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Giornata delle Foibe e liste nere di Rampelli: autonomia didattica a rischio nelle scuole
ll vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI), la notizia è uscita sul quotidiano Domani (clicca qui), avrebbe segnalato le scuole che non hanno omaggiato la giornata delle Foibe e ha chiesto il diretto intervento del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Una vera e propria, inaudita, campagna repressiva che mira a distruggere autonomia didattica e libertà di insegnamento. Abbiamo ragione da vendere nel denunciare l’utilizzo delle giornate nazionali come opera di revisionismo storico e di pressione ideologica e politica. Sarebbero 41 gli istituti, “rei” di sottrarsi a questo rito che ormai dura da anni. Da quando questa giornata è stata istituita non ci sono spazi nella comunicazione pubblica per interventi di storici non omologati a posizioni revisioniste o nostalgiche della italianità, in questo caso non è ammesso il fatidico contraddittorio con posizioni diverse. È grave che questa lista di proscrizione arrivi direttamente da un parlamentare con un ruolo importante come la vice presidenza della Camera. Solo poche settimane fa denunciavamo la schedatura dei docenti di sinistra da parte della organizzazione giovanile dello stesso partito, ora questa nuova iniziativa. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ritiene inaccettabile questa ennesima ingerenza e invita il mondo della scuola, in tutte le sue componenti, a mobilitarsi rivendicando la libertà di insegnamento, libertà da qualsiasi pressione ideologica e politica e di letture parziali e discutibili della storia. Consigliamo l’ ascolto di questo contributo audio di CUB Scuola a questo indirizzo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lugo di Ravenna: il collegio docenti ha potere… fino ad un certo punto
Il 2 marzo scorso si è tenuto un incontro pubblico dal titolo “Per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese“, promosso da un gruppo di docenti del Liceo statale “Gregorio Ricci Curbastro” di Lugo, in provincia di Ravenna, con il patrocinio del Comune. Dopo l’iniziativa, un docente dello stesso liceo, delegato sindacale, ha denunciato in forma anonima alcuni fatti avvenuti all’interno dell’istituto nel mese di ottobre. All’inizio dell’anno scolastico un gruppo di docenti chiede di discutere e di inserire all’ordine del giorno del collegio docenti previsto per ottobre la proposta di organizzare una conferenza con il professor Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e titolare della cattedra di Diritti umani, democrazia e pace all’Università di Padova, insieme alla testimonianza di un operatore di Medici Senza Frontiere dal campo. L’obiettivo, anche per volontà di alcuni genitori, era informare gli studenti sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e su cosa prevede il diritto internazionale in situazioni di conflitto. Attraverso una raccolta firme di 69 docenti su 120 viene presentata al dirigente scolastico richiesta formale per integrare l’ordine del giorno del collegio di ottobre, ma viene rigettata.  Il giorno del collegio il dirigente scolastico motiva la sua decisione definendo il tema della conferenza didatticamente irrilevante e divisivo prendendo una decisione al posto del collegio docenti senza neanche permetterne la discussione. Nella prassi scolastica il dirigente può integrare l’ordine del giorno del collegio docenti fino a 24 ore prima della riunione, aggiungendo nuovi punti. In casi di urgenza, inoltre, l’integrazione può essere proposta direttamente in apertura di seduta, chiedendo al collegio di approvarla. In questo caso, a fronte della richiesta presentata con largo anticipo da un gruppo consistente di docenti, l’ordine del giorno avrebbe potuto essere integrato senza particolari difficoltà. L’attacco è dunque al cuore della democrazia della scuola e al potere decisionale di tutti i docenti. Il collegio docenti è l’organo tecnico politico rappresentante della democrazia scolastica e i suoi ruoli sono definiti e tutelati dal DLgs 297/1994. Non ha valore consultivo, ma è un organo deliberante: ciò che si vota in collegio indica la partecipazione collettiva alla vita scolastica e la responsabilità collettiva a ciò che si sceglie di fare. Perciò delegittimare un collegio docenti oltre che gravissimo non rientra neanche nelle prerogative del dirigente scolastico. Eppure, da ciò che si legge e si vive a scuola tutti i giorni, non è così raro. Sotto l’ombra del potere assoluto del dirigente scolastico si trovano docenti censurati e soli, come il docente che ha denunciato l’accaduto e che si è successivamente dimesso da delegato sindacale presso l’Istituto non avendo avuto immediato sostegno dal suo sindacato – che ora dichiara di essere in procinto di procedere ad una denuncia dei fatti all’Ufficio Scolastico Regionale. Ma ci sono anche docenti che hanno paura di esprimere la propria idea o che sottovalutano la quasi certa deriva autoritaria delle gerarchie scolastiche dimenticando l’esistenza di una solida legislazione a sostegno dei diritti, della libertà d’insegnamento e dei poteri deliberativi del collegio docenti.  Nel periodo dell’anno scolastico in cui nelle classi di fine ciclo si affrontano i totalitarismi del Novecento è inevitabile individuare alcune analogie con la fase storica attuale: dalla dimensione sempre più globale dei conflitti fino agli attacchi, spesso più sottili, ai luoghi della democrazia. L’episodio avvenuto al liceo di Lugo viene segnalato come esempio di censura sul tema del genocidio in Palestina e del diritto internazionale, oltre che di delegittimazione del collegio docenti. Quest’ultimo riunisce insegnanti di ruolo e precari con pari diritti decisionali ed è presieduto dal dirigente scolastico con funzioni di coordinamento, non di indirizzo decisionale in senso verticistico. Si tratta di un caso, tra molti segnalati quotidianamente: episodi che descrivono una crescente concentrazione di potere nelle figure dirigenziali, dall’esercizio di un controllo sempre più forte nei collegi docenti fino alla collaborazione con le forze dell’ordine nella gestione di proposte didattiche e della sicurezza dell’ambiente scolastico. Dimostrazione plastica di come la scuola rischi di perdere progressivamente la propria funzione democratica ed educativa trasformandosi in uno spazio di controllo attraverso forme di gestione sempre più esternalizzate. Ritenere il genocidio palestinese e il diritto internazionale divisivo e vietarne la discussione e l’informazione, significa prendere una decisione didattica e indirizzare la conoscenza, compito che non spetta al dirigente scolastico. Definirlo divisivo corrisponde, di fatto, ad una manipolazione cognitiva, tattica militare attraverso cui i nostri cervelli diventano campo di battaglia prima ancora dei nostri corpi. Il controllo dei contenuti rappresenta dunque una forma di militarizzazione della conoscenza. O si è contro il genocidio o no. O si è contro la guerra o no. O si è contro i re o no. È una decisione “partigiana nella misura in cui si insegna agli studenti a collocarsi nella storia dalla parte dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli e di tutti. Il compito della comunità educante è offrire conoscenze per far sì che gli studenti siano capaci di pensare liberamente e possano avere la capacità di dissentire legittimamente alla deriva autoritaria. E se non sono i docenti a dare coraggio e a sostenere la libertà di pensiero e il diritto all’informazione e al dissenso per la tutela dei diritti fondamentali, contro la guerra e l’autoritarismo, da chi prenderanno esempio gli studenti? Gli insegnanti in questo momento devono vigilare e partecipare alla vita scolastica riprendendosi in mano il potere decisionale che nelle scuole spetta a docenti e studenti e non ai dirigenti. Devono aver cura dei ragazzi perché saranno le prime vittime dell’economia di guerra, dai percorsi PCTO presso le industrie belliche come la Leonardo dritti verso il ripristino della leva militare obbligatoria. È questo che fa un insegnante al tempo dei re: non insegna ad obbedire e ad aver paura, ma insegna ad essere liberi. A tal proposito invitiamo tutta la comunità educante a sostenere la campagna dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università contro la leva militare obbligatoria. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rovigo, militari della Folgore nelle scuole: reazioni locali e considerazioni pedagogiche
Rovigo, 27 febbraio scorso, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università registra una segnalazione di un genitore: l’8° Reggimento del Genio-guastatori, la più nota Folgore, “si presenta” all’Istituto Tecnico Professionale Giuseppe Marchesini/ Ferruccio Viola, e si mette in cattedra. Come sempre, sono due fogli locali (probabilmente dotati anche di emittenti televisive) a darne conto. La presentazione voluta dal dirigente scolastico, sotto il patrocinio della sindaca Valeria Cittadin, di cui porta il saluto un consigliere di Forza Italia Paolo Avezzù, già sindaco, suscita polemiche. Rovigo.news dà la notizia, fra altri servizi di cronaca locale, molta pubblicità senza la quale non si campa, probabili donazioni dei leghisti di città. Nel posto che dovrebbero occupare le/i docenti, ci sono anche due giovani folgorate, in mimetica. Penso che dovrei, da vecchia femminista, occuparmi di questa forma di pretesa emancipazione femminile, ma non è questo per ora lo spazio. Per cui vengo alla notizia. Le due donne, appena ragazze, sono volontarie, come prevedono anche le nuove leggi sulla leva in Europa (sulle modalità previste per la leva è utile l’intervento di Serena Tusini a questo link), ma un’altra si aggiunge in remoto, citata con orgoglio paterno dal consigliere Avezzù. Anche il Presidente dell’Istituto Nastro Azzurro, è fra gli invitati all’evento. Vale la pena di ricordare che si è nella grande famiglia militare, visto che l’Istituto nato nel 1923 (casualità storica?) si occupa di ex combattenti e di decorati al valore. Insomma, tutti uniti, potremmo dire con amara ironia, a servire lo storico motto “presente!”, la chiamata tipica delle formazioni militari. Ma la notizia della visita didattica dei militari, come in altre occasioni nell’ “ottica di servizio”, visto che si espongono vie di orientamento al lavoro post-diploma, non passa inosservata. Un altro foglio locale, La voce di Rovigo, pubblica la reazione piccata del Dirigente Scolastico a un comunicato congiunto della locale sezione del PRC (Rifondazione Comunista) e della CGIL. Partito e sindacato segnalavano l’inopportunità della “presenza” della Folgore in una scuola superiore. Come sappiamo, grazie a questi incontri, si alimenta la costante opera di consolidamento del consenso giovanile alle carriere militari, mentre la guerra ci arriva in casa e il governo prova a minimizzare. Il dirigente difende con le solite pericolose banalità il suo operato (anche degli Organi Collegiali, dovunque piuttosto agonizzanti?): i valori costituzionali, la Patria, ecc., al saldo degli articoli della Carta sul ripudio della guerra e sulla funzione della scuola. Forse non guasta ricordare che gli Istituti Tecnico Professionali come il “Viola/Marchesini” sono stati appena oggetto di una pesantissima opera di riforma dell’ordinamento (https://www.orizzontescuola.it/riforma-istituti-tecnici-firmato-il-decreto-di-revisione-nuovi-indirizzi-al-via-dal-2026-27-tutte-le-novita-la-nota-e-gli-allegati/). Com’era nell’aria da qualche anno, si chiude la sperimentazione e si passa alla norma che prevede un ciclo di quattro anni di durata, con taglio netto di un anno di formazione e la scomparsa di discipline importanti (la geografia e la storia si insegneranno un’ora a settimana). Ma niente paura, le famose Academy post diploma, pseudo fondazioni a carattere misto, più privato che pubblico – e la mimetica come obiettivo – potranno far completare il percorso scolastico alle allieve e agli allievi: basteranno competenze minime nei saperi (soprattutto gli inutili, gli umanistici), molto lavoro sulle soft skill che formano il carattere e sul digitale come tecnologia basilare. Rovigo è una città di 50.000 abitanti, “una città di pianura”, terre basse del Polesine, provincia veneta di antica povertà, di migrazioni stagionali e durature, di violente alluvioni, di rinato orgoglio di stampo leghista. Ma forse non se ne deve più parlare. La legge 86/2024 sull’Autonomia Differenziata, per ora in sordina in attesa che, come si augura il consigliere forzitaliota sul suo blog, vinca il “Sì” il 22/23 marzo, consoliderà la ricchezza fiscale dei nativi e la scuola sarà una faccenda solo regionale.       Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#lascuolavaallaguerra Oggi, giovedì 19 marzo, ore 18 a #Reggio #Calabria (Chiesa Valdese) Dove va la #scuola italiana? La #militarizzazione dell'#istruzione in Italia Ne parliamo con Antonio Mazzeo, insegnante e attivista Modera Monica Natali, diacona valdese Interventi musicali a cura di Francesca Araniti, Gabriella Araniti, Roberta Gebbia, Tommaso Mandraffino e Silvia Martino
March 19, 2026
Antonio Mazzeo
All’IC “Achille Lauri” di Sora, Frosinone, va in scena la Fata Carabiniera
Grazie alla sua centenaria esperienza funambolica, l’Arma dei Carabinieri stavolta sta in palcoscenico e arma una favola per bambine e bambini dai tre ai sei anni. Siamo a Sora, provincia di Frosinone, alla scuola dell’Infanzia che fa capo all’Istituto Comprensivo “Achille Lauri”, dove le scolaresche sono chiamate, con le loro insegnanti e la Dirigente, ad assistere a uno spettacolino veramente sorprendente (clicca qui per il servizio). Perfino noi, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che raccogliamo le segnalazioni di iniziative di questo tipo da tutta Italia, talvolta ci stupiamo. Infatti, se lo scopo è quello ormai consueto di inculcare nelle giovanissime menti la paura di trasgredire (intesa come rispetto della legalità, incarnata nello Stato e nelle sue istituzioni), la forma assume contorni fra l’esilarante e il paradossale. Il progetto, arrivato alla terza edizione, è una specie di scatola cinese. il titolo (dell’iniziativa? dello spettacolo? dell’animazione successiva?) è “Libertà, fantasia fra palcoscenico e vita”. Si intuisce che lo schema narratologico è costituito su una favola con protagonista una nuova fata da aggiungere all’immaginario infantile, la “carabiniera”. La fantastica creatura in divisa si muove su un palcoscenico (o nella vita reale?) dove fra cappelli a punta e bandiere italiche (in mano a ciascun minore), forse racconta di quali poteri dispone, di quali magie è capace. Si direbbe siano davvero straordinarie visto che le quattro parole del titolo mettono ogni tentativo interpretativo un po’ alle strette. Poco supporto ci viene dalla voce fuori campo che, come sempre nelle cronache locali, ci illustra con tono entusiasta le scene dell’arrivo delle piccole e dei piccoli in caserma. Quando il microfono va a un rappresentante dell’Associazione di Volontariato, che ci spiga di semi e terreni incolti, metafora delle piccole menti infantili da coltivare per ottenere buoni cittadini, la faccenda si fa imbarazzante. Ancora non si riesce a capire cosa faranno le creature nella caserma. Lavorando ai fianchi dell’iniziativa, provo a districare l’oscuro panorama offerto da chi organizza.  L’Associazione si chiama “CapitanoUltimo”, sembra abbia sede in una tenuta di zona, la “Della Mistica”. Il sito e la lettura dello statuto generano altro sconcerto. Provo ad andare con ordine. Le immagini mostrano uomini mascherati da fazzoletti con i simboli della Fiamma, immagini di rapaci, altro che non riesco a individuare, sono fotografati su sfondo di croci di legno. Falconeria, scopi sociali, preghiera comunitaria si intrecciano negli scopi dichiarati. Continuando a cercare si incontra anche il “personaggio-chiave” (sic), l’Ultimo Capitano (ultimo di che, di che impresa?). Ha un cognome, una carriera alle spalle di carabiniere, una recente di politico che lo ha visto candidato alle europee nella lista di Cateno De Luca, già sindaco dei Messina e Taormina. Guardando ancora in rete lo si vede su un palco durante la campagna elettorale mentre teatralmente si toglie “dopo 31 anni” (sic) il fazzoletto e dichiara i suoi intenti. Una signora lo abbraccia commossa, grata. Due parole su Cateno De Luca che lo ha reclutato sono utili per capire meglio il contesto: passato da uno schieramento politico all’altro, sempre di destra, è stato più volte indagato anche per reati gravi (di cui non ho potuto appurare l’esito giudiziario, ma non importa). Se si comprendono bene di obiettivi delle testate giornalistiche locali che diffondono queste notizie in rete e, come ho già scritto altrove, elaborano consenso verso queste iniziative nelle scuole, meno ci si capacita di come le maestre possano cedere il proprio ruolo professionale a questi improvvisati didatti. La scuola dell’infanzia e la primaria hanno già subito effetti di diverse norme distruttive della loro ottima storia educativa, ma oggi – è molto chiaro – rappresentano la prima fase del percorso formazione del capitale umano, da istruire, addestrare al pensiero convergente. Serviranno il mercato del lavoro secondo le sue aspettative, serviranno la Patria e i suoi obblighi di fedeltà e obbedienza. In fondo, produzione bellica e sistema valoriale lealmente patriottico vanno a braccetto. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Denuncia contro la deriva autoritaria e la militarizzazione dell’I.C. Pacinotti di Pontedera
CHI VA CON IL MILITARE IMPARA A MILITARIZZARE È con profonda preoccupazione che osserviamo la progressiva trasformazione degli spazi educativi dell’Istituto Comprensivo “Antonio Pacinotti” in scenari di addestramento e propaganda in divisa. L’ultimo segnale di questa deriva è l’annuncio apparso sui social per una selezione di istruttori della Ginnastica Dinamica Militare Italiana (GDMI), prevista per sabato 21 marzo presso la palestra scolastica di via Dante. Quale coerenza con il PTOF? Ci chiediamo, in modo provocatorio ma necessario: come può un metodo che si definisce “militare” essere compatibile con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) dell’IC Pacinotti, che pone al centro l’inclusione, il benessere e lo sviluppo armonico della personalità dell’alunno? La risposta emerge chiaramente dalle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: mentre il PTOF promuove la valorizzazione del singolo, il presidente della GDMI dichiara apertamente che nel loro metodo “non esiste il singolo o l’individuo: esiste un gruppo”. Mentre la scuola dovrebbe educare alla libertà, qui gli istruttori “non spronano, ma danno ordini”. Si parla di un “protocollo” che punta alla “forza esplosiva” e al “sincronismo”, concetti che richiamano modelli addestrativi volti a forgiare “futuri guerrieri” piuttosto che cittadini critici e consapevoli. Lo stesso fondatore della GDMI ammette che tali tecniche sono inadatte ai bambini sotto i 16 anni, eppure l’attività viene ospitata in un istituto che accoglie alunni dai 3 ai 14 anni. Tutto questo è reso possibile dalla Delibera n. 4 del 22 settembre 2025, con cui il Consiglio di Istituto ha delegato alla Dirigente Scolastica la firma delle convenzioni con le associazioni sportive. È accettabile che una delega in bianco permetta l’ingresso di realtà che negano l’individualità dell’alunno in nome dell’ordine e della disciplina marziale? Auspichiamo che il Consiglio di Istituto riveda con urgenza la delega concessa alla Dirigente, limitandone il raggio d’azione e riconsideri in sede collegiale la concessione degli spazi alla GDMI. Nel contesto globale di guerra e riarmo è fondamentale restituire alla scuola la sua funzione di laboratorio di pace e inclusione, libera da ogni retorica bellicista. Un disegno generale che parte con dall’ambiente e termina con l’addestramento e che trova conferma anche nell’iniziativa dello scorso 2 marzo, quando i Carabinieri del Nucleo CITES hanno incontrato gli alunni di quarta e quinta elementare dell’Istituto Comprensivo per attività di educazione ambientale. Sebbene il tema sia nobile, l’insistenza nel proporre figure in divisa come unici modelli di riferimento per la legalità e la tutela del territorio è parte integrante di un processo di militarizzazione cognitiva della scuola che da ormai 3 anni Puntualmente denunciamo. Esistono alternative civili di altissimo profilo: perché non coinvolgere i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, gli esperti dell’Orto Botanico o i divulgatori del Museo di Storia Naturale di Calci? Queste figure offrirebbero competenze scientifiche senza il filtro della gerarchia e dell’autorità militare, rispettando la laicità e l’autonomia del pensiero educativo. Fonti per il presente articolo: https://www.facebook.com/share/p/1LMaogpc1X https://www.icpacinottipontedera.it/gli-alunni-della-scuola-primaria-incontrano-i-carabinieri-del-comando-forestale Per approfondimenti sul fenomeno della militarizzazione scolastica, invitiamo a consultare il sito ufficiale, in particolare clicca qui e poi anche qui. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#educareallapace #Scuola e #guerra: il dibattito tra #Messina e #Reggio #calabria Doppio appuntamento mercoledì 18 a Messina e giovedì 19 marzo a Reggio Calabria con l’incontro “Dove va la scuola italiana? La militarizzazione dell’istruzione in Italia” promosso dalle Chiese Valdesi https://www.cultandsocial.it/scuola-e-guerra-il-dibattito-tra-messina-e-reggio/
March 18, 2026
Antonio Mazzeo
Viareggio (LU), 28 marzo: Incontro pubblico “Ritornerà la leva?”
SABATO, 28 MARZO 2026, ORE 15:30 VIAREGGIO, CROCE VERDE, VIA GARIBALDI 208 Sabato 28 marzo 2026 alle ore 15:30 presso la Croce Verde di Viareggio (LU) si terrà un incontro pubblico sulla questione del ritorno della leva in Italia e in Europa alla luce della grave situazione politica internazionale e dei conflitti in corso. Interverrà Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. L’iniziativa è organizzata dai collettivi studenteschi Picchio Rosso e Studenti Apuani, in collaborazione con un gruppo di docenti contro la guerra. In un momento in cui i venti di guerra soffiano pericolosamente e si insinuano ormai da tempo nelle attività didattiche delle scuole, negli eventi pubblici cittadini, nelle attività sportive e ricreative, nella vita civile, creare momenti di consapevolezza e resistenza è urgente e necessario, soprattutto tra le nuove generazioni, “carne da macello” nei nuovi scenari che si vanno pericolosamente e velocemente delineando. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#lascuolavaallaguerra Oggi, mercoledì 18 marzo, ore 18 a #Messina (Chiesa Valdese) - Dove va la #scuola italiana? La #militarizzazione dell'#istruzione in Italia - Con Antonio Mazzeo - Introduce e modera Monica Natali, diacona valdese
March 18, 2026
Antonio Mazzeo
#lascuolavaallaguerra “La #militarizzazione della #scuola italiana”, due incontri con Antonio Mazzeo #messina #reggiocalabria Alla Chiesa Valdese di Messina e Reggio, 18 e 19 marzo, confronti nel segno della sensibilizzazione sui temi della pace, Modera la diacona valdese Monica Natali. https://www.tempostretto.it/news/la-militarizzazione-della-scuola-italiana-due-incontri-con-antonio-mazzeo.html
March 17, 2026
Antonio Mazzeo