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Elicotteri e Paesaggio: Scuole spezzine e propaganda di guerra
COMUNICATO STAMPA Apprendiamo con stupore che, in occasione delle prossime giornate del FAI previste per il  21 e 22 marzo, tra i luoghi “speciali” che potranno essere visitati è stata inclusa la Stazione Elicotteri di Luni-Sarzana, infrastruttura strategica per l’Aviazione Navale italiana e per la Nato; una base militare che sorge, come idillicamente fa notare il cronista, “in prossimità della foce del fiume Magra e al confine con la Toscana, con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” (https://www.lanazione.it/la-spezia/cosa-fare/giornate-fai-primavera-spezia-sarzana-9c22eb22).  Quello che sfugge al poeta-giornalista e agli organizzatori è l’opportunità di selezionare un sito del genere tra i gioielli architettonici e naturalistici proposti all’ammirazione dei visitatori, per di più nei giorni in cui il principale azionista-padrone della NATO è protagonista del bombardamento massivo di uno stato sovrano al di fuori di qualsiasi regola e in spregio dei più elementari principi del diritto internazionale: un atto di guerra unilaterale dettato dal governo israeliano, a sua volta guidato da un esponente politico su cui pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Lo stupore diventa sgomento nel momento in cui si apprende che numerosi studenti di istituti scolastici della Spezia saranno presenti all’evento e alcuni addirittura faranno da guida ai visitatori.  La notizia è molto grave, soprattutto se si considera che la base di Luni negli ultimi anni ha intensificato i rapporti con il governo israeliano per la creazione di un centro di addestramento avanzato per piloti di elicottero, la cui  realizzazione – per decine di milioni di euro –  è stata affidata alla società israeliana Elbit Systems, leader globale nei sistemi di difesa e sicurezza ( https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lisraeliana_elbit_systems_realizzer_un_centro_di_addestramento_militare_in_liguria/39602_57294/ ).  Quei sistemi e quei dispositivi sono parte integrante della macchina da guerra israeliana, responsabile del genocidio tuttora in corso dei palestinesi di Gaza, della pulizia etnica della Cisgiordania occupata come dei bombardamenti in Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libano. Paese quest’ultimo dove l’invasione di terra ha preso di mira, tra l’altro, anche i caschi blu delle Nazioni Unite, dove nell’ultima settimana sono stati uccisi dai raid aerei israeliani un centinaio di bambini e dove centinaia di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa dopo gli ordini di evacuazione dell’IDF e sono costrette a vagare alla ricerca di un riparo.  È molto grave la disponibilità da parte di  dirigenti e docenti a lasciarsi coinvolgere in iniziative simili che legittimano la collaborazione tra forze armate italiane, statunitensi e israeliane; un connubio che stride apertamente con il ripudio della guerra solennemente affermato nella Costituzione. Docenti e studenti, con la loro presenza nel sito “con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” normalizzano la guerra e il genocidio attraverso la partecipazione a progetti e attività didattiche mediante i quali i signori della guerra si attribuiscono un ruolo formativo totalmente in contrasto con la realtà. Rinnoviamo a docenti e dirigenti la richiesta di non prestarsi a simili operazioni, di vigilare su significati e modalità di adesione a progetti in ambito militare, di farsi portatori di una visione diversa della scuola e della società non appiattita sulla propaganda bellica e industriale ma capace di promuovere giustizia, pace e fraternità, ideali che passano attraverso lo sviluppo dello spirito critico, il discernimento e, in casi come questo, il rifiuto di accettare senza discutere e senza riflettere la prospettiva  della guerra e la sua presunta  – ma falsa – inevitabilità.  RICONVERTIAMO SEAFUTURE – RESTIAMO UMANI -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La partecipazione non è un pranzo di gala
(a margine dell’incontro Futura Consulta con l’Assessore Alfonsi) Si è tenuto mercoledì 14 gennaio un evento alla Casa della città intitolato Futura Consulta organizzato dal Coordinamento del Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano, a cui hanno partecipato decine di comitati cittadini (in calce la registrazione a cura di Italia Nostra Roma). L’evento è stato organizzato in seguito all’ennesimo sollecito all’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi da parte del Coordinamento  per l’avvio di un sistematico confronto dell’assessorato e del Dipartimento  con i cittadini, in vista  dell’istituzione della Consulta Del Verde, prevista dal Regolamento del Verde vigente dal maggio 2021 e mai costituita. L’Assessora Alfonsi  ha partecipato insieme a numerosi responsabili e consulenti del Dipartimento Ambiente, rispondendo alle domande dei rappresentanti dei gruppi di lavoro dei  Comitati. Dopo l’evento, però, alcuni comitati che avevano partecipato all’organizzazione, hanno  sottoscritto un comunicato   promosso da  Tutti per Roma Roma per Tutti*, definendo l’incontro “un’occasione mancata” e dissociandosi dall’organizzazione, in quanto  non è stato possibile a tutti i prenotati intervenire per mancanza di tempo, e per i toni degli  interventi di alcuni partecipanti (tra i quali quello della  rappresentante di un’associazione che ha chiesto le dimissioni della stessa Assessore Alfonsi). Facciamo alcune riflessioni, con una premessa. L’associazione Carteinregola è stata tra i principali animatori del Coordinamento del Regolamento del Verde del Paesaggio Urbano fin dalla sua nascita, nella pluriennale interlocuzione con le istituzioni e nel lunghissimo percorso della sua  elaborazione,  e anche dopo l’approvazione,  per sollecitare la sua applicazione, a oggi assai poco seguita, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza e la partecipazione dei cittadini. Attualmente la nostra associazione non fa più parte del Coordinamento, anche se collabora in occasioni definite di volta in volta dal direttivo e  alcuni soci  continuano a farne parte, compreso il coordinatore Giorgio Osti che è anche membro del consiglio direttivo dell’associazione Carteinregola. La decisione è motivata dal nostro regolamento interno, che prevede che l’associazione non possa far parte di coordinamenti che presuppongono di conferire una rappresentanza a maggioranze esterne, e anche alla  natura che nel tempo ha  assunto il Coordinamento, con l’allargamento a molte realtà cittadine e singoli soggetti che si occupano di tutela del Verde, senza stabilire a monte una linea condivisa. Detto ciò,  siamo piuttosto sorpresi per il comunicato postumo di Roma per Tutti e altri,  per due ordini di motivi.  Il primo. A giudicare dalla registrazione (chi scrive non ha potuto essere presente) e dalle informazioni avute anche prima dell’evento, l’assemblea è stata ben organizzata, con modalità plurali  e democratiche,  con riunioni preparatorie,  la suddivisione in gruppi di lavoro per la messa a punto delle domande da rivolgere all’ amministrazione e la loro diffusione preventiva a tutti i soggetti civici coinvolti; il problema del mancato spazio per alcune realtà e domande è stato causato da un cambio di sala dovuto alla forte partecipazione,  che ha ritardato l’inizio di 40 minuti, con una consistente riduzione del tempo a disposizione, visto che alle 19 scadeva la  disponibilità della sala. Il secondo. Stupisce che una realtà come Tutti Per Roma, con un’esperienza pluriennale nel campo dei processi partecipativi,  sembri  ignorare  che i consessi civici non sono minuetti, e che è inevitabile che una parte dei cittadini, soprattutto su temi molto sentiti, esprima il proprio dissenso,  interrompendo e contestando, anche se va detto, almeno a  giudicare  dalla registrazione, che si è trattato di reazioni abbastanza contenute. Sugli annunciati tempi brevi degli interventi,  con tanto di timer, poi non rispettati, chiunque abbia esperienza di assemblee pubbliche, saprà quanto sia difficile  metterle in pratica. Oltretutto era già stato annunciato  che si trattava del primo di una serie di incontri che dovrebbero aprire un canale di dialogo con i cittadini, nella  prospettiva della costituzione della Consulta, anche se, come ha precisato l’assessora Alfonsi, non è nelle sue prerogative istituirla, dato che dipende  da  un atto dell’Assemblea Capitolina, atto che da anni tiene langue in Commissione Ambiente. Ma ci auguriamo che il percorso avviato continui e che chi non è potuto intervenire abbia altre e frequenti occasioni. Provo  a trarre alcune conclusioni dalla vicenda. E’ evidente che, soprattutto sul fronte della manutenzione del verde, si è da tempo spezzato il rapporto di fiducia tra molte realtà civiche  e le istituzioni preposte, e il tenore degli interventi dell’Assessora e dei funzionari del Dipartimento  nel corso dell’assemblea non sono stati né incoraggianti né soddisfacenti, visto che sul “minimo sindacale” di attuazione del Regolamento vigente da quasi 5 anni su trasparenza e partecipazione le risposte sono state evasive o peggio. Per essere chiari: come Carteinregola non concordiamo con chi dipinge questa Amministrazione come volontariamente intenta a distruggere il patrimonio verde cittadino, ma certamente non aiuta la plateale disapplicazione del Regolamento –  più che documentata –  con i tanti abbattimenti e potature fuori stagione e soprattutto con  la persistente volontà di non comunicare in anticipo ai cittadini le attività previste sulle alberature né  le perizie agronomiche che hanno stabilito gli abbattimenti. E in tale situazione di rapporti piuttosto deteriorati, l’Amministrazione ha il dovere della pazienza e della disponibilità, istituendo al più presto la Consulta, accettando di affrontare il confronto con i cittadini, anche se faticoso, e i cittadini a loro volta devono accettare le regole del confronto civile e soprattutto stare alla larga da strumentalizzazioni politiche. Sicuramente le tante realtà spontanee che nascono, come si usa dire, “dal basso”, fanno  fatica a darsi delle regole e una linea comune, e, come emerso nell’assemblea e nei suoi strascichi, spesso si creano distanze tra chi si pone  in contrasto con l’Amministrazione “senza se e senza ma” – anche con motivazioni comprensibili, come quelle rapidamente citate – e chi invece vuole avviare un dialogo, anche critico, ma con un’ottica costruttiva.  Quale sarà l’anima che prevarrà  nel Coordinamento dipende dal Coordinamento stesso, se saprà avviare un confronto interno per stabilire democraticamente una linea comune e evitare uscite e dichiarazioni che non siano state condivise e  che danneggiano il lavoro di tutti.  Ma dipende anche dall’Amministrazione, nel dare risposte vere e soprattutto cominciando a fare quello che da tempo è scritto nel Regolamento e che viene troppo spesso disatteso. Assessora Alfonsi, ci convinca con i fatti,  cominciando dalla trasparenza e dal rispetto del Regolamento, senza se e senza ma. Anna Maria Bianchi Missaglia Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com   * COMUNICATO Un’occasione persa  in data 14 gennaio si è tenuto l’attesissimo incontro delle diverse Associazioni per il Verde urbano di Roma e i cittadini con l’Assessorato all’Ambiente e il Dipartimento Tutela Ambientale. L’obiettivo era quello di rafforzare il dialogo tra le due parti, ponendo le basi per la Consulta del Verde, la cui costituzione non è stata ancora attuata, e di promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte sulla gestione del Verde urbano. L’organizzazione dell’incontro é stata affidata al Coordinamento per il Regolamento del Verde e ha coinvolto numerose organizzazioni civiche e singoli cittadini, i quali, in tempi molto ristretti, hanno prodotto contributi interessanti e competenti. Purtroppo, gli obiettivi, a nostro avviso, non sono stati raggiunti e per certi versi sono stati addirittura negati. Il formato dell’incontro é risultato troppo rigido, con troppe domande e risposte molto ‘istituzionali’ che hanno impedito un dialogo reale. Soprattutto, sono stati consentiti interventi, il cui obiettivo non era ‘costruire’ ma ‘distruggere’ il dialogo. Per motivi di tempo, inoltre, non è stato possibile ascoltare tutti gli interventi previsti, preparati dai gruppi di lavoro. Di fatto, molte realtà non si sono potute esprimere. Come associazioni che da anni si spendono sui territori sulla cura del verde, ci dissociamo da queste modalità utili solo ad alzare lo scontro. Pensiamo che gli strumenti democratici dell’ascolto e della rappresentanza non debbano essere sviliti da protagonismi aggressivi e auspichiamo una tempestiva ripresa del dialogo con regole più corrette e democratiche di partecipazione. Ci impegniamo fin da ora a verificare tutte le strade possibili perché il confronto auspicato con l’amministrazione possa proseguire su basi di concretezza, competenza e rispetto reciproco. Primi firmatari: Insieme 17 APS, Associazione Intorno alle Mura, Tutti per Roma.Roma per tutti, Prati Verde, Comitato Aurelio per l’Ambiente, Associazione Amici dei Pini di Roma, Comitato Parco delle Finanze Castro Pretorio, Comitato di Quartiere Vigna Murata, Comitato Arco di Travertino, Comitato di Quartiere Antamoro, Comitato di Quartiere La Voce di Porta Portese, Comitato Caffarella, Associazione Humus ETS, Comitato Pineta di Ostia
January 16, 2026
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