
Perù: la presidente del Potere Giudiziario respinge le dichiarazioni di Keiko Fujimori all’ONU
Pressenza - Thursday, September 24, 2026La presidente del Potere Giudiziario, Janet Tello, ha manifestato la propria contrarietà alle affermazioni rese dalla presidente Keiko Fujimori alle Nazioni Unite lo scorso 22 settembre, la quale ha affermato che “abbiamo sconfitto il terrorismo, ma purtroppo ancora oggi, dopo trentaquattro anni, coloro che hanno assunto quella missione continuano a essere processati, nonostante abbiano dimostrato che il giusto processo è stato violato”.
“A chi si riferisce? Il 28 luglio e il 4 agosto scorsi ha detto che avrebbe rispettato l’indipendenza dei poteri, del Potere Giudiziario e dei giudici. Ma sembra che lo abbia dimenticato. Perché davanti alle Nazioni Unite ha fatto delle affermazioni che non posso permettere in qualità di presidente del Potere Giudiziario, le respingo completamente” ha dichiarato la presidente del Potere Giudiziario.
Janet Tello ha sostenuto il lavoro svolto dai professionisti che amministrano la giustizia nel Paese. “Per sconfiggere il terrorismo nel nostro Paese, militari e poliziotti sono stati in prima linea, ma lo abbiamo fatto anche noi giudici, abbiamo avuto anche giudici assassinati; e giudici che sono stati all’altezza, come si dice, quando lo Stato ci obbligava. Perché giudici e giudici donne hanno condannato i terroristi che erano sotto la loro competenza, giudicandoli con sentenze molto severe. Persino il capo Abimael Guzmán, che è morto in prigione” ha affermato.
Tello ha chiarito che quando vi sono denunce e indagini, spetta al Potere Giudiziario seguire il giusto processo per determinare, infine, se siano o meno colpevoli, motivo per cui ha ribadito la necessità di rispettare l’indipendenza del Potere Giudiziario per un’adeguata azione da parte dei giudici e delle giudici.
Scudo politico
Le dichiarazioni di Keiko Fujimori all’ONU, riguardo ai procedimenti a carico di poliziotti e militari, per presunti crimini contro l’umanità commessi negli anni della violenza armata nel Paese, contrastano con le recenti riforme legislative che sono state apportate a questo tipo di casi.
Così, il precedente Congresso della Repubblica, mediante la Legge 32419, ha concesso l’amnistia a militari, poliziotti e comitati di autodifesa sottoposti a processo o condannati durante la lotta antiterrorista tra il 1980 e il 2000. Questa legge è stata contestata dalla Corte interamericana dei diritti umani, che ha imposto ai giudici peruviani di non applicarla in quanto si tratta di presunti crimini contro l’umanità.
Inoltre, attualmente, con la promulgazione della Legge 32735, i procedimenti a carico di poliziotti e militari sono esclusi dalla giurisdizione civile ordinaria e saranno giudicati dalla giurisdizione militare-poliziesca. Amnesty International ha definito la misura un passo verso l’impunità istituzionale.