
Bari: “Scegliamo i soldati” e “Diventiamo marinai” nella scuola dell’infanzia IC “Massari-Galilei”
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Tuesday, April 7, 2026In queste settimane nei due plessi Montello e via Mandragora della scuola dell’infanzia dell’IC “Massari-Galilei” di Bari è partito il progetto “Raccontami … che lavoro fai?”, che prevede il coinvolgimento diretto dei genitori nelle attività scolastiche, con brevi momenti di gioco strutturato e laboratori. Così le piccole e i piccoli bambini, guidati dalle maestre e dal genitore invitato, hanno di volta in volta costruito un autolavaggio, simulato la gestione di un fast food McDonald’s, giocato a lavorare come commessi in un negozio di scarpe, simulato il lavoro dell’infermiere con cerotti e termometri giocattolo, ascoltato dal papà agronomo la storia sui semi che diventeranno piante.
Tra i genitori intervenuti fino ad oggi anche un papà capitano dell’Esercito Italiano, che ha guidato la mattinata dal titolo “Scegliamo i soldati” e un papà Sottufficiale della Marina Militare con la mattinata dal titolo “Tutti a bordo! Diventiamo marinai”.
Qui in basso il post su Facebook della scuola, che, evidentemente, dimostra come spesso anche i/le docenti obbediscano ad una retorica nazionalistica priva di fondamento sostanziale se arrivano a scrivere che con la discussione guidata dal soldato si giunge ad una «definizione rassicurante del suo ruolo come tutore della pace e difensore della nazione». Occorrerebbe ricordare ai bambini e alle bambine, e forse anche ai/alle insegnanti, quante volte negli ultimi 30 anni le forze armate italiane sono intervenute, per scellerate scelte politiche, in scenari di guerra non certamente a difesa della nostra Patria o sotto l’egida dell’ONU, ma in forma aggressiva accanto alla NATO o, peggio, accanto agli Stati Uniti, causando anche la morte dei nostri militari da parte delle popolazioni invase (Balcani, Iraq, per citarne solo alcune).

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università critica aspramente la banalizzazione romantica delle professioni militari. A maggior ragione, quando il pubblico è formato da bambine e bambini di quattro anni, dal discorso romantico e patriottico viene rimossa totalmente la loro funzione offensiva e letale. Difficilmente si può accettare una simile riduzione di complessità. Inoltre, in un territorio a forte connotazione militare troveremo molti genitori che lavorano nella Difesa e quindi, in contesti scolastici come quello “Raccontami … che lavoro fai?”, i genitori in divisa saranno statisticamente più numerosi, incentivando nell’immaginario infantile il modello del militare.
Per elevare il livello di propaganda militaristica funzionale a generare l’universo simbolico che normalizza la guerra e la rende plausibile, di recente il Parlamento italiano ha stabilito ben due ricorrenze nazionali a carattere militare e il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha prontamente suggerito di inserirle nel calendario della didattica nelle scuole, quelle dell’infanzia comprese: il 17 marzo Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera e il 4 novembre Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Vi invitiamo alla lettura dei nostri approfondimenti su queste due ricorrenze, qui per il 17 marzo, qui per il 4 novembre.
L’Osservatorio è nato per ricercare e denunciare tutte le iniziative che prevedono la partecipazione e l’ingerenza delle Forze Armate e delle organizzazioni e aziende della filiera bellica negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Vogliamo contrastare la militarizzazione dei luoghi di istruzione e la diffusione della cultura della difesa tra le nuove generazioni. Lo sfondo attuale vede un riarmo senza precedenti e seriamente temiamo per il loro futuro.









Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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