
Ex Gkn, la cooperativa Gff pronta a salpare
Pressenza - Wednesday, July 15, 2026Il primo pezzo di piano industriale in autunno. Unico finanziatore: l’azionariato popolare. istituzioni sparite dai radar.
Convergere, salpare, insorgere. Si intitola così il documento conclusivo dell’assemblea dell’azionariato popolare del 12 luglio a Campi Bisenzio. Oltre 500 persone riunite a villa Montalvo hanno ascoltato attentamente gli interventi per oltre cinque ore e infine approvato l’avvio di una prima parte del piano industriale, quella delle cargobike.
Non era questo il piano originario, uno dei tanti elaborati in questi cinque anni di gioco dell’oca con il capitale e le istituzioni, ma è quello che si può mettere a terra da subito e con le sole nostre forze, perché, come si legge sul documento “non c’è più tempo”. Tutto quello che è stato faticosamente ottenuto a suon di manifestazioni, occupazioni, scioperi della fame e campagne di ogni tipo è stato vanificato dall’atteggiamento attendista delle istituzioni locali, che hanno creato il consorzio di sviluppo industriale della piana per lasciarlo lì a candire, né più né meno di quanto hanno fatto i tavoli ministeriali, rinvio su rinvio e il capitale, annuncio su annuncio.
Cinque anni alluvionati da fiumi di parole e da nessun fatto. Ora un fatto c’è: si parte. E si fa con quello che abbiamo: 2mila soggetti che hanno partecipato all’azionariato popolare, oltre un milione di euro, un piano industriale in tre direttrici, una cinquantina di posti di lavoro in cinque anni, una società operaia di mutuo soccorso e il suo ristoro, emporio, birreria e pizzeria popolare come strumento di convergenza con le reti contadine e con le realtà di lotta. L’azionariato popolare servirà a partire con le cargobike e con la formazione all’installazione e al riciclo dei pannelli fotovoltaici, attività per le quali sarà necessario un finanziamento bancario, per il quale Banca Etica si è già detta disponibile. Le tre direttrici del nuovo piano saranno operative in cinque anni e alla fine arriveranno a impiegare 47 lavoratori e lavoratrici.
E la lotta? La lotta va avanti. Continuerà quella per riaprire la ex Gkn e perché i lavoratori e le lavoratrici abbiano tutto il dovuto, compresi i necessari risarcimenti morali e professionali. Continuerà quella del Collettivo di Fabbrica, che sarà il “depositario della memoria, dell’autorevolezza e del patrimonio politico costruito in questi cinque anni di lotta. La Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo sarà lo strumento attraverso il quale continueremo a organizzare la rete solidale e il mutualismo conflittuale”.
Continuerà la costruzione di un polo della cultura working class, così come vengono confermate tutte le scadenze che hanno segnato questi cinque anni: il festival di letteratura working class, il 9 luglio, il Capodanno. Continuerà la convergenza eco-sociale tra movimento operaio e movimento climatico, la lotta contro il riarmo e per la Palestina libera. “Che la Palestina sia presente in ogni lotta e che ogni lotta sia anche per la Palestina” si legge nel documento approvato dall’assemblea. “Il nostro impegno internazionalista, al fianco della resistenza palestinese e di tutti i popoli oppressi, dovrà continuare ad attraversare ogni nostro progetto.”
Così, la cooperativa Gff salpa e lo fa in un mare in burrasca e infestato di demoni. Ma quella barca non è sola, perché ha accanto chiunque in questi cinque anni abbia visto nel Collettivo di Fabbrica un’occasione, forse l’ultima, per tornare a lottare per una vita bella, attraverso un progetto che nello stesso momento sta per terra e vola in cielo.
I semi gettati sono tantissimi e sono già germogliati, nei macrolotti come nel Mediterraneo. La cooperativa Gff salpa e noi salpiamo insieme a lei, “non con il mercato ma contro il mercato”, come una flotilla nell’economia.