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Bari. Fermo preventivo per tre compagni nel corteo contro il governo Meloni!
Restiamo in corteo fino al loro rilascio! Oggi pomeriggio, in occasione del corteo organizzato a Bari per protestare contro la presenza della Meloni per festeggiare il suo “lungo e stabile” mandato, tre dei nostri compagni di Cambiare Rotta sono stati fermati con un fermo preventivo – una delle nuove misure […] L'articolo Bari. Fermo preventivo per tre compagni nel corteo contro il governo Meloni! su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
Bari: contestazione all'Assemblea Nazionale di FdI
02:30 - Lettura del comunicato di Ex Caserema Rossani Liberata di Bari, Bari Hardcore e Collettivo Autonomo Giovanile Barese 09:00 - Corrispondenza da Piazza del Ferrarese, Bari 28:00 - Corrispondenza da Corso Cavour 38:30 - Corrispondenza da Lungomare Augusto Imperatore, inizio della zona rossa 51:50 - Corrispondenza dalla Stazione Centrale di Bari In collegamento in diversi momenti della contestazione partita alle 17:30 da Piazza del Ferrarese e conclusasi in Stazione Centrale di Bari alle 22:30 c.a. dopo aver raggiunto in corteo, in diverse zone della città, compagn oggetto di c.d. fermo preventivo. Gli 8 compagn fermat sono stat, infine, liberat.
September 4, 2026
Radio Onda Rossa
BARI: “MELONI ASSASSINA, BUGIARDA, COLLUSA, VENDUTA”. GIOVEDI 4 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE REGIONALE CONTRO IL GOVERNO
Bari si prepara a vivere una giornata di forte mobilitazione politica giovedì 4 settembre, quando al terminal 10 del porto è in programma la “festa” di Fratelli d’Italia per celebrare la durata del governo guidato da Giorgia Meloni. All’evento è attesa anche la presidente del Consiglio e sono previste migliaia di partecipanti. Nella stessa giornata, però, movimenti, associazioni e studenti scenderanno in piazza per una contro-manifestazione. L’Assemblea di movimenti e associazioni ha annunciato un corteo con partenza alle 17.30 da piazza del Ferrarese, diretto verso la zona del terminal crociere. Al centro della protesta ci saranno le politiche del governo su guerre e riarmo, caro benzina, migranti, sicurezza, scuola e università, oltre a sanità pubblica, emergenza climatica, salario minimo e condizioni economiche delle fasce più deboli. I promotori contestano inoltre la gestione dell’ex Ilva di Taranto e chiedono maggiori investimenti in lavoro, servizi pubblici, edilizia popolare e istruzione. La presentazione con Mario dell’ex Caserma Liberata parte dell’Assemblea dei movimenti che ha promosso la mobilitazione Ascolta o scarica  Sentiamo anche Antonella di Cambiare Rotta di Bari Ascolta o scarica    COMUNICATO Il 4 settembre la premier sarà a Bari per celebrare quello che definisce il governo più longevo della storia repubblicana. Quattro anni di un esecutivo i cui ministri sanno benissimo da che parte stare: non quella delle classi popolari, ma quella di chi accumula extra-profitti e pretende pure aiuti dallo Stato (il caso Santanchè insegna). Saremo in piazza per contestare i disastri di questo centro-destra. Ecco cosa c’è da “festeggiare”: Stato di polizia: Decreti sicurezza che rispolverano norme fasciste per garantire l’impunità alle forze dell’ordine e silenziare il dissenso con pene sempre più severe. Caccia al migrante: Criminalizzazione e trattamenti disumani, con leggi che alimentano la clandestinità anziché favorire l’integrazione sociale ed economica. Economia di guerra e riarmo: Risorse massicce sottratte a scuola, università, ricerca e sanità per essere dirottate sulle spese militari. Un folle piano di riarmo che arricchisce l’industria bellica (a partire da Leonardo, che riconverte la produzione verso le armi nel silenzio dei sindacati confederali). Complicità nel genocidio: La totale sottomissione al terrorismo globale del neoimperialismo statunitense e la complicità attiva, politica e militare, nel genocidio del popolo palestinese portato avanti dal governo Netanyahu. Negazionismo e crisi climatica: Una criminale inerzia di fronte al collasso ecologico. Invece di avviare una vera transizione, questo governo tutela le lobby fossili, condannando i territori alla distruzione climatica tra siccità estrema, alluvioni e devastazione ambientale. Impunità per i potenti: Protezione per la casta nostrana (dai casi Santanchè e Delmastro fino all’inchiesta Hydra della DDA di Milano) e internazionale (da Al-Masri a Trump). Regali ai colossi: Extra-profitti record per banche, assicurazioni e compagnie energetiche o petrolifere. Guerra ai poveri: Il netto rifiuto del salario minimo, che lascia campo libero a sfruttamento e lavoro povero. Per noi questi anni hanno significato solo il peggioramento delle condizioni di vita di lavoratori, disoccupati e finte partite IVA, mentre i soliti pochi si arricchivano indisturbati. Questo è il governo che non avremmo mai voluto. Bari e la Puglia portano i segni evidenti di questi disastri, a partire dalla gestione fallimentare dell’ex Ilva di Taranto. Non abbiamo bisogno di zone rosse, esercito o altra polizia nelle strade. Vogliamo la sicurezza di un lavoro dignitoso, di una sanità pubblica efficiente, di case popolari e di scuole sicure. Il 4 settembre alle 17.30 scenderemo in piazza per un corteo che da Piazza del Ferrarese si muoverà verso il terminal crociere dove si svolgerà l’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia per ribadire a Meloni la netta distanza tra le priorità del suo governo e i bisogni reali della popolazione.  
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Bari. Il 4 settembre arriva la Meloni, annunciata contestazione
Il prossimo 4 settembre Giorgia Meloni sarà a Bari per festeggiare il record di longevità conquistato dal suo Governo. Sappiamo bene, tuttavia, che questa parata di propaganda serve soltanto a nascondere la profonda sfiducia popolare e a cercare di rimanere a galla dopo i duri colpi subiti nell’ultimo autunno del […] L'articolo Bari. Il 4 settembre arriva la Meloni, annunciata contestazione su Contropiano.
August 28, 2026
Contropiano
Gioia del Colle e il 36° Stormo nel Baltico: una riflessione sulla necessità di trasparenza e dialogo diplomatico
COMUNICATO STAMPA L’abbattimento di un drone avvenuto lo scorso 14 agosto nei cieli della Lettonia da parte di un Eurofighter del 36° Stormo di Gioia del Colle richiama l’attenzione del territorio sul diretto coinvolgimento della nostra comunità nelle dinamiche operative internazionali. Di fronte al moltiplicarsi degli episodi di tensione sul versante nord-orientale europeo, il Comitato cittadino per la Pace di Gioia del Colle intende condividere una riflessione sul valore della trasparenza informativa e sulla centralità della via diplomatica.   La quotidiana convivenza tra la cittadinanza e la base militare locale richiede una costante attenzione alla chiarezza. L’informazione trasparente è il primo presupposto per garantire tranquillità, consapevolezza e coesione sociale. È indispensabile che la cittadinanza sia resa edotta sullo stato delle operazioni in corso e sul quadro di sicurezza locale, superando qualsiasi ombra di reticenza o sottovalutazione. Trasparenza significa anche verificare ed esplicitare l’adeguatezza delle pianificazioni civili di sicurezza, prevenzione e risposta alle emergenze, previste per il nostro Comune e quelli limitrofi in relazione al contesto internazionale. Il Comitato cittadino per la Pace, e le sigle aderenti a questo comunicato, ribadisce con forza che l’unica strada per garantire la sicurezza del nostro Paese e della comunità locale passa attraverso il disinnesco delle tensioni e il ripristino immediato dei canali negoziali. L’appello si rivolge alla coscienza civica e istituzionale: non si può assistere in modo inerte all’innalzamento dello scontro armato. Occorre una presa di posizione ferma e coraggiosa da parte di tutti i soggetti istituzionali affinché la via diplomatica prevalga incondizionatamente sulle logiche di potenza e di riarmo.  GIOIA DEL COLLE (BA), 18 agosto 2026 Il Comitato cittadino per la Pace di Gioia del Colle,  con l’adesione di: * Associazione delle Chiese evangeliche battiste di Puglia e Basilicata * ANPI Puglia * ARCI Puglia * Casa del Popolo Bari * Centro Studi Torre di Nebbia * CGIL Bari * COBAS Puglia * Comitato Art. 11 L’Italia ripudia la guerra * Comitato contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la pace di Brindisi * Il Venerdì Libertario * Movimento Nonviolento Puglia * Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * PeaceLink Lecce * Punti Pace Pax Christi Puglia * Rete dei Comitati per la Pace di Puglia * Rete Puglia * Risorgimento Socialista Puglia * UDS Bari * UDS Puglia * UDU Bari * USB Confederazione Puglia * Zona Franka -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PRIMA DI TUTTO LA PACE. Marcia Gravina-Altamura, 24 ottobre 2026: Dossier e moduli di adesione
Il nostro appello vi giunge dal cuore del Meridione d’Italia, da una vasta area collocata al confine tra la Puglia e la Lucania, in un momento così particolare della storia in cui circa metà della popolazione mondiale vive in un clima di guerra, aperta o strisciante, in cui milioni di persone sono condannate a vivere, oppressi, in condizioni di povertà e di sofferenze estreme. Sono sempre più le guerre, infatti, a plasmare in senso militarista le capacità distruttive dei conflitti, con l’impiego di sempre più sofisticate tecnologie poste al servizio del capitalismo globale, responsabile delle distruzioni ambientali e delle stragi di civili, sino a commettere, nell’indifferenza o nella complicità dei governi cosiddetti democratici, dei veri e propri genocidi. Il nostro appello vi giunge da un territorio vocato alla pace ma costretto ad essere ancora teatro di esercitazioni di guerra attraverso una diffusa e articolata presenza delle Forze Armate di terra, di mare e di cielo: dall’aeroporto militare di Amendola a quelli di Gioia del Colle, di Galatina e di Brindisi, al porto militare di Taranto; dalle numerose servitù militari dislocate sul territorio pugliese ai poligoni di tiro presenti nel Parco nazionale dell’Alta Murgia. Il nostro appello vi giunge da un paesaggio storico e ambientale di inestimabile valore ma ancora continuamente saccheggiato e devastato da interessi forti e da illegalità diffuse, da indifferenze e da responsabilità istituzionali e in cui sono state individuate ben 17 aree ritenute idonee (sic!) per la costruzione del deposito unico nazionale per lo stoccaggio di scorie nucleari nel mentre l’attuale governo paventa l’assurda volontà di costruire nuove centrali nucleari… Il nostro appello intende ricongiungersi alle tante iniziative di lotta di ieri e di oggi, e mira a saldare il patrimonio di esperienze maturate all’interno di un movimento ricco e variegato: dalle marce Gravina – Altamura a Scanzano Ionico; dalla tutela di un paesaggio di pietre e di ulivi secolari al rifiuto delle guerre e delle basi militari presenti sul territorio; alla difesa delle coste adriatiche e ioniche dall’assalto del cemento e da pericolose forme di inquinamento e di degrado. Ci rivolgiamo a tutte le donne e gli uomini che sono impegnati a difendere la qualità della vita e del lavoro dalle aggressioni cieche e irreversibili dei potenti e dei furbi; a quanti praticano forme di politica dal basso e che mirano alla realizzazione di progetti concreti e durevoli a beneficio della collettività. Ci rivolgiamo a coloro che si oppongono a vecchie e nuove forme di colonialismo che, con brutalità e irridendo ogni diritto, si appropria della ricchezza sociale e delle fonti energetiche globali. Ci rivolgiamo alle donne e agli uomini che lottano contro i fili spinati dei confini e che rifiutano ogni forma di criminalizzazione verso quante e quanti sono costretti a lasciare la propria terra per fuggire la morte o la fame. Ci rivolgiamo a quell’arcipelago di sensibilità diverse che, unito, ha saputo conseguire alcuni significativi successi che, tuttavia, risultano essere oggi ancora provvisori. È il caso del Parco nazionale dell’Alta Murgia, nato ormai più di vent’anni fa ma che non è cresciuto nella maniera da noi auspicata. Di fronte a queste e ad altre piccole e grandi questioni aperte avvertiamo la necessità di creare un altro decisivo momento di confronto, per socializzare e rafforzare progetti ed esperienze e rappresentarle con fermezza alle Istituzioni che governano i nostri territori. PARTECIPARE ALLA MARCIA GRAVINA–ALTAMURA DEL 24 OTTOBRE 2026 SIGNIFICA RIMETTERE INSIEME CIÒ CHE IL POTERE DIVIDE: PACE, AMBIENTE, LAVORO, LIBERTÀ DI MOVIMENTO, AUTODETERMINAZIONE DEI TERRITORI. PER RIBADIRE LA NOSTRA OPPOSIZIONE A TUTTE LE GUERRE E AD OGNI FORMA DI ASSURDO RIARMO NEL RISPETTO DELL’ART. 11 DELLA COSTITUZIONE. DAL BASSO, INSIEME, PER UN SUD CHE NON SIA RETROVIA MILITARE NÉ DISCARICA, MA SPAZIO DI PACE, SOLIDARIETÀ E RESISTENZA. Per facilitare la condivisione dei contenuti e degli strumenti informativi relativi alla Marcia Gravina-Altamura 2026, in attesa di versioni stampate, abbiamo predisposto un sistema di consultazione ottimizzato per la fruizione mobile. Dal file allegato potete accedere a tutti gli strumenti e agli approfondimenti: · Appello della Marcia · Sistema di adesione mediante form online · consultazione di tutte le adesioni pervenute · Modulo di richiesta adesione per le scuole · Indicazione dei dati bancari per contributi e sostegni economici · Accesso alla mappa Google Earth online relativa alla logistica della Marcia (in fase di definizione) · Tutti gli approfondimenti pervenuti sui diversi temi richiamati nell’appello che costituiscono il dossier condiviso, compreso quello relativo alla Militarizzazione delle scuole, delle università e della società civile in Puglia di Michele Lucivero, docente e promotore dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che aderisce all’iniziativa. CLICCA QUI PER ACCEDERE AL DRIVE CON IL DOSSIER E TUTTI I DOCUMENTI DISPONIBILI PER ADERIRE ALL’APPELLO E PARTECIPARE. 09_WADownload CONDIVIDETE PURE E PARTECIPATE IL 24 OTTOBRE 2026 ALLA MARCIA GRAVINA-ALTAMURA. PRIMA DI TUTTO LA PACE -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Alexian Group, il gruppo di musica rom di fama internazionale, in concerto a Bari, Giovedi 23 luglio ore 21.00.
Sarà la Parrocchia San Marco Evangelista di Bari in Via Caldarola 50 ad ospitare il concerto di musica rom dell’Alexian Group. L’evento artistico è inserito nell’ambito della manifestazione gestita dalla direttrice artistica Angela Cataldo. È il terzo appuntamento della rassegna “Assud” proposta dall’associazione Al Nour, vincitrice del progetto “Le due Bari”, finanziato dal Mic – Direzione Generale Spettacolo. L’ evento è accessibile al LIS (Lingua Italiana dei Segni). Dopo il successo nei più prestigiosi teatri internazionali, l’Alexian Group di Alexian Santino Spinelli sarà protagonista a Bari di un percorso musicale intenso, suggestivo e originale. Il concerto è previsto giovedi 23 alle ore 21.00. Sul palco con Alexian Santino Spinelli alla fisarmonica, ci saranno: Luciano Pannese al contrabbasso, Davide Chiarelli alle percussioni etniche, Evedise Spinelli all’arpa e Gualtiero Lamagna al bouzuki e alla chitarra. Alexian Santino Spinelli da decenni è presente sui più importanti palcoscenici mondiali: dal Teatro alla Scala di Milano al Teatro San Carlo di Napoli, fino alla Carnegie Hall di New York e al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Alexian Santino Spinelli ha suonato per Capi di Stato e per tre Papi, spesso in mondovisione promuovendo il valore artistico, culturale e identitario delle comunità dei rom e sinti. «La musica è un linguaggio universale che supera ogni barriera e costruisce ponti tra culture diverse», ha dichiarato Alexian Santino Spinelli. «Portare la musica romanì nei luoghi più prestigiosi dell’arte rappresenta un passo importante per il riconoscimento della nostra cultura. Questo concerto è un’occasione per affermare il valore artistico della tradizione romanì nel panorama musicale italiano ed europeo. Attraverso la musica possiamo promuovere dialogo, rispetto e una nuova consapevolezza culturale». Una manifestazione importante e un concerto emozionante per conoscere una cultura millenaria come quella romani. Un percorso musicale dall’India, terra d’origine, fino alla Spagna, attraversando i Balcani, l’Est Europa e il jazz manouche. Un evento imperdibile. L’ingresso è gratuito. Ufficio Stampa Alexian Group Redazione Italia
July 22, 2026
Pressenza
BARI: CONDIZIONI INDEGNE PER 4MILA BRACCIANTI STIPATI NEI GHETTI DELLE CAMPAGNE PUGLIESI. IN 200 OCCUPANO LA BASILICA
Caporalato nelle campagne pugliesi. È terminata la protesta di centinaia di braccianti che insieme a Usb hanno occupato simbolicamente la basilica di San Nicola a Bari, per chiedere acqua e condizioni di lavoro minime, in quello che è il più grande ghetto di braccianti d’Europa, in settimane di caldo asfissiante. Quello tra Foggia e Bari è infatti un buco nero dello sfruttamento, dove vivono in condizioni indegne oltre 4mila braccianti. Dopo l’occupazione, una delegazione di lavoratori di Torretta Antonacci ha incontrato il presidente della Regione Puglia. “Chi raccoglie il cibo muore di sete accanto ai campi. Buttati i fondi Pnrr, ora il governo e la Regione intervengano”, fa sapere il sindacato Usb. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Francesco Caruso, funzionario di Usb. Ascolta o scarica.  
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola di Bari
In questo momento un centinaio di braccianti del ghetto di torretta antonacci hanno occupato la BASILICA DI SAN NICOLA A BARI. I 30 milioni per Torretta Antonacci li avete persi voi: ora fondi contro le baracche e documenti per tutti Da questa mattina siamo dentro la basilica di San Nicola […] L'articolo Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola di Bari su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola di Bari
-------------------------------------------------------------------------------- Foto Usb Braccianti Foggia -------------------------------------------------------------------------------- Da questa mattina siamo dentro la basilica di San Nicola a Bari. Siamo un centinaio di braccianti e ci siamo rinchiusi qui, nel cuore di questa città, perché fuori nessuno ci ascolta. Veniamo dalle baracche di Torretta Antonacci (nel foggiano, ndr), arriviamo dai campi dove alle sei del mattino stiamo già curvi sui filari. E da qui non ce ne andiamo finché il presidente della Regione Puglia Decaro e il governo Meloni non daranno un segnale chiaro e concreto: soluzioni vere contro le baracche, subito, e documenti per tutti. Non parole, non tavoli, non promesse. Atti. Perché occupiamo una chiesa? Perché è l’unico luogo di questa città dove la nostra vita vale ancora qualcosa. Per lo Stato non esistiamo: esistono le nostre braccia quando c’è da raccogliere il pomodoro, e spariscono i nostri corpi quando c’è da darci un tetto, un documento, un nome. Il 30 giugno è scaduto il PNRR, e con esso sono morti per sempre i 30 milioni di euro stanziati per il superamento di Torretta Antonacci, il più grande ghetto agricolo della Capitanata, Trenta milioni. Persi. Bruciati. E non è stata la sfortuna, non è stata la burocrazia: siete stati voi. Torretta Antonacci non è arrivata “in ritardo” alla scadenza: l’avete esclusa voi, mentre il vostro commissario straordinario ammetteva davanti alla Corte dei Conti che i tempi non c’erano più. La Corte dei Conti aveva segnalato San Severo tra i casi critici d’Italia: cronoprogrammi impossibili, convenzioni mai firmate, cantieri mai aperti. Quattro anni di riunioni in Prefettura, tavoli tecnici, commissari, passerelle e fotografie. Risultato: zero alloggi, zero dignità, 30 milioni in fumo. Governo, Regione, Prefettura e Comune hanno scelto, ciascuno per la propria parte, di lasciarci nel ghetto. Perché un bracciante senza documenti e senza casa è un bracciante in ginocchio, e un bracciante in ginocchio costa poco. Noi ci spezziamo la schiena a 40 gradi. Moriamo letteralmente di caldo e di fatica sotto il sole, ora dopo ora, cassone dopo cassone, per raccogliere i pomodori, gli ortaggi e la frutta che finiscono sulle vostre tavole. Il cibo che mangiate passa dalle nostre mani. Il made in Italy di cui vi riempite la bocca nei convegni sta in piedi sulle nostre schiene. E noi moriamo come foglie, uno a uno, nei campi e nelle baracche. Ad aprile è morto alagie, a gennaio Mamadou e tanti altri fratelli di estate muoiono per il caldo e di estate per il freddo. E lo diciamo forte: viviamo nelle baracche non perché siamo clandestini, ma perché ci avete resi ostaggi della vostra burocrazia. Abbiamo in tasca i permessi C3, i rinnovi e le richieste di asilo ferme da anni nelle questure e nelle commissioni. Lavoriamo, produciamo, mandiamo avanti l’agricoltura di questo Paese, e ci negate perfino un pezzo di carta. Ora basta: documenti per tutti, perché chi lavora questa terra ha il diritto di viverci da persona libera, non da fantasma ricattabile nelle mani dei caporali. E non provate a raccontarci che i fondi “torneranno in altra forma”. Senza uno stanziamento nazionale immediato, vincolato e verificabile, quei 30 milioni sono spariti per sempre e lo sapete. Noi la nostra proposta l’avevamo già messa sul tavolo: un villaggio progettato insieme agli abitanti, con percorsi di urbanistica partecipata, case vere, spazi comuni, dignità. L’avete ignorata, come avete ignorato noi. Ora ve la riportiamo dentro una cattedrale occupata. La pazienza è finita. L’occupazione della Cattedrale è solo l’inizio. Davanti a noi c’è la stagione della raccolta del pomodoro e noi siamo pronti a fermarla: scioperi nel pieno della raccolta, presidi permanenti sotto i palazzi del potere, blocchi e manifestazioni in tutta la Capitanata. Il cibo arriva sulle vostre tavole grazie alle nostre braccia: ricordatevi che quelle braccia possono fermarsi. Non usciremo da qui a mani vuote. Pretendiamo: lo stanziamento immediato, con fondi nazionali, di risorse pari a quelle perse, vincolate al superamento reale di Torretta Antonacci e decise con noi, non sopra le nostre teste; acqua, luce, servizi igienici e infrastrutture di base da subito nell’insediamento, perché nessuno può sopravvivere un’altra estate così; documenti per tutti: sblocco immediato dei permessi, dei rinnovi e delle richieste di asilo ferme da anni, rilascio di un permesso biennale per ricerca occupazione. Non chiediamo carità: pretendiamo giustizia. Il tempo delle vostre promesse è scaduto il 30 giugno, insieme ai vostri fondi. Il tempo della nostra lotta comincia adesso. [USB Braccianti, 4 luglio, ore 14] -------------------------------------------------------------------------------- Stamattina eravamo duecento braccianti rinchiusi dentro la basilica. Nel pomeriggio eravamo seduti al tavolo con il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. Questa è la dimostrazione di una cosa semplice, che ripetiamo da anni: le istituzioni si muovono solo quando i braccianti alzano la testa e la voce. Dopo circa cinque ore di occupazione, con l’arrivo del sindaco di Bari che ci ha annunciato la disponibilità del presidente a riceverci, abbiamo lasciato la basilica e siamo partiti in corteo fino alla sede della Regione. Una nostra delegazione è salita e ha incontrato il presidente Decaro, al quale abbiamo rivolto tre richieste. Su tutte e tre il presidente si è impegnato davanti a noi: Uno: l’acqua, subito. Il presidente si è impegnato ad affrontare e risolvere in tempi rapidi il ripristino dei serbatoi di Torretta Antonacci e, soprattutto, a potenziare la frequenza di riempimento, rendendola almeno giornaliera. Perché questa è la realtà che abbiamo raccontato al presidente guardandolo negli occhi: a 40 gradi l’acqua finisce immediatamente, e duemila persone si azzuffano per riempire una tanica d’acqua. Nel 2026, in Italia, nella regione che si vanta della propria agricoltura, chi raccoglie il cibo muore di sete accanto ai campi. Due: il presidente viene a vedere con i suoi occhi. Decaro si è impegnato a venire la settimana prossima a Torretta Antonacci, per rendersi conto di persona della situazione disastrosa in cui vivono duemila braccianti e di come sono stati indegnamente buttati dalla finestra i 30 milioni del PNRR che dovevano risolvere questo problema. Lo aspettiamo. Non in visita di cortesia, ma per camminare tra le baracche, toccare le lamiere roventi, vedere i serbatoi vuoti. E per uscirne con un impegno di reinvestimento: quei 30 milioni persi vanno rimessi sul tavolo con fondi veri. Tre: i documenti. Il presidente si è impegnato a convocare un momento di confronto, a partire dai governatori delle regioni del Sud, dove il problema del bracciantato migrante è più sentito, per avviare una pressione comune sul Governo e sul Ministero per il rilascio dei permessi di soggiorno e per una forma di stabilizzazione dei lavoratori. È il punto per noi decisivo: viviamo nelle baracche perché siamo ostaggi della burocrazia, con permessi C3, rinnovi e richieste di asilo ferme da anni. Chi porta avanti l’agricoltura di questo Paese ha diritto a un documento, a un contratto vero, a una vita da persona libera. Se i governatori del Sud faranno fronte comune, il Governo Meloni non potrà più voltarsi dall’altra parte. Lo diciamo con la stessa chiarezza con cui stamattina abbiamo varcato il portone della basilica: prendiamo atto degli impegni, ma non firmiamo cambiali in bianco a nessuno. Le foglie continuano a cadere, una a una: Alagie non c’è più, e nessuna stretta di mano ce lo restituisce. Per questo vigileremo giorno per giorno: sull’acqua nei serbatoi già da questa settimana, sulla visita del presidente a Torretta Antonacci la settimana prossima, sulla convocazione del tavolo dei governatori. Se anche uno solo di questi impegni dovesse saltare, torneremo a farci sentire, più forti e più numerosi di oggi. E davanti a noi c’è la stagione del pomodoro: le nostre braccia sanno raccogliere, ma sanno anche fermarsi. Oggi abbiamo dimostrato che i braccianti non sono invisibili e non sono soli. Questa giornata appartiene ai duecento che si sono rinchiusi in Cattedrale, alle centinaia che hanno marciato in corteo fino alla Regione, ai duemila di Torretta Antonacci e a tutte le braccia che tengono in piedi l’agricoltura di questo Paese. La lotta paga. E la lotta continua. [USB Braccianti, 4 luglio, ore 19] -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > E se ci provassimo per davvero a cambiare le cose? -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Filiera agricola e ingiustizia climatica -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola di Bari proviene da Comune-info.
July 4, 2026
Comune-info