Mare d'incontro, mare di paceIn comunicazione telefonica con Alessandra, parte del Coordinamento Restiamo
Umani-Comitato Riconvertiamo Seafuture, abbiamo parlato della campagna portata
avanti dal comitato che negli scorsi anni ha dato vita alle contromanifestazioni
in opposizione alla deriva bellica che da anni ha connotato Seafuture, nata come
fiera navale civile e diventata un incontro dell'industria armamentista di
diversi paesi con la sponsorizzazione della marina militare italiana.
Il coordinamento Restiamo Umani (promotore della manifestazione contro il
genocidio in Palestina e per la de-militarizzazione della Spezia del 31 maggio
scorso), in collaborazione con il percorso del Comitato Riconvertiamo Seafuture,
rilancia coerentemente anche per questa edizione un invito a tutte le
associazioni, gruppi, comitati, singoli e singole cittadin* ad aderire e
partecipare alla costruzione della mobilitazione "No alla mostra navale-bellica
Seafuture 2025".
Questa sinergia è la dimostrazione palese che un forte sentimento
antimilitarista, pacifista e nonviolento è presente nella città di La Spezia e
non solo.
Seafuture 2025 si svolgerà a La Spezia tra il 29 settembre e il 2
d'ottobre. Quello che segue è l'appello in vista delle iniziative e della
mobilitazione del 27 settembre:
Mentre continua nel silenzio complice delle istituzioni europee il genocidio da
parte di Israele nella Striscia di Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania
l'Unione Europea ha delineato un piano di riarmo da 800 miliardi di euro e la
Nato ha imposto agli Stati membri di aumentare la spesa militare, portandola al
5 per cento del prodotto interno lordo, sottraendo risorse al welfare: sanità,
istruzione, ambiente e infrastrutture.
In questo scenario l'Italia, dopo decenni di preparazione, ha esplicitamente
scelto la guerra e, coerentemente, organizza alla Spezia il salone "Seafuture
2025": un'esibizione militare navale per promuovere gli affari delle aziende del
settore "difesa e sicurezza", ammantata di sostenibilità ambientale e
innovazione tecnologica. La nona edizione di Seafuture, in programma dal 29
settembre al 2 ottobre prossimi all'Arsenale Militare Marittimo della Spezia,
organizzata in collaborazione con la Marina Militare, conferma il radicale
mutamento della manifestazione avvenuto in questi anni: da evento ideato nel
2009 come "la prima fiera internazionale dell'area mediterranea dedicata a
innovazione, ricerca, sviluppo e tecnologie civili inerenti al mare", a mostra
prevalentemente militare, una delle poche in Italia, dove gli operatori
principali sono le aziende del settore bellico insieme alle Marine Militari
degli Stati invitati.
L'evento ha così rimpiazzato la "Mostra navale italiana", di fatto la "Mostra
navale bellica", che si è tenuta a Genova negli anni ottanta: non a caso i
principali sponsor di "Seafuture 2025" sono proprio le maggiori aziende del
comparto militare. Come per le recenti edizioni, anche quest'anno "l'importanza
strategica" dell'evento viene attribuita allo "sviluppo di opportunità di
business" per le imprese nazionali, gli Enti e le Agenzie statali del "comparto
difesa". La rilevanza internazionale dell'evento è promossa attraverso l'invito
alle Marine Militari e alle "National Delegation" (NAD) di oltre 140 Paesi, tra
i quali figurano molti regimi repressivi o coinvolti nelle quasi 60 guerre
attualmente in corso, come ad esempio, Israele, Marocco, Libia, Arabia Saudita,
Stati Uniti, e molti altri.
Non possiamo rimanere inerti di fronte a tutto questo. Abbiamo il dovere morale
e politico di fare tutto ciò che è possibile per evitarlo. La guerra inizia a
casa nostra: qui dobbiamo impegnarci per impedirla a fianco di tutte le persone,
i bambini, le vittime innocenti, gli obiettori al servizio militare, i disertori
dialogando con tutti, a cominciare dai lavoratori, che dai quattro angoli del
globo ci chiedono di agire adesso.
Ci mobilitiamo perché Seafuture sia riconvertito alla sua mission originaria:
una fiera internazionale dell'area mediterranea dedicata a innovazione, ricerca,
sviluppo delle tecnologie civili inerenti al mare, per promuovere la
sostenibilità ambientale e sociale.
Per questo invitiamo tutte le organizzazioni e persone che si oppongono alla
logica della guerra, della violenza, del razzismo, del nemico ad aderire
all'appello e a costituire insieme dal 27 settembre al 2 ottobre, una settimana
di mobilitazioni, iniziative ed azioni nonviolente volte a contrastare il regime
di guerra palesemente rappresentato da Seafuture.
Per aderire all'appello inviare un mail al comitato promotore "Riconvertiamo
Seafuture": riconvertiamoseafuture@gmail.com