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Perù: il JNE consegna le credenziali a Keiko Fujimori in qualità di presidente costituzionale della Repubblica
Nel corso di una cerimonia ufficiale, il Giurì Nazionale Elettorale (JNE) ha consegnato le credenziali di presidente costituzionale della Repubblica a Keiko Fujimori Higushi, per il mandato 2026-2031, nonché al vicepresidente Luis Galarreta e al secondo vicepresidente Miguel Angel Torres. Con questo atto, svoltosi nel distretto di San Borja, a Lima, si conclude il processo elettorale generale del 2026 e si attende solo il passaggio di consegne il prossimo 28 luglio. Alla cerimonia di consegna delle credenziali erano presenti anche l’attuale presidente José María Balcázar e i membri dell’assemblea plenaria del JNE con il loro presidente Roberto Burneo. Nel suo primo intervento, dopo la consegna delle credenziali, Keiko Fujimori ha sottolineato che «non ci sono vincitori né vinti, c’è un solo Perù», assicurando che nel suo governo intende riconquistare la fiducia dei cittadini attraverso il dialogo. RICHIESTE IMMEDIATE Fujimori Higuchi ha anticipato le linee guida del suo governo nei primi 100 giorni: recupero della fiducia nelle istituzioni, sicurezza dei cittadini, crescita economica e inclusione sociale. Tuttavia, per una buona governance, questi dovranno prevedere riforme di fondo che hanno alterato l’attuale sistema democratico, quali: * Fiducia istituzionale: recuperare l’indipendenza dei poteri dello Stato (Esecutivo, Legislativo e Giudiziario) e superare il governo parlamentare che ha agito voltando le spalle al Paese. * Sicurezza dei cittadini: adottare misure per contrastare i gruppi criminali, senza uscire dal Patto di San José né minare i diritti fondamentali della popolazione. * Crescita economica: promuovere uno sviluppo socioeconomico sostenibile, libero dalla corruzione, favorendo i settori economici non estrattivi: turismo, scienza e tecnologia, ecc. * Inclusione sociale: promuovere il dialogo con l’intero Paese, compresi i dipartimenti del sud e quelli che non hanno dato il proprio sostegno, ma che oggi dovranno essere governati. La popolazione si aspetta inoltre l’abrogazione delle leggi che favoriscono la criminalità, la riforma costituzionale, il risarcimento alle vittime delle proteste, l’attenzione ai settori della sanità e dell’istruzione, in particolare alla questione dei borsisti; lo sviluppo sostenibile nelle zone della foresta e della sierra, tutelando l’ambiente e le comunità circostanti, tra le altre cose. Redacción Perú
July 16, 2026
Pressenza
Perù: Roberto Sánchez annuncia il Fronte Patriottico
Il candidato presidenziale di Juntos por el Perú (JP), Roberto Sánchez, ha annunciato la costituzione di un Fronte Patriottico per ripristinare la democrazia, sottolineando che nelle regioni non viene riconosciuta la candidata fujimorista e che sosterrà il popolo che si sta monilitando. Alla conferenza stampa tenutasi domenica 5 luglio a Lima erano presenti anche le candidate alla prima e alla seconda vicepresidenza della Repubblica, Analí Márquez e Brígida Curo, il senatore eletto Jaime Quito e altri. GOVERNARE CON IL POPOLO «Siamo convinti che nei prossimi giorni dimostreremo come si costruisce un’egemonia democratica, un fronte parlamentare, un progetto nazionale di rifondazione della patria, perché ripristineremo il diritto al referendum per i nostri popoli, a governare secondo la volontà e la decisione dei nostri popoli, perché il nostro orizzonte sarà la rifondazione della patria», ha affermato Roberto Sánchez rivolgendosi alla stampa. NON C’È NULLA DI CUI DISCUTERE Riguardo alla domanda «Cosa si aspetta da un governo fujimorista nei primi 100 giorni?», Sánchez ha sottolineato: «C’è un netto rifiuto nelle regioni, nelle province e nei distretti della nostra patria, questa è la risposta. Ma, consapevoli che stiamo facendo politica per il bene comune, per i 35 milioni di peruviani, lanciamo al fujimorismo la sfida di istituire una Commissione per la Verità e la Riconciliazione per indagare e identificare quali autorità politiche abbiano permesso l’uso sproporzionato della forza, affinché l’esercito e la polizia, invocando ragioni di Stato, abbiano assassinato più di 50 dei nostri fratelli. Finché non ci sarà la volontà politica di sedersi a un tavolo per risolvere davvero la questione, identificare i responsabili, punirli e risarcire i familiari delle vittime… non c’è nulla di cui discutere!”. Allo stesso modo, ha fatto riferimento all’abrogazione delle leggi a favore della criminalità: «Come muore la nostra gente per mano della criminalità? È il risultato delle vostre leggi a favore della criminalità che hanno perdonato i processi a tutta questa mafia politica. Se non c’è la sana volontà di abrogare queste leggi che stanno uccidendo più di sette fratelli ogni giorno… non c’è nulla di cui discutere», ha affermato. DENUNCE PENALI CONTRO IL DIFENSORE CIVICO E I DIRIGENTI Inoltre, ha contestato: «Lei, signora Keiko Fujimori, ha confessato di aver complottato, di esservi riuniti e di aver deciso di non riconoscere e di destituire a tutti i costi il presidente Pedro Castillo, un governo democratico. Oggi, con l’aiuto dei suoi amici, di questi poteri usurpati da una giustizia elettorale di parte, da quella giustizia che lei ha preso in mano, le diciamo: “Volete riformare quel sistema giudiziario?”. Non abbiamo fiducia in lei». Ha inoltre riferito di una denuncia penale contro il suo rappresentante legale «per gravi turbative» dopo che questi aveva richiesto le garanzie per la mobilitazione passata, che non era stata autorizzata. All’epoca gli era stato fatto notare: «Se si mobilita, lo fa sotto la propria responsabilità ed è contro la legge». «Cosa significa “contro la legge”? Se la libera circolazione è un diritto costituzionale, se la mobilitazione, essendo stata pacifica, è costituzionale e viene rispettata… L’hanno appena denunciato penalmente per gravi disordini ed è già stato convocato. E chi lo sta citando? Chi ora ha i poteri per l’indagine preliminare, la stessa Polizia Nazionale», ha rivelato, denunciando che «proprio come hanno perseguito altri nostri dirigenti e leader sociali, ci stiamo organizzando; perché li difenderemo con tutta la forza della legge, con tutta la mobilitazione dei nostri popoli». NON RICONOSCONO KEIKO Ha inoltre sottolineato che «abbiamo un’immensa responsabilità nei confronti di quel Perù che ha tinto di verde il territorio nazionale. Anche se ci sono compatrioti che hanno votato in modo diverso e questo va rispettato. Ma, in una sana democrazia, senza cambiamenti capricciosi delle norme, senza irregolarità e con maggiore trasparenza… il verdetto di quel sistema elettorale sarebbe ben diverso. Che quella legalità che noi contestiamo continui a seguire il suo corso. Perché è Keiko Fujimori quella che non viene riconosciuta nelle regioni, quella che non viene accettata, e lei avrà un mandato governativo caratterizzato da profonda illegittimità, preoccupazione, nervosismo e stress», ha concluso Sánchez. Redacción Perú
July 6, 2026
Pressenza
Perù: Fujimori incontra i sindacati e ammette gli errori
Mentre i risultati definitivi dell’ONPE indicano Keiko Fujimori come presidente eletta, il Perù deve ancora portare a termine il processo elettorale, che in questa fase prevede le proclamazioni decentralizzate da parte delle Commissioni Elettorali Speciali (JEE); fino al prossimo 3 luglio, data in cui la nuova presidente presterà giuramento. SINDACATI: CHE MANTENGA GLI IMPEGNI In questa fase iniziale, diverse organizzazioni politiche e sindacati si stanno incontrando con Fujimori Higushi per garantire il rispetto degli impegni assunti durante la campagna elettorale. Così, il Sindacato Unitario dei Lavoratori dell’Istruzione del Perù (SUTEP) si è riunito per chiedere il rispetto delle pensioni degli insegnanti, mentre le associazioni dei trasportatori urbani hanno chiesto un incontro per affrontare l’allarmante crisi di estorsione di cui sono vittime. Va sottolineato che, durante la campagna elettorale, Keiko Fujimori si è impegnata nei confronti del settore dell’istruzione a rispettare i diritti del corpo docente, la legge sulle pensioni e a migliorare le condizioni salariali; per il settore dei trasporti, ha annunciato che la sua amministrazione si concentrerà sul rafforzamento della sicurezza dei cittadini. Per quanto riguarda i partiti politici, la futura presidente ha ricevuto anche la visita della delegazione del Partito Aprista Peruviano (APRA), che ha posto all’ordine del giorno la lotta contro l’insicurezza dei cittadini. Va sottolineato che questa formazione politica è una delle più «malviste» dalla popolazione (campagna #PorEstosNo), che nel 2021 ha perso ufficialmente la propria registrazione politica e che in queste elezioni del 2026 ha ottenuto solo lo 0,963% dei voti validi. Una nuova alleanza all’orizzonte? Va ricordato che questa e altre formazioni politiche sono viste con totale diffidenza dalla popolazione, la quale, vigile, attende gesti politici da parte della presidente che prendano le distanze da un probabile continuismo. MEA CULPA? D’altra parte, nella prima intervista del suo mandato, concessa al giornalista cubano Ismael Cala per il podcast The Abundance Revolution, Keiko Fujimori ha sottolineato le differenze politiche rispetto al governo di suo padre Alberto Fujimori e ha riconosciuto che ci sono stati errori nell’operato del suo partito, Fuerza Popular, al Congresso della Repubblica, dove il partito ha esercitato un ampio potere politico creando uno scenario di confronto permanente con l’Esecutivo. Ha inoltre annunciato che nei primi 100 giorni cercherà di ripristinare la sicurezza dei cittadini, affronterà la prevenzione del fenomeno El Niño e creerà un contesto favorevole per attrarre nuovi investimenti privati e rafforzare le micro e piccole imprese (Mypes). Redacción Perú
July 2, 2026
Pressenza
Perù: Keiko Fujimori risulta vincitrice al 100% dello spoglio elettorale
Con il 100% dei verbali scrutinati, il risultato presentato dall’Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali (ONPE) colloca al primo posto Keiko Fujimori Higushi (con il 50,135%) come presidente designata della Repubblica del Perù. Roberto Sánchez (con il 49,865%) cercherà di coordinarsi con diverse organizzazioni sociali di base per organizzare un «grande fronte di difesa democratica». L’ONPE ha confermato la vittoria di Fujimori Higushi al ballottaggio, dopo 23 giorni di scrutinio, che si è concluso con un risultato molto serrato, con poco più di 49 mila voti di differenza tra i due candidati. La vittoria di Fujimori è stata determinata principalmente dal voto degli espatriati, mentre Sánchez ha ottenuto la maggioranza dei voti in oltre 17 dipartimenti del Paese. Quest’ultimo ha dichiarato di nutrire il sospetto di una probabile frode a causa di presunte irregolarità emerse nel corso del processo. Nonostante la gravità di tali irregolarità, non si parla di future indagini al riguardo. PRIME MISURE IN UN PAESE POLARIZZATO La Commissione Elettorale Nazionale (JNE) aveva comunicato alcuni giorni prima che la proclamazione ufficiale del nuovo presidente del Perù avrebbe avuto luogo tra il 3 e il 7 luglio prossimi, ma la vittoria di Fujimori è già stata annunciata da tutti i media a livello nazionale. Nei primi giorni, il governo di destra conservatrice di Keiko Fujimori dovrà rispondere alle principali richieste di un Paese polarizzato (oltre la metà dei voti a livello nazionale è andata a Roberto Sánchez), che esige l’annullamento delle riforme della Costituzione politica del Perù attuate negli ultimi anni. Tra queste figurano: il ripristino dell’indipendenza dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario); l’abolizione delle leggi che favoriscono la criminalità (che hanno gettato nel lutto centinaia di famiglie peruviane); maggiori investimenti nell’istruzione e nella sanità; il tutto nel quadro del rispetto dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile e, soprattutto, della lotta alla corruzione. La popolazione si sta organizzando su diversi fronti per esercitare una democrazia reale che vada oltre il voto e vegli sul buon governo. In tal senso, Roberto Sánchez ha annunciato di voler «organizzare un grande fronte di resistenza democratica, che metta fine al patto mafioso e alle leggi a favore della criminalità, che ripristini la separazione dei poteri e le istituzioni democratiche, che decentralizzi la giustizia, istituendo una commissione per la verità per punire gli omicidi avvenuti nei nostri popoli del sud». Alla chiusura di questa edizione, i governi di Bolivia, Argentina, Costa Rica e Colombia, tutti di orientamento a destra, hanno salutato la vittoria di Keiko Fujimori e si sono mostrati disposti a rafforzare le relazioni internazionali. Redacción Perú
June 30, 2026
Pressenza
Perù: ballottaggio con il rischio di frode
A seguito del ballottaggio del 7 giugno tra Roberto Sánchez e Keiko Fujimori la candidata di estrema destra sembra prevalere per poco più di 600 voti sfruttando lo scrutinio del voto dei peruviani all’estero, ma soprattutto adoperandosi per far annullare 7.000 voti nella zona rurale di Puno, dove Sánchez ha raccolto una maggioranza schiacciante. di David Lifodi Foto: https://www.nodal.am/ Saranno
Perù: secondo turno con risultato di parità
La giornata del ballottaggio presidenziale che si è tenuta in Perù domenica 7 giugno, Giorno della Bandiera per il Paese, ha portato a un pareggio tecnico tra i candidati Roberto Sánchez (Juntos por el Perú), che ha ottenuto il 50,3%, e Keiko Fujimori (Fuerza Popular), con il 49,7% secondo lo spoglio rapido al 100% (compresi i voti dall’estero); secondo l’istituto di sondaggi IPSOS e l’associazione civile Transparencia. SÁNCHEZ: “DEMOCRAZIA PER IL PERÙ DI TUTTE LE ETNIE” Non appena sono stati resi noti i risultati, Roberto Sánchez, dalla Plaza San Martín, si è rivolto alla popolazione con un messaggio di integrazione e di ripristino della democrazia: “Compagni, popolo profondo, oggi in questa notte benedetta, il Perù di tutte le etnie sta anteponendo la volontà primaria della democrazia per tutto un popolo. In questo giorno della dignità del popolo, sorelle e fratelli, abbiamo scelto di porre fine al patto mafioso. Abbasso la corruzione! Stasera rendiamo grazie a nome del movimento popolare, per aver concluso in unità con i popoli aymara, amazzonici, i centri abitati, i piccoli agricoltori, i trasportatori, i commercianti, i più poveri della nostra patria, che hanno deciso di recuperare il governo per il popolo”. FUJIMORI: “QUALUNQUE SIA IL RISULTATO, LO RICONOSCEREMO” Pochi minuti dopo, la candidata Keiko Fujimori è intervenuta sottolineando il pareggio tecnico, il lavoro dei rappresentanti nella sorveglianza dei voti nella fase di conteggio finale e il ruolo degli osservatori internazionali. «Qualunque sia il risultato, lo riconosceremo, esortiamo il nostro avversario a fare lo stesso. E questo avverrà quando sarà stato conteggiato il 100% dei verbali», ha sottolineato. Con la sua lista presidenziale, Fujimori Higushi si è rivolta alla popolazione con il seguente messaggio: «Ci troviamo in un pareggio tecnico. Finora non c’è un vincitore, ci vorranno giorni lunghi per conoscerlo. E invio un messaggio ai rappresentanti, il cui lavoro è doppiamente importante. Raddoppiate i vostri sforzi. È il momento di difendere la volontà popolare. Faccio appello alla comunità internazionale affinché rimanga fino all’ultimo momento per verificare i risultati. E al popolo peruviano: non perdete la speranza, abbiamo bisogno di calma e speranza”. Va sottolineato che la candidata di Fuerza Popular presentava un leggero vantaggio nell’annuncio del flash elettorale effettuato alle 17:00, in cui otteneva il 50,7%, contro il 49,3% di Sánchez Palomino. Nel conteggio rapido delle 20:00 i risultati si sono invertiti. VOTO DIFFERENZIATO PER ZONE Secondo quanto riportato dal conteggio rapido, il voto è stato differenziato a seconda dei dipartimenti e delle regioni. Così, a Lima, Fujimori ha ottenuto un vantaggio del 66,1% dei voti, mentre nell’entroterra (dipartimenti) Sánchez ha ottenuto il 56,1% dei voti. Per quanto riguarda le regioni, sulla costa (prevalentemente urbana) Fujimori ha ottenuto il 63% dei voti, mentre nella sierra (prevalentemente rurale) Sánchez ha raggiunto il 68,7% e nella selva si è imposto quest’ultimo con il 56,2% delle preferenze. In entrambi i casi, la popolazione è scesa nelle strade di Lima Metropolitana per manifestare il proprio sostegno ai candidati, mentre le autorità invitavano ad attendere i risultati finali con molta cautela. Questi saranno resi noti a metà luglio. Redacción Perú
June 8, 2026
Pressenza
Perù: dibattito presidenziale a una settimana dal ballottaggio
Nella corsa elettorale, ieri, domenica 31 maggio, si è tenuto il dibattito presidenziale tra i due candidati che sono passati al ballottaggio per la presidenza della Repubblica del Perù, Keiko Fujimori (partito Fuerza Popular) e Roberto Sánchez (partito Juntos por el Perú). I candidati hanno esposto le loro principali strategie di governo su temi chiave per la popolazione: sicurezza dei cittadini, rafforzamento dello Stato democratico e diritti umani; istruzione e sanità, economia, occupazione e riduzione della povertà. Perché dovrei diventare presidente del Perù? In un primo momento, la candidata Keiko Fujimori ha fatto un resoconto degli effetti della crisi socioeconomica del Paese (con insicurezza dei cittadini, salari insufficienti, paura dell’estorsione, sanità carente, ecc.) e ha sottolineato che il Paese non deve ripetere la “ricetta che ha già fallito nel 2021”. Ordine o caos sono le due opzioni che il Paese ha. Il nostro Paese ha bisogno di essere messo in ordine, non di essere distrutto come propone la formula Castillo–Sanchez-Antauro; noi abbiamo una grande differenza: siamo riusciti a costituire una squadra con esperienza e capacità per risolvere questi problemi”, ha indicato inizialmente. Da parte sua, Roberto Sanchez ha sottolineato le sue umili origini e i valori ancestrali della famiglia, affermando: «Non deluderò il mio popolo, sono un uomo di fede. Sono stato ministro, ho lavorato tutta la vita. Capisco la sfiducia della popolazione nei confronti dei politici, e hanno tutte le ragioni per averla, ma non possiamo perdere la speranza. Conosco le necessità del Perù perché mi sono formato per questo. Costruiamo insieme un futuro migliore. Insieme lavoreremo per salvare la nostra democrazia dalle grinfie di coloro che da più di 10 anni hanno preso in ostaggio il Paese, sovvertito il sistema giudiziario, e questi sono Fuerza Popular e la signora Keiko Fujimori. Compatrioti, insieme recupereremo la democrazia per tutti i peruviani”. Team e strategie Entrambi i candidati hanno messo in evidenza il team tecnico che li affiancherà in un probabile governo, composto da figure con una notevole esperienza in diversi settori strategici. Tra le figure principali spiccano Luis Carranza e Pedro Francke (economia), Carlos Neuhaus e Gustavo Guerra García (infrastrutture), Sinecio Lopez e Vladimiro Huarocc (riforma dello Stato), tra gli altri; questi si sono confrontati in un primo dibattito la scorsa settimana. Tra scambi e accuse sullo stato attuale del Paese, i due candidati hanno esposto proposte in materia di sicurezza: “Piano di pacificazione nazionale, uso delle Forze Armate alle frontiere” (Fuerza Popular); mentre Juntos por el Perú ha sottolineato “ripulire e professionalizzare la Polizia Nazionale, eliminare le leggi a favore del crimine”. Per il rafforzamento dello Stato democratico e dei diritti umani, sono stati sottolineati il “referendum e la decentralizzazione” (Juntos por el Perú) e “opere infrastrutturali come le strade” (Fuerza Popular). In materia di istruzione e sanità, “la telemedicina, fondi per le malattie ad alto costo, programmi di sostegno scolastico (colazioni)” (Fuerza Popular) e “budget per borse di studio, uno psicologo per scuola” (Juntos por el Perú); mentre in materia di economia, “maggiori fondi per il Programma Juntos, industrializzazione del Paese” (Juntos por el Perú) e “tassazione zero per le micro e piccole imprese e accesso a crediti agevolati” (Fuerza Popular). Al termine, Keiko Fujimori ha riconosciuto gli errori commessi nella sua carriera politica e ha chiesto l’opportunità di governare; mentre Roberto Sánchez ha invitato a un consenso per sconfiggere il fujimorismo e trasformare il Paese con giustizia ed equità. Redacción Perú
June 1, 2026
Pressenza
Perù: manifestazione «Keiko No Va!»
Sabato 30 maggio si è tenuta una grande manifestazione nel centro di Lima, in Perù, con centinaia di manifestanti che all’unisono gridavano «Mai più Fujimori», «Viva la lotta del popolo peruviano» e «Il sangue versato non sarà mai dimenticato». Diverse associazioni civili si sono auto-organizzate per esprimersi contro la candidatura di Keiko Fujimori, che si candida per la quarta volta alla presidenza della Repubblica. I vari striscioni e volantini riflettevano le innumerevoli denunce e il totale rifiuto nei confronti di Fujimori Higushi, «perché il fujimorismo rappresenta impunità, corruzione, autoritarismo, approvazione di leggi a favore del crimine, protezione degli interessi mafiosi e aggravamento della crisi politica, sociale ed economica che affligge il Paese», come indicato nell’appello. I manifestanti provenivano da diversi distretti e zone di Lima (con oltre otto milioni di elettori), che si sono organizzati in fronti e collettivi per difendere il proprio voto. Hanno partecipato così la Piattaforma per la Democrazia, le Coordinatrici delle Organizzazioni di Sinistra e Progressiste – COIP, il Fronte Patriottico Popolare, il Fronte Patriottico per la Democrazia, Mundo Verde, il Fronte Popolare delle Donne del Perù, il Fronte Democratico Cittadino – SMP. Hanno partecipato anche l’Università Nazionale di Ingegneria – UNI, i partiti Nuevo Perú, Venceremos e Juntos por el Perú, il Partito Comunista del Perù – Patria Roja, Ahora Nación, CENAJUPE, la Centrale Generale dei Lavoratori del Perù – CGTP, Las Micaelas de Huaycán, il Consiglio Plurinazionale del Tawantinsuyo e l’Accordo Storico Cittadino – AHC. I cittadini continuano a mobilitarsi nella capitale Lima e nelle province sono state segnalate manifestazioni simultanee in città come Arequipa, Cusco, Chiclayo, Ica, Huancayo, Huaraz, Tacna, Trujillo, Huánuco e Pasco, che appartengono alle zone nord, centro e sud del Paese. Redacción Perú
May 31, 2026
Pressenza
Dibattito tecnico in Perù: i partiti all’altezza delle aspettative sociali?
A sole due settimane dal ballottaggio, domenica 24 il Giurì Nazionale Elettorale (JNE) ha organizzato un dibattito tecnico tra i team di esperti dei due partiti qualificatisi al ballottaggio: Juntos por el Perú (con il candidato Roberto Sánchez) e Fuerza Popular (con Keiko Fujimori). L’incontro ha permesso di conoscere entrambe le proposte, presentate nei seguenti ambiti: istituzioni democratiche, gioventù e sport, agricoltura, infrastrutture, economia e sanità. Entrambi i team si sono confrontati non solo con proposte, ma anche con accuse di responsabilità per l’attuale crisi. Da un lato, Fuerza Popular (FP) ha accusato il proprio omologo di “generare disordine”; a sua volta, Juntos por el Perú (JP) ha ricordato che “negli ultimi 10 anni Fuerza Popular ha guidato il governo e ha provocato la crisi che il Paese sta vivendo oggi”. Ecco le principali proposte: Nel blocco Riforma dello Stato, Sinesio López (JP) ha sottolineato la necessità dell’indipendenza dei poteri e della partecipazione della società civile, mentre Vladimiro Huaroc (FP) ha proposto una riforma dello Stato attraverso la digitalizzazione. Nel blocco Gioventù e Sport, Ernesto Zunini (JP) ha sottolineato la creazione del programma “Mi primera chamba” che andrà a beneficio di oltre 100 giovani che riceveranno un importo in denaro per la loro formazione accreditata, mentre Rosangella Barbarán (FP) ha proposto corsi di formazione e capitale di avviamento per i giovani. Nel blocco Agricoltura e Ambiente, César Milton Guarniz (JP) ha proposto il «programma nazionale per le risorse idriche» a garanzia della sicurezza idrica, oltre al «programma per le dighe dell’Altopiano andino»; Marco Antonio Vinelli (FP) ha invece sottolineato la necessità di rilanciare il Pronamachcs e di avviare lavori di riforestazione, soprattutto nelle zone di testa dei bacini idrografici. Per quanto riguarda le infrastrutture, l’esperto Gustavo Guerra García (JP) ha proposto il collegamento tra i porti di Chancay e Callao con Pucallpa, mentre Carlos Neuhaus ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture di prevenzione. Nel blocco Economia, Pedro Francke (JP) ha proposto l’abrogazione delle otto leggi pro-crimine e finanziamenti per le famiglie imprenditrici; a sua volta, Luis Carranza (FP) ha sottolineato l’importanza degli investimenti pubblici e degli incentivi agli investimenti privati. Nel blocco Sanità, invece, gli esperti Hernando Cevallos (JP) e José Recoba (FP) hanno affrontato ancora una volta le riforme nel settore sanitario volte a garantire un’assistenza di qualità. Il prossimo dibattito presidenziale si terrà tra i due candidati domenica 31 maggio alle 20:00 a Lima. La popolazione attende con trepidazione di sapere quale candidato si impegnerà con determinazione a risolvere le questioni fondamentali: il ripristino dello Stato di diritto, l’indipendenza dei poteri, l’abrogazione delle leggi pro-crimine (per la sicurezza dei cittadini) e di protezione dell’ambiente (Legge Antiforesta), l’istruzione inclusiva e altre. È possibile visualizzare il dibattito tecnico al seguente link del JNE: https://www.youtube.com/watch?v=Z5Fgj8EDpCI Redacción Perú
May 27, 2026
Pressenza
Perù: ballottaggio con voto diviso
Il ballottaggio per la presidenza del Perù si terrà il prossimo 7 giugno tra i candidati Keiko Fujimori, di Fuerza Popular (con il 17,18% ottenuto al primo turno) e Roberto Sánchez, di Juntos por el Perú (che ha raggiunto il 12,03%). In quella data, oltre 27 milioni di peruviani aventi diritto si recheranno alle urne. Il panorama è diviso per entrambi i candidati. Al primo turno, Fujimori ha ottenuto consensi nei dipartimenti di Tumbes e Piura (costa) e Ucayali (foresta); mentre Sánchez ha dominato la sierra in dipartimenti come Huancavelica, Cajamarca, Apurímac e Puno. Lima e Callao (la prima con oltre otto milioni di elettori e la seconda con 860 mila) hanno votato per l’ex candidato López Aliaga. Si prevede che questi sostengano Fujimori, ma nulla è garantito. Entrambi i candidati presentano approcci diversi nelle loro proposte. Fujimori propone maggiore sicurezza, ordine istituzionale e la continuazione del modello economico;  Sanchez si concentra sulla riforma agraria, la modifica della Costituzione e ha promesso la grazia all’ex presidente Pedro Castillo, tra le altre cose. Attualmente, entrambi i candidati stanno conducendo le loro campagne in diversi dipartimenti del Paese, cercando di conquistare i voti indecisi delle candidature del primo turno. Si prevede che in queste elezioni, come in quelle precedenti, il voto dei cittadini sarà “contro” un candidato e non proprio a favore delle proposte che questi possa promuovere. Redacción Perú
May 21, 2026
Pressenza