Elicotteri e Paesaggio: Scuole spezzine e propaganda di guerra

Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Sunday, March 15, 2026

Comunicato Stampa

Apprendiamo con stupore che, in occasione delle prossime giornate del FAI previste per il  21 e 22 marzo, tra i luoghi “speciali” che potranno essere visitati è stata inclusa la Stazione Elicotteri di Luni-Sarzana, infrastruttura strategica per l’Aviazione Navale italiana e per la Nato; una base militare che sorge, come idillicamente fa notare il cronista, “in prossimità della foce del fiume Magra e al confine con la Toscana, con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” (https://www.lanazione.it/la-spezia/cosa-fare/giornate-fai-primavera-spezia-sarzana-9c22eb22). 

Quello che sfugge al poeta-giornalista e agli organizzatori è l’opportunità di selezionare un sito del genere tra i gioielli architettonici e naturalistici proposti all’ammirazione dei visitatori, per di più nei giorni in cui il principale azionista-padrone della NATO è protagonista del bombardamento massivo di uno stato sovrano al di fuori di qualsiasi regola e in spregio dei più elementari principi del diritto internazionale: un atto di guerra unilaterale dettato dal governo israeliano, a sua volta guidato da un esponente politico su cui pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità.

Lo stupore diventa sgomento nel momento in cui si apprende che numerosi studenti di istituti scolastici della Spezia saranno presenti all’evento e alcuni addirittura faranno da guida ai visitatori. 

La notizia è molto grave, soprattutto se si considera che la base di Luni negli ultimi anni ha intensificato i rapporti con il governo israeliano per la creazione di un centro di addestramento avanzato per piloti di elicottero, la cui  realizzazione – per decine di milioni di euro –  è stata affidata alla società israeliana Elbit Systems, leader globale nei sistemi di difesa e sicurezza ( https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lisraeliana_elbit_systems_realizzer_un_centro_di_addestramento_militare_in_liguria/39602_57294/ ). 

Quei sistemi e quei dispositivi sono parte integrante della macchina da guerra israeliana, responsabile del genocidio tuttora in corso dei palestinesi di Gaza, della pulizia etnica della Cisgiordania occupata come dei bombardamenti in Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libano. Paese quest’ultimo dove l’invasione di terra ha preso di mira, tra l’altro, anche i caschi blu delle Nazioni Unite, dove nell’ultima settimana sono stati uccisi dai raid aerei israeliani un centinaio di bambini e dove centinaia di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa dopo gli ordini di evacuazione dell’IDF e sono costrette a vagare alla ricerca di un riparo. 

È molto grave la disponibilità da parte di  dirigenti e docenti a lasciarsi coinvolgere in iniziative simili che legittimano la collaborazione tra forze armate italiane, statunitensi e israeliane; un connubio che stride apertamente con il ripudio della guerra solennemente affermato nella Costituzione. Docenti e studenti, con la loro presenza nel sito “con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” normalizzano la guerra e il genocidio attraverso la partecipazione a progetti e attività didattiche mediante i quali i signori della guerra si attribuiscono un ruolo formativo totalmente in contrasto con la realtà. Rinnoviamo a docenti e dirigenti la richiesta di non prestarsi a simili operazioni, di vigilare su significati e modalità di adesione a progetti in ambito militare, di farsi portatori di una visione diversa della scuola e della società non appiattita sulla propaganda bellica e industriale ma capace di promuovere giustizia, pace e fraternità, ideali che passano attraverso lo sviluppo dello spirito critico, il discernimento e, in casi come questo, il rifiuto di accettare senza discutere e senza riflettere la prospettiva  della guerra e la sua presunta  – ma falsa – inevitabilità. 

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