Giulia Anania, Giulia Mei, Inoki, Modena City Ramblers, Resistenza Sonora, Willie Peyote, Fucksia, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Federica Sabatini, Giacomo Stallone, Edoardo Purgatori, Anna Castiglia, Bandabardò, Ditonellapiaga, Daniele Silvestri, Dutch Nazari, Erica Mou, Espana Circo Este, Mannarino, Pop X, Rancore, Ester Pantano, Laika, Daniele Collu, Il Muro del Canto, El Partido. Sostieni il concertone No Kings – Il concerto sarà gratuito ed autofinanziato, è frutto di un percorso di convergenza collettivo ed è a disposizione di un progetto politico per un mondo nuovo, più giusto. Per questo abbiamo lanciato un crowfunding per chiedere a chi vuole farne parte di partecipare con un contributo. Qui il link per donare. Informazioni logistiche per il concerto: all’interno dell’area sarà possibile mangiare e bere. Per motivi di sicurezza, non sarà possibile introdurre bottiglie di vetro né entrare con cani, nemmeno al guinzaglio. Come arrivare con i mezzi pubblici. Da Termini: Metro B fermata Piramide/Stazione ferroviaria Ostiense FL1, FL3, FL5/Bus 170, 719, 781, 96, 775. Il corteo del 28/03: appuntamento il giorno dopo, sabato 28 marzo, alle ore 14 a Piazza della Repubblica per il corteo che arriverà a Piazza San Giovanni. Diversi gli spezzoni, colorati, festosi, suggestivi, che rappresenteranno la pluralità delle oltre 700 sigle coinvolte (scopri chi siamo qui). Alle ore 12 davanti dalla fermata Colosseo della metro B ci s’incontra per partecipare alla Marcia degli Invisibili (per adesioni: marciadegliinvisibili@gmail.com) organizzata dal Movimento Antirazzista: una sfilata di fantasmi, a simboleggiare i migranti morti in mare o che vedono i loro diritti negati, che poi convergerà nel corteo No Kings. Tra le altre iniziative, prevista anche una “fiumana di cori” organizzata da direttrici di coro, gruppi vocali, popolari, studenteschi, indipendenti che alzeranno le loro voci durante contro i re e le loro guerre. Percorso del corteo e info logistiche: partenza alle ore 14 da Piazza della Repubblica, viale Luigi Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Via Liberiana, Piazza di Santa Maria Maggiore, Via Merulana, Piazza di Porta San Giovanni. Arrivo dei pullman ad Anagnina (metro A). Redazione Italia
March 20, 2026
Pressenza
Iran. La Svizzera ‘neutrale’ blocca l’export di armi agli USA
Stop all’invio di armi agli Stati Uniti, nazione impegnata nella guerra contro l’Iran: lo ha stabilito il Consiglio federale, che ha stabilito l’interruzione alle esportazioni di tutti gli armamenti e componenti belliche verso quel Paese, facendo appello al “principio di neutralità” e alla legge che regolamenta l’export di suddetti materiali. Il governo di Berna, stando ai media locali, ha dichiarato: “Al momento non è possibile autorizzare esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti, in virtù della loro implicazione in un conflitto armato internazionale”. Dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno avviato l’offensiva sull’Iran, non si registrano vendite di armi agli Stati Uniti, che hanno anche chiesto – senza successo – l’autorizzazione a utilizzare lo spazio aereo svizzero. Quanto alle autorizzazioni già concesse, è stato chiarito che non comprendono quel tipo di materiali. Con Israele e Iran, la Repubblica elvetica da anni ha interrotto l’export di armamenti, come ha tenuto a chiarire l’esecutivo. Agenzia DIRE
March 20, 2026
Pressenza
La più grande Flotilla di Pace mai vista. Parte da Livorno la prima barca
Una flotta di 100 barche per rompere l’assedio illegale di Gaza da parte di Israele e per fermare il genocidio ancora in corso, seppur molto meno narrato dai mass media. E’ questo il grande obiettivo di Global Sumud Flotilla e che Thousand Madleens Flotilla e Freedom Flotilla Coalition hanno deciso di affiancare per creare la flotta umanitaria, internazionale e internazionalista più grande che si sia mai vista! L’altro ieri si é parlato anche di questo al Teatrofficina Refugio con Toni La Piccirella (già imbarcato la scorsa missione e membro dello steering commeetee di Global Sumud Flotilla) all’assemblea pubblica di lancio della manifestazione di domenica 22 marzo in sostegno della nuova missione verso Gaza e della barca che partirà da Livorno in quella data per unirsi in Sicilia alle altre imbarcazioni delle Flotille. E’ stato un lavoro di rete tra tante realtà, iniziato mesi fa e che non finirà con domenica, ma proseguirà per tutta la durata della missione, in partenza intorno al 25 aprile dalle coste italiane per essere in prossimità di Gaza circa due settimane dopo, consapevoli che il supporto delle persone e delle realtà che lavorano sul territorio sono la vera forza della missione. Consapevoli che la necessità di coordinarsi non finisce in Palestina ma inizia con ogni guerra in cui direttamente o indirettamente viene coinvolta la comunità nazionale e internazionale. Per questo, Global movement to Gaza, Gruppo Autonomo Portuali, USB, Ex Caserma, Teatrofficina Refugio, la Flotilla di terra, ATTAC, Scuola di Carta, ass Livorno Palestina, mo-wan, il coordinamento antimilitarista, Pisa per la Palestina, il Collettivo di fabbrica GKN e altre realtà si sono impegnate per organizzare la partenza di questa prima barca della Flotilla, in contemporanea ad un altra che partirà da Ancona: per questo si delinea un evento di portata nazionale e dal respiro internazionale. Programma della manifestazione: concentramento alle 10.30 in piazza Luigi Orlando, interventi introduttivi, corteo lungo mare fino a Terrazza Mascagni dove poi si fermerà per altri interventi tra cui quelli di attivist* internazionali dall’Australia alla Palestina, in chiusura ci saranno dei musicisti che si esibiranno mentre la barca partirà in un clima di festa, speranza e tanta determinazione. Global Movement to Gaza
March 20, 2026
Pressenza
Esito Class action promossa dalle associazioni: Il TAR Veneto condanna l’inaccessibilità al diritto di asilo
Con due importanti sentenze del 18 marzo 2026, n. 616 e n. 617 il Tribunale Amministrativo per il Veneto ha condannato le Questure di Venezia e Vicenza per i ritardi sistematici nell’accesso alla procedura di asilo causati dall’inefficienza organizzativa strutturale derivante da scelte organizzative dell’Amministrazione. Le class action erano state presentate il 7 marzo 2025 da ASGI, EMERGENCY, Lungo la Rotta Balcanica e CADUS, con il sostegno di Casa di Amadou, contro la Questura di Venezia e da ASGI e CADUS contro la Questura di Vicenza. Nel corso del giudizio sono intervenute, a supporto dei ricorrenti, anche OXFAM ITALIA, Casa di Amadou, Spazi Circolari e alcune persone richiedenti asilo. Per la prima volta in Italia, una class action pubblica di questo tipo è stata promossa esclusivamente da associazioni, la cui legittimazione ad agire anche senza la partecipazione di singole persone fisiche è stata pienamente riconosciuta dal TAR. Il Tribunale Amministrativo del Veneto ha accolto entrambi i ricorsi, accertando che i termini di legge per la presentazione delle richieste di asilo sono stati sistematicamente violati e che l’attuale organizzazione degli uffici preposti è inidonea e insufficiente sia rispetto alle risorse disponibili sia rispetto allo sforzo organizzativo esigibile ai sensi della normativa. Determinanti sono state le prove fornite dalle associazioni ricorrenti e intervenienti che, forti del sostegno reciproco, hanno documentato, con chiarezza e meticolosità, come riconosciuto anche dallo stesso TAR, l’insostenibile condizione in cui versano i richiedenti asilo, costretti ad attendere tempi lunghissimi per accedere a un diritto fondamentale e a subire le gravose conseguenze di tale inefficienza. Al contrario, il TAR ha ritenuto le risposte fornite dalle Questure insufficienti e non sostenute da prove documentali, e ha condannato l’inerzia del Ministero dell’Interno che non ha fornito in giudizio i dati comparativi delle condizioni in cui versano le altre Questure sul territorio italiano nella gestione dei medesimi procedimenti. Sono proprio le scelte organizzative non fatte da parte dell’Amministrazione a dimostrare che: “l’assetto organizzativo prescelto non è calibrato per assicurare, con continuità, il rispetto degli stringenti termini di legge” secondo i giudici e che tale disfunzione “incidendo su diritti fondamentali della persona, sarebbe stata tollerabile se l’Amministrazione avesse provato, in modo circostanziato e documentale, che il mancato rispetto del termine dipende da fattori non fronteggiabili mediante misure organizzative ragionevolmente esigibili”. Tale prova, come evidenziato dalle avvocate e dagli avvocati del collegio difensivo, è assolutamente mancata. Le Questure sono ora obbligate al ripristino della legalità entro 90 giorni attraverso una riduzione progressiva dei tempi, lo smaltimento dell’arretrato e l’introduzione di “una gestione efficiente del procedimento di presentazione delle domande, facilitando l’accesso degli interessati agli uffici della Questura e garantendo la tempestiva raccolta delle manifestazioni di volontà di richiedere la protezione internazionale”. “Con queste due sentenze il TAR ha dunque ribaltato il rapporto di forza tra le Questure, il Ministero e le persone straniere richiedenti asilo, condannando le amministrazioni al ripristino di una funzione amministrativa così delicata come quella relativa all’accesso e allo svolgimento della procedura di riconoscimento della protezione internazionale, ma anche stigmatizzando l’inerzia dell’Amministrazione centrale e l’insufficienza di riscontro probatorio delle Amministrazioni periferiche” dichiarano le associazioni che si augurano che “queste pronunce aprano un varco anche e soprattutto in termini di replicabilità nell’oblio che negli anni ha generato la mala gestione dei procedimenti di asilo in tutto il territorio italiano”. ASGI CADUS Casa di Amadou EMERGENCY Lungo la Rotta Balcanica OXFAM ITALIA Spazi Circolari ASGI Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione
March 20, 2026
Pressenza
L’importanza dell’attività fisica per la salute pubblica
Con oltre 5 milioni di decessi attribuibili all’anno, l’inattività fisica rappresenta un grave problema di salute pubblica a livello globale. Si stima che, a livello mondiale, quasi 1 adulto su 3 e 8 adolescenti su 10 non rispettino le linee guida dell’OMS sull’attività fisica (150-300 minuti settimanali di attività fisica aerobica di intensità moderata-intensa per gli adulti e 60 minuti giornalieri per bambini e adolescenti) . In un recente ed interessante studio condotto da Deborah Salvo, della University of Texas ad Austin, sono stati analizzati i dati provenienti da 68 Paesi e relativi alle disuguaglianze. Inoltre, sono state riassunte le prove dei benefici meno riconosciuti dell’attività fisica, tra cui la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, dei disturbi mentali e del cancro. Lo studio ha evidenziato innanzitutto diseguaglianze nei vari ambiti dell’attività fisica, mettendo in luce come l’inattività fisica sia un grave problema di salute pubblica solo nelle nazioni ricche. Tuttavia, i risultati specifici rivelano uno scenario più complesso. In generale, maggiore è la categoria di reddito del Paese secondo la Banca Mondiale, maggiore è la prevalenza del rispetto delle linee guida attraverso il tempo libero attivo, mentre minore è la categoria di reddito del Paese secondo la Banca Mondiale, maggiore è la prevalenza del rispetto delle linee guida attraverso il trasporto attivo e il lavoro attivo. Le disuguaglianze tra i gruppi di reddito dei Paesi erano maggiori per gli ambiti dell’attività fisica in cui l’attività fisica è dettata dalla necessità (lavoro attivo e, in molti contesti, trasporto attivo) rispetto al tempo libero attivo (sempre basato sulla scelta). I risultati dell’analisi intra-nazionale delle disuguaglianze socioeconomiche mostrano che la prevalenza del raggiungimento delle linee guida sull’attività fisica attraverso il tempo libero attivo era circa 20 punti percentuali più alta tra gli individui di status socioeconomico elevato rispetto a quelli di status basso. Le disuguaglianze nell’attività fisica sono anche di genere. I risultati dello studio mostrano che, in tutti gli ambiti e le categorie di reddito dei Paesi, la prevalenza del rispetto delle linee guida sull’attività fisica era maggiore tra gli uomini rispetto alle donne. In particolare, la prevalenza del rispetto delle linee guida con il tempo libero attivo era simile tra le donne nei Paesi ad alto reddito e gli uomini nei Paesi a basso reddito. Modelli simili per il trasporto attivo e il lavoro attivo. Il divario di genere nel trasporto attivo era minore nei Paesi ad alto reddito rispetto a tutte le altre categorie di reddito (ovvero, i Paesi a basso e medio reddito). Inoltre, il divario di genere nel lavoro attivo era più ampio nei Paesi ad alto reddito e praticamente assente nei Paesi a basso reddito. Ma quali sono i benefici derivanti dall’attività fisica? L’attività fisica regolare di intensità moderata-vigorosa potenzia le risposte immunitarie ai vaccini, riduce la carica virale, diminuisce l’infiammazione, migliora la funzione delle cellule immunitarie periferiche e aumenta la sopravvivenza nei topi esposti a patogeni respiratori (ad esempio, l’influenza). L’attività fisica potenzia l’immunità attraverso l’aumento della sorveglianza immunitaria, il rimodellamento favorevole del sistema immunitario e la riduzione dell’infiammazione. Le evidenze disponibili supportano inoltre l’ipotesi che l’attività fisica possa aiutare a prevenire e attenuare la depressione e i sintomi depressivi negli adulti, negli adolescenti e negli anziani. “Una recente meta-analisi armonizzata (2022) di 15 studi di coorte prospettici, per un totale di oltre 12 milioni di anni-persona di follow-up, si legge nello studio, ha valutato l’effetto dell’attività fisica non lavorativa sull’incidenza della depressione negli adulti e ha riportato evidenze di un’associazione curvilinea inversa: accumulare la metà della quantità raccomandata di attività fisica è stato associato a un’incidenza di depressione inferiore del 18%, e il rispetto delle linee guida è stato associato a un’incidenza inferiore del 25%. Le associazioni sono risultate simili tra i sessi e le fasce d’età”. Non solo, i risultati di una recente indagine (2019) mostrano che le persone con i livelli più alti rispetto a quelli più bassi di attività fisica aerobica hanno una riduzione del rischio di circa il 10-20% per diversi tumori specifici, tra cui tumori al seno, al colon-retto, alla vescica, all’endometrio, all’esofago, al rene e allo stomaco. Per quanto riguarda l’attività fisica di rafforzamento muscolare, dati del 2021 hanno evidenziato un’associazione significativa tra livelli elevati (rispetto a bassi) di attività di rafforzamento muscolare e un rischio inferiore del 26% di cancro renale. Infine, per quanto riguarda la sopravvivenza tra le persone a cui è stato diagnosticato un cancro, alcune ricerche attraverso 136 studi hanno evidenziato una maggiore sopravvivenza tra i pazienti oncologici nelle categorie di attività fisica più elevate rispetto a quelle più basse. Insomma, non mancano prove scientifiche che indicano molteplici benefici per la salute derivanti dall’attività fisica per la prevenzione e il controllo delle malattie. Per fortuna da qualche tempo non mancano interventi pubblici (anche legislativi) che puntano a fare dello sport un vero e proprio servizio alla persona, con una funzione sociale che si intreccia con la tutela della salute, l’integrazione e lo sviluppo delle relazioni. E da tutti i livelli istituzionali (ma anche nell’ambito del cosiddetto welfare aziendale) fioccano bandi, voucher e bonus per invogliare bambini e giovani (anche come presidio educativo), adulti, lavoratori e anziani alla pratica sportiva. E gli “incentivi” all’attività fisica passano sempre più anche dal nostro cellulare: diverse app permettono di tracciare le attività all’aperto (camminata, corsa, ciclismo) e consentono diverse soluzioni per sfidare amici, familiari o la community globale, concentrandosi sul movimento, la camminata e le attività sportive. Un modo per invogliare a muoversi e a non essere sedentari, anche trasformando l’attività fisica in un gioco, in una sfida sociale. Intanto, mancano pochi giorni alla scadenza (il termine per inviare le candidature è stato prorogato sino al 31 marzo) dell’edizione 2026 del bando “Bandiera Azzurra”, un riconoscimento esclusivo che FIDAL e ANCI assegnano annualmente ai Comuni che si distinguono nella promozione della corsa e del cammino. Il progetto si pone l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva e quella dell’atletica leggera, del cammino e della corsa, e di coinvolgere i cittadini di ogni fascia di età, soprattutto le giovani generazioni valorizzando lo sport quale strumento di benessere, di salute, di crescita personale e di coesione sociale. Qui per approfondire lo studio guidato da Deborah Salvo Giovanni Caprio
March 20, 2026
Pressenza
Conflitti e mondo: quali sentieri possibili? Incontro di arteterapia sociale a Sesto San Giovanni, Milano
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università promuove un laboratorio di arteterapia sociale che si svolgerà sabato 28 marzo 2026 dalle 15.00 alle 17.00 presso il Centro Sociale Silvia Baldina  in via Generale Cantore,145 a Sesto San Giovanni (Mi) e sarà condotto da Elena Abate, attivista dell’Osservatorio. L’obiettivo del laboratorio creativo  è quello di sensibilizzare cittadinanza, docenti, lavoratori e famiglie su quanto sta avvenendo nel nostro paese riguardo la militarizzazione e i venti di guerra utilizzando il linguaggio proprio dell’arte del disegno e del collage di diversi materiali. I prodotti artistici di ognuno/a alla fine del laboratorio saranno la base collettiva del lavoro svolto. Per prenotazioni scrivere a osservatorionomili@gmail.com    con oggetto LABORATORIO ARTETERAPIA SOCIALE. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
March 20, 2026
Pressenza