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Proteste contro militarizzazione a Pisa: un movimento crescente di contestazione
COMUNICATO STAMPA L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il no alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. LA GUERRA PARTE ANCHE DA QUI, DAI NOSTRI TERRITORI, DAI LUOGHI DI LAVORO, DALLE SCUOLE. FERMIAMO LA GUERRA! Pisa mezzi militari Coordinamento Antimilitarista Livornese -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Elicotteri e Paesaggio: Scuole spezzine e propaganda di guerra
COMUNICATO STAMPA Apprendiamo con stupore che, in occasione delle prossime giornate del FAI previste per il  21 e 22 marzo, tra i luoghi “speciali” che potranno essere visitati è stata inclusa la Stazione Elicotteri di Luni-Sarzana, infrastruttura strategica per l’Aviazione Navale italiana e per la Nato; una base militare che sorge, come idillicamente fa notare il cronista, “in prossimità della foce del fiume Magra e al confine con la Toscana, con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” (https://www.lanazione.it/la-spezia/cosa-fare/giornate-fai-primavera-spezia-sarzana-9c22eb22).  Quello che sfugge al poeta-giornalista e agli organizzatori è l’opportunità di selezionare un sito del genere tra i gioielli architettonici e naturalistici proposti all’ammirazione dei visitatori, per di più nei giorni in cui il principale azionista-padrone della NATO è protagonista del bombardamento massivo di uno stato sovrano al di fuori di qualsiasi regola e in spregio dei più elementari principi del diritto internazionale: un atto di guerra unilaterale dettato dal governo israeliano, a sua volta guidato da un esponente politico su cui pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Lo stupore diventa sgomento nel momento in cui si apprende che numerosi studenti di istituti scolastici della Spezia saranno presenti all’evento e alcuni addirittura faranno da guida ai visitatori.  La notizia è molto grave, soprattutto se si considera che la base di Luni negli ultimi anni ha intensificato i rapporti con il governo israeliano per la creazione di un centro di addestramento avanzato per piloti di elicottero, la cui  realizzazione – per decine di milioni di euro –  è stata affidata alla società israeliana Elbit Systems, leader globale nei sistemi di difesa e sicurezza ( https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lisraeliana_elbit_systems_realizzer_un_centro_di_addestramento_militare_in_liguria/39602_57294/ ).  Quei sistemi e quei dispositivi sono parte integrante della macchina da guerra israeliana, responsabile del genocidio tuttora in corso dei palestinesi di Gaza, della pulizia etnica della Cisgiordania occupata come dei bombardamenti in Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libano. Paese quest’ultimo dove l’invasione di terra ha preso di mira, tra l’altro, anche i caschi blu delle Nazioni Unite, dove nell’ultima settimana sono stati uccisi dai raid aerei israeliani un centinaio di bambini e dove centinaia di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa dopo gli ordini di evacuazione dell’IDF e sono costrette a vagare alla ricerca di un riparo.  È molto grave la disponibilità da parte di  dirigenti e docenti a lasciarsi coinvolgere in iniziative simili che legittimano la collaborazione tra forze armate italiane, statunitensi e israeliane; un connubio che stride apertamente con il ripudio della guerra solennemente affermato nella Costituzione. Docenti e studenti, con la loro presenza nel sito “con vista privilegiata sulle Alpi Apuane” normalizzano la guerra e il genocidio attraverso la partecipazione a progetti e attività didattiche mediante i quali i signori della guerra si attribuiscono un ruolo formativo totalmente in contrasto con la realtà. Rinnoviamo a docenti e dirigenti la richiesta di non prestarsi a simili operazioni, di vigilare su significati e modalità di adesione a progetti in ambito militare, di farsi portatori di una visione diversa della scuola e della società non appiattita sulla propaganda bellica e industriale ma capace di promuovere giustizia, pace e fraternità, ideali che passano attraverso lo sviluppo dello spirito critico, il discernimento e, in casi come questo, il rifiuto di accettare senza discutere e senza riflettere la prospettiva  della guerra e la sua presunta  – ma falsa – inevitabilità.  RICONVERTIAMO SEAFUTURE – RESTIAMO UMANI -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Volandia a Somma Lombardo: Aeronautica Militare mostra fotografica velivoli di guerra
C’è un parco-museo di storia industriale e del volo, di oltre 60.000 mq chiamato Volandia, a Somma Lombardo (VA), adiacente all’area dell’aeroporto di Malpensa. Espone numerosi mezzi aerei donati dalle aziende produttrici, talvolta dalle forze armate, nel segno dell’evoluzione tecnica dai voli pionieristici dei primi del 900 alla conquista dello spazio (clicca qui per la notizia). Tutto l’anno è possibile guardare da vicino mezzi come il Cacciabombardiere F-84-F Thunderstreak che ha un sistema di autopilota ed è adatto al trasporto di ordigni nucleari, usato nel decennio 1960-70 in Italia; l’aereo da collegamento e supporto per le truppe di terra SM-1019 in dotazione all’esercito italiano negli anni ’70; l’elicottero SH-3D per operazioni sul mare, due dei quali dal 1976 sono stati impiegati dal 31° Stormo dell’Aeronautica Militare per le esigenze di trasporto speciale del capo dello Stato, del Papa e dei rappresentanti del governo; il missile antiaereo Nike Hercules MIM-14 in servizio con le Forze Aeree USA e NATO per la difesa aerea ad alta quota e a grande raggio, disattivati in Europa nel 1998; e così a seguire, molti pezzi in esposizione sono quindi legati alla storia militare mondiale e del nostro Paese. All’interno di Volandia, a fine febbraio, con il patrocinio dell’Aeronautica Militare è stata inaugurata la mostra fotografica “Custodi del cielo”: 50 immagini di velivoli storici e moderni da guerra. Ad affiancare la mostra una raccolta fondi a favore di una fondazione impegnata nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori e dell’Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori. Un accostamento solito nelle iniziative di propaganda, quello tra guerra e beneficienza, anche se loro parlano di “cultura“. Presenti all’inaugurazione alcuni stand informativi sulle opportunità professionali nel campo della Difesa che l’Arma offre ai giovani e alle giovani interessati. Ci si ammala e si muore lavorando per la guerra ma cercano, ogni anno, nuove reclute. Volandia e la mostra fotografica, aperta fino al 6 aprile, sono un agglomerato di stimoli militari che ricorda a noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università i propositi dichiarati nel programma di comunicazione del Ministero della Difesa: coinvolgere i cittadini nella promozione e nel consolidamento delle FFAA in una contaminazione reciproca tra il mondo civile, i principali attori istituzionali e il mondo del lavoro. In Italia i mass media trasmettono costantemente messaggi sulla sicurezza dello Stato, e sulla necessità di difenderci da rischi nuovi e attuali; quasi tutti i ministri giustificano apertamente l’aumento delle spese militari; la promozione delle carriere militari si è intensificata. Il quadro complessivo è molto preoccupante e questo Osservatorio continuerà ad informare, anche organizzando seminari e occasioni di approfondimento online e in presenza. Non ci arrestiamo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cento anni dei Guastatori: a Cremona la fanfara bellicista risuona nell’aula magna del Politecnico
A Cremona si è celebrato il centenario del 10° Reggimento Genio Guastatori con una cerimonia solenne alla caserma “Col di Lana” (qui link all’articolo), alla presenza delle più alte autorità civili, militari e religiose (!). Il copione è quello classico delle celebrazioni militari: reparti schierati, fanfare, fucili d’assalto, bandiere, applausi e discorsi pieni di parole come sacrificio, disciplina, dedizione, spirito di corpo e sull’importanza di essere “pronti a tutto”. Questa prospettiva militare risuona all’unisono con dichiarazioni e determinazioni di troppa politica che da tempo prepara e addomestica i cittadini all’inevitabilità della guerra. In un’Europa, in un mondo attraversato da tensioni e conflitti, molti vorrebbero piuttosto essere pronti a qualcosa di molto meno eroico e catastrofico ma essenziale: la pace costruita con il Diritto Internazionale, la diplomazia, un multilateralismo basato su giustizia sociale e climatica, lotta alle disuguaglianze e alla povertà, politiche di inclusione, cooperazione. Le stesse gerarchie religiose appaiano perfettamente in risonanza, sedotte e accondiscendenti, con questa propaganda militare, onorando la celebrazione della loro presenza e con preghiere finali. Un’immagine terribilmente stonata semmai con la tradizione biblica stessa, quando i profeti invitano a trasformare le spade in aratri e il Vangelo a rimettere la spada nel fodero, perché “tutti quelli che prendono la spada di spada moriranno” (Mt 26,52). C’è poi un elemento estetico che non passa inosservato. Le cerimonie militari con reparti inquadrati, musica e retorica patriottica hanno sempre un’aria vagamente fuori dal tempo. Ricordano quelle liturgie pubbliche del Novecento di un passato autoritario, quando lo Stato metteva in scena la forza militare come simbolo di identità nazionale. Un immaginario che in Italia dovrebbe evocare più preoccupazione che entusiasmo. Certamente non casuale, poi, che le celebrazioni abbiano coinvolto anche il mondo accademico. L’avvio delle iniziative è stato infatti un concerto della fanfara dei Bersaglieri ospitato nell’aula magna cremonese del Politecnico di Milano (qui link all’articolo): come ha rivelato la rivista Altreconomia, sono numerosi i contratti di collaborazione tra l’ateneo milanese e le multinazionali delle armi, Leonardo in primis (qui il link all’articolo). Non si tratta di negare la storia. Ma tra memoria e celebrazione retorica, attuata in un clima come quello attuale di “terza guerra mondiale”, c’è una differenza. La prima invita a riflettere sui drammi della guerra; la seconda rischia di trasformare tutto in una scenografia solenne dove le parole altisonanti soffiano sul fuoco di un futuro inevitabilmente belligerante e senza possibilità di alternative. E POI È ORA DI SMETTERLA. Indigniamoci quindi, cambiamo paradigma e usciamo dalla paralisi in cui questi scenari terribili ci imprigionano prima che, tra fanfare e retorica, sia il futuro a guastarsi in modo irreparabile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Emilia Romagna, campagna dell’Esercito per arruolare i Volontari in Ferma Iniziale
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco ( https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx ) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti in Emilia Romagna sono stati allestiti infopoint dell’esercito in molte città, con l’obiettivo di avvicinare quanta più gente possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Sempre nel mese di febbraio l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto da Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’ Italia ha dato un quadro delle proposte di legge finora depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione dell’approfondimento anche per comprendere come la definizione di leva volontaria civile potrebbe trarre in inganno. È molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. In questo approfondimento si rileva anche come la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non venga contrastata dai partiti di sinistra presenti in parlamento (clicca qui per il video di Serena Tusini). Facciamo quanto è in nostro potere per contrastare la cultura della militarizzazione, dei nemici esterni e interni costruiti ad arte da un potere economico e politico che intende proseguire indisturbato usandoci come pedine senza diritti. Continuiamo il nostro lavoro di informazione per riempire il grande vuoto lasciato dai media di comunicazione di massa, coltiviamo con passione e creatività alleanze sul territorio; sosteniamo le giovani generazioni che si stanno mobilitando in Italia, in Europa e nel mondo perché vedono minacciate le loro libertà e il loro futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Allievi della scuola militare “Nunziatella” in visita all’ospedale pediatrico Santobono-Pausilypon di Posillipo
Le giovani e i giovani cadetti della Nunziatella, in uno slancio di spirito caritatevole e di servizio, vengono portati a visitare i bambini e le bambine dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilypon di Posillipo. Sia il sito della struttura sanitaria, sia quello della Scuola Militare, diffondono in rete il filmato della visita mentre la delegazione, accompagnata dal Comandante e dal Direttore Sanitario, distribuisce giocattoli. Le immagini diffuse sono quasi tutte relative al reparto più delicato della struttura sanitaria, l’oncologico.  Musica accattivante su Instagram, sorrisi soddisfatti del personale e dei due accompagnatori, il direttore della scuola e quello dell’ospedale, posture non proprio spontanee e rilassate dei cadetti di cui non si vedono i visi sotto le mascherine (clicca qui per la notizia e i video dell’evento). La scuola militare Nunziatella di Napoli ha una lunga storia. Fondata da Ferdinando IV di Borbone a fine Settecento, è ospitata in un palazzo storico sulla collina di Pizzofalcone. Leggendo sul sito scopriamo che molti degli ufficiali ex cadetti della scuola sono stati protagonisti  nelle rivoluzioni ottocentesche, nelle guerre mondiali, in quelle coloniali in Africa, durante il fascismo. (clicca qui per le informazioni). Leggiamo anche che i cadetti vengono avviati – fin da allora – ad apprendere la capacità di «ragionamento e giudizio gradatamente e piacevolmente» (sic!), dunque, attraverso quelle che – oggi – in gergo didattico chiamiamo buone pratiche, magari condite con un po’ di soft skills affettivo-relazionali. Infatti, si precisa, si tratta di formare nelle giovani leve «il corpo, la mente e il cuore». Tutte ottime caratteristiche che ben dispongono alla pietas verso chi soffre, ad esempio i bambini e e bambine ricoverate. Da sempre visitare gli infermi è stato un precetto cattolico, e non solo. Alleviare la noia e il dolore nelle corsie è compito del personale delle strutture, ma lo svolgono anche  i volontari. Il volontariato, spesso, in molti servizi pubblici, non è un dono gratuito e di supporto, ma una delega di compiti – viste le carenze di personale –  di funzioni di cura, non solo relazionale. Difficile, del resto, passare fra i letti del reparto oncologico. Anni fa l’istituto scolastico che dirigevo comprendeva anche sezioni di scuola dell’obbligo in un famoso ospedale pediatrico di Roma. Ogni giornata nel reparto oncologico era per gli/le insegnanti una sofferenza e una lezione di accettazione della vita fragile, che si può spezzare e non sempre ricomporre. La sofferenza dei malati era duplicata in quella delle madri, soprattutto madri, donne che avevano lasciato i paesi di provenienza al Sud per far curare un figlio, altri a casa, donne accanto ai letti, di giorno, di notte, ospitate a caro prezzo nelle strutture religiose e nei B&B dei dintorni. I sorrisi nelle immagini del Santobono sono rari, i bambini e le bambine ammalate prendono i doni con il distacco di adulti consapevoli. Soprattutto ai più piccoli non è facile capire perché i genitori, le persone che li amano, non riescano a evitare loro dolore e perdita di identità. Questo commento zoppica e inciampa, non è facile. Si rischia facilmente la retorica del buon samaritano o il tono cinico. Il secondo nome del Santobono è Pausilypon, in greco la sospensione del dolore, la tregua dalla paura. Nobile intento. Il carcinoma non è una patologia come tutte le altre, indipendentemente dalla gravità essa occupa nell’immaginario collettivo un posto speciale. Il “brutto male” è metafora che prova a non definirlo, a lasciare in una sorta di sospensione semantica quel misto di paura e di senso di colpa che provano i malati e i loro famigliari. Il secondo sentimento è legato all’idea di non aver fatto abbastanza per prevenire il cancro, altra parola metaforizzata dalla medicina popolare dal nome comune di un crostaceo, le cui caratteristiche fisiche rimandano alla pericolosità di chele e zampe, alla inquietante fissità degli occhi. Segno zodiacale, in una più bonaria tradizione. Altra metafora legata ai carcinomi è quella della lotta, della guerra guerreggiata fra il corpo attaccato e il nemico attaccante. Susan Sontag ne scrive come “notte in vita” , e la notte non è colpevole. Donna Haraway sottolinea come soprattutto questa malattia sveli l’ideologia delle tecniche biopolitiche sui corpi. Lottare è un dovere del malato, come quella di un buon soldato. La filosofa della scienza correda il suo libro con esempi di manifesti affissi in ospedali, farmacie, studi medici statunitensi. Tavole che incalzano ad alzare il proprio potenziale immunitario, a “orchestrare” i propri organi per tenere lontano il pericolo, The Body Victorious è lo slogan. La tregua dal dolore e dal terrore la provano ogni giorno milioni di bambini nel mondo, per denutrizione, abbandono, abuso, o perché rappresentano un danno collaterale delle guerre. Si insegna tutto questo panorama di orrore ai giovani futuri soldati, nel nesso cuore-mente che fa da ispirazione all’accademia? Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Bassano del Grappa (VI): settimana del Cappello Alpino 2026 per esaltare il militarismo
Apprendiamo, a evento avvenuto, di una giornata dedicata a questa imperdibile iniziativa tenutasi sabato 28 febbraio 2026 in piazza Libertà a Bassano del Grappa (VI). Sul sito del Comune locale leggiamo testualmente: «la cerimonia solenne di benedizione e consegna del Cappello Alpino ai giovani volontari in ferma iniziale dell’Esercito a conclusione dell’iter formativo di undici settimane a cura del Centro Addestramento Alpino di Aosta. Il caratteristico copricapo, dal 1872 simbolo di appartenenza al Corpo, verrà consegnato a ciascun militare da un alpino in congedo, a testimoniare un passaggio ideale di consegne tra generazioni di penne nere» https://www.comune.bassano.vi.it/home/dettaglio/news/la-settimana-del-cappello-alpino-2026-a-bassano-del-grappa. Si tratta, una volta per tutte, di porre fine a questa sorta di esaltazione acritica di ogni evento e particolare che possa ricondurre alla mera esaltazione del militarismo sotto innumerevoli forme. In molte città italiane l’offerta culturale è ridotta ai minimi termini tra biblioteche chiuse per gran parte della giornata e senza iniziative culturali, concepite come aule studio per sopperire alla cronica assenza di strutture adibite a questo scopo. Eppure, capita che delle Biblioteche ci ricordiamo solo per ospitare la presentazione di libri funzionali a propaganda elettorale o ispirati al militarismo, all’esaltazione delle guerre passate senza quello sguardo critico che dovrebbe scaturire dalla analisi delle fonti, da documenti ufficiali senza rivolgersi a singoli episodi decontestualizzati per trasmettere contezza degli atti di eroismo. Molte città ormai legano eventi turistici e culturali alla presenza di militari, se parliamo di un concerto la soluzione a portata di mano, e magari a costo zero, è quella della Banda militare che suonerà marcette cantando canzoni patriottiche, in presenza di una manifestazione sportiva non può mancare la presenza dell’atleta locale affiliato a una società legata alle Forze armate, chiamato sul palco con qualche alto graduato convocato per distribuire onorificenze. Ma ancora più sovente è la presenza dei raduni di veterani che per il fine settimana affollano strade e piazze intonando marcette e dando una dimostrazione plastica di quel cameratismo scambiato erroneamente per solidarietà ed altruismo e mai, invece, come omaggio alla cultura e alla pratica di guerra. Città piccole e grandi trasformate in palco per esibire il repertorio classico del militarismo in tempi di guerra come quelli che viviamo da mesi. E ogni occasione diventa utile per impiegare risorse pubbliche (sacrificate all’istruzione e al welfare, alle attività socio ricreative) nella mera esaltazione del militarismo. Di per sé la iniziativa di benedizione di un cappello militare potrebbe apparire lontana anni luce dall’esaltazione della guerra, a pensarci bene non abbiamo bisogno di gesti eclatanti o parole roboanti, la cultura militarista si pasce di piccole iniziative, di semplici episodi apparentemente lontani dalla retorica del conflitto armato. Ma sono proprio i piccoli gesti, quelli che con maggiore facilità si mimetizzano a rappresentare lo strumento migliore per esaltare il militarismo: una raccolta di gagliardetti, di cappelli o di semplici indumenti militari, tutto contribuisce al mito del buon soldato, quel buon soldato senza cui le guerre sarebbero finalmente bandite. L’opera dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è di denunciare ogni giorno la cultura di guerra nelle sue molteplici forme, anche un copricapo alla occorrenza diventa strumento di giustificazione della guerra e di questi tempi occorre riservare massima attenzione ad ogni gesto per trasmettere, invece, messaggi di pace e di solidarietà tra i popoli. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Murale antifascista ANPI a Palermo non piace al Governo: chiesto intervento di Valditara
Nei giorni scorsi è stato inaugurato un murale realizzato sul muro perimetrale della scuola “Alberico Gentili” di Palermo su iniziativa dell‘ANPI e raffigurante una donna e un uomo, opera del noto artista palermitano Igor Scalisi Palminteri. Si tratta di Olema Righi, staffetta partigiana con nome di battaglia Wanda, e di Pompeo Colaianni, uno dei comandanti delle Brigate Garibaldi, le formazioni partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano durante la Resistenza, con il nome di battaglia Nicolò Barbato, in omaggio ad una delle figure più significative dei Fasci siciliani. Entrambe figure significative della lotta antifascista che ci ha condotto alla Repubblica democratica di oggi basata sulla Costituzione. Forma di Stato a cui dev’essere allergica l’onorevole M. Carolina Varchi, presidente del Comitato per le Pari Opportunità della Camera dei deputati che, accecata dalla bandiera rossa dipinta alle spalle del comandante Barbato e fumante d’ira, ha denunciato al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara l’onta subita da una scuola, luogo di formazione della gioventù, in quanto deturpata da un simbolo sfacciatamente comunista ad opera di una associazione “politicamente schierata” come l’ANPI! L’onorevole non ha apprezzato la scelta – pur se coerente con la sua mission parlamentare – di valorizzare la parità di genere raffigurando, accanto ad un uomo valente che ha fatto la nostra storia, una donna meno nota, ma altrettanto valente. Ringraziamo l’onorevole Varchi per aver così pubblicizzato e reso visibile anche a livello nazionale l’opera e auspichiamo una miriade di simili iniziative sulle pareti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Sperando che, allontanando gli attuali venti di guerra, non ci sia più bisogno di esaltare figure in armi per richiamare la Storia del nostro Paese… Uno dei numerosi articoli sull’argomento: https://www.balarm.it/MHYx. Fausta Ferruzza, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Palermo  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Venti di guerra in Brianza? Arriva Italian Raid Commando 2026
Per due anni consecutivi – 2024 e 2025 – i territori della Brianza e del Lecchese sono stati teatro dell’Italian Raid Commando. Sarà in Brianza anche quest’anno? Sono note le date dell’edizione 2026 (22-23-24 maggio) pubblicizzate con un’immagine che ritrae i militari all’esterno della Villa Reale di Monza e con un video https://www.unucilombardia.org/2025/12/irc-2026-unuci-lombardia-2026/ al termine del quale la voce fuori campo chiede: “SEI PRONTO PER LA SFIDA?” Ma dove? Pochi giorni dopo che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università pubblicò la notizia nel maggio dello scorso anno https://osservatorionomilscuola.com/2025/05/12/monza-25-maggiio-campagne-militarizzate-brianza-parata-militare/  l’ente organizzatore UNUCI Lombardia (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) oscurò il sito rendendo inaccessibile qualunque altra informazione. Spacciata come una semplice gara è, per ammissione degli stessi organizzatori, una vera e propria esercitazione militare internazionale per pattuglie in ambito NATO provenienti dall’Italia e da altri Paesi, con guerra simulata, impiego di mezzi corazzati e nemico rappresentato. Sponsorizzata da fabbriche d’armi (Fiocchi Munizioni di Lecco in testa) e da aziende apparentemente lontane dall’industria bellica, gode pure di patrocini istituzionali come Regione Lombardia, Provincia di Monza Brianza e Provincia di Lecco. Nel 2024 anche del Comune di Monza. In un recente post pubblicato sulla pagina face book di UNUCI Lombardia che invita all’iscrizione, si rammenta il prestigio dell’esercitazione che si colloca quest’anno nel centenario della fondazione, e vengono menzionati i patrocini di cui sopra come se fossero acquisiti. Cittadine e cittadini memori dello sconcerto per la presenza di pattuglie militari nel Parco di Monza e di carri armati nelle campagne del lecchese e nel Parco della Valle del Lambro, genitori e docenti indignati per l’utilizzo della palestra del complesso scolastico di Briosco come base logistica, associazioni e realtà di movimento delle due provincie (Assemblea permanente contro la guerra di Lecco, Rete Lotte Sociali Monza Brianza, Monza per la Pace) hanno deciso che non avrebbero assistito passivamente alla 37° edizione di Italian Raid Commando. Prese di posizione di associazioni, organizzazioni sindacali, forze politiche, proteste di sindaci (ignari) di Comuni del lecchese interessati dalle esercitazioni, interrogazioni ai presidenti delle istituzioni patrocinanti a livello locale e al Ministro Valditara per l’utilizzo di una scuola come base logistica, sollecitate dalla diffusa mobilitazione antimilitarista, hanno avuto una grande eco sulla stampa locale e nazionale https://osservatorionomilscuola.com/2025/05/20/il-fatto-quotidiano-simulazione-guerra-brianza-polemiche-gioco-palestra-scuola/ Controinformazione, flash-mob, volantinaggi, contestazioni pacifiche e rumorose all’arrivo delle pattuglie la sera del 22 maggio alla scuola di Briosco https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/23/in-brianza-la-palestra-scolastica-diventa-la-base-per-una-competizione-militare-la-protesta-dei-cittadini-cosi-si-normalizza-la-guerra/7999336/ ;  https://www.mbnews.it/2025/05/presidio-contro-litalian-raid-commando-a-briosco-in-centinaia-per-dire-no/ e la mattina del 25 maggio a Monza https://www.mbnews.it/2025/05/italian-raid-commando-a-monza-proteste-e-sfilata-dei-militari/  hanno fatto sentire forte il dissenso alla militarizzazione dello spazio pubblico, al rifiuto della guerra come orizzonte ineluttabile. Vediamo se quest’anno tutti gli amministratori che hanno espresso la loro contrarietà alle belliche gesta saranno in grado di far pesare il loro ruolo istituzionale facendo qualcosa di utile. Chi da sempre si muove dal basso si sta preparando, anche quest’anno.  Fuori i militari da scuole, boschi e città! https://osservatorionomilscuola.com/2025/06/01/fuori-militari-scuole-boschi-citta-italian-raid-commando-mai-piu/ Seguite la pagina di Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università per gli aggiornamenti e fare rete! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente